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DharMag gennaio 2018 Gin Primo al sale di Romagna di Federico Lugaresi: recensione, commento e prezzo di un grande gin artigianale

Gin Primo al sale di Romagna di Federico Lugaresi recensione commento e prezzo Abbiamo già parlato del Gin Primo, il primo gin romagnolo aromatizzato con sale di Cervia, nella nostra classica dei migliori gin e acque toniche per il Gin & Tonic, ma dovevamo approfondire l’argomento.

Il Gin Primo al sale di Cervia è per molti versi un distillato atipico, rivoluzionario e spiazzante, per altri è uno dei gin più netti, cristallini e affascinanti che abbiamo mai assaggiato.

Vediamo i botanicals con cui è aromatizzato il Gin Primo: Lavanda, Erba Luigia, Santolina Cenere e ovviamente il sale.

Ad un primo assaggio il sale è dominante, definisce la struttura e tutto il quadro aromatico, ma è un gin da meditazione che va assaggiato più e più volte, anche solo per abituare il palato. E se è vero che il sale è tosto, non è che il primo gradino per raggiungere grandi vette di piacere gustativo, perché il sale è lo scheletro, dopodiché tutti i sapori si innestano sul sale, anzi potremmo dire che i botanicals nascono da suolo salino e in tal modo vengono marchiati.

Ma alla fine è buono questo Gin Primo al sale di Cervia?

Molto, non è un gin che piacerà a tutti, ma come tutti i gin di razza nasce da una ricerca estetica che affascina, non è un gin etereo e resinoso classico, sì, è corposo e potente, ma c’è il richiamo del mare dentro, ha un’anima particolare che ha il sapore delle onde che si infrangono sugli scogli. Tuttavia è un grandissimo distillato, un prodotto coraggioso e deciso, che non ammicca, non è ruffiano, ma il bello è che parte da un terroir. Discorso sempre limitato al vino, ma che oggi si estende anche ai distillati. I whisky di Islay come il Caol Ila hanno il mare dentro, il Monkey 47 ha la foresta nera, il Caorunn ha i sapori delle colline scozzesi, il Death’s Door ha il suo gusto unico per via del grano che coltivano e poi distillano.

È già da anni che il Rinascimento del gin è partito e finalmente iniziamo a vedere vere e proprie opere d’arte. Perché il Gin Primo è un prodotto handmade, dal taglio sartoriale, non è prodotto in milioni di bottiglie, anzi…

Quali cocktail fare con il Gin Primo

Ma veniamo al punto finale: il Gin Primo è un gin che va miscelato. Ok, liscio non è male, ma nasce con l’intento di rendere unici i vostri cocktail con quella sua sapidità pazzesca. E allora quali cocktail fare? Prima di tutto il Gin Tonic con una tonica morbida e profumata come la Indi & Co, anche quella al sambuco non è affatto male. Ma poi fate anche i cocktail con succhi classici come il Singapore Sling, il Bronx, il Bramble e poi è favoloso il White Lady. Agrumi e sale insieme si fondono e si spingono verso vette aromatiche in un gioco di contrasti favoloso.

Il bouquet del Gin Primo

Naso pungente e minerale con iodio, lavanda, agrumi, pepe. Il tutto è legato dal fascino resinoso del gin e da sottili profumi di erbe aromatiche. Di cristallina bellezza.

Il sapore del Gin Primo

Bocca salata, calda, speziata, ma netta, senza tentennamenti o ridondanze. Dopo il primo assalta iodato si apre in sapori più delicati, emergono lentamente dalle onde, il frutto diretto, a base di zenzero e arance. Nel complesso l’equilibrio è buono, non è un gin imbellettato o che si perde, ma va dritto al sodo in un crescendo inarrestabile. Finale lunghissimo, persistenza da 5 minuti e oltre.

Altri grandi gin da assaggiare

Gin 209, Roby Marton Gin, Koval Gin, Monkey 47, Aviation American Gin, Opihr, Plymouth Gin Navy Strength, Gin Mare, London Dry Gin N°3, Wenneker Elderflower Dry Gin, Fifty Pounds Gin, Vl 92 Gin, Mayfair Gin, Death’s Door Gin, Botanic W & H gin premium, Hendrick’s Gin, Le Gin 1 & 9 di Vedrenne, Panarea Island Gin.

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