Corpinnat: storia, vitigni e caratteristiche dei grandi spumanti del Penedès
Corpinnat è il nome che ha cambiato le regole delle bollicine catalane. Nasce nel cuore del Penedès, a pochi chilometri da Barcellona, dove alcune delle cantine più prestigiose della Spagna hanno deciso di abbandonare la denominazione Cava per produrre spumanti con regole più severe: uve biologiche, vendemmia manuale, vinificazione in azienda e almeno 18 mesi sui lieviti. Il tutto in un territorio delimitato, senza acquistare vini base da altre cantine.
Il risultato sono spumanti metodo classico che spaziano da Brut Nature freschi e affilati a grandi bottiglie capaci di trascorrere dieci o quindici anni sui lieviti. Xarel·lo, Macabeu e Parellada sono i protagonisti, ma il regolamento ammette anche altre varietà storiche, utilizzate soprattutto per dare maggiore personalità agli assemblaggi e ai rosati.
Tra i nomi da conoscere ci sono Gramona, Recaredo, Llopart, Torelló e Juvé & Camps. Cantine che hanno contribuito a costruire la reputazione del Cava e che oggi lavorano sotto un marchio differente. Perché Corpinnat non è una nuova denominazione di origine: è un marchio collettivo europeo, con controlli propri e una scelta precisa di territorio, filiera e metodo produttivo.
The Basics
- Nome: Corpinnat
- Paese: Spagna
- Regione: Catalogna, nel cuore del Penedès
- Classificazione: marchio collettivo dell’Unione Europea, non una DO o DOP
- Fondazione: 2018; uscita delle cantine fondatrici dalla DO Cava nel 2019
- Territorio: area delimitata di 997 km², comprendente interamente o parzialmente 46 comuni
- Metodo: seconda fermentazione in bottiglia, con metodo classico
- Vitigni: almeno il 90% delle varietà storiche indicate dal regolamento, con un massimo del 10% delle altre varietà ammesse
- Vitigni principali: Xarel·lo, Macabeu e Parellada
- Altre varietà: Xarel·lo Vermell, Sumoll, Garnatxa Negra, Monastrell, Malvasia e, entro i limiti previsti, Chardonnay, Pinot Noir e Trepat
- Coltivazione: biologica certificata
- Vendemmia: esclusivamente manuale
- Vinificazione: interamente nelle strutture aziendali
- Affinamento minimo sui lieviti: 18 mesi
- Lunghi affinamenti: ogni cantina deve avere almeno uno spumante da 30 mesi e uno da 60 mesi, secondo le regole e i periodi transitori applicabili
- Stili: bianchi e rosati, soprattutto Brut Nature, Extra Brut e Brut
- Profumi: mela, limone, pesca, mandorla, erbe aromatiche e note di lievito nelle bottiglie affinate a lungo
- Cantine aderenti: 24, a ottobre 2026
- Produttori da conoscere: Recaredo, Gramona, Llopart, Torelló, Nadal, Sabaté i Coca, Juvé & Camps, Celler Kripta, Can Descregut e AT Roca
- Temperatura di servizio: 8-10 °C per gli spumanti più giovani; 10-12 °C per le grandi selezioni
- Abbinamenti: jamón ibérico, croquetas, gamberi, rombo, baccalà, riso ai frutti di mare e pollame arrosto
Dove nasce Corpinnat?
Corpinnat nasce nel Penedès, tra Barcellona e Tarragona, in un paesaggio di colline calcaree, vigneti, pinete e piccoli borghi. Il cuore storico è Sant Sadurní d’Anoia, la cittadina che nell’Ottocento diventò il centro della spumantistica spagnola.
Il territorio delimitato comprende circa 997 chilometri quadrati e interessa sette comarche catalane: Alt Penedès, Alt Camp, Baix Penedès, Tarragonès, Garraf, Baix Llobregat e Anoia.
L’area comprende sia vigneti vicini al Mediterraneo sia colline interne, dove le altitudini possono superare i 500 metri. Le differenze climatiche sono importanti: vicino alla costa le temperature sono generalmente miti, mentre nei vigneti più elevati le notti fresche possono rallentare la maturazione.
I terreni sono soprattutto di origine sedimentaria, con calcari, marne e argille. Cambiano però da un vigneto all’altro, così come profondità del suolo, disponibilità idrica ed esposizione.
Nelle zone più calde il problema è conservare acidità durante la maturazione. Nei vigneti d’altura, invece, può essere necessario attendere più a lungo per raggiungere il giusto equilibrio tra zuccheri e maturità aromatica.
Queste differenze diventano importanti soprattutto per lo Xarel·lo, il vitigno che più di ogni altro ha contribuito alla nuova identità degli spumanti del Penedès.
Storia: perché alcune grandi cantine hanno abbandonato il Cava
La storia comincia molto prima della nascita del marchio.
Nel 1872 Josep Raventós, della famiglia Codorníu, contribuì allo sviluppo della produzione spumantistica catalana attraverso la seconda fermentazione in bottiglia.
Durante il Novecento il Cava diventò uno degli spumanti più venduti al mondo. La crescita fu enorme, ma il sistema produttivo si allargò progressivamente oltre il Penedès, comprendendo territori molto distanti tra loro.
La DO Cava arrivò così a riunire aziende industriali, piccoli vignaioli, cantine storiche e produttori con idee differenti sulla qualità.
Per alcune famiglie il problema principale era la mancanza di una delimitazione sufficientemente riconoscibile dell’origine delle uve, insieme alla pressione sui prezzi pagati ai viticoltori.
Inoltre, uno spumante con nove mesi sui lieviti e una bottiglia affinata dieci anni potevano condividere lo stesso nome geografico, pur appartenendo a mondi produttivi molto diversi.
Nel 2017 nacque l’associazione dei viticoltori ed elaboratori che avrebbe dato vita a Corpinnat. Il marchio fu presentato nel 2018.
Le sei cantine fondatrici erano Gramona, Llopart, Nadal, Recaredo, Sabaté i Coca e Torelló.
Nel 2019 arrivò la separazione definitiva dalla DO Cava. Le aziende scelsero di commercializzare i propri spumanti sotto il nuovo marchio, rinunciando alla denominazione che avevano contribuito a rendere celebre.
Non fu una scelta indolore. Significava abbandonare un nome conosciuto in tutto il mondo e ricostruire un’identità commerciale.
Ma il progetto attirò altre cantine.
Nel 2025 aderirono, tra le altre, Celler Kripta, Mas Bertran e AT Roca. Nel 2026 si sono aggiunte Juvé & Camps, Mas Vilella e Fèlix Massana Ràfols.
A ottobre 2026 Corpinnat conta 24 aziende, con dimensioni, storie e stili differenti, accomunate dallo stesso regolamento produttivo.
Il regolamento: cosa garantisce una bottiglia Corpinnat?
La differenza principale rispetto a un generico spumante metodo classico non sta nella fermentazione, ma nelle regole applicate dalla vigna alla cantina.
Uve biologiche e vendemmia manuale
Tutti i vigneti destinati alla produzione devono essere certificati biologici.
La raccolta è manuale, utilizzando contenitori che permettano di conservare l’integrità dei grappoli.
La viticoltura biologica non garantisce automaticamente un vino migliore, ma impone regole precise sulla gestione del vigneto e sull’impiego dei prodotti fitosanitari.
Uve provenienti dal territorio delimitato
Non è possibile acquistare uve fuori dall’area Corpinnat.
Il regolamento richiede inoltre che almeno il 90% dell’assemblaggio provenga dalle varietà storiche individuate dal marchio.
È una scelta che favorisce Xarel·lo, Macabeu, Parellada e altre uve tradizionali rispetto ai vitigni internazionali.
Vinificazione in azienda
Le cantine possono acquistare uve da viticoltori del territorio, ma non vini base già prodotti da altri.
La pressatura, la fermentazione e la successiva elaborazione devono avvenire nelle strutture aziendali.
È vietato anche acquistare bottiglie già in fase avanzata di affinamento per completarne semplicemente la preparazione commerciale.
Almeno 18 mesi sui lieviti
Ogni Corpinnat deve trascorrere almeno 18 mesi sui lieviti.
Ma il regolamento va oltre: le cantine devono proporre anche spumanti con almeno 30 e 60 mesi di affinamento, con disposizioni transitorie per i nuovi aderenti.
Non significa che ogni bottiglia debba riposare cinque anni. Significa che ciascun produttore si impegna a lavorare anche sui lunghi affinamenti.
Prezzo minimo garantito delle uve
Una delle regole più interessanti riguarda il rapporto con i viticoltori indipendenti.
Le aziende devono stipulare contratti di durata almeno triennale e garantire un prezzo minimo per le uve acquistate.
L’obiettivo è impedire che la qualità venga cercata comprimendo il compenso di chi coltiva il vigneto.
Il rispetto delle regole viene verificato attraverso audit esterni, anche durante la vendemmia.
I vitigni: Xarel·lo, Macabeu e Parellada
Xarel·lo: il protagonista
Lo Xarel·lo è probabilmente il vitigno più rappresentativo del Corpinnat contemporaneo.
Originario della Catalogna, possiede una struttura importante e può conservare una buona acidità anche in condizioni mediterranee.
Da giovane offre agrumi, mela, finocchietto ed erbe aromatiche. Nei grandi spumanti diventa la base di vini profondi, capaci di sostenere lunghissimi affinamenti.
È spesso il protagonista delle cuvée di Recaredo, Gramona e di molte aziende più piccole.
Macabeu: equilibrio e frutto
Il Macabeu, conosciuto come Viura nella Rioja, contribuisce con mela, pera, fiori bianchi e una struttura generalmente delicata.
L’acidità è meno costante rispetto a quella dello Xarel·lo, soprattutto nei vigneti caldi.
Per questo esposizione, rese e data della vendemmia sono decisive.
Negli assemblaggi può arrotondare il carattere dello spumante, senza appesantirlo.
Parellada: la varietà dei vigneti elevati
La Parellada trova spesso condizioni favorevoli nei settori più freschi del Penedès.
È un’uva generalmente delicata, con profumi efebici.
Il suo ruolo consiste nell’alleggerire gli assemblaggi e contribuire alla freschezza.
Alcuni produttori, soprattutto nei vigneti d’altura, ne stanno valorizzando anche la capacità di produrre spumanti più strutturati.
Le altre varietà
Il regolamento valorizza anche Xarel·lo Vermell, Sumoll, Garnatxa Negra, Monastrell e varietà storiche di Malvasia, secondo l’elenco ufficiale.
Xarel·lo Vermell è particolarmente interessante per gli spumanti ottenuti da varietà a buccia rosata, mentre il Sumoll può contribuire alla produzione di rosati freschi e dal carattere deciso.
Sono ammessi anche Chardonnay, Pinot Noir e Trepat, entro il limite complessivo previsto per le varietà non comprese nel gruppo storico principale.
La scelta dei vitigni è parte integrante dell’identità Corpinnat: non basta utilizzare il metodo classico, bisogna valorizzare anche il patrimonio agricolo del territorio.
Come si produce Corpinnat?
Il metodo è quello classico, con seconda fermentazione in bottiglia.
Le uve vengono raccolte manualmente e pressate in cantina. Il mosto fermenta, dando origine a un vino base secco.
Dopo l’eventuale assemblaggio si aggiungono lieviti e zuccheri per avviare la seconda fermentazione nella bottiglia.
L’anidride carbonica prodotta dai lieviti rimane intrappolata nel vino e forma le bollicine.
Terminata la fermentazione, le bottiglie restano sui lieviti per almeno 18 mesi.
Durante l’affinamento le cellule dei lieviti si degradano lentamente, attraverso un processo chiamato autolisi, contribuendo alla struttura e alla complessità aromatica.
La durata può superare ampiamente il minimo previsto. Recaredo, per esempio, produce spumanti che trascorrono molti anni in cantina prima della sboccatura.
Dopo il remuage, che convoglia i depositi nel collo della bottiglia, si procede alla sboccatura per eliminarli.
Alcuni produttori utilizzano ancora pupitres di legno e sboccatura manuale; altri impiegano attrezzature moderne. Entrambe le soluzioni possono dare risultati eccellenti.
La scelta del dosaggio determina infine il livello di zucchero residuo.
Molti Corpinnat sono Brut Nature, quindi senza aggiunta di zucchero dopo la seconda fermentazione e con meno di 3 g/l di zuccheri residui.
Caratteristiche organolettiche
Corpinnat giovane
Il colore va dal giallo paglierino all’oro tenue, con una bollicina generalmente fine e persistente.
Al naso emergono mela, limone, pera, fiori bianchi e leggere note erbacee. Nei vini dominati dallo Xarel·lo possono comparire anche finocchietto, scorza di agrumi e mandorla.
In bocca l’acidità è vivace, il sorso secco e la struttura più importante rispetto a quella di molti spumanti commerciali. Il finale può essere agrumato, con una leggera nota amaricante.
Corpinnat da lungo affinamento
Dopo cinque o sei anni sui lieviti il colore può diventare dorato intenso.
Il bouquet si arricchisce di nocciola, crosta di pane, miele, agrumi canditi e spezie, mentre la componente fruttata assume un carattere più maturo.
La bollicina si integra progressivamente nella struttura, rendendo il sorso cremoso e profondo.
I grandi affinamenti possono sviluppare una persistenza straordinaria, ma la qualità dipende anche da acidità iniziale, uve e condizioni di conservazione: il semplice numero di mesi non basta.
Corpinnat rosato
I rosati possono avere colori che vanno dal rosa tenue al cerasuolo, secondo vitigni e lavorazione.
Fragola, lampone, melograno, rosa e leggere note speziate caratterizzano le versioni più giovani.
Gli affinamenti prolungati aggiungono complessità, mentre varietà come Sumoll, Garnatxa e Pinot Noir permettono interpretazioni differenti, da quelle fragranti a spumanti più strutturati e gastronomici.
Corpinnat e Cava: quali sono le differenze?

Il Corpinnat e il Cava condividono la seconda fermentazione in bottiglia e una parte importante della tradizione spumantistica catalana.
La differenza è innanzitutto normativa.
Il Cava è una denominazione di origine protetta che comprende più territori spagnoli. Corpinnat è invece un marchio collettivo legato a un’area delimitata del Penedès.
Il Cava de Guarda richiede almeno nove mesi sui lieviti. Corpinnat parte da diciotto.
Ma sarebbe scorretto fermarsi a questo confronto.
Anche il Cava possiede categorie superiori, come Guarda Superior Reserva, Gran Reserva e Paraje Calificado, con affinamenti più lunghi e requisiti produttivi severi.
La distinzione più netta riguarda dunque l’insieme delle regole: delimitazione geografica, biologico certificato, vendemmia manuale, vinificazione in azienda e rapporti contrattuali con i viticoltori.
Corpinnat non è automaticamente migliore di ogni Cava. Sono due sistemi che valorizzano aspetti differenti dello stesso oggetto del desiderio.
E Clàssic Penedès?
Clàssic Penedès è la categoria degli spumanti metodo classico della DO Penedès, anch’essa legata alla viticoltura biologica e alla provenienza territoriale.
Richiede almeno quindici mesi sui lieviti.
È quindi un sistema distinto sia dal Cava sia da Corpinnat.
Le tre indicazioni possono comparire su bottiglie prodotte in aree geograficamente vicine, ma non sono intercambiabili dal punto di vista legale.
I produttori di Corpinnat da conoscere
Recaredo
Recaredo è uno dei riferimenti assoluti per gli spumanti catalani da lungo affinamento.
La cantina, fondata nel 1924 a Sant Sadurní d’Anoia, lavora con vigneti biodinamici e privilegia le varietà autoctone.
Produce esclusivamente spumanti millesimati Brut Nature.
Il Terrers è il punto di partenza per conoscere lo stile aziendale. Serral del Vell offre maggiore profondità, mentre Turó d’en Mota rappresenta una delle grandi interpretazioni da singolo vigneto.
Recaredo è conosciuta anche per l’impiego di sughero naturale durante l’affinamento e per la sboccatura manuale.
Gramona
Gramona è un’altra cantina fondamentale del Penedès.
La famiglia produce spumanti da generazioni e ha costruito la propria reputazione sui lunghi affinamenti.
Il Gramona Imperial è una delle etichette più conosciute.
Salendo di livello troviamo III Lustros e Enoteca, selezioni capaci di trascorrere molti anni sui lieviti.
Il lavoro in vigna segue principi biologici e biodinamici, con una forte attenzione allo Xarel·lo.
Llopart
La famiglia Llopart possiede una storia viticola documentata nel territorio di Subirats fin dal XIV secolo.
I vigneti si trovano in parte sulle colline dell’Ordal, dove l’altitudine contribuisce a conservare freschezza.
Il Llopart Integral Brut Nature permette di conoscere lo stile della cantina senza affrontare i prezzi delle grandi selezioni.
Il Leopardi e il Llegat Familiar rappresentano interpretazioni più ambiziose, con affinamenti prolungati.
Torelló
Torelló lavora nella tenuta Can Martí, a Gelida, un possedimento legato alla famiglia dal 1395.
L’azienda utilizza uve biologiche provenienti dai propri vigneti e produce spumanti da metodo classico con una forte identità territoriale.
Il Torelló Brut Nature è una delle bottiglie da conoscere, mentre 225 e le selezioni più importanti approfondiscono il ruolo del lungo affinamento.
Nadal
Nadal è una cantina storica del Pla del Penedès, legata alla tenuta familiare dal XVI secolo.
Produce spumanti da vitigni tradizionali e ha contribuito alla nascita di Corpinnat.
Le sue cuvée permettono di esplorare interpretazioni differenti del metodo classico, con particolare attenzione alla provenienza delle uve.
Sabaté i Coca
Sabaté i Coca, conosciuta anche attraverso il marchio Castellroig, è una delle realtà più interessanti per il lavoro sui singoli vigneti.
La famiglia coltiva terreni differenti nella valle del Bitlles e vinifica separatamente numerose parcelle.
Josep Coca e Terroja sono due nomi importanti per conoscere il carattere territoriale dei suoi spumanti.
Celler Kripta
Fondata da Agustí Torelló, Celler Kripta è conosciuta per l’omonimo spumante, introdotto nel 1978.
La bottiglia dalla forma particolare è diventata uno dei simboli delle grandi bollicine catalane.
L’azienda ha aderito a Corpinnat nel 2025.
Juvé & Camps
Juvé & Camps è entrata in Corpinnat nell’aprile 2026.
Con una lunga tradizione nella produzione di Cava, la cantina è particolarmente conosciuta per il Reserva de la Familia Brut Nature.
La sua adesione rappresenta un passaggio importante per la crescita del marchio, perché porta in Corpinnat una delle aziende storiche più riconoscibili della spumantistica catalana.
Can Descregut e AT Roca
Can Descregut lavora a Vilobí del Penedès, valorizzando Xarel·lo e Macabeu con un approccio legato alla viticoltura biologica.
Il Memòria è una delle selezioni da conoscere per i lunghi affinamenti.
AT Roca, fondata nel 2013 da Agustí Torelló Sibill e dai suoi figli, concentra il proprio lavoro sulle varietà tradizionali e sui vigneti dell’Ordal.
Il Pedregar è una delle etichette da cercare.
Come servire Corpinnat
I Corpinnat più giovani si servono a 8-10 °C, mentre le grandi selezioni da lungo affinamento possono arrivare a 10-12 °C.
Meglio un calice a tulipano o da bianco di media ampiezza rispetto a una flûte troppo stretta, soprattutto per le bottiglie più complesse.
Non serviteli troppo freddi: le basse temperature mortificano i profumi.
Abbinamenti gastronomici
La struttura e l’acidità rendono Corpinnat uno spumante particolarmente adatto alla tavola.
Con un Brut Nature giovane provate croquetas al jamón, tortilla spagnola, calamari fritti, gamberi alla griglia e acciughe.
Le bottiglie con tre o quattro anni sui lieviti accompagnano bene paella valenciana, risotto ai frutti di mare, baccalà al forno e pollo arrosto.
Quanto costa un Corpinnat?
Partiamo dal Llopart Integral Brut Nature 2023: 18,35 euro.
Il Juvé & Camps Reserva de la Familia 2022 costa circa 20 euro.
Salendo troviamo il Recaredo Terrers Brut Nature 2021: 29,80 euro, il Gramona III Lustros 2017: 37,65 euro e il Recaredo Serral del Vell 2018: 44,25 euro.
