Pasqua e la rinascita del vino
Pasqua è alle porte, il periodo è fondamentale per il vino come lo fu per il buon Gesù. Si celebra la Sua resurrezione dopo una pausa di meditazione nel sepolcro. E lo stesso fa il vino. Ad Aprile il vino raggiunge l’equilibrio in bottiglia, dopo la vinificazione e l’affinamento nei sotterranei della cantina, è ora di assaggiare il vino per vedere se è pronto per tornare alla luce. Il passaggio è altrettanto traumatico, perché si tratta di una sorta di rinascita: soltanto ora, dopo lo shock dei travasi, della filtrazione e dell’imbottigliamento, sarà chiaro il destino di una bottiglia. Inoltre, considerato il caldo che avanza e il menu molto ricco che la tradizione pasquale impone, questa è una delle ultime occasioni per stappare bottiglie di una certa struttura.
Agnello

Tajine (طاجين) d’Agnello con Prugne secche
L’agnello è l’alimento fondamentale del Maghreb e questo in particolare è il piatto da tenere in seria considerazione per ravvivare le nostre tavole. Sapori intensi, speziati—zenzero, cannella e zafferano—dove il sapore rustico dell’agnello si sposa con la dolcezza delle prugne e la cipolla, con cui deve cuocere molto lentamente. Il risultato è delizioso, la carne tenerissima si scioglie in bocca e le prugne aggiungono grande rotondità al piatto, rendendolo equilibrato ed elegante, soprattutto se servito nella tajine. Come unico accorgimento, aggiungiamo del sesamo che farà la parte dell’amaro. Che vino abbinare? Servono tannini decisi, un corpo possente con richiami di prugna e uno stuolo di spezie che possano spalleggiare quelle nel piatto, un vino con qualche anno, quindi. Corallo Nero, della cantina Gallegati. Un Sangiovese sontuoso che, oltre ad una carica fruttata molto generosa, esprime rigore stilistico e profondità, con spezie, note floreali e di sottobosco che punteggiano un chiaro di luna.
Mechoui, una ricetta biblica!

Agnello cacio e ova

Moussakà
Concettualmente simile alla Parmigiana, ma tra gli strati di melanzana si insinua carne stufata con pomodoro, cipolle, prezzemolo e una spolverata di cannella, per concludere si sigilla la teglia con besciamella profumata all’alloro. Il vino da abbinare deve resistere all’untuosità di fondo e amalgamarsi al pomodoro con una buona acidità, armonizzarsi con le spezie e non essere troppo tannico o rischia di andare in cortocircuito a causa delle melanzane. Cabernet Sauvignon Pradello della cantina Monticino Rosso, dai colli di Imola. Un vino totemico che sa conciliare un’anima calda, con tanti frutti rossi in confettura, ad una freschezza sapida molto pungente. Le note di rabarbaro, radice, tamarindo, humus, pino, ginepro ed eucalipto si sposano con le spezie del piatto, il sapore balsamico della melanzana e rinfrescano dai grassi, permettendo al tannino di emergere pulito nel finale.
Spiedini di agnello, Souvlaki

