Doctor Brew Double IPA: recensione di una birra polacca potente, confusa e decisamente deludente
La Double IPA di Doctor Brew è stata una delle peggiori delusioni delle nostre degustazioni. Non tanto per i 4 euro spesi, quanto perché sulla carta prometteva parecchio: 8% di alcol, cinque varietà di luppolo americano e 99 IBU. Ingredienti e numeri più che rispettabili, ma il risultato è una birra pesante, scomposta, con un naso interessante e un palato che rovina tutto.
Il problema non è la potenza. Amiamo le Double IPA generose, amare, resinose, anche brutali quando serve. Ma intensità e qualità sono due cose diverse. Qui il malto prende il sopravvento, il luppolo perde incisività e la struttura diventa ingombrante. A peggiorare il quadro ci sono sensazioni ossidative poco piacevoli, che compromettono ulteriormente l’equilibrio.
The Basics
- Produttore: Doctor Brew
- Paese: Polonia
- Località: Breslavia (Wrocław)
- Stile: Double IPA / Imperial IPA
- Fermentazione: alta
- Gradazione alcolica: 8%
- Estratto originale: 18 °Plato
- Amaro dichiarato: 99 IBU
- Luppoli: Centennial, Magnum, Cascade, Summer, Amarillo
- Malti: Pale Ale, caramellato, frumento
- Formato: 500 ml
- Temperatura di servizio: 8–10 °C
Il birrificio e come è fatta
Doctor Brew è un marchio brassicolo nato in Polonia, a Breslavia, e conosciuto soprattutto per le sue birre ad alta luppolatura. La Double IPA segue una ricetta di impostazione americana, con cinque varietà di luppolo e una base maltata piuttosto ricca.
Centennial, Cascade e Amarillo sono varietà apprezzate per il loro contributo agrumato e resinoso, mentre Magnum viene utilizzato soprattutto per l’amaro. Summer completa la miscela con una componente aromatica più delicata.
L’estratto originale di 18 °Plato e gli 8 gradi alcolici collocano la birra nel territorio delle Imperial IPA, uno stile che richiede una gestione particolarmente attenta del rapporto tra malto, alcol e luppolo.
Una struttura importante è perfettamente legittima, ma deve lasciare spazio all’amaro e alla complessità aromatica. In questa bottiglia, invece, la componente maltata finisce per soffocare tutto il resto.
Caratteristiche organolettiche
Colore: ambrato torbido, con una tonalità piuttosto scura e poco invitante. La schiuma è abbondante, soffice e di buona consistenza.
Profumo: qui la birra parte bene. Frutta tropicale, pesca, resina di pino, scorza di agrumi candita e una nota floreale di ginestra. Il malto si fa sentire con decisione, accompagnato da una sfumatura di vaniglia. Il bouquet non è particolarmente ordinato, ma possiede intensità, varietà e una discreta persistenza. È la parte migliore dell’assaggio.
Gusto: purtroppo il primo sorso cambia completamente le aspettative. La componente biscottata del malto è eccessiva, quasi soffocante, e appesantisce una birra che avrebbe bisogno di maggiore freschezza e precisione. Gli agrumi ritornano, ma rimangono schiacciati dalla dolcezza maltata, mentre il luppolo fatica a emergere nonostante i 99 IBU dichiarati.
Il corpo è greve, la bevuta faticosa e l’amaro non riesce a dare ordine all’insieme. Compaiono inoltre note ossidative sgradevoli, che rendono il profilo gustativo ancora più confuso. La birra ha intensità, ma non riesce a trasformarla in complessità.
Finale: pesante, biscottato, con un’amarezza poco incisiva e una persistenza maltata che stanca rapidamente. Mancano la pulizia e la tensione amaricante che ci si aspetterebbe da una Double IPA di questo tipo.
Valutazione
La Double IPA di Doctor Brew promette molto al naso e delude clamorosamente in bocca. Il malto domina, il luppolo rimane in secondo piano e le note ossidative peggiorano un equilibrio già precario.
Il confronto con la Freewheelin’ di Foglie d’Erba è impietoso: entrambe sono birre intense e strutturate, ma la seconda riesce a conservare profondità aromatica, pulizia e bevibilità.
Non chiediamo a una Imperial IPA di essere delicata. Chiediamo soltanto che tutti quei malti e luppoli abbiano qualcosa da raccontare. Qui fanno soprattutto confusione.
Prezzo
4 euro per 500 ml.
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