Vom Roten Schiefer 2016: il lato più speziato e terrestre di Clemens Busch
Il Vom Roten Schiefer 2016 è probabilmente una delle letture più interessanti del Riesling secco di Mosella fuori dai grandi Grosses Gewächs. Ha precisione, energia e soprattutto una forte identità geologica. Qui il vino cambia davvero in funzione dell’ardesia rossa: meno agrume tagliente, più profondità speziata, più materia, più componente terrestre.
Non è un Riesling costruito sull’impatto aromatico immediato. Cresce lentamente nel bicchiere e lavora più sulla trama che sull’esuberanza.
Il produttore
Clemens Busch è uno dei nomi fondamentali della Mosella contemporanea. La cantina si trova a Pünderich, lungo uno dei tratti più storici del fiume, e lavora esclusivamente Riesling in biodinamica.
La filosofia aziendale ruota attorno a un’idea molto rigorosa di terroir: ogni parcella viene vinificata separatamente per evidenziare il comportamento delle diverse ardesie della zona — rossa, blu e grigia — che qui incidono realmente su struttura e profilo aromatico.
The Basics
- Denominazione: Mosel Riesling Trocken
- Zona: Pünderich, Mosella
- Vitigno: 100% Riesling
- Suoli: ardesia rossa ricca di ferro
- Agricoltura: biodinamica certificata
- Fermentazione: spontanea
- Affinamento: vecchi fuders da 1000 litri
- Gradazione: circa 11,5% vol
Caratteristiche organolettiche
Nel bicchiere il vino ha un colore ancora molto vivo, con riflessi dorati leggeri ma nessuna evoluzione stanca.
Il naso è preciso e stratificato: lime, pompelmo rosa, mela gialla, pesca bianca, poi lentamente arrivano idrocarburo, pietra bagnata, erbe secche e una speziatura sottile quasi ferrosa. L’ardesia rossa si percepisce proprio qui: il vino ha una componente più calda e terrestre rispetto ai Riesling su ardesia blu della stessa cantina.
In bocca il 2016 è ancora molto teso. L’acidità è viva ma ben integrata, sostenuta da una materia sorprendentemente ampia per un vino da appena 11,5 gradi. Il sorso resta continuo, salino, con una chiusura lunga dove tornano agrume, pietra e una nota leggermente affumicata.
La cosa più convincente è il controllo: il vino ha energia ma non rigidità, complessità senza pesantezza.
Come è fatto
Le uve provengono principalmente dalle parcelle di Nonnengarten e Marienburg, su ardesie rosse ricche di ferro. I vigneti sono molto ripidi, coltivati in biodinamica con rese basse e forte lavoro manuale. La fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni e può durare molti mesi, pratica tipica di Busch. L’affinamento si svolge soprattutto in vecchi fuders da 1000 litri, contenitori neutri che permettono al vino di svilupparsi lentamente senza interferenze legnose. L’intervento in cantina resta minimo, con aggiunte molto limitate di solforosa all’imbottigliamento.
Abbinamenti
Vitello tonnato, spaghetti alle vongole, spaghetti alla carbonara, pad thai. Con i formaggi conviene evitare eccessi di potenza: un Valençay accompagna la componente minerale e citrina; un Comté jeune amplia il lato più speziato e fumé; mentre un Blu di capra crea un contrasto molto interessante tra sale, acidità e cremosità.
Prezzo
20 euro.
