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Egna e Mazzon: la patria del Pinot Nero.

Foto dei tipici portici di Egna, splendido paesino medioevale a sud di Bolzano I portici di Egna E’ impossibile non innamorarsi di Egna, un piccolo borgo che ha attraversato i secoli senza mai perdere la propria identità. Le case sono minute, con facciate molto colorate e sotto di esse si dipana un percorso di portici che contribuisce ad aumentare l’aspetto caratteristico da città mercantile, quale doveva essere nel Medioevo. Non a caso il nome tedesco della città è Neumarkt. Basta lasciare questo incantevole villaggio incorniciato dalla montagne e fare pochi chilometri per raggiungere Mazzon: la patria del Pinot Nero italiano.

Mazzon: dove nasce il miglior Pinot Nero dell’Alto Adige

Il vero tesoro di queste colline sono i vigneti, pochi ettari, ma con un patrimonio di cloni e di biodiversità pazzesco, che è maturato nel corso di secoli. E’ qui che nel 1800 Ludwig von Barth, uno scienziato viennese con la passione per il vino, ebbe l’idea di piantare Pinot Nero, Blauburgunder, visto che in zona si parla più tedesco che italiano. Pensava che l’altopiano di Mazzon potesse produrre grandissimi Pinot e così è stato, perché oggi questa valle, alla destra dell’Adige, 25 km sud di Bolzano, è considerata la Côte d’Or d’Italia. E aveva ragione da vendere.

Questione di Terroir

Vigneti sulle colline di Egna e Mazzon. Visite alle cantine del Pinot Nero. I vigneti intorno ad Egna e Mazzon sono il sogno di ogni enoturista Le vecchie pergole trentine purtroppo stanno lasciando il passo a quelle allevate a guyot, meno esigenti. Il terreno, di origine morenica, gode di una trama stupefacente, è una mare sabbioso ricco di argilla e calcare, dall’ottimo drenaggio, con abbondanti ciottoli e nutrimenti minerali, - in altre parti compaiono vene di porfido. Ma la cosa importante è che nella stessa vigna convivono particelle totalmente differenti che aggiungono complessità al vino, che risulta terso, dal frutto raffinatissimo e marcato da profumi soavi.

Da sud spira l’Ora, il venticello proveniente dal lago di Garda. Durante l’estate rinfresca e nel periodo freddo, mitigato dai crinali intorno, porta un leggero tepore: questo fa sì che il vento non manchi mai tra i grappoli e non manca neanche l’escursione termica, piuttosto brusca. Le vigne ricevono una spruzzata di luce al mattino e poi si illuminano di pomeriggio fino a poco prima del tramonto, quando la temperatura crolla, creando condizioni ideali per imprimere acidità ed intensità di profumi nell’uva.

Caratteristiche organolettiche del Pinot Nero di Mazzon

Campi di lavanda in Provenza. Colori stupendi, blu del cielo e viola dei fiori Se sentite profumo di lavanda è Pinot Noir Il Pinot Nero di Mazzon è uno vino di buona struttura, caratterizzato da una freschezza vibrante e un bouquet di sottobosco terroso in cui si alternano lamponi, lavanda, ribes, zenzero, viole, liquirizia e tocchi balsamici. L’eleganza è il tratto distintivo e mano a mano che invecchia il bouquet si fa più etereo e balsamico, con lacca e liquore di marasche che si mescolano ad un potpourri avvolgente.

Pinot Nero: abbinamento con il cibo

Risotto al tartufo. Il vino da abbinare al tartufo? Pinot Noir dell'Alto Adige. Risotto al tartufo e Pinot Nero: un grande classico Il Pinot Nero se giovane è perfetto per accompagnare le classiche merende altoatesine con speck, pane di segale e formaggio, zuppe di legume e cereali, formaggi semi-stagionati, tataki di tonno, tagliolini al tartufo, ma da provare anche con un filetto di salmone ai porcini. Se avete per le mani una bottiglia di Pinot Nero di qualche anno, magari “speziata”, provate ad abbinarla al cibo indiano come curry di manzo oppure risotto al tartufo, tonno affumicato, risotto alla zucca e piatti vegetariani, kebab e spiedini vari, arrosticini. Ecco una guida sugli abbinamenti cibo-Pinot Nero.

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