Stefano Amerighi Syrah 2013: il miglior vino rosso di Arezzo?
Stefano Amerighi ormai è diventato un’icona del vino, una sorta di Miles Davis che riesce a far vibrare le corde intime degli appassionati di vino con un vino difficile da domare come il Syrah.
Nel 2002 apre la cantina e si concentra solo sul Syrah, che dalle nativa valle del Rodano trova condizioni ideali nelle colline di Cortona, a Poggiobello di Farneta.
Due sole colline, ma i vini che provengono da questi vigneti non sono solo il frutto della sensibilità del vignaiolo, ma anche
Il vigneto è gestito in biodinamica e prodotto nel modo più naturale possibile, tutto è fatto a mano, non si usano agenti chimici, ma solo zolfo, rame e preparati biodinamici.
Volete chiamarlo vino naturale? Fatelo pure, Stefano Amerighi è un vignaiolo che ci ha messo l’anima nei propri vini e bevendoli ve ne accorgerete subito.
Non sono vini addomesticati, anzi scalpitano e ricalcano tutte le sfumatura dell’annata relativa.
Ma la cosa bella non è il vino naturale in sé, parlando con Stefano non vi dirà che è un vino naturale, ma che è la sua interpretazione, una sua creatura.
Quindi niente polemiche io sono naturale e figo e voi no. È solo una filosofia, anche di vita.
Tuttavia non troverete difetti, riduzioni, volatili sballate o scompostezza, ma eleganza, struttura e una grande naturalezza di beva.
Ma veniamo al vino in questione: il Syrah 2013. Partiamo dicendo che è ancora un infante, ha bisogno di qualche anno per sviluppare tutto il suo fascino aromatico, che per ora è preponderante nelle classiche note di more e pepe.
Tuttavia oltre ad un bouquet vario e scandito con precisione stilistica impeccabile, è la freschezza che lascia ben sperare.
Bevuto adesso è un vino piacevole, roccioso e dal piglio gagliardo, ma ancora “in nuce”, dategli almeno 4-5 anni e potrà esprimere tutta la sua sontuosità.
Un grande Syrah da bere e, se ci riuscite, lasciare in cantina per qualche annetto, prezzo onesto di circa 20-25 euro.
Cosa abbinare al Syrah 2013 di Stefano Amerighi?

