Pinot Nero IGT 2016 Pertinello: un vino rosso che punta su eleganza e passo leggero
Il Pinot Nero IGT 2016 di Pertinello non è un Pinot costruito per impressionare. È un vino che si muove su un registro sottile, dove contano più equilibrio, tensione e pulizia che concentrazione o potenza. E questa scelta, in Romagna, è tutt’altro che banale.
Siamo nell’alta valle del Bidente, tra 300 e 500 metri, su suoli arenacei e clima appenninico. Qui il Pinot Nero non cerca imitazioni borgognone, ma trova una sua chiave: più verticale, più fresco, meno opulento.
Il produttore
La Tenuta Pertinello, realtà della famiglia Mancini, lavora in un contesto montano, con approccio misurato e una certa ossessione per l’equilibrio. Non è una cantina che forza il vitigno: il Pinot Nero viene trattato con mano leggera, cercando di non appesantire un’uva già delicata per natura.
Le basi del vino
Denominazione: Pinot Nero IGT
Annata: 2016
Vitigno: 100% Pinot Nero
Zona: Alta Romagna (Appennino forlivese)
Altitudine: 300–500 metri
Resa: circa 60 q/ha
Fermentazione: macerazione circa 14 giorni con rimontaggi
Affinamento: circa 12 mesi in barrique
Produzione: circa 3.000 bottiglie, non filtrato
Qui già si capisce la direzione: estrazione controllata, legno presente ma non dominante, produzione limitata.
Caratteristiche organolettiche
Nel calice si presenta con un rubino scarico e trasparente, coerente con il vitigno e con una vinificazione non interventista.
Al naso il profilo è classico ma senza forzature: fragoline, marasca, spezie leggere, con una tostatura appena accennata. Non c’è sovrastruttura. Il legno accompagna, non guida.
In bocca il vino conferma la linea: snello, succoso, tannini appena accennati, acidità viva e ben integrata. La materia è contenuta, ma non manca coerenza. È un Pinot che lavora sulla bevibilità e sulla precisione aromatica, più che sulla profondità estrattiva.
Il finale è pulito, con ritorni di frutto rosso e una chiusura leggermente speziata.
Lettura tecnica: cosa funziona e cosa no
Questo 2016 è costruito su una scelta precisa: non forzare il Pinot Nero in un territorio che non perdona eccessi. Il risultato è coerente, ma non cerca di andare oltre i propri limiti naturali.
Funziona:
- la freschezza e la dinamica del sorso
- la pulizia aromatica
- la gestione del legno, mai invasivo
Meno incisivo:
- la struttura, che resta leggera
- la complessità, più accennata che sviluppata
È un Pinot che privilegia la finezza rispetto alla profondità. E va letto così.
Abbinamenti gastronomici
Qui serve coerenza. Questo non è un Pinot da piatti strutturati o cotture lunghe.
Lavora bene con preparazioni dove conta la delicatezza: coniglio arrosto alle erbe, faraona, tagliolini al ragù bianco, ma anche con una cucina più nordica, come un filetto di trota o salmone poco lavorato.
Tra i formaggi, meglio stare su Toma piemontese, Reblochon, Brie de Meaux: pasta morbida, grassezza moderata, niente picchi.
Prezzo
Le annate recenti si collocano intorno ai 25–30 euro, e il 2016 segue quella linea.
Abbinamenti consigliati
Vitello tonnato, pollo al curry, filetto alla Wellington, paella.
