Peter Dipoli Voglar 2017: un bianco maturo, salino e ancora pieno di energia
Il Voglar 2017 di Peter Dipoli non è il classico Sauvignon costruito su aromaticità esplosiva, bosso e frutto tropicale. È un bianco più profondo, asciutto e roccioso, con una componente vegetale ben presente ma tenuta insieme da acidità, materia e una sapidità molto netta.
A quasi dieci anni dalla vendemmia ha perso parte dell’irruenza giovanile e il legno si è ormai fuso meglio con il resto. Rimangono cedro, lime, erbe aromatiche, felce, fieno, mango maturo e una traccia affumicata, ma il vino oggi vive soprattutto sulla tensione del sorso.
È un Sauvignon che non cerca immediatezza. Ha bisogno di aria, temperatura giusta e un po’ di tempo nel bicchiere.
Dati essenziali
- Produttore: Peter Dipoli
- Vino: Voglar
- Annata: 2017
- Denominazione: Alto Adige DOC Sauvignon
- Vitigno: 100% Sauvignon Blanc
- Zona: Penone, Cortaccia sulla Strada del Vino
- Altitudine: circa 500-600 metri
- Esposizioni: nord-est, est e sud
- Suoli: sabbiosi, ricchi di scheletro calcareo e dolomitico
- Impianto del vigneto: anni Novanta
- Fermentazione: grandi botti di acacia
- Malolattica: non svolta
- Affinamento: sulle fecce fino alla tarda primavera successiva
- Alcol: 13% vol
- Temperatura di servizio: 11-12 °C
- Momento di consumo: piena maturità, ma ancora vitale
Peter Dipoli
Peter Dipoli ha costruito il proprio progetto partendo da un principio molto semplice: ogni vitigno deve stare nel posto giusto.
Alla fine degli anni Ottanta individua nei pendii alti di Penone un’area particolarmente adatta al Sauvignon Blanc e tra il 1988 e il 1991 sostituisce progressivamente la Schiava presente nei vigneti.
La prima produzione di Voglar arriva nel 1990, con poco più di 1.600 bottiglie. Da allora il vino è rimasto uno dei riferimenti più personali per il Sauvignon altoatesino, proprio perché evita uno stile troppo aromatico e lavora invece su struttura, maturità e capacità di evoluzione.
Il vigneto Voglar
Il vigneto si trova tra 500 e 600 metri di altitudine, su pendii terrazzati con forte presenza di calcare e materiale dolomitico.
L’altitudine permette al Sauvignon di maturare completamente senza perdere troppa acidità, mentre l’esposizione distribuita tra nord-est, est e sud evita eccessi di calore.
Il nome “Voglar” deriva da una vecchia denominazione locale dell’area ed è legato al termine dialettale “fogolar”, focolare.
Qui il Sauvignon prende una direzione molto precisa: meno pirazine crude e più agrumi, erbe, frutto maturo e componente minerale.
Come viene prodotto
La fermentazione avviene in grandi botti di acacia da circa 19 a 58 ettolitri.
L’acacia lascia un’impronta diversa rispetto al rovere: meno vaniglia e tostatura, più struttura e una lieve sensazione speziata. Nel 2017 il legno era piuttosto evidente da giovane, ma con il tempo si è integrato molto meglio.
Il vino non svolge la fermentazione malolattica e resta sulle fecce fini nei fusti fino alla primavera successiva, con periodici bâtonnage. L’imbottigliamento avviene normalmente tra maggio e giugno, seguito da un ulteriore periodo di affinamento prima dell’uscita.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è giallo paglierino pieno con riflessi dorati, decisamente evoluto rispetto a un Sauvignon giovane ma ancora luminoso.
Al naso arrivano cedro, lime, pesca gialla, mango e fiori bianchi, seguiti da salvia, timo, felce, fieno e una nota vegetale più profonda.
Con l’aria emergono pietra bagnata, resina, zenzero e una sfumatura affumicata.
In bocca è largo ma non pesante. L’acidità è ancora ben presente, mentre la parte salina dà al vino una spinta lunga e asciutta.
Il finale è molto persistente, con limone, erbe, pepe bianco e una sensazione calcarea che rimane più del frutto.
Il 2017 oggi
Il 2017 fu un’annata complicata in Alto Adige, segnata da gelo primaverile, grandine e una stagione irregolare, ma la parte finale dell’estate permise alle uve migliori di arrivare a maturazione con un equilibrio interessante.
Sul Voglar questo si traduce in un vino meno esplosivo rispetto alle annate più generose, ma molto più sottile.
Oggi il risultato è convincente proprio perché la parte aromatica si è ridimensionata e sono rimaste in primo piano acidità, sale e struttura.
Abbinamenti
Ottimo con rombo al forno, branzino, capesante, risotto agli asparagi e pasta con crostacei.
Da provare con formaggi di capra, trota affumicata, pollo alle erbe o verdure grigliate.
Servizio
Servire a 11-12 °C.
Troppo freddo perderebbe parte della complessità; troppo caldo farebbe emergere maggiormente alcol e legno.
Prezzo
Il Voglar si colloca normalmente intorno ai 25-30 euro, mentre le vecchie annate possono salire leggermente in base a disponibilità e conservazione.
A queste cifre resta uno dei Sauvignon altoatesini più interessanti per chi cerca un bianco capace di evolvere e non soltanto un vino aromatico da bere giovane.
