Cosa vedere ai Mandore Gardens? L’antica capitale del Marwar tra cenotafi rossi e sovrani di Jodhpur
Il nome Mandore Gardens può trarre in inganno. I giardini ci sono, con alberi, prati, vasche e sentieri, ma non sono il vero motivo per arrivare fin qui. La visita ruota attorno ai grandi cenotafi dei sovrani Rathore, costruzioni in arenaria rossa che si alzano tra il verde come piccoli templi, e alla storia di Mandore, capitale del Marwar prima che Rao Jodha fondasse Jodhpur nel 1459.
Mandore si trova a nord della città moderna e appartiene a una fase molto più antica della storia della regione. Prima che Mehrangarh diventasse il centro politico e simbolico del regno, era qui che si concentrava il potere. Quando la corte si trasferì nella nuova Jodhpur, Mandore non scomparve: rimase legata alla dinastia e divenne uno dei principali luoghi di memoria dei suoi sovrani.
È proprio questo passaggio a rendere la visita interessante. A Mehrangarh si entra nella capitale costruita dai Rathore; a Mandore si torna alla città che esisteva prima.
Per vedere bene il complesso servono circa un’ora e mezza o due. Chi vuole aggiungere il museo, camminare fino alle zone più alte e cercare i resti dell’antica Mandore può facilmente fermarsi più a lungo.
Cosa vedere ai Mandore Gardens
- cenotafi reali dei Rathore
- cenotafio di Maharaja Ajit Singh
- cenotafio di Maharaja Jaswant Singh I
- cenotafio di Maharaja Gaj Singh
- cenotafio di Sawai Raja Sur Singh
- cenotafio di Motaraja Udai Singh
- cenotafio di Rao Maldeo
- Hall of Heroes
- santuario conosciuto come Temple of 33 Crore Gods
- Government Museum
- giardini e vasche
- Panch Kunda
- resti dell’antica Mandore sulle alture retrostanti
Mandore prima di Jodhpur
La storia di Mandore precede di molti secoli quella di Jodhpur. Il sito era già un importante centro del Marwar prima dell’arrivo dei Rathore e fu collegato in epoche precedenti anche ai Gurjara-Pratihara, una delle grandi potenze dell’India settentrionale altomedievale.
La svolta arrivò quando i Rathore consolidarono il proprio controllo sulla regione. Mandore entrò nella loro sfera alla fine del XIV secolo e divenne sede della dinastia.
Il luogo, però, presentava limiti difensivi. Quando Rao Jodha salì al potere nel XV secolo cercò una posizione più facilmente controllabile e scelse la rupe sulla quale avrebbe fatto costruire Mehrangarh.
Nel 1459 nacque Jodhpur.
Da quel momento la nuova città sostituì progressivamente Mandore come centro politico del Marwar.
Non cercate un palazzo reale intatto!
La Mandore che si visita oggi non è una piccola Jodhpur rimasta congelata nel XV secolo.
La vecchia capitale ha perso gran parte della propria struttura urbana e del sistema fortificato. Ciò che sopravvive con maggiore forza è il paesaggio commemorativo creato nei secoli successivi dai Rathore.
Per questo la visita va letta al contrario rispetto a Mehrangarh: non si entra in una corte conservata, ma si cammina tra memoriali dinastici costruiti nel luogo da cui quella stessa dinastia era partita.
I dewals: cenotafi che sembrano templi

La parte più spettacolare dei Mandore Gardens è costituita dai dewals, i cenotafi dei sovrani del Marwar.
In molti luoghi del Rajasthan i memoriali reali assumono la forma del chhatri, un padiglione aperto sostenuto da colonne e sormontato da una cupola.
A Mandore accade qualcosa di diverso.
Diversi cenotafi sono costruiti come veri edifici templari, con alte torri, piattaforme, corridoi colonnati e shikhara che si innalzano sopra il tetto.
Il risultato è insolito: da lontano possono essere facilmente scambiati per templi hindu.
L’arenaria rossa cambia completamente il carattere del luogo
Dopo il marmo bianco di Jaswant Thada, Mandore riporta immediatamente ai colori del Marwar.
I memoriali sono costruiti soprattutto in arenaria rossa, lavorata in colonne, archi, cornici e superfici scolpite.
Tra il verde dei giardini e la pietra calda si crea un contrasto molto più netto di quello che si incontra nella Jodhpur urbana.
Qui il giardino non ha bisogno di essere caricato di significati: serve soprattutto da sfondo e da pausa visiva tra edifici monumentali che, se fossero ammassati uno accanto all’altro, perderebbero parte della loro forza.
Il cenotafio di Maharaja Ajit Singh
Tra tutti i memoriali, quello di Maharaja Ajit Singh è il più imponente.
Ajit Singh appartiene a uno dei periodi più complessi della storia del Marwar. Dopo la morte del padre Jaswant Singh I nel 1678, la successione venne contestata e il territorio entrò nell’orbita diretta dell’imperatore moghul Aurangzeb.
Ajit Singh nacque poco dopo la morte del padre e trascorse parte della propria giovinezza lontano da Jodhpur. Soltanto dopo la morte di Aurangzeb, nel 1707, riuscì a ristabilire saldamente il controllo Rathore sulla capitale.
Il suo cenotafio traduce quel rango in architettura.
È una costruzione alta, articolata su più livelli, con porticati, colonne e una torre che ricorda immediatamente il profilo di un grande tempio.
Entrate sotto il cenotafio
Non limitatevi a fotografarlo dal prato.
Avvicinandosi alle colonne cambia completamente la percezione della struttura. Il volume massiccio visto da lontano si apre in una successione di portici, ombre e scorci verso il giardino.
Guardate soprattutto le superfici interne, i capitelli e il modo in cui le parti coperte incorniciano gli edifici vicini.
Mandore è molto più interessante quando si cammina dentro e tra i cenotafi piuttosto che quando li si osserva come semplici quinte fotografiche.
Jaswant Singh I: un nome da non confondere con Jaswant Singh II
Tra i cenotafi protetti del complesso figura quello di Maharaja Jaswant Singh I, sovrano del Marwar dal 1638 al 1678.
Non va confuso con Jaswant Singh II, vissuto nell’Ottocento e commemorato nel bianco Jaswant Thada vicino a Mehrangarh.
Jaswant Singh I fu una figura di primo piano nella politica del XVII secolo e intrattenne rapporti complessi con l’Impero moghul.
La sua morte senza un erede maschio già nato provocò la crisi dinastica dalla quale sarebbe emersa la vicenda di Ajit Singh.
Vedere i due memoriali nello stesso luogo rende questa successione molto più leggibile di quanto possa sembrare leggendo semplicemente una serie di nomi e date.
Un piccolo atlante dei sovrani del Marwar
Oltre ad Ajit Singh e Jaswant Singh I, il complesso conserva i cenotafi di altri importanti governanti Rathore, tra cui Rao Maldeo, Motaraja Udai Singh, Sawai Raja Sur Singh e Gaj Singh.
Non è necessario conoscere in anticipo l’intera genealogia.
È più interessante osservare come cambiano proporzioni, decorazione e forma dei memoriali e usarli per capire quanto a lungo Mandore abbia continuato a occupare un posto nella memoria della dinastia anche dopo il trasferimento della capitale.
Hall of Heroes: sedici figure scavate nella roccia
Una delle parti più curiose del complesso è la Hall of Heroes, conosciuta anche come Veeron ki Dalan.
Qui compaiono sedici figure legate a eroi e divinità della tradizione regionale, scolpite nella roccia e successivamente dipinte.
Non hanno la raffinatezza delle miniature di corte conservate a Mehrangarh e non cercano nemmeno di averla. Il linguaggio è più diretto, popolare e narrativo.
È proprio questo contrasto a renderle interessanti dopo i cenotafi reali: si passa dalla memoria ufficiale dei maharaja a un universo di eroi venerati dalla cultura locale.
Il cosiddetto Temple of 33 Crore Gods
Accanto alla Hall of Heroes si trova un santuario comunemente conosciuto come Temple of 33 Crore Gods, ricco di immagini di divinità hindu.
Il nome può confondere un visitatore occidentale perché viene spesso tradotto letteralmente come “tempio dei 330 milioni di dèi”.
Conviene considerarlo soprattutto come il nome tradizionale con cui viene identificato il santuario, senza trasformarlo in una spiegazione numerica della religione hindu.
All’interno il colpo d’occhio è dato dalla quantità di figure divine raccolte nello stesso spazio.
Mandore e il Ramayana: la tradizione di Mandodari
Mandore conserva anche un collegamento leggendario con il Ramayana.
Una tradizione locale identifica la città come luogo d’origine di Mandodari, moglie di Ravana, il re di Lanka antagonista di Rama nel poema epico.
Non è un dato storico dimostrabile e va letto per quello che è: una tradizione mitologica legata alla città.
Il racconto mostra però quanto Mandore sia entrata non soltanto nella memoria dinastica del Marwar, ma anche nell’immaginario religioso locale.
Panch Kunda
Nel complesso si trova anche Panch Kunda, area legata ai cenotafi della famiglia reale.
È meno immediata dei grandi dewals e spesso viene attraversata velocemente, ma aiuta a capire che Mandore non è formato da un solo gruppo compatto di monumenti.
Il paesaggio commemorativo si distribuisce in più zone e comprende strutture di rango e periodi differenti.
Se avete soltanto un’ora, concentratevi sui grandi cenotafi. Con due ore, vale la pena allargare il percorso.
Il Government Museum
All’interno dell’area si trova il Government Museum di Mandore.
La collezione raccoglie reperti e oggetti collegati alla storia e alla cultura della regione e consente di aggiungere un contesto storico alla visita dei monumenti.
È soprattutto un complemento: il motivo principale per arrivare a Mandore resta l’architettura all’aperto.
Può però essere utile nelle ore più calde, quando dopo aver camminato tra i cenotafi una parte della visita al coperto diventa particolarmente gradita.
Resti della vecchia capitale
Proseguendo verso le zone più alte si incontrano tracce e rovine collegate alla Mandore precedente alla fondazione di Jodhpur.
Non aspettatevi un secondo Mehrangarh.
Il fascino sta proprio nel contrario: il vecchio centro politico sopravvive in maniera frammentaria e lascia intuire quanto il trasferimento della capitale abbia spostato progressivamente il baricentro del Marwar verso sud.
Chi ha poco tempo può fermarsi ai giardini e ai cenotafi; chi ama l’archeologia e i luoghi meno ordinati può spingersi oltre.
Perché i Mandore Gardens sono molto diversi da Jaswant Thada
Entrambi sono legati alla memoria dei sovrani Rathore, ma il confronto finisce quasi qui.
Jaswant Thada è un complesso relativamente raccolto, bianco, ordinato e costruito tra XIX e XX secolo intorno alla memoria di Jaswant Singh II.
Mandore è più antico, più esteso e meno uniforme. L’arenaria rossa, i grandi cenotafi templari e i resti della vecchia capitale lo rendono quasi un paesaggio archeologico.
Se avete tempo, vedere entrambi è molto più interessante che sceglierne uno pensando che siano equivalenti.
Meglio Mandore o Umaid Bhawan Palace?
Dipende da ciò che cercate.
Umaid Bhawan racconta la fase novecentesca della monarchia di Jodhpur e permette di vedere una parte di uno degli ultimi grandi palazzi principeschi costruiti in India.
Mandore porta invece indietro di secoli, prima ancora della nascita di Jodhpur, e consente di entrare nella genealogia Rathore attraverso i suoi memoriali.
Per storia e architettura, Mandore aggiunge molto di più a una visita già comprendente Mehrangarh.
Quanto tempo serve
Per vedere i cenotafi principali, la Hall of Heroes e il santuario considerate circa 90 minuti.
Con due ore il ritmo diventa molto più piacevole e permette di aggiungere il museo e le zone secondarie.
Chi vuole proseguire verso le rovine più alte può calcolare 2 ore e mezza o 3 ore.
Non serve un’intera giornata.
Quando andare
Il momento migliore è il mattino, soprattutto da ottobre a marzo.
La luce laterale evidenzia meglio le incisioni dell’arenaria e la temperatura è più gradevole.
Anche il tardo pomeriggio può essere bello, perché la pietra diventa più calda e intensa, ma bisogna considerare l’orario di chiusura.
Tra aprile e giugno le ore centrali sono decisamente meno piacevoli.
Un dettaglio pratico: attenzione alle scimmie
Nell’area possono esserci scimmie e langur.
Non è necessario preoccuparsi eccessivamente, ma è meglio evitare di avvicinarli o mostrare cibo.
Non date loro da mangiare e tenete bottiglie, snack e piccoli oggetti dentro la borsa quando attraversate le zone in cui sono presenti.
Come arrivare da Jodhpur
Mandore si trova a nord del centro di Jodhpur.
Dal settore di Clock Tower e della città vecchia calcolate indicativamente 20-30 minuti in auto o auto-rickshaw, variabili con il traffico.
Taxi e auto-rickshaw sono le soluzioni più semplici.
Se disponete di un’automobile con conducente, Mandore si inserisce facilmente in una mezza giornata insieme a un’altra tappa nella parte settentrionale della città.
Come abbinarlo a Mehrangarh
Non è necessario vedere Mandore nello stesso giorno di Mehrangarh.
Anzi, se avete almeno due giorni a Jodhpur è meglio separarli.
Un itinerario ben equilibrato può essere:
Giorno 1: Mehrangarh → Jaswant Thada → Brahmapuri → Toorji Ka Jhalra → Sardar Market.
Giorno 2: Mandore Gardens → Umaid Bhawan Palace oppure una tappa verso Balsamand.
In questo modo Mandore riceve il tempo che merita senza diventare l’ennesimo monumento aggiunto a una giornata già satura.
Mandore e Balsamand Lake
Balsamand si trova lungo l’asse settentrionale di Jodhpur e può essere abbinato a Mandore se si dispone di un mezzo.
Il lago introduce un paesaggio completamente diverso dopo la pietra rossa dei cenotafi e può servire come pausa alla fine della visita.
Non è però necessario inserirlo per forza: con una giornata breve, dedicare più tempo a Mandore è preferibile a moltiplicare le soste.
È adatto ai bambini?
Sì, soprattutto perché gran parte della visita si svolge all’aperto e non impone lunghe sequenze di sale museali.
I bambini possono muoversi tra giardini e monumenti, ma bisogna prestare attenzione a gradini, superfici irregolari e animali presenti nell’area.
Nei mesi caldi è molto più importante scegliere bene l’orario che preoccuparsi della difficoltà del percorso.
Orari 2026
Il complesso monumentale è visitabile indicativamente dalle 9:00 alle 17:00.
Per una visita completa conviene arrivare entro le 15:00, soprattutto se si desidera includere museo e parti meno centrali.
Le aree museali possono avere modalità di accesso proprie rispetto ai giardini, quindi è meglio non impostare una visita serale troppo vicina alla chiusura.
Info utili
- Nome: Mandore Gardens
- Località: Mandore, Jodhpur
- Stato: Rajasthan
- Regione storica: Marwar
- Ruolo storico: antica capitale del Marwar prima di Jodhpur
- Trasferimento della capitale: XV secolo
- Fondazione di Jodhpur: 1459
- Dinastia principale: Rathore
- Monumenti principali: cenotafi reali o dewals
- Materiale dominante: arenaria rossa
- Cenotafio più imponente: Maharaja Ajit Singh
- Altri cenotafi: Jaswant Singh I, Gaj Singh, Sur Singh, Udai Singh, Rao Maldeo
- Da vedere: Hall of Heroes
- Santuario: Temple of 33 Crore Gods
- Museo: Government Museum Mandore
- Orario indicativo 2026: 9:00-17:00
- Tempo minimo: 1 ora
- Tempo consigliato: 1 ora e mezza-2 ore
- Tempo con rovine e museo: fino a 3 ore
- Periodo migliore: ottobre-marzo
- Momento migliore: mattino
- Distanza dal centro di Jodhpur: circa 9 km
- Trasporto pratico: taxi o auto-rickshaw
- Abbinamento naturale: Mehrangarh, Jaswant Thada oppure Umaid Bhawan in una giornata diversa
- Da ricordare: non nutrire le scimmie!!
