Azienda agricola Calonga
L’azienda agricola Calonga nasce nel 1977, nelle colline a cavallo tra Faenza e Forlì e si è sempre distinta per la coltivazione di vitigni autoctoni come Albana, Pagadebit e Sangiovese. Molti la conosceranno per il Michelangiolo, uno dei più famosi ed apprezzati Sangiovese di tutta la Romagna, ma la vera passione di Maurizio Baravelli è il Cabernet Sauvignon e a giudicare dai risultati, la sua passione sembra avere trovato un buon terreno.
Filosofia della cantina Calonga

Primo piano sul Sangiovese I suoli sono un misto di argille e sabbia gialla tra cui si trovano spesso fossili marini: una complessità che ha permesso di individuare piccoli cru con specifiche caratteristiche. La parola d’ordine è austerità, pulizia estrema, vini cristallini, giocati su eleganza e finezza di profumi, espressivi, dai mille volti che si manifestano in profumi di fiori appassiti, raffinati richiami di spezie dolci e note evolute. Ogni vino è una storia a sé: quello che troverete nei vini Calonga non è la potenza fine a sé stessa, ma una ricerca estetica che punta ad esaltare i principali tratti dei singoli vitigni.
Stile dei vini Calonga
Il Sangiovese è strutturato, complesso, poliedrico, ma i tannini sono fini ed è la freschezza del frutto ad emergere, come dev’essere con i Sangiovese di razza. Il Cabernet è tannico, muscoloso, con mirtilli che continuano a ritornare in bocca assieme a pepe e prugne cotte, eppure il sapiente lavoro di affinamento col rovere lo ha reso molto elegante. Ma veniamo al vignaiolo, al suo stile. I vini Calonga sono sempre molto netti, mai ridondanti, il legno è ben dosato, è il suolo a parlare: in cantina si sta chiaramente andando verso il rigore, i vini sono meno tannici e potenti di una volta, c’è più finezza: un percorso verso l’eleganza che sta dando frutti interessanti. Certo le riserve, quando escono, sono solo all’inizio della loro evoluzione, ma basta soltanto lasciare che il tempo trasformi questa (tanta) materia in poesia.
Punti salienti
I vigneti sono splendidi, anche se il vero punto di forza sono le due riserve, Michelangiolo e Castellione: due dei migliori vini di Romagna, interpretazioni pure di due vitigni non facili da domare, anche se dobbiamo dire che in tutti i vini della cantina Calonga troverete grande cura e rispetto per l’integrità del vitigno.
Il Bruno, Sangiovese di Romagna DOC Superiore
Un Sangiovese da vigne di oltre quarant’anni. Molto floreale, con un frutto tagliente a base di ribes, more e amarene sciroppate. I profumi sono quelli scuri del sottobosco, emergono con leggerezza, mescolati a pepe, violette e un filo di cannella. In bocca è snello, acidità e calore sono ok, il tannino appena accennato solletica la lingua. Da aprire il giorno prima e poi abbinare a grigliate di pesce azzurro, carbonara o brodetto di pesce alla fanese.
Ordelaffo, IGT Sangiovese
È bello constatare quanta sensibilità ci sia nella produzione del Sangiovese nella cantina Calonga. Ad ogni appezzamento corrisponde una filosofia che si manifesta in uno stile del tutto particolare. Se il Bruno era delicato, questo Ordelaffo è più battagliero, la struttura aumenta, come l’intensità dei tannini che si fanno più rocciosi, densi, con rabarbaro, cioccolato e tamarindo in bella vista. Molto varietale il bouquet: mora, amarene cotte, un filo di anice, violette. Ancora un anno in bottiglia gli farà bene per arrotondare il tannino. Perfetto per il barbecue coreano: bulgogi (불고기) o shish kebab di agnello alla truca.
Pagadebit di Romagna
Pera, mela, camomilla e salvia per un vino semplice, con ritorni sapidi in bocca e una morbidezza di fondo che invita alla beva. Perfetto per accompagnare saporiti piatti di pesce come zuppa di calamari, ma ottima anche con tortelli di zucca alla ferrarese e tataki di tonno con sesamo e salsa di soia.
Castellione
Colore inchiostro, impenetrabile. I primi a emergere sono i mirtilli, caldissimi, già lanciati in una splendida evoluzione. Poi le prugne cotte, avvolte da spezie dolci: cannella, cardamomo, tabacco. Il tutto scivola con armonia, dolcemente, screziato di note balsamiche. È un crescendo seducente che si fa sempre più intenso. In bocca è sontuoso, potente, con strati fruttati che si alternano a cacao amaro, china, legno di sandalo, espresso e liquirizia creando una costruzione imponente, ma slanciata, grazie alla spalla acida che mantiene il vino gagliardo. Il tannino è fine, il vino già equilibrato, con almeno dieci anni di invecchiamento. Un Cabernet Sauvignon da abbinare a vitello tonnato, pollo al curry, lasagne al forno, roast beef, hamburger, filetto alla Wellington.
Michelangiolo
Il campione di casa. Un Sangiovese di grande struttura, ma che esibisce eleganza ad ogni sorso. Questo nettare rubino scuro nasconde una foresta di piccoli frutti rossi, ciliegie, sciroppo di amarene, a cui fanno da cornice fiori appassiti come peonie, violette, petali di rosa. Molto suggestivi anche i rimandi terrosi: funghi, ginepro, terra, muschio, inframezzati a tabacco, cioccolato e after-eight. In bocca è complesso, carnoso, compatto, con freschezza brillante e una sapidità sottile che amplifica le suggestioni da sottobosco. Tannino levigato con un’infinità di sfumature, equilibrio buono, anche se è ancora tutto da scoprire. Tra 6-7 anni sarà all’apice. Un Sangiovese di classe, da abbinare a risotto alla milanese con ossobuco, quaglie al tartufo. € 16.50.
Per acquistare i vini della cantina Calonga o visitare l’azienda agricola, contattare Maurizio.
[email protected]
Telefono: 0543 753044
Via Castel Leone, 8 Forlì 47100
Ettari vitati: 8
Bottiglie prodotte: 30000
Enologo: Fabrizio Moltard
