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Frappato: vino, vitigno e storia

Posted on Ott 2nd, 2020
by Alfredo Ravanetti
Categories:
  • Vitigni
Frappato vino e vitigno caratteristiche organolettiche, storia e sapore

Il Frappato è uno dei vitigni a bacca rossa più importanti della Sicilia, tanto che concorre con il Nero d’Avola alla creazione del blend del Cerasuolo di Vittoria, l’unica DOCG dell’enologia siciliana.

Il Frappato è un vino splendido, fruttato il giusto, elegante, ricco, ma non aromatico, potente, ma mai gradasso e non così alcolico come spesso sono le bombe fruttate siciliane. Ma soprattutto il Frappato è un vino che nasconde una finezza incredibile. La definizione che lo descrive in maniera impeccabile è balsamico. Sentirete i profumi e i sapori delle olive, del rosmarino, della macchia mediterranea e soprattutto del mare e dell’eucalipto.

Differenze tra Frappato e Nero d’Avola

Non è potente, caldo e strutturato come il Nero d’Avola, anzi ti seduce con un piglio austero, con tratti sottili e tanta polpa. Non è grasso o alcolico a livelli assurdi, ma in ogni caso siamo in Sicilia e il sole picchia e fa esplodere i livelli zuccherini nelle uve, quindi è un vitigno di certo non facile da produrre.

Ma fin troppo spesso si considera il Frappato un vino da terzo posto e se ne parla solo dopo aver citato Nero d’Avola e Nerello Mascalese… E fino a pochi anni fa poche erano le cantine che producevano Frappato in purezza, ma grazie agli sforzi dei lungimiranti vignaioli siciliani, il Frappato è in piena ascesa. E il bello deve ancora arrivare, ma noi abbiamo pazienza, perché le bottiglie in purezza di Frappato che abbiamo assaggiato sono piccoli capolavori e meritano una produzione a sé e non solo di finire nel Cerasuolo di Vittoria, che comunque, sia chiaro, è uno dei grandi vini italiani. Ma se vogliamo ribaltare il discorso, il Cerasuolo è un vino immaginifico proprio grazie all’eleganza e alla leggiadria che porta in dote il Frappato.

Il bouquet del vino Frappato

Il naso è un turbine di frutti rossi, spezie, erbe aromatiche, olive, rose, fiori, finocchio, foglie e note terrose e poi il mare e la terra di Sicilia. È come se fosse un distillato di terra e cielo. Ma non pensate ad un’aggressione aromatica a tappo armato, no, tutto il contrario, ha finezza da vendere, stoffa, profondità penetrante e pungente, ma non prepotenza.

Il sapore del vino Frappato

Al palato è succoso, acuto nello sviluppo acido-sapido, non è un vino esangue, anzi chi osa con l’estrazione riesce a produrre vini dalla trama fitta e golosa. L’incidere è austero con sapori ammandorlati e di arancia che si fondono a tannini spessi, poliedrici, a cui non manca la grinta. Non è un vino opulento, ma l’eleganza e la finezza dominano il tratto. È il vino che riuscirà a dare nuova identità e linfa alla Sicilia, a demolire il preconcetto banale che vuole imbottigliare il vino siciliano come una spremuta iper fruttata, tannica e marmellatosa. Siamo anni luce dalla rude euforia fruttata del Nero d’Avola.

Zona di produzione del vino Frappato

La sua culla e il suo habitat naturali sono la zona del Ragusano, nel sud est della Sicilia, dove lo troviamo nella DOC Eloro e nella superba DOCG Cerasuolo di Vittoria.

Storia del vitigno Frappato

La teoria più accreditata è quella del vitigno autoctono, nato a Vittoria, ma non ci sono fonti al riguardo. Quello che si sa è che le prime citazioni compaiono nel 1600. Alcuni narrano di una possibile discendenza spagnola del vitigno, ma è la classica teoria dell’invasione colturale dell’isola per mano aragonese e fino a quando non troveranno genitori o parenti spagnoli, prendiamo per buona la teoria della nascita siciliana.

Quali piatti abbinare al vino Frappato

Il Frappato è un vino di carattere, acido e tannicamente pronto alla battaglia, quindi gli abbinamenti migliori sono quelli con pietanze a base di carne, pollo al curry, pulled pork, hamburger, filetto alla Wellington.

Alfredo Ravanetti

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