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DharMag gennaio 2020 Aperol: recensione, scheda tecnica, caratteristiche, prezzo e i cocktail da fare

Aperol che cos'è, recensione, scheda tecnica, prezzo e i cocktail da fare Vi siete mai chiesti che cosa sia l’Aperol? Ma certo, è l’Aperitivo Italiano per eccellenza fin dal 1919 come ci dice l’etichetta. E poi l’Aperol è l’ingrediente fondamentale per fare un cocktail rinomato come l’Aperol Spritz.

Ma prima di tutto dobbiamo dire che l’Aperol è diventato una bevanda mainstream solo negli ultimi anni, grazie ad enormi investimenti pubblicitari della Davide Campari SPA, la ditta che produce l’Aperol, ma anche il Campari. E questo vale anche per l’Aperol Spritz, prima lo Spritz si faceva con vino o prosecco e bitter, ma non con l’Aperol è diventato di moda da pochi anni. Prima si usava il Select, il Cynar, il Campari, ma non l’Aperol e infatti se leggete l’etichetta scrivono giustamente che è l’ingrediente dell’Aperol Spritz e non dello Spritz.

Quindi che cos’è esattamente l’Aperol e come viene prodotto?

Prima di tutto non è un bitter, perché gli amari per legge devono avere una gradazione di 15 gradi alcolici, mentre l’Aperol ne ha 11. In Francia e in Germania ad esempio la sua gradazione è di 15 gradi, ma in Italia è più leggero. Ma se vogliamo essere precisi, basta leggere l’etichetta e scoprire quali sono i suoi ingredienti. Possiamo definirla una bevanda a base di acqua, aromi tra cui troviamo chinino, zucchero, coloranti e ovviamente alcol. E per dare sapore in questo alcol sono stati messi a macerare genziana, arance, rabarbaro e altri botanicals che vengono tenuti segreti. Quindi il metodo produttivo è quello usato per fare bitter e amari è una classica soluzione idroalcolica aromatizzata con spezie, frutta, radici e fiori. E fin qui ci siamo.

Aperol recensione, scheda tecnica, caratteristiche, sapori profumi e prezzo Siamo sempre stati molto critici nei riguardi dell’Aperol non perché sia un prodotto scadente, ma solo perché è una bevanda industriale dal sapore troppo costruito e senza grandi spunti, ma se considerate il prezzo di 10 euro al litro non potete pretendere i miracoli. E non è neanche corretto paragonarlo ad un bitter come il Campari che costa almeno quasi il doppio. Ma allora perché dovremmo usare l’Aperol?

In realtà non esiste un solo motivo per usare l’Aperol, soprattutto se siete dei bartender professionisti e la ricerca di prodotti artigianali di grande qualità è la vostra priorità. Prima di tutto lo Spritz Aperol con prosecco è terribile: lo spiccato gusto fruttato del prosecco non trova molto contrasto nell’unione con l’Aperol, che è dolciastro e solo moderatamente amaro.

Ma questo è il male minore. Il grande problema dell’Aperol sono i coloranti chimici E 110, Giallo arancio, ed E 124, rosso cocciniglia, entrambi poco raccomandabili, tanto che hanno creato scandalo per la loro presenza in merendine, snack, bibite, aranciate e altri prodotti industriali dedicati ai bambini. Ancora si stanno studiando gli effetti di queste sostanze sull’uomo, ma la loro presenza ha portato i produttori che li usano a dover mettere in etichetta la dicitura “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini “. Voi direte ma questa è una bevanda alcolica e già l’alcol fa male, la gente lo sa. Ok, l’alcol è dannoso in ogni sua forma, ma almeno non andiamo ad aggiungere altri mefitici coloranti.

E il problema di questa bevanda è solo questo. Uno potrebbe anche passare sopra il gusto banale ed omologato, ma i coloranti chimici da quattro soldi non fanno onore al movimento di rinnovazione di tutta la liquoristica italiana. Ormai tutti cercano di produrre in maniera più consapevole, usando botanicals e prodotti territoriali o almeno di qualità e vedere sull’etichetta dell’Aperol le sigle E 110 ed E 124 fa molta pena.

Caratteristiche organolettiche dell’Aperol

I profumi sono dominati da toni di agrumi, a cui si aggiungono spezie pungenti come noce moscata, poi erbe, fiori e toni più amari di radici che puntano alla genziana. Nel complesso non è male.

Al palato non ha grande slancio, i sapori dolci e amari si alternano, ma alla fine la dolcezza è un po’ troppo pastosa. Sapori di china amarognola, finale abbastanza pulito. Non è molto carismatico nel complesso. Non ha corpo o credibilità alcolica e viaggia su un binario stilizzato: purtroppo nasce per piacere ad un pubblico giovane e casual, soprattutto se mescolato ad un prosecco fruttatone che lo pialla rendendo tutto una bibita frizzante e dolciastra. Quello che è sbandierato come un pregio, la leggerezza alcolica (11 gradi) in realtà è un grave difetto che rende slavato questa soft drink.

Quali cocktail fare con l’Aperol

Aperol Spritz, quali cocktail fare con lo Spritz, come servire l'Aperol soda Spritz Aperol, meglio se servito con vino, soda e succo di lime con ghiaccio. Anche un semplice Aperol soda è meglio di quello con il prosecco.

Prezzo dell’Aperol

10 euro al litro: prezzo popolare. Sinceramente non è una bottiglia consigliata, investite 18 euro e comprate il Campari che è mille volte meglio, ha 25 gradi alcolici, struttura e più volume aromatico.

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