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DharMag febbraio 2018 Tutto quello che dovete sapere sul brandy: il leggendario distillato di vino

Brandy, distillato di vino, guida al brandy, caratteristiche storia e sapori Il brandy è un distillato sontuoso, prodotto a partire dalla distillazione del vino. Tutto il mondo produce brandy, anche se i migliori provengono da Francia, che ne è la patria, Italia e Spagna: guarda caso tre dei più grossi e venerabili produttori di vino nel mondo.

Perché per produrre un brandy eccellente bisogna partire da una base altrettanto impeccabile: un buon vino di base, altrimenti il risultato sarà scadente.

Alcune zone di Francia come Armagnac e Cognac sono talmente vocate e storiche che hanno dato il proprio nome ai loro brandy, per cui questi grandissimi distillati sono a tutti gli effetti dei brandy.

Quale vino usare per fare il brandy

Questo è il nodo, il punto focale della creazione di un ottimo brandy. Il vino deve essere un bianco, molto fresco, con bassa gradazione alcolica, pulito e non aromatico. Ma soprattutto non devono essere presenti solfiti o conservanti nel vino, che potrebbero rovinare il distillato finale e creare sgradevoli sapori nel prodotto finale.

In Italia si usa molto il Trebbiano, sia toscano che romagnolo, guarda caso usato anche per l’aceto balsamico tradizionale di Modena e Reggio. Anche in Francia è spesso usato per produrre brandy, ma lì lo chiamano Ugni blanc.

Come si fa il brandy

Il brandy come detto nasce per distillazione che può essere discontinua e fatta in alambicchi di rame discontinui oppure con alambicchi continui, esattamente come la grappa. In alcuni casi virtuosi si usa l’alambicco Charentais, il mitico ferro usato dei produttori del Cognac.

La distillazione è classica, doppia, non ci sono differenze dagli altri distillati, dipende molto dal taglio e dallo spessore che si intende dare al proprio brandy.

La caldaia viene riempita di vino e poi scaldata con vapore, il vapore inizia a salire, passa nel collo e finisce nel refrigeratore dove si condensa.

Durante la prima distillazione si scartano testa e coda, piene di aromi e sostanze poco gradevoli, ma che possono essere ridistillate a loro volta.

Quando il brandy esce dell’alambicco però non è ancora brandy, perché deve affinare per almeno 1 anno in botte, prima di essere dichiarato botte.

L’affinamento del brandy

Botti di quercia per invecchiamento brandy, come si fa il brandy, affinamento La barricaia della distilleria Villa Zarri E questo passaggio in botte è fondamentale, tanto che le botti sono considerate un ingrediente del brandy, uno dei più importanti. Il legno rilascia tannini che finiscono nel brandy, ma anche sapori e profumi, colore. Tutto dipende dal tipo di legno usato e dalla tostatura.

Le botti più pregiate sono quelle di quercia dell’Allier e del Limousine.

Ma al contempo il distillato evapora, si ossida e si ossigena, per cui si sviluppano note complesse di spezie, frutta secca, il frutto del brandy si arrotonda e diventa maturo. È un processo lento, che permette al distillato di maturare ed evolvere.

Magari in un primo momento si fa maturare il brandy in botti nuove e anche smoky, ma poi si passa a quelle vecchie, che servono non per dare profumi e sapori, ma solo per fare respirare il distillato.

Come vedete è una lavorazione lunga e certosina e ogni passaggio aggiunge o toglie caratteristiche, trasforma e serve grande sensibilità per produrre un distillato immortale.

Ovviamente anche la gradazione viene regolata, si allunga il brandy, che solitamente esce dagli alambicchi a 70 gradi, con acqua.

Se vogliamo produrre un brandy riserva deve affinare per almeno due anni in botte.

Solitamente un brandy sosta per non meno 3-5 anni in botte. Certo dipende dallo spessore del distillato, ma troviamo già degli ottimi brandy con 10 anni di età di affinamento in botte, fino a raggiungere i 30-40, dopo sarebbe inutile, anzi deleterio. Una volta imbottigliato

Il Brandy ha annata?

Solitamente il brandy non ha annata, perché è un blend di distillati di annate diverse, ma sappiate che l’età corrisponde sempre all’età del brandy più giovane. Per cui se assemblate un 5 e un 30, è un brandy 5 anni, non si fanno medie.

In alcuni rari casi, quando la mano della provvidenza ha concesso un’annata gloriosa alcuni produttori possono produrre un brandy d’annata e specificare l’anno di vendemmia.

Come si beve il brandy

Il brandy va servito in balloon ampi, da tenere in mano, da accarezzare, il calore del vostro corpo si deve trasmettere al distillato. Mettere ghiaccio nel brandy è un sacrilegio, non fatelo mai.

Cocktail da fare con il brandy

Ma il brandy è anche un ottimo ingrediente per fare cocktail e molti drink a base di brandy sono diventati dei classici imperdibili come il French Connection, Marsalicious, il Brandy Eggnog, cocktail Cicciobello, ma anche il vecchio Mint Julep è ottimo con il brandy. Ovviamente non userete un brandy da 100 euro per fare cocktail, un prodotto base va benissimo.

Brandy in abbinamento con il cibo

Brandy abbinamenti con il cibo, distillato perfetto per cioccolato e muffin Brandy e cioccolato sono nati per condividere grandi momenti di piacere culinario. Le spezie, il corpo e il calore del Brandy sono perfetti per tagliare il gusto burroso, amaro e complesso del cioccolato.

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