Ostia Antica riscrive la storia: scoperto il mikveh ebraico più antico della Diaspora
Un bagno rituale ebraico, il più antico mai rinvenuto fuori da Israele, un piccolo miracolo archeologico che riaffiora dal passato nel cuore del Parco Archeologico di Ostia Antica. A renderlo ancora più suggestivo è il ritrovamento, sul fondo del pozzo, di una lucerna decorata con la menorah (il candelabro a cinque bracci) e un ramo di palma, simboli profondamente legati alla cultura ebraica, oltre a un bicchiere in vetro quasi intatto, entrambi databili tra il V e il VI secolo d.C.
La scoperta, di portata internazionale, è stata presentata dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, dal direttore del Parco Alessandro D’Alessio e dal rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Di Segni.
“Roma è la città che ha ospitato tutte le civiltà e tutte le tradizioni. E quella ebraica è tra le più antiche e radicate”, ha commentato il ministro, sottolineando il ruolo cruciale di Ostia come ponte tra culture nel Mediterraneo.
Una Scoperta Senza Precedenti: Il Mikveh più Antico della Diaspora
I bagni rituali ebraici, noti come mikveh, sono strutture fondamentali nella tradizione giudaica, utilizzate per la purificazione secondo regole millenarie. In Israele ne esistono centinaia, con i primi esempi risalenti al I secolo a.C., mentre in Europa ne sono stati trovati solo pochi di epoca medievale.
L’importanza del mikveh scoperto a Ostia Antica è enorme, perché rappresenta l’unico esemplare di epoca tardo-antica mai ritrovato nei territori della Diaspora.
“A questo punto Roma possiede un patrimonio archeologico ebraico straordinario. Non c’è solo l’Arco di Tito: abbiamo le catacombe, la sinagoga di Ostia e ora anche il mikveh”, ha sottolineato il rabbino Di Segni.
La sua eccezionalità si rafforza considerando il contesto: a Ostia Antica sorgeva già la sinagoga più antica dell’Occidente, edificata tra il II e il III secolo d.C. e rimasta in uso fino all’abbandono definitivo della città nel VI secolo.
Ostia, Crocevia di Civiltà: Ebrei, Mitrei e Dei Egizi
Ostia Antica è spesso definita una “Roma in miniatura”, ma il ministro Alessandro Giuli la descrive come “il prologo di Roma”, una città che già in epoca imperiale ospitava una straordinaria varietà di culti e tradizioni.
“Solo qui abbiamo trovato 20 mitrei, un tempio dedicato a Iside e Serapide, una basilica costantiniana contemporanea a quella di San Pietro. Un vero specchio del Mediterraneo antico e del mosaico di culture che ha costruito l’Europa”, ha spiegato il ministro.
In questo crocevia di influenze, la comunità ebraica di Ostia Antica fiorì per secoli, raggiungendo una posizione di rilievo sociale ed economico.
“Gli ebrei della Diaspora trovarono qui ospitalità e possibilità di affermazione sociale. Ostia era un terreno fertile, una città viva e aperta, e questa scoperta ce lo conferma ancora una volta”, ha aggiunto Giuli.
Un Circuito del Turismo Ebraico: L’Appello della Comunità
La scoperta del mikveh rappresenta un’occasione unica per valorizzare il patrimonio ebraico in Italia, tanto che il rabbino Di Segni ha lanciato un appello al ministro per creare un vero e proprio itinerario turistico ebraico, che unisca Ostia Antica alle altre testimonianze della presenza ebraica a Roma.
“Da domani riceverò tantissime richieste per visitare il mikveh. Dobbiamo organizzare un percorso per i turisti ebrei di tutto il mondo”, ha detto Di Segni.
Questa proposta potrebbe trasformare Ostia in un polo internazionale del turismo culturale e religioso, aggiungendo un tassello fondamentale alla narrazione di una città che, con la sua sinagoga, il mikveh e le testimonianze archeologiche, racconta una storia millenaria di integrazione e scambio.
Un Ritrovamento che Cambia la Storia
Secondo Alessandro D’Alessio, direttore del Parco Archeologico di Ostia Antica, il mikveh è la prova definitiva dell’importanza e della continuità della comunità ebraica in città, dal I secolo d.C. fino al VI secolo.
Il mikveh si inserisce in un contesto di ritrovamenti e studi recenti, che includono anche l’iscrizione più antica in Italia in cui si menzionano gli ebrei (Iudaei), scoperta nella vicina necropoli di Pianabella.
Per Alfonsina Russo, a capo del dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, questa scoperta “conferma Ostia come un melting pot etnico, linguistico e religioso, una città aperta al Mediterraneo, ricca di storie ancora da raccontare”.
Investimenti e Futuro: La Prospettiva Istituzionale
Il direttore generale dei Musei Massimo Osanna ha sottolineato l’importanza dei finanziamenti pubblici, che hanno permesso di attuare un piano nazionale di manutenzione, ricerca archeologica e valorizzazione culturale.
La scoperta del mikveh è il risultato del progetto OPS – Ostia Post Scriptum, nato nel 2022 grazie a una collaborazione tra:
- Parco Archeologico di Ostia Antica
- Università di Catania
- Politecnico di Bari
Il progetto è finanziato dal Ministero della Cultura e mira a riscoprire il passato nascosto di Ostia, portando alla luce tesori dimenticati.
Un Simbolo di Identità per la Comunità Ebraica
Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma, ha espresso il sentimento della comunità davanti a questa scoperta:
“È un’emozione straordinaria. Il mikveh è il segno tangibile di una presenza viva, che ha attraversato i secoli e arriva fino a noi. Questa scoperta ci lega ancora di più alle nostre radici e alla Terra d’Israele”.
Il ritrovamento rappresenta molto più di un sito archeologico: è la testimonianza concreta di un’identità, una storia e una cultura che hanno attraversato il tempo.
