Il Comandante e l’Uomo: Bologna Racconta Che Guevara nei Suoi Documenti Più Intimi
Curata da Daniele Zambelli, realizzata con la collaborazione della figlia Aleida e del figlio Camilo Guevara (a cui è dedicata, dopo la sua scomparsa nel 2022), l’esposizione si articola in tre piani narrativi che permettono al visitatore di immergersi nella figura del Che in modo stratificato.
1. Il contesto geopolitico
La prima sezione, d’impronta giornalistica, aiuta il visitatore a collocare le tappe fondamentali della vita del Che nel mondo in cui si è mosso: dalla Rivoluzione Cubana al ruolo del Sudamerica negli anni della Guerra Fredda, passando per la decolonizzazione e le tensioni ideologiche tra Est e Ovest. Un racconto dettagliato, con timeline e strumenti digitali interattivi.
2. La biografia pubblica
Il secondo livello segue il Guevara pubblico: il Ministro cubano dell’Industria, l’oratore di Ginevra, il teorico della rivoluzione permanente, il comandante del Granma, ma anche il medico, il viaggiatore instancabile e l’osservatore politico. In mostra ritroviamo diari di viaggio, scritti autografi, interventi su educazione, economia e giustizia sociale. Tutti provenienti dal prezioso archivio del Centro de Estudios Che Guevara dell’Avana, riconosciuto come Patrimonio Unesco dal 2013.
3. L’intimità, la poesia, i dubbi
Il cuore della mostra è però nel terzo livello: quello che fruga tra le pieghe del privato. Qui si incontrano il marito innamorato, il padre affettuoso, l’amico nostalgico. Lettere a sua moglie Aleida, riflessioni notturne, poesie registrate con la sua stessa voce. Spiccano i versi struggenti della poesia “Tú y todos”, che dà il titolo alla mostra: una dedica sussurrata, nascosta nello zaino del combattente prima della partenza per la Bolivia, dove sarebbe stato ucciso il 9 ottobre 1967.
Un viaggio nell’archivio vivente del Novecento
Con oltre 2000 reperti, tra foto scattate dallo stesso Che – era un fotografo sorprendente –, video d’epoca, lettere inedite, riflessioni economiche, poesie e documenti politici, la mostra è pensata come una piattaforma esperienziale e digitale che unisce passato e presente. Ogni documento è accompagnato da strumenti interattivi per contestualizzare date, luoghi ed eventi. Il visitatore può muoversi tra realtà aumentata, contenuti audio e installazioni immersive, fino alla sezione conclusiva: un’installazione 3D che ricostruisce il celebre volto del Che, dissolvendosi lentamente nella sua firma.
Un Che inedito, umano, vulnerabile
A dirlo non sono solo gli oggetti, ma le parole della figlia Aleida:
“Mio padre non era un mito, era un uomo. Amava, aveva dubbi, soffriva. E lottava.”
Questa mostra è un invito a uscire dalle narrazioni ideologiche e ad avvicinarsi a un Che Guevara meno retorico, più autentico. Non il poster, ma la persona.
Un progetto editoriale di valore
A completare il percorso espositivo, un catalogo ricchissimo edito da Pendragon, che include tutti i documenti più significativi, fotografie restaurate, riflessioni di storici e testimonianze dei figli. Un volume pensato per lasciare traccia anche fuori dalla mostra, ideale per appassionati di storia, docenti e curiosi.
Informazioni utili
📍 Museo Civico Archeologico, Via dell’Archiginnasio 2, Bologna
📅 Dal 27 marzo al 30 giugno 2025
⏰ Orari: tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:30
🎟️ Biglietto intero 12€, ridotto 8€, gratuito under 12
📞 Info: +39 051 2757211 | museibologna.it
