Double IPA: quando la birra diventa Imperiale!
Double IPA, o Imperial IPA: già il nome è una promessa di abbondanza e spinta oltre ogni limite. Stiamo parlando di una delle birre più estreme e amate dai veri hophead, una creatura americana nata per celebrare il luppolo in tutta la sua potenza, tra amaro profondo, esplosioni di aromi tropicali, gradazione alcolica sostenuta e un corpo che non lascia mai indifferenti. Questa non è una birra per chi cerca timidezza: è un manifesto, un viaggio a tutto volume nei sentieri resinati, fruttati e balsamici dei migliori luppoli del mondo.
The Basics
Nome: Double IPA (Imperial IPA)
Origine: Stati Uniti (West Coast), oggi diffusa globalmente
Stile: birra ad alta fermentazione, forte, luppolata, moderna
Gradazione alcolica: 7,5% – 10% vol (anche oltre)
IBU (amaro): 60 – 120
Colore: dorato intenso – rame brillante (SRM 8–16)
Malti: pale, crystal, carapils; spesso aggiunte di zucchero per secchezza
Luppoli: Citra, Simcoe, Mosaic, Amarillo, Centennial, Columbus, Cascade e varianti moderne
Fermentazione: alta, lievito ale (talvolta ceppi neutri per esaltare il luppolo)
Formato: bottiglia, lattina, fusto; spesso 33/44 cl per concentrazione
Temperatura di servizio: 8-10°C
Prezzo medio: 4–8 euro per 33 cl (artigianali e di qualità)
Annate iconiche: spesso stagionali, one shot, limited edition
Origini, storia e rivoluzione craft
La Double IPA nasce negli USA, sulla West Coast, negli anni Novanta, come risposta radicale alla voglia di “more hops, more everything”. È figlia della rivoluzione craft americana, che ha preso le IPA britanniche e le ha rese più estreme, ricchissime di luppolo sia in amaro che in aroma, con gradazioni ben più alte della classica Pale Ale. La leggenda vuole che la prima Double IPA ufficiale sia la mitica Pliny the Elder di Russian River (1999): da lì in poi, tutte le migliori birrerie americane hanno cominciato a spingere l’acceleratore, creando veri capolavori da degustazione e raccolta. Oggi le Double IPA sono un banco di prova per qualsiasi birraio artigianale: tecnica, equilibrio e pulizia sono obbligatori, altrimenti il rischio di sbilanciamento o eccesso di dolcezza è sempre dietro l’angolo.
Come si fa una Double IPA
La produzione di una Double IPA è un gioco di forza e sottigliezza. Si parte da una base di malto pale ben strutturata, spesso integrata con malti carapils e crystal per dare corpo e complessità senza diventare stucchevoli. L’aggiunta di zucchero candito o destrosio serve a mantenere la birra secca e a non far “pancia”. Il vero protagonista, però, è il luppolo: si usano varietà moderne, spesso americane, per massicce dosi di amaro (early addition) ma anche dry hopping generosi che sprigionano profumi di frutta tropicale, agrumi, resina, pino, spezie, mango, ananas, passion fruit. Il lievito viene scelto per non interferire troppo con gli aromi, così da dare il massimo risalto al luppolo. Fermentazione a temperature controllate, maturazione breve e imbottigliamento spesso senza filtrazione per conservare tutti i profumi.
Caratteristiche organolettiche
Nel bicchiere, la Double IPA si presenta con una schiuma densa, compatta, color avorio, e una veste dorata brillante o ramata. Al naso è un vero tripudio: resina di pino, mango maturo, pompelmo, scorza d’arancia, maracuja, ananas, litchi, pepe, talvolta una nota “dank” erbacea o balsamica.
In bocca esplode: corpo pieno ma non pesante, amaro possente ma equilibrato, dolcezza contenuta grazie all’uso sapiente di zuccheri, finale lungo e asciutto. L’alcol si fa sentire ma è spesso ben integrato, portando calore e profondità senza bruciare. Le migliori Double IPA lasciano un’impressione di pulizia, freschezza e potenza aromatica, senza sbavature ossidative o zuccherine.
Stili, varianti e produttori
Nel mondo craft, la Double IPA ha dato vita a una galassia di interpretazioni:
- West Coast Double IPA: luppolo protagonista, secca, amaro netto, aromi di pino e agrumi, finitura resinosa
- New England Double IPA: velata, più morbida, corpo succoso, amaro meno marcato, esplosione di frutta tropicale e agrume fresco
- Double Brut IPA: ancora più secca, schiuma fine, finale extra dry
- Milkshake o Hazy Double IPA: corpo pieno, avena, lattosio, super tropicale e cremosa
Abbinamenti gastronomici
La Double IPA è perfetta con piatti ricchi di sapore, speziati o grassi: pulled pork, brisket, hamburger gourmet, ribs alla griglia, tacos piccanti, curry indiano o pad thai, pollo fritto, fritti misti, formaggi erborinati (Stilton, Gorgonzola piccante), pizza con salame piccante o salsiccia.
Prezzo e produttori consigliati
Le migliori Double IPA artigianali italiane ed estere oscillano tra 4 e 8 euro per bottiglia da 33 cl, con le edizioni speciali che salgono anche oltre i 10 euro.
Produttori top
- CRAK Brewery (Italia) – Double IPA “GIANDUIOTTA”, moderna e perfetta in equilibrio
- Birrificio Lambrate (Milano) – Double IPA “Atomic”, classica, vecchia scuola e da sempre amata dai luppolomani
- Opperbacco (Abruzzo) – “Dieci e Lode”, intense note fruttate e grande pulizia
- Birra del Borgo (Lazio) – “Duchessa Double IPA”, italian style, floreale, complessa
- BrewDog (Scozia) – “Double Hazy Jane”, juicy e tropicale
- Russian River (USA) – “Pliny the Elder”, la leggenda West Coast
- The Alchemist (Vermont, USA) – “Heady Topper”, prototipo di NE Double IPA
- Sierra Nevada (USA) – “Hop Bullet”, solidissima, riferimento per la scuola americana
Il quizzone
- È davvero sempre amara?
Sì, ma le migliori Double IPA sono un equilibrio tra amaro, dolcezza e aromi fruttati. - Va bevuta giovane?
Assolutamente: la freschezza del luppolo è tutto. - La gradazione è sempre alta?
Sì, mai sotto il 7,5%, altrimenti sei su una “Single IPA”. - Si trova anche in Italia?
Certo! I birrifici craft italiani hanno raggiunto livelli notevoli, soprattutto nelle versioni juicy e moderne.
