Pommard Les Noizons 2017 Jean-Luc Joillot: Pinot Noir maturo, tannino ancora vivo e carattere borgognone
Il Pommard Les Noizons 2017 di Jean-Luc Joillot è un Pinot Noir che oggi ha raggiunto una fase molto interessante: il frutto è ancora presente, il tannino ha perso parte della rigidità iniziale e iniziano a emergere cuoio, spezie e note più mature senza che il vino abbia perso freschezza.
Les Noizons è un Pommard village, non un Premier Cru, ma nasce da un climat ben identificato e da una parcella importante per il domaine. Il vino non cerca la profondità dei Rugiens o degli Épenots; offre invece un Pommard classico, strutturato e gastronomico, con un prezzo storicamente più accessibile rispetto ai cru superiori.
Nel 2017 mostra inoltre il lato più piacevole dell’annata: frutto maturo, tannino croccante e una buona acidità.
The Basics
- Produttore: Jean-Luc Joillot
- Domaine attuale: Domaine Georges Joillot
- Annata: 2017
- Denominazione: Pommard AOC
- Classificazione: Village
- Vitigno: 100% Pinot Noir
- Climat: Les Noizons
- Superficie lavorata dal domaine: circa 1,5 ettari
- Alcol: 13% vol
- Affinamento: in fusti di rovere
- Produzione 2017: circa 6.300 bottiglie
- Temperatura di servizio: 15-16 °C
- Momento di consumo: piena maturità, da bere ora o nei prossimi anni
Jean-Luc Joillot
Il domaine nasce a Pommard nel 1929, fondato da Robert Joillot. Jean-Luc Joillot rappresenta la terza generazione e prende progressivamente in mano l’azienda nel 1981, lavorando allora circa sei ettari.
Durante gli anni Novanta il patrimonio cresce con l’acquisizione di parcelle importanti, tra cui Les Charmots e Les Épenots, entrambe Premier Cru.
Nel 2019 la quarta generazione ha assunto la gestione della proprietà e il nome aziendale è diventato Domaine Georges Joillot, in omaggio al padre di Jean-Luc. Il patrimonio attuale raggiunge circa quattordici ettari.
La bottiglia del 2017 appartiene quindi ancora alla fase storica nella quale il nome Jean-Luc Joillot compariva direttamente in etichetta.
Les Noizons
Les Noizons è uno dei climat village di Pommard e il domaine ne lavora una parcella di circa 1,5 ettari.
È un dettaglio importante perché non siamo davanti a un generico assemblaggio comunale. Il vino nasce da una posizione precisa e viene imbottigliato separatamente da Joillot da molti anni.
Le precedenti annate mostrano una notevole continuità stilistica: frutto scuro e rosso, pepe, buona materia e una struttura tannica evidente, senza raggiungere però la concentrazione dei Premier Cru della proprietà.
Come è fatto
Per il 2017 è documentato un affinamento in fusti di rovere. La produzione fu di circa 6.300 bottiglie, quantità molto contenuta anche per una parcella di dimensioni non minuscole.
Il legno si percepisce, soprattutto nelle prime fasi, ma oggi è molto più integrato. Non è un Pinot Noir costruito sulla tostatura: il centro rimane il frutto, accompagnato da cuoio, spezie e una componente leggermente terrosa.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è rubino tendente al granato, ancora vivo.
Al naso emergono lampone maturo, ciliegia, cassis e prugna, seguiti da cuoio, pepe, spezie e una leggera nota di rovere ormai ben assorbita.
Con qualche minuto nel bicchiere arrivano sottobosco, terra umida e una sfumatura più scura di frutta matura.
In bocca il vino conserva una struttura tipica di Pommard: il tannino è ancora presente, ma non duro. L’attacco è abbastanza rotondo, poi il sorso si stringe e trova maggiore energia grazie a una buona acidità.
Il finale torna su lampone, ciliegia scura, pepe e cuoio, con una persistenza corretta e una sensazione leggermente asciutta che mantiene il vino gastronomico.
L’annata 2017
Il 2017 in Borgogna ha prodotto Pinot Noir generalmente freschi, succosi e abbastanza immediati, con frutto ben definito, tannini meno severi rispetto ad annate più strutturate e una buona acidità.
A Pommard il carattere del territorio ha aggiunto maggiore peso rispetto ad altre zone della Côte de Beaune. I vini dell’appellazione hanno spesso conservato più struttura, frutto scuro e tannino.
Les Noizons 2017 riflette bene questo equilibrio: non è un Pinot Noir leggerissimo, ma nemmeno un Pommard rigido. Il frutto è maturo e la struttura rimane proporzionata.
Oggi: berlo o aspettare?
Nel 2026 il vino ha nove anni ed è in piena maturità.
Il frutto conserva ancora energia, mentre cuoio, spezie e sottobosco stanno diventando più evidenti. Il tannino è ormai sufficientemente integrato per permettere una bevuta piacevole senza dover aspettare ancora molto.
Può restare in cantina qualche anno, soprattutto se la bottiglia è stata conservata bene, ma non c’è particolare motivo di inseguire una lunga evoluzione.
Questo è probabilmente il momento giusto per chi cerca un Pommard ancora vivo ma già disteso.
Pommard village, non Premier Cru
È proprio qui che va letto correttamente il vino.
Joillot possiede anche parcelle in Les Charmots, Les Petits Épenots e Rugiens, dove struttura e profondità salgono nettamente.
Les Noizons rimane invece un village: meno complesso, meno lungo e meno profondo, ma anche più immediato.
La sua qualità sta nella capacità di offrire un carattere riconoscibile di Pommard senza richiedere necessariamente lunghi anni di cantina.
Abbinamenti gastronomici
Ottimo con anatra arrosto, filetto di maiale ai funghi, faraona, agnello al forno e selvaggina da piuma.
Con un risotto ai porcini trova un abbinamento naturale, grazie alle note di sottobosco che iniziano ormai a emergere nel vino.
Tra i formaggi, abbinatelo a Époisses, Comté stagionato o Gruyère d’alpage, evitando invece erborinati troppo aggressivi che coprirebbero il Pinot Noir.
Servizio
Servire a 15-16 °C.
Una bottiglia del 2017 non richiede una lunga decantazione. È sufficiente aprirla 20-30 minuti prima e seguirne l’evoluzione direttamente nel bicchiere.
Un calice ampio da Pinot Noir permette al frutto e alle note terziarie di aprirsi senza concentrare troppo la componente alcolica.
Prezzo
All’uscita Les Noizons 2017 si collocava nella fascia di circa 30-50 euro.
