Bruxelles ancora contro il vino: Unione Italiana Vini denuncia nuove misure punitive
Il settore vinicolo europeo è di nuovo nel mirino delle istituzioni di Bruxelles. L’Unione Italiana Vini (UIV) lancia l’allarme dopo la pubblicazione del nuovo documento di lavoro della Commissione Europea nell’ambito del piano Beca (Beating Cancer), lo stesso che nel 2021 aveva proposto misure fortemente restrittive per il commercio del vino, tra cui etichette allarmistiche e limitazioni alla pubblicità.
Un déjà-vu ancora più restrittivo
Tre anni fa, le proposte più radicali del piano Beca erano state bocciate dall’Europarlamento, ma oggi, secondo UIV, il documento rilanciato dalla Commissione contiene misure addirittura più severe rispetto al passato.
Tra i punti più critici segnalati dall’Unione Italiana Vini:
- Aumento della tassazione sulle bevande alcoliche, vino incluso
- Nuove limitazioni sulle vendite transfrontaliere
- Obbligo di avvertenze sanitarie sulle etichette dei vini
- Regolamentazione più stringente sulla pubblicità dei prodotti alcolici
Un piano che, secondo il segretario generale di UIV, Paolo Castelletti, rischia di mettere ulteriormente in ginocchio un settore già colpito dai dazi in USA e dalla crisi climatica.
UIV: “L’UE penalizza le imprese invece di supportarle”
“Cambia la squadra, ma purtroppo il leit motiv della Commissione Europea rimane lo stesso,” denuncia Paolo Castelletti. “Speravamo che la nuova Commissione si concentrasse su misure di sostegno alle imprese, invece vediamo solo nuove tasse e ostacoli che creano distorsioni nel mercato unico.”
La critica di UIV si fa ancora più dura quando si evidenzia un apparente paradosso nelle posizioni dell’UE:
- Solo poche settimane fa, il Commissario alla Salute Oliver Varhelyi aveva dichiarato in audizione al Parlamento Europeo che l’introduzione di avvertenze sanitarie sulle etichette non era una priorità.
- Oggi, lo stesso tema riappare nel documento Beca, senza alcuna consultazione pubblica con i rappresentanti del settore.
“È evidente che nell’UE la mano destra non sa cosa fa la sinistra,” accusa Castelletti.
Un settore da 100 miliardi di euro a rischio
Il vino rappresenta una colonna portante dell’economia europea, con un valore di mercato che supera i 100 miliardi di euro e garantisce milioni di posti di lavoro nel Vecchio Continente.
Secondo UIV, le nuove misure potrebbero:
- Penalizzare la competitività dei produttori europei a vantaggio di vini extra-UE, non soggetti alle stesse regole
- Complicare l’export, già rallentato dai dazi imposti dagli Stati Uniti
- Aumentare i costi per le aziende, rendendo il prodotto finale meno accessibile ai consumatori
“Rivolgiamo un accorato e piagnucoloso appello ai politicanti e a tutto il globo europocentrico per chiedere, ossequiosamente, il ritiro di questa iniqua risoluzione,” conclude Castelletti.
Se le nuove misure dovessero passare, il 2025 potrebbe trasformarsi in un anno nero per il vino europeo, con conseguenze pesanti su produzione, export e competitività globale.
