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Wine Dharma

Barolo: le caratteristiche, la storia del grande vino delle Langhe

Grappoli di Nebbiolo, vitigno utilizzato per produrre Barolo, vino delle Langhe. Splendidi grappoli di Nebbiolo (foto di Sergio Massano) Perché il Barolo è tanto speciale? Perché è chiamato “re dei vini e vino dei re”? La risposta è apparentemente semplice: questione di terroir. Il Nebbiolo ha trovato negli 11 comuni delle Langhe in cui è prodotto, poco a sud della città di Alba, delle condizioni pedo-climatiche uniche, tanto che riesce ad elevarsi al di sopra delle altre produzioni di Nebbiolo e ha preso il nome di uno di questi comuni: Barolo, appunto. I vini che hanno ereditato il nome dal comune di provenienza si contano sulle dita di una mano: il fratello Barbaresco, il Soave, Bardolino.

Pochi sono i vini che possono vantare un’aderenza così profonda con la propria terra, ma il motivo è anche la fragilità del vitigno, i cui grappoli hanno bisogno di una lunga maturazione che si protrae fino a novembre inoltrato.

Disciplinare del Barolo

Barolo vigneti di Nebbiolo nelle Langhe, Langhe in autunno, Vino Barolo Il Barolo è un vino rosso prodotto con uve Nebbiolo in purezza, e deve affinare per almeno 3 anni, di cui almeno 18 mesi in botte. Con 5 anni di affinamento diventa Barolo Riserva. I cloni più utilizzati sono i Nebbiolo Lampia, Michet e Rosé.

Caratteristiche organolettiche del Barolo

Riconoscerete questo grande vino dal suo colore rubino trasparente, che vira verso l’aranciato mano a mano che aumentano gli anni. Solo i migliori Pinot Noir possono vantare una tale limpida trasparenza.

Il bouquet del vino Barolo

L’altra caratteristica inconfondibile è il bouquet così etereo, pieno di piccoli frutti rossi come lamponi e ribes nero, ciliegie sotto spirito, fiori appassiti, lacca, spezie, cuoio, pepe verde, anice, noce moscata e liquirizia, ma è soprattutto il legame con la terra a rendere unico il Barolo. Riconoscerete una serie di profumi legati alle Langhe, alla sua terra: le nocciole, le foglie e il tartufo, non a caso è il vino prediletto dal nobile Tuber Magnatum!

Il sapore del vino Barolo

Al palato è elegante e misurato, non aspettatevi delle bombe fruttate né dei vini particolarmente acidi, quanto piuttosto terrosi, con tannini che donano struttura e persistenza ad un frutto che si intreccia a deliziose note di liquirizia e caffè.

Zona di produzione del vino Barolo

I colori delle Langhe in autunno. Vigneti di Nebbiolo sulle colline di Alba. I colori delle Langhe Poche sono le colline che offrono una varietà di suoli e stili così netti e drastici, pur distando solo qualche chilometro. Il Barolo assume volti assai diversi da un comune all’altro. Monforte d’Alba è rinomata per i suoi vini precisi e suadenti; Castiglione Falletto per la poderosità dei tannini, Serralunga per il rigore e infine La Morra che vanta il primato per eleganza. Ovvio che questa sia solo una divisione a grandi linee, non mancano le eccezioni, come le differenti interpretazioni stilistiche.

Ecco i comuni dove è possibile produrre Barolo e che è bene che ogni appassionato di grandi vini si tatui sul braccio: Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Serralunga d’Alba e Verduno.

Gli stili del Barolo: modernisti VS tradizionalisti

Il Barolo non è un vino che può essere bevuto giovane, se l’annata messa in commercio risulta subito gradevole e rotonda allora significa che è stata un’annata molto calda e con ogni probabilità quel vino non potrà ambire ad un invecchiamento decennale. Con il “re dei vini” non ci sono compromessi, il lungo affinamento, prima in legno e poi in bottiglia è la strada per raggiungere l’eccellenza: lo sviluppo di quegli aromi terziari così raffinati e pungenti che caratterizzano la maturità del Barolo.

La sua grande carica polifenolica ha sempre imposto un lunghissimo affinamento in botte grande per poter sviluppare tutto il suo potenziale, ma ormai è arcinota la scissione dei modernisti, che hanno iniziato a produrre Barolo riducendo il tempo di macerazione e introducendo l’affinamento in barrique. Molti produttori giustamente lamentavano la difficoltà di una lavorazione certosina, proiettata in un futuro lontano e spesso incerto, per produrre vini in ogni caso di non facile approccio, tuttavia nel processo si rischia di sacrificare qualcosa. Non vi resta che sperimentare, stappate, stappate e diteci quali sono le vostre bottiglie preferite!

Se state organizzando una cena raffinata e volete scoprire quali piatti si sposano al vino Barolo, a parte il classico tartufo, provate la nostra guida all’abbinamento del Barolo.

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