Pio Cesare Barolo 2017 recensione commento prezzo
Il Barolo 2017 di Pio Cesare è un esempio molto riuscito di Barolo tradizionale da assemblaggio. Non nasce da un solo cru, ma dall’unione di parcelle differenti distribuite in alcuni dei comuni più importanti della denominazione. Il risultato è un vino meno concentrato sulla personalità di un singolo vigneto e più interessato a dare un’immagine completa del Nebbiolo di Barolo.
Il 2017 è un’annata calda, e si sente nella maturità del frutto e nella morbidezza del centro bocca. Ma il vino conserva comunque tannino, freschezza e una buona precisione aromatica. Non è un Barolo leggero, ma non è nemmeno sovraccarico.
Oggi è già piacevole, con tannini ancora presenti ma molto più integrati rispetto ai primi anni.
The Basics
- Produttore: Pio Cesare
- Annata: 2017
- Denominazione: Barolo DOCG
- Vitigno: 100% Nebbiolo
- Provenienza: assemblaggio di più vigneti di proprietà
- Comuni principali: Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Novello, La Morra e Grinzane Cavour
- MGA principali: Ornato, Briccolina, Serra, Lirano, Mosconi, Ravera, Roncaglie, Gustava e Garretti
- Fermentazione: acciaio inox
- Macerazione: lunga
- Affinamento: circa 24 mesi in grandi botti di rovere francese ed europeo, con piccola quota in barrique
- Alcol: 14,5% vol
- Temperatura di servizio: 16-17 °C
- Finestra ideale: da bere ora fino alla prima metà degli anni Trenta
Pio Cesare
Pio Cesare è una delle cantine storiche di Alba, fondata nel 1881. La famiglia ha costruito nel tempo un patrimonio di vigneti distribuito in numerosi comuni delle Langhe, mantenendo una filosofia fondata sull’assemblaggio territoriale accanto alle selezioni da singola MGA.
Il Barolo “Pio” rappresenta proprio questa impostazione. Non è il vino secondario rispetto a Ornato o Mosconi, ma la bottiglia che riunisce parcelle molto diverse in un unico Barolo.
Le uve arrivano da siti di Serralunga, Monforte, Novello, La Morra e Grinzane Cavour. Alcuni portano struttura e tannino, altri profumo, freschezza e maggiore finezza. L’assemblaggio viene fatto dopo le vinificazioni separate, cercando equilibrio tra le diverse componenti.
Da quali vigneti nasce
La componente di Serralunga d’Alba arriva da parcelle come Ornato, Briccolina, Serra e Lirano, normalmente associate a Barolo più profondi e strutturati.
Da Monforte d’Alba entra Mosconi, uno dei vigneti più importanti della parte meridionale della denominazione.
Ravera, a Novello, aggiunge freschezza e tensione, mentre Roncaglie, a La Morra, porta una componente più floreale e morbida.
Le parcelle di Grinzane Cavour, come Gustava e Garretti, completano l’assemblaggio.
È proprio questa diversità a definire il vino. Non bisogna cercare il carattere puro di Serralunga o di La Morra, ma una sintesi tra struttura, frutto e profumo.
Come è fatto
Le uve fermentano in acciaio inox con una lunga macerazione sulle bucce. Dopo la fermentazione, le diverse parcelle vengono assemblate.
Il vino matura poi per circa 24 mesi in grandi botti di rovere francese e dell’Europa orientale, con una piccola parte che trascorre un periodo limitato in barrique francesi. Segue un ulteriore affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.
Il legno non domina il vino. La botte grande mantiene il Nebbiolo in primo piano, mentre la piccola quota di barrique aggiunge una leggera rotondità senza trasformare il profilo aromatico.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è granato luminoso, ancora piuttosto vivo.
Il naso parte da ciliegia matura, lampone e fragolina di bosco, poi arrivano rosa secca, spezie, liquirizia e una componente balsamica leggera. Con l’aria emergono tabacco, sottobosco e un accenno di caffè.
Il frutto è più maturo rispetto a quello di annate più fresche, ma non diventa confettura.
In bocca il vino è pieno, succoso e abbastanza morbido all’ingresso. Il tannino è fine ma ancora presente, con una trama compatta che accompagna tutto il sorso.
La chiusura porta amarena, liquirizia, spezie e una lieve nota salina.
A quasi dieci anni dalla vendemmia il vino è entrato in una fase molto interessante: il frutto è ancora vivo, ma iniziano a comparire aromi più complessi di tabacco, erbe e sottobosco.
L’annata 2017
Il 2017 nelle Langhe è stato caldo e asciutto, con una maturazione anticipata rispetto alle annate più classiche.
In generale i Barolo dell’annata mostrano frutto più maturo, tannini meno rigidi e una maggiore accessibilità nei primi anni. I migliori conservano comunque sufficiente acidità e struttura per evolvere.
Il Pio Cesare 2017 rientra bene in questo quadro. La maturità è evidente, ma l’assemblaggio di vigneti differenti evita che il vino diventi troppo largo o pesante.
È un Barolo più aperto del 2016 e meno austero del 2013, ma conserva una struttura decisamente superiore a quella di un Nebbiolo da bere giovane.
Oggi: berlo o aspettare?
Nel 2026 il vino ha nove anni e si trova in una fase di piena maturità iniziale.
Si può bere tranquillamente ora. Il tannino ha perso gran parte della durezza giovanile e il frutto mantiene ancora una buona presenza.
Aspettando altri cinque-dieci anni emergeranno probabilmente maggiori note di tabacco, cuoio, sottobosco e spezie, ma non è necessario attendere per apprezzarlo.
Per chi preferisce il Nebbiolo ancora centrato sul frutto, questo è un momento molto buono.
Barolo da assemblaggio o cru?
Il confronto con i Barolo da singolo vigneto di Pio Cesare aiuta a capire la filosofia del vino.
Ornato è generalmente più potente, tannico e concentrato.
Mosconi tende a essere più profondo e scuro, con una struttura importante.
Il Barolo “Pio” è meno estremo. Offre una lettura più completa, più equilibrata e spesso anche più facile da bere.
Non ha l’impatto di un cru, ma possiede una qualità importante: riesce a rappresentare diversi volti della denominazione senza diventare anonimo.
Abbinamenti gastronomici
Il Barolo 2017 si abbina molto bene a brasato di manzo, tajarin al ragù di carne, guancia di vitello, arrosti e selvaggina.
Ottimo con risotto ai funghi porcini, paella, vitello tonnato, pollo al curry, pulled pork, empanadas, hamburger, filetto alla Wellington.
Con i formaggi sceglierei Castelmagno, Parmigiano Reggiano molto stagionato oppure un Comté di 24 mesi.
Servizio
Servire a 16-17 °C.
Una bottiglia del 2017 beneficia di circa 30-45 minuti di apertura. Se appare inizialmente chiusa, si può utilizzare una caraffa, ma senza ossigenazioni troppo lunghe.
Il calice ideale è ampio, con buona apertura, per lasciare emergere rosa, frutto e spezie.
Prezzo
Il Pio Cesare Barolo 2017 viene oggi normalmente proposto tra 60 e 80 euro, con variazioni in base alla provenienza e allo stato di conservazione.
