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DharMag gennaio 2020 Triple Sec e Curacao: cosa sono, come si usano, quali cocktail fare e come sono fatti questi liquori

Triple Sec e Curacao liquori, cosa sono, come si usano, quali cocktail fare Il Triple Sec e Curacao sono liquori aromatizzati all’arancia, molto dolci e profumati, che ogni bartender deve imparare ad usare e dosare per fare grandi cocktail.

Nello specifico sono dei liquori usati per aromatizzare e addolcire grandi cocktail come il Margarita, Kamikaze, Angelo Azzurro, Lemon Drop Martini, Between the sheets, Sidecar, Cosmopolitan e il White Lady. Quindi, come vedete, non stiamo parlando di cocktail minori, ma dei pilastri della miscelazione.

Differenze tra il Triple Sec, Orange Curacao, Blue Curacao e Curacao

A livello pratico per la miscelazione sono la stessa cosa, ci sono piccole differenze, ma cambia soprattutto la provenienza e la cultura del prodotto. Diciamo che i due nomi riflettono due filosofie, non tanto il risultato finale. Il Curacao è un liquore di origine olandese prodotto (in teoria, ma non è sempre vero) con arance Laraha provenienti dell’isola di Curacao, poco distante dal Venezuela, a cui si possono aggiungere spezie come cumino e coriandolo. Spesso lo troviamo colorato di blu, e in questo caso si chiama Blue Curacao oppure arancione e questo si chiama guarda caso Orange Curacao. Quindi la prima differenza è che il curacao è più floreale, ampio e speziato, ma anche dolciastro e colorato.

La grande differenza è che il triple sec nasce da una tripla distillazione, come dice il nome. L’alcol sta in infusione con le arance amare e poi è distillato per enfatizzare e concentrare il sapore amaro e di agrumi. E questa pratica porta ad un liquore più austero, ma anche pulito e agrumato. Solitamente è un liquore trasparente.

Vero è che alcuni Triple Sec, come Cointreau e Grand Marnier sono prodotti usando cognac o brandy come base alcolica. Il risultato è diverso, il gusto è più ampio e sontuoso, e in questo caso potete anche berli con ghiaccio in un bicchierino come digestivo o classici cordial alla francese.

A cosa servono Triple Sec e Curacao?

Finalmente arriviamo al punto più importante: come usare triple sec, curacao, orange curacao o blue curacao? Una cosa è certa: non berrete mai liscio un bicchiere di Triple Sec di media-bassa qualità, sono ottimi prodotti, ma sono gregari, anzi sono esaltatori della magnificenza. Se ci pensate sono usati nel cocktail più aromatico di tutti: il Margarita. E infatti in combinazione con la tequila e il lime, il triple sec sprigiona profumi agrumati pazzeschi, un vortice unico di sentori fruttati e floreali. Il tutto grazie ad una dose bassissima di liquore: stiamo parlando di 2 cl di liquore, un goccio.

Per cui se amate fare cocktail o siete dei bartender, triple sec e orange curacao diventeranno i vostri migliori amici. La loro conoscenza va oltre il saper maneggiare i distillati, perché presuppone che abbiate la sensibilità e la delicatezza di saper centellinare, di aggiungere una sfumatura sgargiante. Non dovete rivoluzionare il mondo della mixology, ma imparare a capire gli strumenti che abbiamo a disposizione. Il triple sec è una chiave che apre le porte del paradiso: spremete un’arancia, mettete 2 cl di tequila, 2 cucchiai di triple sec, rimescolate e avrete improvvisato un cocktail meraviglioso, fresco ed elegante in pochi secondi.

Il sapore e la gradazione di triple sec e orange curacao

Sono liquori vellutati, molto dolci, ma non come le creme, ci siamo vicini, tuttavia il sapore di arance amare serve a bilanciare la dolcezza, creando un contrasto unico. I prodotti più economici sono più dolci e pastosi e hanno meno nerbo alcolico e meno sfumature, visto che lo zucchero costa meno dell’alcol. Quindi assaggiate sempre prima di usarli.

I liquori più pregiati hanno un gusto più affilato e speziato, ampio. Evitate i triple sec da 6 euro, sono praticamente una spremuta di glucosio. Per darvi un’idea sul loro uso sono l’opposto degli amari e dei bitter, quelli veri però, non i prodotti industriali pieni di zucchero come il Montenegro.

Ok, abbiamo detto che i triple sec sono zuccherini, ma non cadiamo nei luoghi comuni, non sono tutti uguali. Tanto che è vero che oggi vengono prodotti liquore sempre più esaltanti e un esempio è il Triple Sec Pierre Ferrand dry curacao, un piccolo gioiello. E come vedete è dry, nel senso che non è stucchevole, ha una sua personalità e lo potrete bere anche come aperitivo o digestivo con ghiaccio e scorza di arancia.

Il grado alcolico di triple sec e orange curacao parte dai 21 gradi per i più leggeri per arrivare tranquillamente ai 40 del Cointreau, del mitico Triple Sec Pierre Ferrand dry curacao e del Grand Marnier. Più costa e più è alcolico e pulito il gusto, molto semplice come concetto.

Blue Curacao

Il Blue Curacao è un discorso a parte: nasce per essere molto amaro e pungente, profumatissimo. La base di zucchero c’è, ma l’estratto di oli essenziali di arance amare si fa sentire molto. Anche l’affumicatura, il sapore di buccia bruciata è più intenso. Se usato correttamente può essere un valido aiuto, non miscelatelo solo per fare cocktail blu…

Come si producono il Triple Sec e il Curacao?

Il curacao è un liquore che nasce da alcol o acquavite in cui vengono messe a macerare delle bucce di arance amare di Laraha, cumino e coriandolo. L’alcol viene distillato, viene quindi dolcificato e allungato per raggiungere il grado alcolico desiderato e quindi è pronto per essere imbottigliato. Tutto questo è vero fino ad un certo punto, per legge il curacao può essere fatto anche con arance di altri tipi non provenienti dall’isola, tanto che ormai le arance Laraha vengono prodotte per la maggior parte in Spagna.

Il nome triple sec dalla tripla distillazione che subisce, perché l’alcol con l’infusione di arance viene distillato tre volte, affinché il liquore sia sempre più raffinato e pulito. Alcuni come il Grand Marnier nascono da una miscelazione di cognac in cui vengono fatte macerare le arance. Quindi non esiste un disciplinare che ci possa guidare o regole scritte nella pietra, quindi non fidatevi di etichette e proclami stampa, ma assaggiate con il vostro palato.

Se il Bols orange curacao costa 10 e il Pierre Ferrand dry curacao 30 euro un motivo ci sarà.

Cosa usare al posto del Triple Sec e Curacao

In Italia esistono liquori all’arancia come l’Aurum, prodotto in Abruzzo, vale la pena tentare.

Chi ha inventato Curacao e Triple Sec?

La storia del triple sec e del curacao è affascinante e ci fa capire il cambio di potere nei Caraibi. I primi furono gli olandesi a produrre curacao usando cumino, spezie e le bucce delle arance amare provenienti dall’isola di Curacao, poco distante dal Venezuela, la famosa Citrus aurantium var. curassuviensis. In realtà le arance di questa specie furono importate dagli Spagnoli, non sono autoctone dell’isola: è solo che qui hanno trovato dei suoli ottimi per raggiungere il giusto sapore. Citiamo la Bols come la prima produttrice di liquori aromatizzati all’arancia e ancora oggi industria attiva, anche se i loro prodotti sono di taglio industriale, molto dolci e non particolarmente pregiati.

Triple Sec Cointreau Liquore come si usa, come si fa, che cocktail fare Poi arrivarono i francesi e grazie alle esperienze fatte con il Cognac e il rum agricolo, capirono che la base alcolica usata per fare questi liquori poteva essere o alcol neutro per esaltare il sapore amaro delle arance oppure un prodotto sontuoso come il cognac. E infatti iniziarono a produrre i triple sec usando, in un secondo momento, il cognac come alcol di partenza. Jean Baptiste Combier fu l’inventore del Cointreau e del primo triple sec nel 1832, che ricordiamolo portava in etichetta il nome Curacao Triple Sec Cointreau. Da quel momento c’è stato lo scisma. Oggi giustamente il Cointreau non lo mette più in etichetta il nome triple sec, perché si è creato un nome e una fama tutta sua e non vuole mescolarsi agli altri prodotti, ma in realtà rimane sempre un liquore aromatizzato alle arance.

I migliori cocktail fatti con il Triple Sec

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