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Cava: lo spumante spagnolo che sta conquistando il mondo

Posted on Ott 20th, 2026
by Alfredo Ravanetti
Categories:
  • Denominazioni
Corpinnat e Cava: quali sono le differenze?

Il Cava è il grande spumante spagnolo, prodotto esattamente e infallibilmente con il metodo classico, come Champagne e Franciacorta. Il suo cuore spumeggiante e gaio è in Catalogna, sulle colline del Penedès, dove Macabeo, Xarel·lo e Parellada sono i protagonisti di una tradizione spumantistica che risale all’Ottocento. Ma il Cava non è “soltanto” catalano: la denominazione comprende anche territori dell’Aragona, della Rioja, della Navarra, di Valencia e dell’Estremadura, ognuno con caratteristiche e interpretazioni uniche e meritevoli.

Ma attenzione a non confonderlo con un Prosecco spagnolo. Qui la seconda fermentazione avviene in bottiglia, il vino riposa sui lieviti per almeno nove mesi e può arrivare a maturazioni lunghissime. Certo, esistono Cava semplici, immediati, pensati per l’aperitivo, ma le grandi selezioni possono essere profonde, sapide, cremose e complesse, con profumi inebrianti che invitano subito al secondo bicchiere.

Per anni il Cava è stato considerato il cugino cheap dello Champagne, quasi una bizzarria, figlio di un terroir considerato troppo rovente in confronto all’algida Montagne de Reims. Un confronto ingeneroso, perché i vitigni sono diversi, il clima cambia e la tradizione catalana possiede una sua identità. Oggi la denominazione sta puntando con decisione su vigneti selezionati, produzioni biologiche, lunghi affinamenti e una classificazione geografica più precisa.

Il risultato? Uno degli spumanti più interessanti d’Europa, soprattutto per chi ama le bollicine secche, gastronomiche, senza troppi fronzoli.

The Basics

  • Nome: Cava
  • Paese: Spagna
  • Denominazione: Cava DO, Denominación de Origen
  • Metodo di produzione: metodo classico, con seconda fermentazione in bottiglia
  • Cuore storico: Sant Sadurní d’Anoia, nel Penedès, Catalogna
  • Zone ufficiali: Comtats de Barcelona, Valle del Ebro, Viñedos de Almendralejo e Requena
  • Sottozone dei Comtats de Barcelona: Valls d’Anoia-Foix, Serra de Mar, Conca del Gaià, Serra de Prades e Pla de Ponent
  • Sottozone della Valle del Ebro: Alto Ebro e Valle del Cierzo
  • Vitigni bianchi autorizzati: Macabeo o Viura, Xarel·lo, Parellada, Chardonnay e Subirat Parent
  • Vitigni rossi autorizzati: Garnacha Tinta, Trepat, Monastrell e Pinot Noir
  • Stili: bianco e rosato
  • Categorie: Cava de Guarda, Reserva, Gran Reserva e Cava de Paraje Calificado
  • Affinamento minimo sui lieviti: rispettivamente 9, 18, 30 e 36 mesi
  • Dosaggi: Brut Nature, Extra Brut, Brut, Extra Seco, Seco, Semi Seco e Dulce, secondo categoria
  • Profumi: mela, pera, lime, pesca, camomilla, mandorla, crosta di pane, nocciola e brioche
  • Struttura: da leggera e fragrante a cremosa e complessa, con acidità generalmente vivace
  • Produttori da conoscere: Juvé & Camps, Gramona, Recaredo, Freixenet, Codorníu, Segura Viudas, Agustí Torelló Mata, Mestres, Alta Alella e Pere Ventura
  • Temperatura di servizio: 6-8 °C per i giovani, 8-11 °C per le grandi selezioni
  • Abbinamenti: tapas, jamón ibérico, gambas al ajillo, paella, fritti di pesce, croquetas, pollo arrosto e formaggi stagionati

Dove nasce il Cava?

Il cuore della produzione si trova nel Penedès, tra Barcellona e Tarragona, in un paesaggio di colline, piccoli villaggi, boschi mediterranei e vigneti che scendono verso il mare.

Qui, intorno a Sant Sadurní d’Anoia, nasce oltre un secolo e mezzo fa la tradizione spumantistica catalana. Ancora oggi la cittadina è considerata la capitale del Cava, con cantine storiche e chilometri di gallerie sotterranee dove riposano milioni di bottiglie.

Il clima è mediterraneo, con estati calde e asciutte, inverni relativamente miti e una buona influenza delle brezze marine. Salendo verso le colline interne, però, le temperature diminuiscono e le escursioni termiche diventano più marcate.

Ed è proprio questa varietà di condizioni a permettere interpretazioni molto diverse: Cava giovani e fragranti nelle zone più miti, spumanti più tesi e strutturati nei vigneti elevati, grandi riserve che sviluppano complessità dopo anni sui lieviti.

I terreni sono altrettanto vari: calcari, argille, marne e depositi sedimentari. Nei vigneti meglio esposti e meno fertili le rese possono essere più contenute, con uve adatte a basi spumante di maggiore concentrazione.

Il Cava, però, non nasce soltanto in Catalogna.

La denominazione comprende territori distinti in diverse parti della Spagna, un’eredità della sua storia produttiva che oggi il sistema di zonazione cerca di rendere più leggibile.

Le quattro zone ufficiali del Cava

Comtats de Barcelona: la culla delle bollicine spagnole

Comtats de Barcelona è la zona principale e rappresenta oltre il 95% della produzione della denominazione.

Comprende il Penedès e altri territori catalani, con condizioni climatiche e geologiche molto differenti.

La nuova suddivisione riconosce cinque sottozone.

Valls d’Anoia-Foix è il cuore storico del Cava, intorno a Sant Sadurní d’Anoia. Qui si trovano numerose cantine celebri e vigneti nei quali Macabeo, Xarel·lo e Parellada sono coltivati da generazioni.

Serra de Mar identifica i settori più vicini all’influenza mediterranea, dove le brezze marine contribuiscono al clima.

Conca del Gaià comprende aree collinari della provincia di Tarragona.

Serra de Prades si distingue per i vigneti più elevati e per condizioni relativamente fresche, interessanti soprattutto per preservare l’acidità delle uve.

Pla de Ponent, nella parte occidentale della Catalogna, presenta caratteristiche climatiche più continentali.

Non sono cinque livelli di qualità: sono cinque territori differenti, da conoscere attraverso i vini.

Valle del Ebro

La Valle del Ebro comprende vigneti situati nella parte settentrionale e interna della denominazione.

Qui l’influenza continentale è più evidente, con inverni freddi, estati calde e importanti differenze di temperatura.

Le due sottozone sono Alto Ebro e Valle del Cierzo.

Quest’ultima prende il nome dal vento che attraversa la valle, contribuendo alla ventilazione dei vigneti.

Le uve possono conservare una buona freschezza, mentre la maturazione varia molto secondo esposizione e altitudine.

Viñedos de Almendralejo

I Viñedos de Almendralejo si trovano in Estremadura, nella Spagna sud-occidentale.

Il clima è decisamente più caldo rispetto a molte zone catalane.

Qui il Macabeo occupa un ruolo importante e la raccolta può cominciare molto presto, proprio per conservare la freschezza necessaria alla produzione delle basi spumante.

Requena

Requena, nella Comunità Valenciana, possiede una lunga tradizione spumantistica.

Pur trovandosi a latitudini mediterranee, numerosi vigneti sorgono su un altopiano interno, dove l’altitudine e le escursioni termiche contribuiscono a moderare il caldo.

È un territorio interessante per Macabeo e altre varietà autorizzate, con interpretazioni che possono privilegiare freschezza, frutto e una buona struttura.

La storia del Cava: dalla Catalogna all’Europa

La produzione di vino nel Penedès ha origini antiche, ma la storia del Cava moderno comincia nell’Ottocento.

In quegli anni alcuni produttori catalani si interessarono alla tecnica della seconda fermentazione in bottiglia, già utilizzata nella Champagne.

La figura più ricordata è Josep Raventós, legato alla famiglia Codorníu, che nel 1872 realizzò a Sant Sadurní d’Anoia le prime bottiglie di spumante secondo il metodo tradizionale.

La viticoltura catalana attraversava intanto una fase di grandi trasformazioni. La fillossera, arrivata nella regione alla fine dell’Ottocento, distrusse molti vigneti e costrinse i produttori a ripensare gli impianti.

Una parte importante della ricostituzione favorì varietà bianche come Macabeo, Xarel·lo e Parellada, destinate a diventare la base del Cava.

Durante il Novecento la produzione crebbe rapidamente.

Per molti anni questi spumanti venivano chiamati champán o con nomi che richiamavano direttamente lo Champagne. Con la progressiva tutela delle denominazioni europee diventò necessario distinguere chiaramente il prodotto spagnolo da quello francese.

Il nome Cava, che in catalano richiama la cantina sotterranea, si affermò come identificazione dello spumante.

Nel 1972 venne istituito un sistema di regolamentazione specifico; il riconoscimento della denominazione di origine Cava arrivò nel 1986.

Da quel momento lo sviluppo commerciale fu enorme.

Aziende come Freixenet e Codorníu contribuirono alla diffusione internazionale, mentre produttori più piccoli cominciarono a valorizzare vecchie vigne, lunghi affinamenti e singole parcelle.

Negli ultimi anni la denominazione ha introdotto nuove regole per distinguere con maggiore precisione provenienza, durata dell’affinamento e requisiti dei vigneti.

Non sono mancati contrasti. Alcuni produttori prestigiosi hanno scelto percorsi differenti, dando vita o aderendo a realtà come Corpinnat e Clàssic Penedès.

La discussione sulla qualità e sull’origine delle uve ha però contribuito ad alzare l’attenzione sull’intera viticoltura spumantistica catalana.

I vitigni del Cava

Macabeo: frutto e delicatezza

Macabeo vitigno usato per produrre spumante Cava

Il Macabeo, conosciuto come Viura nella Rioja, è uno dei grandi protagonisti del Cava.

Produce vini relativamente delicati, con mela, pera, limone, fiori bianchi e una leggera nota di mandorla.

Non è generalmente un’uva molto aromatica, ma contribuisce con equilibrio e una struttura adatta alla rifermentazione.

Nei terreni e nei climi più favorevoli può conservare una buona acidità, soprattutto quando viene raccolto al momento giusto.

Xarel·lo: struttura e profondità

Xarel·lo vitigno usato per produrre spumante Cava

Lo Xarel·lo è forse il vitigno più caratteristico del Cava catalano.

Possiede una buona struttura, acidità importante e profumi di mela, agrumi, erbe aromatiche e finocchietto.

Nelle basi spumante aggiunge corpo e carattere, mentre nei lunghi affinamenti può contribuire alla complessità e alla capacità di maturazione.

Alcuni produttori lo vinificano anche in purezza, ottenendo spumanti profondi e molto personali.

Parellada: leggerezza ed eleganza

La Parellada è tradizionalmente associata ai vigneti più freschi e alle altitudini relativamente elevate.

Contribuisce con profumi delicati di fiori, mela e agrumi, accompagnati da una struttura spesso leggera.

Negli assemblaggi può aggiungere finezza e freschezza, equilibrando la maggiore consistenza dello Xarel·lo.

Chardonnay e Subirat Parent

Chardonnay vitigno usato per produrre il Cava catalano

Lo Chardonnay viene utilizzato per dare struttura, profondità e un profilo aromatico che può arricchirsi durante l’affinamento sui lieviti.

Il Subirat Parent, conosciuto anche come Malvasía riojana, è una varietà distinta dalle Malvasie aromatiche più celebri e può contribuire con profumi floreali e una maggiore ricchezza.

Garnacha, Trepat, Monastrell e Pinot Noir

I Cava rosati vengono prodotti utilizzando varietà a bacca nera autorizzate.

La Garnacha Tinta porta fragola, ciliegia e una componente fruttata generosa.

Il Trepat, storico vitigno catalano, è interessante per profumi delicati di lampone, fragola e spezie.

Il Monastrell può dare maggiore struttura e colore, mentre il Pinot Noir è utilizzato per interpretazioni più sottili e complesse.

Il risultato dipende da uve, macerazione e durata dell’affinamento.

Come è fatto il Cava

Il Cava nasce con il metodo classico, quindi attraverso una seconda fermentazione direttamente in bottiglia.

Niente autoclavi come nel metodo Martinotti-Charmat, utilizzato per la maggior parte del Prosecco. Qui la presa di spuma avviene nella stessa bottiglia che verrà poi preparata per la vendita.

La prima fase è la produzione del vino base.

Le uve vengono generalmente raccolte quando possiedono un buon equilibrio tra zuccheri e acidità. Dopo la pressatura, il mosto fermenta e diventa un vino secco, ancora privo di bollicine.

Il produttore decide quindi l’assemblaggio.

Macabeo, Xarel·lo e Parellada possono essere uniti in proporzioni differenti, oppure si possono utilizzare altri vitigni ammessi dal disciplinare.

È in questa fase che prende forma lo stile della cantina: più fruttato, più austero, più floreale oppure destinato a un lungo affinamento.

Al vino base si aggiungono zuccheri e lieviti, la cosiddetta liqueur de tirage, prima dell’imbottigliamento.

Comincia così la seconda fermentazione.

I lieviti trasformano lo zucchero in alcol e anidride carbonica. Il gas rimane intrappolato nella bottiglia e forma le bollicine.

Terminata la fermentazione, il vino rimane a contatto con le fecce dei lieviti.

Durante questo riposo si sviluppano lentamente profumi di crosta di pane, biscotto, nocciola e brioche. L’effervescenza si integra nella struttura, rendendo il sorso progressivamente più cremoso.

Finito l’affinamento si passa al remuage, che raccoglie il deposito nel collo della bottiglia, e poi alla sboccatura, o dégorgement, per eliminarlo.

A questo punto il produttore può aggiungere la liqueur d’expédition, regolando il dosaggio finale, prima della tappatura definitiva.

Sembra un processo semplice, ma servono anni di lavoro, controllo delle temperature, precisione nell’assemblaggio e una cantina capace di seguire l’evoluzione di migliaia di bottiglie.

Le categorie: Guarda, Reserva, Gran Reserva e Paraje Calificado

Una delle novità più importanti del disciplinare è la distinzione tra Cava de Guarda e Cava de Guarda Superior.

La differenza non riguarda soltanto il tempo trascorso sui lieviti: per le categorie superiori entrano in gioco anche provenienza, tracciabilità, età delle vigne e limiti produttivi.

Cava de Guarda: almeno 9 mesi

È la categoria più giovane.

Richiede almeno 9 mesi di affinamento in bottiglia sui lieviti.

I vini sono generalmente freschi e immediati, con mela, pera, agrumi, fiori bianchi e una bollicina vivace.

Sono perfetti per aperitivi, tapas, fritti e piatti leggeri.

Cava Reserva: almeno 18 mesi

Il Reserva appartiene alla categoria Guarda Superior e richiede almeno 18 mesi sui lieviti.

La maggiore permanenza in bottiglia permette di sviluppare note di mandorla, crosta di pane e biscotto, conservando una buona freschezza.

Per i Guarda Superior sono previsti requisiti più severi, tra cui vigneti registrati, almeno dieci anni di età delle viti, rese contenute e tracciabilità delle uve.

Dalla vendemmia 2025 le uve destinate alla categoria devono provenire da coltivazione biologica secondo la nuova disciplina.

Cava Gran Reserva: almeno 30 mesi

Il Gran Reserva richiede almeno 30 mesi sui lieviti.

Le bottiglie possono diventare più profonde, con nocciola, brioche, agrumi canditi, miele e una consistenza cremosa.

Sono ammesse soltanto le versioni Brut Nature, Extra Brut e Brut.

Cava de Paraje Calificado: almeno 36 mesi

Il Cava de Paraje Calificado rappresenta una selezione legata a un vigneto o sito specifico ufficialmente riconosciuto.

Richiede almeno 36 mesi di affinamento, insieme a requisiti più rigorosi sulla provenienza, sull’età delle viti e sulle rese.

Il vigneto deve possedere caratteristiche particolari e il vino deve superare controlli specifici.

Anche in questa categoria sono ammesse soltanto le versioni Brut Nature, Extra Brut e Brut.

Brut Nature, Extra Brut e Brut: quanto è dolce il Cava?

Il dosaggio indica la quantità di zucchero residuo presente nel vino finito.

Brut Nature significa meno di 3 grammi per litro, senza aggiunta di zucchero dopo la seconda fermentazione.

Extra Brut arriva fino a 6 grammi per litro.

Brut contiene meno di 12 grammi per litro.

Le categorie più morbide comprendono Extra Seco, Seco, Semi Seco e Dulce, con quantità progressivamente maggiori di zucchero.

Attenzione a un equivoco frequente: Extra Seco non significa più secco di Brut. Nella classificazione degli spumanti indica invece una categoria più zuccherina.

Chi ama vini tesi, agrumati e poco morbidi può orientarsi verso Brut Nature ed Extra Brut.

Il Brut rimane una scelta versatile, soprattutto quando il produttore utilizza un dosaggio misurato per accompagnare la struttura del vino.

Che sapore ha il Cava?

Il Cava giovane è uno spumante generalmente fresco, secco e fragrante.

Il colore varia dal giallo paglierino tenue al dorato, mentre nei rosati compaiono sfumature che vanno dal rosa cipria al cerasuolo.

Al naso arrivano mela verde, pera, lime, limone, pesca, fiori bianchi e camomilla.

Le versioni più mature sviluppano mandorla, nocciola, crosta di pane, brioche e talvolta note di miele e agrumi canditi.

In bocca il sorso è fresco, con acidità vivace e una struttura che cambia secondo vitigni e affinamento.

Il Macabeo porta frutto e delicatezza, lo Xarel·lo struttura ed energia, la Parellada una componente più leggera e floreale.

Con il tempo le bollicine possono diventare più integrate e la consistenza più cremosa.

Cava rosato

Il Cava rosato è una delle interpretazioni più piacevoli della denominazione.

Garnacha, Trepat, Monastrell e Pinot Noir possono dare profumi di fragola, lampone, ciliegia, melograno e fiori.

Le versioni giovani sono generalmente leggere, fresche e immediate.

I rosati con lunghi affinamenti possono invece sviluppare maggiore struttura, con note di biscotto, spezie e frutta rossa matura.

Sono vini perfetti con salumi, croquetas, tonno alla griglia, gamberi e carni bianche.

Non devono essere necessariamente dolci: un Cava Rosado Brut Nature può essere secco e particolarmente gastronomico.

Cava e Champagne: quali sono le differenze?

Il metodo di produzione è lo stesso: seconda fermentazione in bottiglia e affinamento sui lieviti.

Cambiano però il territorio, i vitigni e il clima.

Lo Champagne nasce in una regione relativamente fresca della Francia settentrionale e utilizza soprattutto Chardonnay, Pinot Noir e Meunier.

Il Cava nasce prevalentemente nel clima mediterraneo della Catalogna e si basa sulla combinazione tradizionale di Macabeo, Xarel·lo e Parellada.

Gli Champagne possono avere una struttura particolarmente tesa.

I Cava possono offrire una consistenza che nei grandi affinamenti diventa molto complessa.

Naturalmente non esiste una regola assoluta: un Cava di montagna può essere più austero di uno Champagne maturo, mentre alcune cuvée catalane sono ricche e generose.

La distinzione fondamentale è un’altra: il Cava non deve imitare lo Champagne per essere un grande spumante.

Cava e Prosecco: non confondeteli

Il confronto con il Prosecco è ancora più semplice.

La maggior parte del Prosecco viene prodotta con il metodo Martinotti-Charmat, attraverso la seconda fermentazione in autoclave.

Il Cava utilizza invece il metodo classico, con rifermentazione in bottiglia.

Nel Prosecco prevale la Glera, un vitigno che regala pera, mela, fiori bianchi e una spiccata fragranza.

Nel Cava entrano in gioco le varietà catalane e il contatto con i lieviti, che può sviluppare aromi di pane, biscotto e frutta secca.

Per questo un Cava Reserva o Gran Reserva possiede spesso una struttura più adatta a piatti complessi.

Non significa che uno sia sempre migliore dell’altro: semplicemente nascono per esprimere caratteri differenti.

I produttori di Cava da conoscere

Juvé & Camps

Juvé & Camps è una delle aziende storiche più conosciute del Penedès.

Il Reserva de la Familia Brut Nature è una delle etichette simbolo della casa, con un assemblaggio di varietà tradizionali, una buona permanenza sui lieviti e uno stile secco, elegante e gastronomico.

È una bottiglia interessante per avvicinarsi ai Cava di maggiore complessità.

Codorníu

Codorníu è uno dei nomi fondamentali nella storia dello spumante catalano.

La famiglia ha contribuito alla nascita del Cava moderno nell’Ottocento.

Accanto ai prodotti più accessibili, l’azienda propone selezioni da lunghi affinamenti e cuvée che valorizzano vigneti e vitigni differenti.

Freixenet

Freixenet è uno dei marchi più conosciuti al mondo.

Il Cordón Negro Brut rappresenta il volto immediato e commerciale della denominazione: fresco, fruttato, con mela, pera e agrumi.

Non è una bottiglia da paragonare ai grandi Paraje Calificado, ma rimane importante per capire la diffusione internazionale del Cava.

Segura Viudas

Segura Viudas produce Cava dal carattere generalmente fresco e gastronomico.

Tra le etichette da conoscere figurano il Brut Reserva e le selezioni più ambiziose della casa.

Sono vini interessanti per chi cerca bollicine tradizionali senza affrontare prezzi elevati.

Agustí Torelló Mata

Agustí Torelló Mata è uno dei produttori di riferimento per gli affinamenti lunghi.

Il Kripta, riconoscibile anche per la bottiglia dalla forma particolare, rappresenta una delle selezioni storiche della casa.

Le grandi cuvée mostrano come il Cava possa sviluppare complessità e profondità senza perdere la sua identità mediterranea.

Mestres

Mestres è una cantina storica di Sant Sadurní d’Anoia, particolarmente conosciuta per i lunghi affinamenti.

Il Visol e le altre cuvée della casa sono nomi importanti per chi vuole esplorare uno stile tradizionale, secco e maturo.

Alta Alella e Pere Ventura

Alta Alella, vicino alla costa catalana, lavora su vigneti influenzati dal Mediterraneo e produce Cava con un carattere molto preciso.

Pere Ventura è un altro nome da conoscere per le sue interpretazioni del metodo classico, dalle versioni accessibili alle selezioni più strutturate.

E Gramona e Recaredo?

Due nomi fondamentali nella storia delle bollicine catalane, ma con una distinzione necessaria.

Gramona e Recaredo sono legate oggi a Corpinnat, marchio collettivo distinto dalla DO Cava.

Sono produttori essenziali per conoscere il potenziale delle uve del Penedès, ma le loro bottiglie attuali non devono essere presentate come Cava certificati.

Lo stesso vale per altri produttori che hanno lasciato la denominazione: territorio e metodo possono essere simili, ma il nome legale del vino cambia.

Quanto può invecchiare il Cava?

I Cava de Guarda più semplici sono generalmente pensati per essere bevuti giovani, quando mela, agrumi e freschezza sono protagonisti.

I Reserva possono evolvere per qualche anno, acquistando maggiore complessità.

I Gran Reserva e i Paraje Calificado migliori possiedono invece una struttura capace di sostenere lunghi affinamenti, anche dopo la sboccatura.

La longevità dipende da acidità, qualità delle uve, durata della permanenza sui lieviti, dosaggio e conservazione.

Ma sostenere che il Cava debba essere sempre bevuto giovanissimo significa ignorare alcune delle sue interpretazioni migliori.

Come servire il Cava

I Cava giovani sono piacevoli a 6-8 °C.

Per Reserva, Gran Reserva e Paraje Calificado conviene salire a 8-11 °C, soprattutto quando il vino possiede una notevole complessità aromatica.

La flûte valorizza visivamente le bollicine, ma un calice a tulipano o da bianco non troppo ampio permette di apprezzare meglio i profumi delle grandi selezioni.

Cosa mangiare con il Cava?

Il Cava è uno degli spumanti più versatili a tavola.

Le versioni giovani e fresche sono perfette con tapas, olive, patatas bravas, tortilla spagnola, acciughe, calamari fritti e gambas al ajillo, i celebri gamberi all’aglio.

Con un Cava Reserva provate paella valenciana, croquetas al jamón, pollo arrosto al limone, baccalà al forno e risotto ai frutti di mare.

I rosati sono ottimi con salmone alla griglia, anatra arrosto e salumi. Non fermatevi all’aperitivo: un buon Cava può accompagnare tranquillamente tutto il pasto.

Quanto costa un Cava?

Il grande vantaggio del Cava è il rapporto qualità-prezzo.

I prodotti più semplici e diffusi, come Freixenet Cordón Negro Brut o Segura Viudas Brut Reserva, si trovano spesso nella fascia intorno ai 10-15 euro, con differenze secondo rivenditore e formato.

Tra 15 e 30 euro si entra nel territorio di Reserva più curati e di alcune bottiglie con lunghi affinamenti.

I Gran Reserva ambiziosi e i Paraje Calificado possono superare facilmente i 40-50 euro, mentre le cuvée più rare raggiungono prezzi superiori.

Alfredo Ravanetti

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