Rakomelo: il liquore greco da bere caldo, fatto con raki, tsikoudia e miele
Il Rakomelo è uno di quei riti greci che scopri per caso, magari in una taverna di Naxos o sul terrazzo di una pensione di Creta, quando il vento si alza e qualcuno tira fuori una bottiglia ambrata. Basta poco: un distillato di vinacce – il raki o tsikoudia – una manciata di miele di timo, due spezie, la fiamma sotto il pentolino e la serata cambia sapore. E come ogni cosa nata nelle isole, ha infinite varianti e segreti di famiglia.
The Basics
Origine: Grecia (Creta, Naxos, Cicladi, Dodecaneso)
Base alcolica: raki (o tsikoudia, acquavite di vinacce locale)
Alcol: 20–25% vol (bottiglia), fatto espresso può essere più robusto
Ingredienti: miele di timo (o fiori), cannella, chiodi di garofano, scorza d’arancia
Metodo di produzione: infusione a caldo di raki, miele e spezie, pochi minuti sul fuoco
Produttori: distillerie locali, bottiglie di famiglia, raramente grandi marchi
Storia, geografia e spirito greco
Non c’è una ricetta ufficiale, solo gesti ripetuti da generazioni. Dopo la vendemmia il raki si fa in casa; quando arriva il primo freddo, il miele si scioglie nel distillato caldo, la cannella si fa sentire, i chiodi di garofano aggiungono la punta balsamica. Qualcuno ci mette scorza d’arancia, qualcun altro erbe segrete raccolte sui monti. In ogni isola, ogni villaggio, c’è chi ne prepara una versione leggermente diversa, e chi dice che la migliore è solo quella della nonna.
Come si fa davvero il Rakomelo
Niente dosi matematiche: la regola vera è assaggiare, ascoltare il profumo. Prendi il raki buono, meglio se fatto da un vicino di casa greco o portato a casa dopo una vacanza. In un pentolino, scalda (senza mai far bollire!) 200 ml di raki con due cucchiai abbondanti di miele, una stecca di cannella, tre chiodi di garofano e qualche scorzetta d’arancia. Mescola, lascia le spezie in infusione giusto il tempo che il profumo riempia la stanza—tre, quattro minuti al massimo. Filtra e versa nei bicchieri, rigorosamente piccoli.
Non serve altro. Nessuna bottiglia industriale potrà mai competere col Rakomelo appena fatto.
Caratteristiche organolettiche
Nel bicchiere il Rakomelo ha il colore del miele denso e della sera che scende lenta. Al naso è tutto un gioco di note dolci, resina di pini lontani, agrumi e una traccia inconfondibile di distillato grezzo. Il sorso parte morbido e rotondo, la dolcezza del miele lascia spazio al calore del raki, poi arrivano le spezie, che rinfrescano e chiudono con una leggera punta balsamica. Rimane una traccia lunga di erbe e agrumi.
Come si beve e cosa abbinarci
Classico fine pasto nelle taverne, il Rakomelo si beve caldo, anche solo per il gusto di scaldarsi le mani e stare in compagnia. Va d’accordo con dolci tradizionali come baklava, mandorle tostate, noci e miele, biscotti alla cannella. Piacevole anche con formaggi freschi di pecora, o – per chi osa – in abbinamento a yogurt greco con frutta secca. Nei cocktail bar più attenti ormai spunta anche nei sour e nei punch, magari abbinato a un bitter o a una spremuta d’arancia.
Prezzi e produttori
Il Rakomelo si trova ormai anche in Italia, ma il meglio resta quello artigianale. I prezzi oscillano tra i 15 e i 25 euro per bottiglie artigianali da 0,5 l, soprattutto se il miele usato è di timo o fiori di isola.
Produttori artigiani da segnare:
- Stoupakis Distillery (Chios)
- Katsaros (Larissa)
- Cretan Tsikoudia Distillers
- Toplou Monastery (Creta)
- Idoniko (Serres)
- Apostolakis (Volos)
- Loukatos (Peloponneso)
- Tirnavos Distillery (Tessaglia)
Ricetta Rakomelo (per 4 bicchieri piccoli)
- Raki o tsikoudia: 200 ml
- Miele di timo: 2 cucchiai colmi
- Cannella: 1 stecca
- Chiodi di garofano: 3
- Scorza d’arancia: qualche pezzetto
Procedimento:
Scalda il raki con miele e spezie, senza bollire. Lascia in infusione tre minuti, filtra e servi subito, caldo.
