Viura: storia, caratteristiche e grandi vini bianchi della Rioja
Mela verde, pera, scorza di limone, fiori bianchi e un soffio di mandorla. La Viura è il grande vitigno bianco della Rioja, un’uva discreta, quasi timida nei profumi, ma capace di trasformarsi con il tempo. Da giovane produce vini freschi, leggeri e piacevoli; dopo dieci o vent’anni può regalare nocciola, miele, cera d’api, camomilla e spezie, con una complessità che pochi bianchi spagnoli riescono a raggiungere.
Eppure la Viura ha trascorso buona parte della sua storia all’ombra del Tempranillo. Mentre i grandi rossi della Rioja conquistavano il mondo, i bianchi rimanevano una specialità per appassionati. Un peccato, perché bottiglie come Viña Gravonia, Viña Tondonia Blanco e Capellanía dimostrano quanto quest’uva sappia invecchiare, soprattutto quando proviene da vecchie vigne e viene lavorata senza fretta.
C’è poi un dettaglio che crea spesso confusione: Viura e Macabeo sono lo stesso vitigno. Nella Rioja prende il primo nome, in Catalogna il secondo e nel Roussillon francese diventa Macabeu. Cambiano il clima, i terreni e le tradizioni, non la sua identità genetica. E così la stessa uva che dà profondità ai grandi bianchi della Rioja contribuisce anche alla produzione del Cava, lo spumante simbolo della Catalogna.
The Basics
- Nome: Viura
- Sinonimi: Macabeo, Macabeu, Maccabéo
- Tipologia: vitigno a bacca bianca
- Origine probabile: nord-est della Spagna, con un legame storico particolarmente forte con la Catalogna
- Paesi principali: Spagna e Francia
- Spagna – Rioja: Rioja DOCa
- Spagna – Catalogna: Penedès DO, Catalunya DO, Tarragona DO, Conca de Barberà DO, Costers del Segre DO, Terra Alta DO, Empordà DO, Montsant DO e altre denominazioni che autorizzano il Macabeo
- Spagna – spumanti: Cava DO, nelle aree geografiche autorizzate dalla denominazione
- Spagna – altre denominazioni: Navarra DO, Cariñena DO, Calatayud DO, Campo de Borja DO, Somontano DO, Valencia DO, Utiel-Requena DO, Manchuela DO e altre zone previste dai rispettivi disciplinari
- Francia: Côtes du Roussillon AOP, Collioure AOP e diverse denominazioni del Roussillon che ammettono il Macabeu, oltre a produzioni IGP
- Clima: mediterraneo e continentale, con buoni risultati nelle zone collinari e ventilate
- Terreni: argillo-calcarei, alluvionali, pietrosi e scistosi, secondo il territorio
- Maturazione: generalmente medio-tardiva o tardiva
- Acidità: generalmente moderata, ma capace di conservare maggiore freschezza nei siti adatti e con raccolte tempestive
- Profumi: mela, pera, limone, fiori bianchi, finocchietto, mandorla e miele
- Stili: bianchi secchi giovani, bianchi affinati in legno, spumanti metodo classico e vini dolci
- Produttori da conoscere: López de Heredia, Marqués de Murrieta, Allende, Remírez de Ganuza, Muga, CVNE, Olivier Pithon e Domaine Gauby
- Servizio: 9-11 °C per i giovani, 12-14 °C per i grandi bianchi maturi
- Abbinamenti: pesce arrosto, crostacei, pollo, coniglio, risotto ai funghi, baccalà e formaggi stagionati
Origine e storia della Viura

La Viura è una varietà storica del nord-est della Spagna, ma individuarne con certezza il luogo d’origine non è semplice.
Le ipotesi più accreditate la collegano alla Catalogna e all’Aragona, dove la coltivazione del Macabeo si è sviluppata nel corso dei secoli. Una delle testimonianze scritte più conosciute risale al 1617, quando il vitigno compare nell’opera dell’agronomo catalano Miquel Agustí.
Il nome Viura si è invece affermato soprattutto nella Rioja, dove la varietà ha trovato un territorio particolarmente adatto alla produzione di bianchi da invecchiamento.
La sua diffusione fu favorita dalla produttività, dall’adattabilità e dalla possibilità di ottenere vini relativamente delicati, adatti sia al consumo giovane sia alla maturazione in botte.
Nell’Ottocento, mentre le aziende della Rioja introducevano tecniche ispirate a Bordeaux, anche i vini bianchi cominciarono a essere affinati a lungo nel rovere.
Nacque così uno stile oggi quasi leggendario: bianchi secchi, maturati per anni in piccole botti e successivamente in bottiglia, con profumi di nocciola, spezie, cera d’api e frutta secca.
López de Heredia è una delle aziende che hanno conservato questa tradizione senza inseguire le mode.
Nel frattempo, in Catalogna, il Macabeo diventava uno dei protagonisti della produzione spumantistica. Dalla fine dell’Ottocento, con lo sviluppo del metodo classico a Sant Sadurní d’Anoia, entrò stabilmente nell’assemblaggio del Cava insieme a Xarel-lo e Parellada.
Oggi le due tradizioni convivono: la Viura della Rioja punta soprattutto su bianchi secchi e longevi; il Macabeo catalano è fondamentale per il Cava, ma sa produrre anche ottimi vini fermi.
Le caratteristiche della vite

La Viura è una varietà generalmente vigorosa e produttiva, con grappoli grandi e spesso compatti.
Gli acini hanno una buccia di colore verde-giallo, che diventa più dorata con la maturazione.
Il germogliamento e la maturazione sono relativamente tardivi, anche se il comportamento cambia secondo clima, vigneto e materiale vegetale.
La produttività è insieme il suo pregio e il suo limite.
Quando le rese diventano eccessive, i vini rischiano di perdere concentrazione, con profumi poco espressivi e una struttura piuttosto semplice.
Riducendo le rese e scegliendo con cura il momento della raccolta, invece, la Viura può sviluppare maggiore profondità, mantenendo una freschezza sufficiente per affrontare lunghi affinamenti.
Un altro problema riguarda la compattezza del grappolo, che può favorire marciumi e malattie fungine nelle condizioni più umide.
La varietà è inoltre sensibile al vento e alle gelate in determinate fasi vegetative.
Il momento della vendemmia è particolarmente importante. Nei territori caldi l’acidità può diminuire rapidamente, mentre la maturazione aromatica richiede tempo.
Per questo la Viura non è un’uva facile come suggerisce la sua diffusione. Coltivarla è una cosa, produrre un grande bianco da invecchiamento è tutt’altra storia.
Rioja: la patria dei grandi vini bianchi da Viura

La Rioja è conosciuta soprattutto per i suoi rossi da Tempranillo, ma possiede una tradizione di bianchi straordinaria.
La Viura è il vitigno bianco più coltivato della DOCa e rappresenta circa due terzi della superficie destinata alle varietà bianche, secondo i dati diffusi dal Consejo Regulador.
La regione si estende lungo la valle dell’Ebro, tra Rioja Alta, Rioja Alavesa e Rioja Oriental.
Il clima cambia sensibilmente da una zona all’altra.
Nella parte occidentale l’influenza atlantica contribuisce a mantenere temperature relativamente fresche, mentre a est le condizioni diventano più calde e asciutte.
Le migliori vigne di Viura si trovano spesso su pendii ben esposti, dove l’uva raggiunge una maturazione completa senza perdere troppa acidità.
Rioja Alta: il territorio dei bianchi longevi
La Rioja Alta è uno dei luoghi più importanti per la produzione di Viura da invecchiamento.
Haro, Briones e i vigneti circostanti ospitano alcune delle aziende storiche della denominazione.
I terreni sono variabili, con argille, calcari e depositi alluvionali, mentre il clima relativamente fresco favorisce maturazioni più equilibrate.
Qui la Viura può sviluppare profumi di mela, pera, limone e fiori bianchi, con una struttura che diventa sorprendentemente complessa dopo anni di affinamento.
López de Heredia e Marqués de Murrieta sono due riferimenti fondamentali, pur con stili differenti.
Rioja Alavesa e Rioja Oriental
Nella Rioja Alavesa i vigneti collinari, spesso su suoli argillo-calcarei, possono offrire Viura fresche e precise, con una buona componente agrumata.
La Rioja Oriental presenta invece condizioni generalmente più calde, nelle quali il controllo delle rese e la scelta della vendemmia diventano decisivi per conservare equilibrio.
Non esiste comunque una divisione rigida tra zone adatte ai bianchi e zone riservate ai rossi.
Conta molto la posizione del singolo vigneto.
I grandi bianchi tradizionali della Rioja
Per capire la Viura bisogna assaggiare almeno una volta un grande Rioja Blanco maturato a lungo.
Sono vini molto diversi dai bianchi moderni che puntano tutto su profumi freschi e immediatezza.
Il colore può essere dorato intenso, con riflessi ambrati. Al naso arrivano nocciola, mandorla, miele, mela cotogna, camomilla, scorza d’arancia, tabacco dolce e spezie.
Eppure non sono necessariamente vini pesanti.
L’acidità, quando le uve provengono da vigneti adatti e sono raccolte correttamente, può conservarsi per decenni.
Il lungo affinamento permette ai profumi di evolvere lentamente, mentre la struttura acquista profondità.
Viña Gravonia: quattro anni in botte
Il Viña Gravonia Crianza, prodotto da López de Heredia, è uno dei vini più rappresentativi dello stile classico.
Nasce da Viura in purezza, proveniente dai vigneti aziendali nei pressi di Haro.
Il vino trascorre quattro anni in botte, con travasi regolari, prima di proseguire la maturazione in bottiglia.
È un bianco secco, con note di mandorla, frutta matura, spezie e una caratteristica componente evoluta.
La cantina indica per questo vino una temperatura di servizio superiore a quella normalmente utilizzata per i bianchi giovani.
Non è una bottiglia da bere ghiacciata: ha bisogno di tempo e di un calice ampio.
Viña Tondonia Blanco: il tempo come ingrediente
Il Viña Tondonia Blanco è un altro capolavoro della tradizione riojana.
La versione Gran Reserva nasce da un assemblaggio di Viura e Malvasía, con una presenza largamente maggioritaria della prima.
L’affinamento può raggiungere dieci anni in botte, seguiti da ulteriore maturazione in bottiglia.
Il risultato è un vino profondo, con miele, noci, spezie, agrumi canditi e una consistenza capace di accompagnare piatti che normalmente richiederebbero un rosso.
È una delle dimostrazioni più convincenti della longevità della Viura.
Capellanía: il volto contemporaneo
Il Capellanía di Marqués de Murrieta mostra un’interpretazione differente.
Nasce da Viura in purezza, coltivata in un vigneto storico della tenuta Ygay, a circa 485 metri di altitudine.
L’annata 2020 proviene da viti piantate nel 1945 ed è stata fermentata in cemento, prima di maturare per venti mesi in rovere francese e altri quindici in cemento.
Il vino possiede una struttura ampia, con frutta bianca, nocciola, spezie e un’acidità elegante.
Meno segnato dalle note ossidative più pronunciate della tradizione, conserva comunque profondità e capacità di invecchiamento.
Viura e Macabeo: perché lo stesso vitigno produce vini tanto diversi?
La risposta sta soprattutto nel clima, nelle rese e nella vinificazione.
Nella Rioja la Viura può raggiungere un equilibrio adatto ai grandi bianchi fermi, soprattutto nei vigneti collinari e nelle annate favorevoli.
In Catalogna, invece, il Macabeo è spesso raccolto prima della piena maturità aromatica per conservare freschezza e produrre basi spumante.
Nel Roussillon, sotto un clima più caldo e mediterraneo, può dare vini più ampi, con pera matura, miele, mandorla ed erbe aromatiche.
È proprio questa versatilità ad averne favorito la diffusione, anche se nei territori più caldi richiede particolare attenzione per evitare vini piatti e poco espressivi.
Catalogna: il Macabeo e il Cava
In Catalogna la Viura cambia nome e diventa Macabeo o Macabeu.
È uno dei vitigni tradizionali del Penedès e una componente fondamentale del Cava, insieme a Xarel-lo e Parellada.
Il Macabeo contribuisce con frutto delicato, fiori bianchi, mela e una struttura generalmente morbida.
Lo Xarel-lo porta corpo e capacità di invecchiamento, mentre la Parellada aggiunge una componente più fresca e sottile.
Naturalmente le proporzioni possono variare, e alcuni produttori scelgono assemblaggi completamente differenti.
Il ruolo nella seconda fermentazione
Il Cava viene prodotto con il metodo classico, quindi attraverso una seconda fermentazione in bottiglia.
Durante l’affinamento sui lieviti, i profumi del vino cambiano progressivamente.
Mela e agrumi possono lasciare spazio a crosta di pane, brioche, nocciola e leggere note tostate.
Il Macabeo partecipa a questa trasformazione, soprattutto quando le uve possiedono buona maturità e il vino base conserva equilibrio.
I Cava più semplici privilegiano freschezza e frutto; quelli affinati più a lungo possono sviluppare una struttura decisamente più complessa.
I vini fermi catalani
Il Macabeo non serve soltanto a produrre spumanti.
Nel Penedès, nella Terra Alta, nel Montsant e in altre denominazioni catalane può dare bianchi secchi interessanti, spesso insieme a Garnacha Blanca o Xarel-lo.
Le versioni giovani sono piacevoli, con mela, pera, limone e fiori.
I vini da vecchie vigne possono possedere maggiore struttura, soprattutto quando vengono fermentati in legno o affinati sulle fecce fini.
Roussillon: il Macabeu tra Mediterraneo e Pirenei
Nel sud della Francia il vitigno è conosciuto come Macabeu o Maccabéo.
È coltivato soprattutto nel Roussillon, dove partecipa alla produzione di bianchi secchi e vini dolci naturali.
Il clima è mediterraneo, con estati calde, venti frequenti e vigneti distribuiti tra pianure e rilievi.
I terreni comprendono scisti, calcari, graniti e depositi sedimentari.
Nelle zone più calde il Macabeu può diventare ampio e morbido, con pera, pesca, miele e mandorla.
Nei vigneti più freschi e ventilati può conservare una componente agrumata più vivace.
Spesso viene assemblato con Grenache Blanc, Grenache Gris e altre varietà autorizzate.
Produttori come Domaine Gauby e Olivier Pithon hanno contribuito a valorizzare i bianchi del Roussillon, dimostrando che il Macabeu può partecipare a vini di notevole profondità.
Nei vini dolci naturali, invece, il vitigno entra in alcuni assemblaggi tradizionali del territorio, senza avere necessariamente il ruolo dominante che ricopre nella Rioja.
Come si produce la Viura?
La Viura permette vinificazioni molto differenti.
Acciaio: bianchi giovani e fragranti
Per i vini più immediati si utilizza spesso la fermentazione in acciaio a temperatura controllata.
L’obiettivo è preservare mela, pera, agrumi e la delicata componente floreale.
I vini possono essere leggeri o di medio corpo, con una freschezza piacevole e una struttura adatta al consumo giovane.
È uno stile particolarmente interessante per antipasti, pesce e cucina estiva.
Fermentazione in legno
La fermentazione in rovere può aggiungere volume e complessità.
Con il tempo emergono nocciola, vaniglia, spezie e leggere note tostate, che accompagnano i profumi della frutta.
La Viura non possiede un’aromaticità così intensa da sopportare indiscriminatamente grandi quantità di legno nuovo.
Le botti già utilizzate, i recipienti più grandi e una gestione misurata dell’ossigeno possono permettere al vino di conservare maggiore equilibrio.
Affinamento sulle fecce fini
Il contatto con le fecce fini può aumentare la sensazione di volume e contribuire a una consistenza più cremosa.
È una tecnica utile soprattutto nei vini destinati a un affinamento medio o lungo.
Non deve però diventare una scorciatoia per mascherare uve poco mature o troppo diluite.
Lungo affinamento e stile ossidativo
Nei grandi bianchi tradizionali della Rioja, il vino può trascorrere diversi anni in botti di rovere.
L’ossigeno che attraversa lentamente il legno favorisce un’evoluzione aromatica progressiva.
Si sviluppano note di frutta secca, miele, cera d’api, spezie e tabacco dolce.
Il vino rimane secco, ma acquista una profondità che può sorprendere chi conosce soltanto le Viura giovani.
Che sapore ha la Viura?
Viura giovane
Colore: giallo paglierino, talvolta con riflessi verdolini.
Profumo: mela verde, pera, limone, fiori bianchi, erba fresca e mandorla.
Sapore: secco, generalmente di medio corpo, con acidità da moderata a vivace secondo clima e maturazione.
Finale: fruttato, leggermente erbaceo, con agrumi e mandorla.
Viura affinata in rovere
Colore: giallo dorato.
Profumo: pera matura, mela cotogna, nocciola, vaniglia, miele e spezie.
Sapore: più ampio e strutturato, con una consistenza morbida sostenuta dalla freschezza.
Finale: lungo, con frutta matura, mandorla e leggere note tostate.
Viura molto matura
Colore: oro intenso, talvolta con riflessi ambrati.
Profumo: nocciola, cera d’api, miele, scorza d’arancia, camomilla, tabacco dolce e frutta secca.
Sapore: complesso, profondo, con una struttura evoluta e acidità ancora presente nelle migliori bottiglie.
Finale: persistente, con mandorla, spezie, agrumi canditi e sfumature balsamiche.
I produttori di Viura da conoscere
López de Heredia
La cantina di Haro è il grande riferimento per i bianchi tradizionali della Rioja.
Il Viña Gravonia Crianza è prodotto con Viura in purezza e affinato quattro anni in botte.
Il Viña Tondonia Blanco Reserva e il Gran Reserva mostrano invece la straordinaria capacità di invecchiamento degli assemblaggi storici di Viura e Malvasía.
Sono vini da cercare per capire quanto il tempo possa cambiare il carattere di un bianco.
Marqués de Murrieta
Il Capellanía è una delle grandi interpretazioni moderne della Viura.
Le uve provengono da una parcella storica della tenuta Ygay, mentre l’affinamento unisce rovere francese e cemento.
Un bianco profondo, con nocciola, frutta matura e una notevole capacità di evoluzione.
Allende
Allende produce bianchi della Rioja che valorizzano la Viura e altre varietà tradizionali.
Il Allende Blanco è un riferimento per lo stile strutturato della regione, con frutta bianca, spezie e una consistenza capace di affrontare diversi anni di affinamento.
Remírez de Ganuza
Nella Rioja Alavesa, Remírez de Ganuza dedica grande attenzione alla selezione delle uve e alla vinificazione dei bianchi.
Le interpretazioni più ambiziose mostrano frutto maturo, struttura e un uso del legno orientato alla complessità.
Muga e CVNE
Muga e CVNE sono due produttori fondamentali per conoscere il panorama dei bianchi riojani.
Le loro etichette mostrano interpretazioni differenti, dai vini freschi e relativamente immediati a selezioni fermentate in rovere.
Sono nomi utili anche per chi desidera avvicinarsi alla Viura senza iniziare dalle bottiglie più costose.
Domaine Gauby e Olivier Pithon
Nel Roussillon, Domaine Gauby e Olivier Pithon valorizzano vecchie vigne e assemblaggi mediterranei nei quali può entrare il Macabeu.
Il carattere è differente rispetto alla Rioja: maggiore maturità del frutto, erbe aromatiche, mandorla e una struttura spesso più generosa.
Quanto può invecchiare la Viura?
Una Viura giovane, vinificata in acciaio per conservarne frutto e freschezza, è generalmente piacevole nei primi due-quattro anni.
Le selezioni da vigneti maturi, fermentate o affinate in rovere, possono evolvere per otto-dodici anni.
I grandi bianchi tradizionali della Rioja possono superare vent’anni di vita, e alcune bottiglie storiche raggiungono età ancora più importanti.
La longevità dipende da qualità dell’uva, acidità, vinificazione e conservazione.
È soprattutto nei vini da vecchie vigne, con rese contenute e maturazioni equilibrate, che la Viura mostra il suo potenziale.
Il colore dorato non è necessariamente un segno di stanchezza: nei bianchi tradizionali può accompagnare un’evoluzione aromatica ricchissima.
Come servire la Viura
I vini giovani sono piacevoli a 9-11 °C, in un calice da bianco di media ampiezza.
Le versioni affinate in rovere meritano qualche grado in più, generalmente 11-13 °C.
I grandi bianchi maturi della Rioja possono essere serviti anche a 13-14 °C, lasciando che nocciola, miele e spezie emergano lentamente.
Cosa mangiare con la Viura?
Provatela con gamberi alla griglia, calamari ripieni, insalata di polpo, alici marinate e risotto ai frutti di mare.
Le versioni più strutturate, fermentate in legno, sono ottime con rombo al forno, baccalà alla pil-pil, pollo arrosto, coniglio alle erbe e risotto ai porcini.
Quanto costa una Viura?
Per iniziare bastano spesso 10-20 euro: è la fascia in cui cercare una Viura giovane della Rioja, fresca e fruttata, oppure un bianco fermentato in legno di buona qualità.
Salendo di prezzo troviamo i vini storici di López de Heredia e le grandi selezioni da vecchie vigne.
Il Capellanía 2019 di Marqués de Murrieta, Viura in purezza della Rioja Alta, è venduto 85 euro per 75 cl.
