Monchiero Carbone 100 Anni di MonBirone 2018: una Barbera del Roero che sa invecchiare
Il 100 Anni di MonBirone 2018 di Monchiero Carbone è una Barbera che nasce per celebrare una storia precisa, ma non vive di nostalgia. È un rosso strutturato, scuro, ancora molto vivo, con quella spinta acida tipica del vitigno che gli permette di reggere bene il tempo.
La bottiglia in foto è la n. 5601 di 10.577 prodotte, parte dell’edizione celebrativa della centesima vendemmia del vigneto MonBirone. L’etichetta riporta le firme delle quattro generazioni che hanno accompagnato questa Barbera dal 1918 fino a oggi.
Nel bicchiere il carattere resta netto: marasca, prugna, mora, sottobosco, ginepro, cacao e spezie, con una trama gustativa ricca ma tenuta in asse dall’acidità.
Dati essenziali
- Produttore: Monchiero Carbone
- Vino: 100 Anni di MonBirone
- Annata: 2018
- Denominazione: Barbera d’Alba DOC
- Vitigno: 100% Barbera
- Zona: Canale, Roero
- Vigneto: MonBirone
- Superficie: 4 ettari
- Altitudine: circa 260 metri
- Esposizione: est, sud e ovest
- Resa: circa 60 q/ha
- Fermentazione: tradizionale, circa 15-20 giorni
- Affinamento: 15-20 mesi in carati da 228 litri
- Riposo in bottiglia: circa 6 mesi prima della commercializzazione
- Alcol: 14,5% vol
- Produzione: 10.577 bottiglie numerate
- Temperatura di servizio: 16-17 °C
Una storia che parte nel 1918
Il MonBirone nasce su una collina di Canale, nel Roero. Nel 1918 Clotilde Valente, bisnonna di Francesco Monchiero, acquistò qui un piccolo appezzamento già vitato a Barbera.
Il vino veniva inizialmente servito sfuso nell’osteria di famiglia. L’imbottigliamento iniziò nel 1961, e alcune vecchie bottiglie riportavano già la dicitura “Grand Cru”, usata con notevole anticipo rispetto al linguaggio commerciale che sarebbe arrivato decenni dopo.
Nel 2018 si arriva alla centesima vendemmia della vigna, celebrata con questa etichetta speciale.
Il vigneto MonBirone
La collina di MonBirone si trova a ridosso del paese di Canale e ha terreni prevalentemente argillo-calcarei.
Le parcelle aziendali occupano circa quattro ettari distribuiti sui diversi versanti della collina. La combinazione di esposizioni est, sud e ovest aiuta a compensare le differenze tra annate, mantenendo maturazioni abbastanza regolari.
Qui la Barbera trova un ambiente adatto a costruire più struttura del normale senza perdere la sua acidità naturale.
Come viene prodotto
La raccolta avviene normalmente nella prima metà di ottobre.
Dopo la pigiatura, la fermentazione dura circa 15-20 giorni. Il vino passa poi in piccoli fusti di rovere da 228 litri, dove svolge anche la fermentazione malolattica e rimane tra 15 e 20 mesi.
Segue un ulteriore riposo in bottiglia prima dell’uscita sul mercato.
È uno stile ambizioso, con una presenza del legno importante soprattutto nei primi anni. Con l’evoluzione, però, la componente boisé tende a fondersi meglio con il frutto e la naturale acidità della Barbera.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è rubino molto profondo, con riflessi che iniziano lentamente a virare verso il granato.
Il naso parte su marasca, prugna, mora e mirtillo, poi arrivano ginepro, cacao, liquirizia, tabacco e sottobosco.
Con qualche minuto nel bicchiere emergono anche spezie dolci, grafite e una nota balsamica.
In bocca è pieno, caldo e ricco, ma l’acidità rimette subito tutto in movimento. La Barbera non ha mai bisogno di molto tannino per costruire struttura, e anche qui il sorso vive soprattutto sul contrasto tra polpa, alcol e freschezza.
Il finale è lungo, con ciliegia scura, cacao, spezie e una lieve nota affumicata.
Oggi
A otto anni dalla vendemmia il vino ha raggiunto una fase decisamente più interessante rispetto alla giovinezza.
Il legno è meno evidente, il frutto resta ancora pieno e le prime note di evoluzione aggiungono complessità. L’acidità continua a sostenere bene il sorso e non ci sono segnali che impongano di berlo in fretta.
È già pronto, ma può tranquillamente restare in cantina ancora 4-6 anni, soprattutto se ben conservato.
Abbinamenti

Ottimo con brasato al Barbera, guancia di manzo, cinghiale, arrosti, tajarin al ragù di carne e brasati piemontesi.
Da provare anche con fonduta, polenta con funghi e formaggi di media o lunga stagionatura.
Servizio
Servire a 16-17 °C.
Una bottiglia del 2018 può essere aperta circa 30 minuti prima. Se è stata conservata a lungo in cantina, conviene controllare l’eventuale deposito e travasare soltanto se necessario.
Meglio un calice ampio da rosso strutturato, senza esagerare con l’ossigenazione.
Prezzo
Il MonBirone attuale si colloca intorno ai 28 euro, ma l’edizione Centenario 2018 ha ormai una disponibilità molto più limitata e può raggiungere quotazioni superiori.
Non pagherei un forte sovrapprezzo solo per l’etichetta celebrativa, ma intorno ai 35-45 euro resta una bottiglia interessante sia da bere sia da conservare.
