Mendoza: guida ai vini argentini, dal Malbec della Cordigliera delle Ande ai grandi terroir della Valle de Uco
Mendoza è il cuore del vino argentino, una regione immensa ai piedi delle Ande dove il Malbec ha trovato una seconda patria e dove, negli ultimi trent’anni, una nuova generazione di produttori ha trasformato profondamente la viticoltura sudamericana. I grandi rossi profumano di mora, prugna, violetta, pepe nero e cacao, con tannini maturi e una struttura generosa. Ma oggi Mendoza non significa soltanto vini potenti, maturi e affinati in rovere: nei vigneti più alti nascono Malbec floreali e tesi, Chardonnay freschi, Cabernet Franc raffinati e Pinot Noir di sorprendente eleganza.
Il segreto è la geografia. I vigneti si estendono lungo il versante orientale della Cordigliera delle Ande, in un paesaggio arido nel quale l’acqua arriva soprattutto attraverso i sistemi d’irrigazione alimentati dai fiumi e dallo scioglimento delle nevi. La quota modifica radicalmente le condizioni di maturazione: a Luján de Cuyo, intorno ai 900-1.100 metri, il Malbec può diventare ricco, scuro e vellutato; nella Valle de Uco, con vigneti che superano i 1.400 metri, il frutto assume spesso un carattere più fresco, accompagnato da profumi di fiori, erbe e agrumi.
È proprio questa diversità a rendere Mendoza una delle regioni vinicole più interessanti del Nuovo Mondo. Accanto a grandi aziende come Catena Zapata, Zuccardi e Trapiche esistono piccoli produttori che vinificano singoli vigneti, studiano le differenze tra suoli alluvionali e calcarei e cercano di esprimere il carattere preciso di località come Gualtallary, Paraje Altamira e San Pablo.
Per scoprire Mendoza non basta quindi comprare un Malbec qualsiasi. Bisogna imparare a distinguere le zone: Maipú, Luján de Cuyo e Valle de Uco possono dare vini profondamente differenti, anche quando il vitigno è lo stesso.
The Basics
- Regione: Mendoza, Argentina occidentale
- Posizione: versante orientale delle Ande, ai piedi della Cordigliera
- Città principale: Mendoza
- Clima: prevalentemente continentale, arido e soleggiato
- Altitudine dei vigneti: molto variabile, da zone relativamente basse fino a vigneti oltre i 1.500 metri
- Terreni: depositi alluvionali, sabbie, ghiaie, ciottoli, argille e accumuli carbonatici
- Vitigno simbolo: Malbec
- Altri rossi: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Bonarda, Syrah, Merlot e Pinot Noir
- Bianchi: Chardonnay, Sauvignon Blanc, Torrontés e altre varietà
- Zone principali: Maipú, Luján de Cuyo, Valle de Uco, aree settentrionali, orientali e meridionali
- Terroir da conoscere: Agrelo, Las Compuertas, Vistalba, Gualtallary, Los Chacayes, San Pablo e Paraje Altamira
- Stili: rossi fruttati e generosi, vini di alta quota più freschi, bianchi minerali e spumanti
- Produttori: Catena Zapata, Familia Zuccardi, Achával-Ferrer, Luigi Bosca, Susana Balbo, El Enemigo, Trapiche, Terrazas de los Andes e Bodega Salentein.
- Temperatura dei rossi: generalmente 15-17 °C
- Abbinamenti: asado argentino, empanadas, agnello, manzo alla brace e formaggi stagionati
Dove si trova Mendoza e perché è così importante per il vino argentino?
Mendoza si trova nell’Argentina occidentale, lungo il confine con il Cile. A ovest si innalzano le Ande, mentre verso est il territorio diventa progressivamente più arido e pianeggiante.
La città di Mendoza è il centro storico, economico e culturale della regione vitivinicola. A sud si sviluppano le zone di Luján de Cuyo e della Valle de Uco; a est si estendono vaste aree agricole dedicate anche alla produzione di vino su larga scala.
L’importanza di Mendoza è confermata dai dati produttivi: nella vendemmia 2026 la provincia ha raccolto circa 13,15 milioni di quintali d’uva, pari a oltre il 70% della produzione argentina di quell’anno.
È un primato che non riguarda soltanto la quantità. Mendoza ospita alcune delle aziende più importanti del continente e ha contribuito a trasformare il Malbec in un vino riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
La sua geografia vinicola viene generalmente suddivisa in cinque grandi aree: la Primera Zona, che comprende Maipú e Luján de Cuyo; la Valle de Uco; la zona settentrionale; quella orientale; e il sud della provincia, con San Rafael e altri distretti.
Le regioni più celebri per i grandi rossi sono Luján de Cuyo e Valle de Uco, ma la storia del vino mendocino comprende anche vaste produzioni popolari, antichi vigneti di varietà Criolla e una tradizione di vini destinati al consumo quotidiano.
La storia del vino a Mendoza

La viticoltura arrivò nell’Argentina coloniale durante il XVI secolo, insieme ai religiosi e ai coloni spagnoli che introdussero la vite per produrre vino destinato alla popolazione e alle celebrazioni religiose.
Per lungo tempo Mendoza rimase un centro agricolo relativamente isolato, ma la produzione vinicola trovò condizioni favorevoli grazie alla possibilità di irrigare terreni aridi utilizzando l’acqua proveniente dalle Ande.
Il grande cambiamento arrivò nell’Ottocento.
Nel 1853, su iniziativa sostenuta da Domingo Faustino Sarmiento, fu istituita a Mendoza una scuola agraria. L’agronomo francese Michel Aimé Pouget contribuì all’introduzione e alla diffusione di varietà europee, tra cui il Malbec.
In Francia questo vitigno aveva una storia importante nel Sud-Ovest e nel Bordolese, ma nel territorio argentino trovò condizioni particolarmente adatte alla propria maturazione.
La seconda metà dell’Ottocento vide anche l’arrivo di numerosi immigrati europei, soprattutto italiani e spagnoli. Portarono conoscenze agricole, capacità imprenditoriali e abitudini legate al consumo quotidiano del vino.
La costruzione della ferrovia verso Buenos Aires, completata negli anni Ottanta del XIX secolo, facilitò il commercio e favorì l’espansione delle aziende.
Per gran parte del Novecento la viticoltura argentina rimase orientata soprattutto alla quantità e al mercato interno. Il vino era una bevanda largamente consumata e Mendoza produceva enormi volumi di rossi e bianchi.
La svolta qualitativa si sviluppò soprattutto dagli anni Ottanta e Novanta, quando produttori come Nicolás Catena iniziarono a studiare sistematicamente i vigneti di alta quota, puntando su basse rese, migliore gestione della maturazione e maggiore precisione in cantina.
Negli anni successivi arrivarono investimenti, nuove tecniche e una crescente attenzione alla provenienza delle uve.
Oggi il territorio sta attraversando un’altra trasformazione: dalla valorizzazione del Malbec come simbolo nazionale alla ricerca di differenze sempre più precise tra singoli vigneti.
Il terroir di Mendoza: altitudine, sole e acqua delle Ande
Mendoza è caratterizzata da un clima prevalentemente secco, con forte insolazione e precipitazioni relativamente scarse.
Senza irrigazione, gran parte dei terreni agricoli non potrebbe sostenere una viticoltura produttiva.
Le acque provenienti dalle Ande alimentano fiumi e sistemi di canali che hanno permesso la formazione delle grandi oasi agricole mendocine.
L’irrigazione è quindi un elemento storico del territorio. In passato era largamente diffusa quella per scorrimento, mentre oggi molti vigneti di qualità utilizzano sistemi a goccia per controllare con maggiore precisione la quantità d’acqua.
Perché l’altitudine è così importante?
Salendo di quota, le temperature medie tendono a diminuire e le notti possono diventare sensibilmente più fresche.
Questo permette, in molte zone, di rallentare la maturazione delle uve, preservare una parte dell’acidità e sviluppare un profilo aromatico meno dominato dalla frutta cotta.
Un Malbec coltivato in un sito caldo può diventare molto maturo, con prugna, mora e tannini morbidi. In un vigneto più fresco e alto può esprimere viola, ciliegia, erbe aromatiche e una struttura maggiormente sostenuta dall’acidità.
L’altitudine comporta anche una maggiore esposizione alle radiazioni ultraviolette. La vite può reagire modificando lo sviluppo delle bucce e la composizione fenolica degli acini, con effetti sul colore e sui tannini.
Non significa però che il vigneto più alto sia automaticamente il migliore.
Una quota eccessiva può aumentare il rischio di gelate, rallentare troppo la maturazione e creare condizioni difficili per alcune varietà.
La qualità nasce dall’equilibrio tra altitudine, esposizione, disponibilità idrica e caratteristiche del suolo.
I terreni alluvionali e il ruolo del calcare
I suoli di Mendoza derivano in larga parte da materiali trasportati nel tempo dai fiumi e dai torrenti provenienti dalle montagne.
Si trovano ghiaie, sabbie, ciottoli e sedimenti di diversa granulometria, distribuiti in maniera irregolare.
Alcuni terreni sono profondi e relativamente fertili, altri molto poveri, pietrosi e rapidamente drenanti.
Nella Valle de Uco l’attenzione si è concentrata soprattutto sui suoli con accumuli di carbonato di calcio, spesso presenti intorno ai ciottoli o all’interno degli orizzonti del terreno.
Questi depositi sono importanti perché modificano le condizioni fisiche e chimiche in cui crescono le radici e possono influenzare il vigore della vite e la maturazione dell’uva.
Non è corretto immaginare che il calcare trasferisca direttamente al vino aromi di pietra o minerali. La relazione tra suolo e gusto è più complessa e passa attraverso disponibilità idrica, nutrizione, temperatura e fisiologia della pianta.
Maipú: la Mendoza storica

Maipú è una delle culle della viticoltura mendocina e ospita alcune aziende fondate nel XIX secolo.
Il paesaggio è più urbanizzato e agricolo rispetto alla Valle de Uco, ma conserva vigneti storici e importanti cantine.
Nelle zone più vocate, il Malbec può dare vini generosi, con prugna, mora, ciliegia matura e tannini morbidi.
Accanto al Malbec si coltivano Cabernet Sauvignon, Bonarda e altre varietà tradizionali.
Maipú è particolarmente interessante per chi desidera comprendere la storia industriale e familiare del vino argentino. Qui la viticoltura non è nata come fenomeno di lusso, ma come attività agricola strettamente legata allo sviluppo economico della provincia.
Tra i produttori più conosciuti figurano Trapiche, uno dei grandi nomi storici argentini, e Familia Zuccardi, le cui origini produttive sono legate anche a questa zona.
È un territorio utile da visitare per comprendere la Mendoza precedente alla rivoluzione dei grandi vigneti d’altura.
Luján de Cuyo: il grande Malbec classico
Luján de Cuyo si trova a sud della città di Mendoza ed è una delle zone più importanti per la reputazione internazionale del Malbec argentino.
I vigneti occupano terrazze alluvionali e terreni che, nelle aree più conosciute, si collocano generalmente intorno agli 800-1.100 metri di altitudine.
Il clima relativamente caldo e soleggiato permette una buona maturazione del Malbec, mentre le escursioni termiche favoriscono la conservazione di profumi e acidità.
Lo stile tradizionale è quello di un rosso profondo, con frutti neri, violetta, spezie, tannini levigati e una struttura capace di sostenere l’affinamento.
Luján de Cuyo è anche un nome importante dal punto di vista delle denominazioni: possiede una Denominación de Origen Controlada specificamente associata alla tradizione del Malbec.
Non bisogna però confondere l’intero territorio amministrativo con la sola denominazione controllata: non ogni vino prodotto a Luján de Cuyo rientra automaticamente nella DOC.
Agrelo: struttura e concentrazione
Agrelo è una delle località più conosciute di Luján de Cuyo.
I suoi vigneti possono dare Malbec potenti, con mora, prugna, liquirizia, cacao e una tessitura tannica importante.
È una zona particolarmente interessante anche per il Cabernet Sauvignon, che trova condizioni adatte a una maturazione completa.
Alcune grandi aziende, tra cui Catena Zapata, possiedono vigneti importanti nell’area.
Vistalba: vecchie vigne e profondità
Vistalba è un altro nome storico del Malbec mendocino.
I terreni alluvionali e la presenza di vigneti maturi favoriscono vini strutturati, con frutta scura, spezie e una notevole capacità di evoluzione.
La zona è legata a produttori come Achával-Ferrer, che ha valorizzato il carattere di singoli vigneti storici.
Las Compuertas: freschezza e tradizione
Las Compuertas è una delle aree più interessanti per le vigne vecchie e le interpretazioni del Malbec meno dominate dalla concentrazione.
Alcuni produttori ricercano una maggiore finezza aromatica, con ciliegia, violetta, erbe aromatiche e tannini meno massicci.
È un territorio che mostra come il Malbec classico di Luján de Cuyo possa essere ricco senza necessariamente diventare pesante.
Valle de Uco: il nuovo volto dei grandi vini argentini

La Valle de Uco si sviluppa a sud della città di Mendoza, lungo il sistema montuoso delle Ande.
Comprende i dipartimenti di Tupungato, Tunuyán e San Carlos, ciascuno caratterizzato da terreni, esposizioni e altitudini differenti.
Negli ultimi decenni è diventata il centro di alcune delle sperimentazioni viticole più importanti dell’Argentina.
Qui il Malbec tende spesso ad assumere un carattere più floreale e fresco rispetto alle interpretazioni classiche delle zone più calde.
Non mancano però vini concentrati e strutturati: la valle è vasta e comprende condizioni climatiche molto diverse.
Il successo della Valle de Uco è legato anche alla crescente importanza di Chardonnay, Cabernet Franc e Pinot Noir, varietà che permettono di esplorare una gamma di stili molto più ampia.
Gualtallary: Malbec e Chardonnay di alta quota
Gualtallary, nel territorio di Tupungato, è uno dei nomi più prestigiosi della nuova viticoltura argentina.
I vigneti si trovano in un ambiente caratterizzato da quota elevata, forti escursioni termiche e terreni con presenza variabile di materiali calcarei.
Il Malbec può esprimere violetta, piccoli frutti rossi e neri, erbe aromatiche e una struttura fresca, con tannini definiti.
Lo Chardonnay è particolarmente interessante: alcune interpretazioni mostrano agrumi, mela verde, spezie e una notevole profondità, senza dipendere da un uso invadente del rovere.
Tra i nomi legati alla valorizzazione del territorio figurano Catena Zapata, El Enemigo e altri produttori impegnati nello studio dei singoli vigneti.
Paraje Altamira: precisione e tannini raffinati
Paraje Altamira, nel dipartimento di San Carlos, è una delle indicazioni geografiche più significative della Valle de Uco.
È stata riconosciuta ufficialmente nel 2013 e successivamente ampliata nel 2017.
La presenza di depositi alluvionali, ciottoli e accumuli carbonatici contribuisce alla forte eterogeneità dei terreni.
Il Malbec può offrire un profilo molto riconoscibile, con frutta nera, viola, erbe aromatiche e tannini generalmente più fini rispetto alle interpretazioni più potenti della regione.
Familia Zuccardi è uno dei nomi fondamentali per conoscere questa zona, grazie a un lavoro particolarmente attento sull’origine delle uve e sulle differenze tra i suoli.
Los Chacayes: carattere e struttura
Los Chacayes, nel dipartimento di Tunuyán, è un’altra zona molto interessante della Valle de Uco.
I terreni sono spesso pietrosi e il clima può favorire una maturazione lenta, soprattutto nei vigneti più alti.
Malbec e Cabernet Franc sono tra le varietà che hanno ottenuto risultati importanti.
I rossi possono presentare frutti scuri, erbe aromatiche, spezie e tannini decisi, con una struttura talvolta più austera rispetto a quella dei Malbec tradizionali.
È una delle località da conoscere per chi cerca vini argentini profondi e meno immediatamente morbidi.
San Pablo: una delle espressioni più fresche della valle
San Pablo, nel territorio di Tunuyán, possiede una propria indicazione geografica riconosciuta nel 2019.
La quota elevata e le condizioni più fresche favoriscono una maturazione generalmente più lenta.
È una zona particolarmente interessante per Chardonnay, Pinot Noir e altri vitigni che beneficiano di temperature moderate.
I bianchi possono avere profumi di agrumi, fiori e frutta fresca, con acidità vivace e una struttura meno opulenta.
San Pablo mostra quanto sia riduttivo considerare Mendoza soltanto una regione di grandi rossi maturi.
Il Malbec di Mendoza: caratteristiche e stile
Il Malbec è il vitigno simbolo della viticoltura argentina.
Originario della Francia, ha trovato a Mendoza condizioni particolarmente favorevoli grazie alla maturazione completa, al clima relativamente secco e alla possibilità di controllare l’acqua disponibile per le viti.
Il Malbec argentino è generalmente riconoscibile per il colore intenso, i profumi di frutti neri e violetta, la struttura piena e i tannini spesso più morbidi rispetto a molte interpretazioni francesi.
Ma oggi parlare di un unico stile è impossibile.
Il Malbec delle zone più calde
Nei territori relativamente caldi e nelle annate mature, il Malbec può esprimere mora, prugna, confettura di ciliegie, liquirizia e cioccolato.
La consistenza è ampia, con tannini rotondi e una sensazione alcolica talvolta importante.
Sono vini particolarmente piacevoli con la cucina alla brace e le carni ricche.
Il Malbec dei vigneti più alti
Nei territori più freschi della Valle de Uco, il frutto può diventare meno opulento.
Compaiono ciliegia, lampone, viola, pepe, erbe aromatiche e una maggiore vivacità gustativa.
I tannini possono risultare più serrati e il vino conservare un carattere più verticale.
È questa interpretazione che ha contribuito a modificare la reputazione internazionale del Malbec, dimostrando che il vitigno può produrre vini di grande precisione e non soltanto rossi potenti.
Gli altri vitigni importanti di Mendoza
Cabernet Franc
Il Cabernet Franc è una delle varietà che hanno ottenuto maggiore attenzione negli ultimi anni.
In alcune zone della Valle de Uco produce vini di notevole carattere, con frutti rossi, pepe, grafite, erbe aromatiche e una buona struttura.
Le interpretazioni più raffinate possiedono tannini definiti e una freschezza che permette di affrontare lunghi affinamenti.
Cabernet Sauvignon
Il Cabernet Sauvignon mantiene un ruolo importante, soprattutto nei vigneti di Luján de Cuyo e in altre aree favorevoli alla piena maturazione.
I vini possono essere intensi, con ribes nero, cassis, spezie, tabacco e una trama tannica robusta.
È anche un componente importante di diversi assemblaggi di prestigio.
Bonarda
La Bonarda argentina è un vitigno storico molto diffuso nel Paese.
Non va automaticamente identificata con le Bonarde italiane: le analisi ampelografiche e genetiche hanno ricondotto quella argentina alla varietà conosciuta in Francia come Douce Noire.
A Mendoza può dare rossi succosi, con ciliegia, prugna, frutti di bosco e tannini relativamente morbidi.
Le interpretazioni più semplici sono immediate e fruttate, ma alcuni produttori ne hanno dimostrato anche la capacità di offrire maggiore complessità.
Chardonnay e Pinot Noir
Lo Chardonnay è diventato uno dei protagonisti dei vigneti più freschi.
Nella Valle de Uco può sviluppare agrumi, mela, fiori, spezie e una consistenza profonda, con interpretazioni che utilizzano il rovere in maniera sempre più misurata.
Il Pinot Noir trova condizioni interessanti soprattutto nelle località più fresche e alte.
I migliori esprimono ciliegia, lampone, note floreali e tannini delicati, offrendo una prospettiva meno conosciuta della viticoltura mendocina.
Come si producono i vini di Mendoza?
La produzione dei rossi è molto varia.
I Malbec più tradizionali possono essere fermentati in acciaio o cemento, con macerazioni sufficientemente lunghe da estrarre colore, frutto e tannini.
L’affinamento in barrique di rovere francese è stato per anni uno degli elementi più riconoscibili dei vini di prestigio, talvolta con percentuali elevate di legno nuovo.
Negli ultimi anni diversi produttori hanno ridotto l’influenza del rovere, privilegiando botti grandi, cemento e recipienti che permettono al vino di maturare senza apportare aromi troppo evidenti.
In alcune cantine si sperimentano anche fermentazioni con grappoli interi e macerazioni più delicate, soprattutto quando l’obiettivo è conservare il carattere floreale e la freschezza dei vigneti d’altura.
Non esiste quindi una vinificazione tipicamente mendocina.
L’evoluzione più importante riguarda il rapporto tra tecnica e origine: molti produttori cercano di fare in modo che la cantina non cancelli le differenze tra Agrelo, Gualtallary e Paraje Altamira.
I produttori di Mendoza da conoscere
Catena Zapata
Catena Zapata è uno dei nomi fondamentali della rinascita del vino argentino.
La famiglia Catena ha svolto un ruolo decisivo nella valorizzazione del Malbec e nello studio dei vigneti d’altura.
Tra le etichette più conosciute figurano Catena Malbec, Catena Alta Malbec, Catena Zapata Malbec Argentino e i vini dei vigneti Adrianna e Nicasia.
Il progetto Adrianna Vineyard, a Gualtallary, è particolarmente interessante per la ricerca sui singoli appezzamenti e per la produzione di Malbec e Chardonnay di grande precisione.
Familia Zuccardi
Familia Zuccardi è una delle aziende più importanti per comprendere la nuova interpretazione del terroir mendocino.
Il lavoro nella Valle de Uco ha contribuito alla valorizzazione di località come Paraje Altamira e Gualtallary.
Tra i vini più conosciuti figurano Zuccardi Q Malbec, Concreto Malbec, Finca Piedra Infinita e altre selezioni legate a singoli vigneti.
Lo stile delle cuvée più ambiziose privilegia spesso tannini precisi, acidità e una minore evidenza del rovere.
Achával-Ferrer
Achával-Ferrer ha costruito parte della propria reputazione sulla valorizzazione dei vigneti storici di Malbec.
La gamma comprende un Mendoza Malbec, interpretazioni territoriali di Luján de Cuyo e Valle de Uco e importanti vini da singola finca.
Tra i nomi più celebri figurano Finca Bella Vista, Finca Mirador e Finca Altamira.
È una delle aziende da seguire per comprendere il ruolo delle vecchie vigne nella qualità del Malbec argentino.
Luigi Bosca
Luigi Bosca è uno dei produttori storici di Mendoza, con una tradizione familiare profondamente legata al Malbec di Luján de Cuyo.
La gamma comprende vini accessibili e selezioni più strutturate, oltre a Cabernet Sauvignon e altre varietà.
Il Malbec della casa rappresenta un riferimento per lo stile classico mendocino: frutto maturo, spezie, una buona struttura e tannini levigati.
Susana Balbo
Susana Balbo è una figura importante dell’enologia argentina contemporanea.
La sua azienda produce Malbec, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Torrontés e assemblaggi, mostrando una gamma di interpretazioni molto ampia.
Tra le etichette più conosciute figurano le selezioni Signature e Brioso.
È una produttrice interessante anche per il lavoro sui bianchi, una categoria spesso meno considerata quando si parla di Mendoza.
El Enemigo
El Enemigo, progetto legato ad Alejandro Vigil e Adrianna Catena, è uno dei nomi più riconoscibili della nuova generazione argentina.
La produzione comprende Cabernet Franc, Malbec e Chardonnay, con alcune cuvée capaci di unire struttura importante, freschezza e un carattere aromatico preciso.
È un riferimento soprattutto per chi vuole andare oltre il Malbec tradizionale.
Bodega Salentein
Bodega Salentein è uno dei grandi nomi della Valle de Uco.
La produzione comprende Malbec, Cabernet Sauvignon, Pinot Noir e Chardonnay, con una presenza importante nei vigneti di alta quota.
La cantina è conosciuta anche per la struttura architettonica e per il ruolo svolto nello sviluppo dell’enoturismo della valle.
Trapiche
Trapiche è uno dei produttori più storici e conosciuti dell’Argentina.
La sua gamma attraversa numerose fasce di prezzo, dai vini destinati a un consumo quotidiano alle selezioni più ambiziose.
Il progetto dei Single Vineyard Malbec è particolarmente interessante per osservare come il vitigno possa cambiare carattere secondo l’origine delle uve.
Che sapore hanno i vini di Mendoza?
Mendoza Malbec
Colore: rubino intenso con riflessi violacei nei vini giovani.
Profumo: mora, prugna, ciliegia nera, violetta, pepe, cacao e leggere note balsamiche.
Sapore: pieno, fruttato e generalmente di buona struttura, con tannini maturi e acidità variabile secondo zona e annata.
Finale: persistente, con frutta scura, spezie e una componente floreale nelle interpretazioni più fresche.
Valle de Uco Chardonnay
Colore: giallo paglierino brillante.
Profumo: limone, mela, fiori bianchi, pera e spezie, con possibili note di nocciola nelle versioni affinate in legno.
Sapore: fresco e strutturato, con acidità ben presente e una consistenza che può diventare cremosa nelle cuvée più ambiziose.
Finale: agrumato e persistente, talvolta accompagnato da note di frutta secca e pietra focaia.
Mendoza Cabernet Franc
Colore: rubino intenso.
Profumo: ribes, mora, viola, pepe, erbe aromatiche e grafite.
Sapore: strutturato ma generalmente più slanciato dei Malbec più opulenti, con tannini definiti e buona freschezza.
Finale: speziato, con frutti rossi e neri, pepe e sfumature erbacee.
Le annate dei vini di Mendoza
L’andamento delle vendemmie varia notevolmente tra le zone della provincia.
Le aree più calde possono raggiungere la maturazione con maggiore anticipo, mentre i vigneti alti della Valle de Uco hanno spesso un calendario differente.
Le annate 2018 e 2019 hanno dato numerosi rossi apprezzati per equilibrio e qualità del frutto.
Il 2020 è stato caratterizzato da condizioni particolari e da una vendemmia anticipata in diverse aree, con risultati differenti secondo zona e produttore.
Anche il 2021 ha offerto molti vini di buona freschezza, mentre il 2022 ha prodotto selezioni interessanti, soprattutto presso i produttori più attenti all’equilibrio tra maturità e acidità.
Più che cercare un millesimo vincente per tutta Mendoza, conviene considerare la singola zona e la cuvée.
Un Malbec di Gualtallary e uno di Agrelo possono reagire in maniera molto diversa alle condizioni della stessa annata.
I Malbec più semplici sono generalmente piacevoli nei primi tre-cinque anni. I grandi vini da singolo vigneto possono migliorare per dieci, quindici anni o più, secondo struttura, annata e conservazione.
Quanto costano i vini di Mendoza in Italia?
Mendoza offre uno spettro di prezzi molto ampio, dai Malbec quotidiani alle grandi etichette da collezione.
Un esempio accessibile è il Catena Malbec 2024, proposto da Italvinus a 14,55 euro per bottiglia da 75 cl. È un vino che permette di avvicinarsi allo stile del produttore senza affrontare le cuvée più prestigiose.
Il Catena Zapata Malbec Argentino 2022 si colloca invece in una fascia decisamente superiore: le offerte rilevate per il formato da 75 cl partono da circa 101 euro, con prezzi che possono superare i 120 euro presso altri rivenditori.
Tra questi due estremi si trova buona parte della produzione più interessante della regione.
La fascia tra 15 e 30 euro permette di acquistare Malbec di produttori importanti e vini ben costruiti.
Tra 30 e 60 euro si incontrano selezioni territoriali, vini da vigneti più specifici e interpretazioni con maggiore profondità.
Oltre queste cifre si entra progressivamente nel mercato delle grandi cuvée, dove provenienza delle uve, rarità e prestigio del produttore incidono sensibilmente sul prezzo.
Il rapporto qualità-prezzo rimane uno dei punti di forza di Mendoza, soprattutto quando si scelgono vini da aree meno celebri o etichette non appartenenti alle selezioni più esclusive.
Visitare Mendoza: cantine, vigneti e paesaggi delle Ande
Mendoza è anche una delle principali destinazioni enoturistiche del Sud America.
La città costituisce una base comoda per raggiungere le cantine della Primera Zona, mentre la Valle de Uco richiede trasferimenti più lunghi e merita spesso una giornata intera.
Maipú: le cantine storiche
Maipú è una scelta interessante per una prima giornata dedicata al vino argentino.
Il percorso può includere cantine storiche, piccoli produttori e aziende che raccontano la trasformazione della viticoltura locale.
È una zona adatta anche a chi desidera alternare degustazioni e visite culturali.
Luján de Cuyo: il Malbec classico
La seconda giornata può essere dedicata a Luján de Cuyo, con degustazioni di Malbec e Cabernet Sauvignon.
Le località di Agrelo, Vistalba e Las Compuertas permettono di osservare differenze interessanti tra vigneti relativamente vicini.
Prenotare una degustazione comparativa è particolarmente utile: assaggiare più Malbec della stessa azienda, provenienti da zone differenti, aiuta a comprendere il ruolo del territorio.
Valle de Uco: vigneti d’altura
La Valle de Uco merita una giornata completa.
Le strade attraversano un paesaggio dominato dalle Ande, con vigneti che si estendono ai piedi delle montagne e cantine spesso caratterizzate da architetture contemporanee.
Una visita a Gualtallary o Paraje Altamira permette di conoscere le interpretazioni più moderne del Malbec, mentre le zone più fresche offrono degustazioni interessanti di Chardonnay e Cabernet Franc.
Le cantine più richieste ricevono spesso soltanto su prenotazione. Per un itinerario enologico conviene limitare il programma a due o tre visite nella stessa giornata, soprattutto quando sono previste degustazioni approfondite e un pranzo in azienda.
Il periodo più interessante per vedere la vendemmia è generalmente tra febbraio e aprile, con differenze secondo quota e vitigno. L’autunno argentino, tra marzo e maggio, offre anche paesaggi particolarmente suggestivi.
Cosa mangiare con i vini di Mendoza?
Mendoza esige una cucina mai macilenta: paella, vitello tonnato, pollo al curry, pulled pork, empanadas, hamburger, filetto alla Wellington.
Un Malbec di Luján de Cuyo accompagna bene entrecôte alla brace, costine di manzo, controfiletto e agnello arrosto.
Con i formaggi serve struttura: un Comté stagionato dialoga con la complessità e le note tostate del vino; un Cheddar aggiunge intensità e una spinta sapida che sostiene il tannino; mentre un Pecorino stagionato crea equilibrio tra grassezza e struttura, rendendo il sorso più armonico.
