Ciabot San Giorgio 2018: il lato più sottile e balsamico del Nebbiolo di Monteu Roero
Il Roero Riserva Ciabot San Giorgio 2018 di Angelo Negro è un Nebbiolo che gioca più sulla finezza che sulla forza. Ha tannino, struttura e profondità, ma non cerca la severità di certi Barolo né la dolcezza di frutto di un Langhe Nebbiolo immediato. Sta in mezzo, con una sua identità precisa: frutto rosso, violetta, arancia sanguinella, erbe, anice e una vena balsamica molto pulita.
Il 2018 oggi è in una fase particolarmente riuscita. I tannini si sono distesi, il frutto resta vivo e le note terziarie cominciano ad affacciarsi senza prendere il sopravvento. È proprio questo equilibrio tra giovinezza e maturità a renderlo interessante adesso.
La produzione è piccola, intorno alle 6.000 bottiglie, e arriva dalla MGA Ciabot San Giorgio di Monteu Roero, uno dei cru aziendali più rappresentativi.
Dati essenziali
- Produttore: Angelo Negro e Figli
- Vino: Ciabot San Giorgio
- Annata: 2018
- Denominazione: Roero DOCG Riserva
- Vitigno: Nebbiolo
- MGA: Ciabot San Giorgio
- Comune: Monteu Roero
- Altitudine: circa 280 metri
- Esposizione: sud e sud-est
- Suoli: calcareo-marnosi, con la componente sabbiosa tipica del Roero
- Vendemmia: manuale, in cassette
- Macerazione: circa 20 giorni
- Affinamento: botte grande e successivo riposo in bottiglia
- Durata complessiva dell’affinamento: circa 32 mesi
- Alcol: 14% vol
- Produzione: circa 6.000 bottiglie
- Temperatura di servizio: 16-17 °C
Angelo Negro e il Roero
La famiglia Negro coltiva vigne nel Roero dal 1670, con una continuità rara anche in una regione dalla storia viticola così lunga.
Il cuore aziendale rimane Monteu Roero, dove il Nebbiolo convive con l’Arneis e dove la famiglia ha costruito nel tempo una gamma molto leggibile: vini di vigna, parcelle precise e un uso del legno generalmente più discreto rispetto a molte interpretazioni moderne.
Il Ciabot San Giorgio appartiene alla parte più classica della produzione rossa. Non cerca estrazione eccessiva, non viene spinto sul frutto maturo e non trasforma il Nebbiolo in un rosso voluminoso.
La MGA Ciabot San Giorgio
Il vigneto si trova a circa 280 metri di altitudine, con esposizione sud e sud-est.
Il nome deriva dal piccolo ciabot, il tradizionale casotto agricolo piemontese, che domina la collina. La famiglia ha recuperato negli anni anche la struttura storica legata al sito, trasformandola in uno dei simboli visivi della tenuta.
La collina combina marne, calcare e una componente sabbiosa importante. È proprio questa sabbia a dare al Nebbiolo del Roero una trama spesso più sottile e fragrante rispetto ai suoli più compatti delle Langhe.
Il risultato non è necessariamente un vino meno longevo, ma un Nebbiolo che arriva prima alla parte floreale, balsamica e agrumata.
Come viene prodotto
Le uve vengono raccolte manualmente in ottobre e fermentano con una macerazione tradizionale di circa 20 giorni.
L’affinamento prosegue in grandi botti di rovere, seguito da un periodo in vetro, per un totale di circa 32 mesi.
È una scelta coerente con il carattere del vino: il legno serve ad accompagnare il tannino, non a cambiare il profilo aromatico del Nebbiolo.
Nel 2018 questa impostazione oggi paga bene. Il rovere è perfettamente assorbito e lascia spazio a frutto, spezie e note balsamiche.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è granato luminoso, ancora vivo e trasparente.
Il naso parte su ciliegia, lampone, fragolina e pesca, poi arrivano violetta, rosa, anice stellato, erbe officinali e scorza d’arancia.
Con l’aria emergono liquirizia, tabacco leggero, sottobosco e una sfumatura balsamica che cresce progressivamente.
In bocca è teso, fine e più slanciato che potente. Il tannino è presente ma ormai levigato, mentre l’acidità tiene il sorso vivo e impedisce al frutto di diventare dolce.
Il finale torna su arancia sanguinella, piccoli frutti rossi, anice ed erbe, con una persistenza lunga e pulita.
Il 2018 oggi
A otto anni dalla vendemmia il vino è entrato in una fase molto favorevole.
Non ha più la durezza giovanile, ma conserva ancora abbastanza frutto e freschezza da evitare qualsiasi sensazione di stanchezza. Le note terziarie stanno arrivando lentamente e aggiungono profondità senza prendere il controllo.
È già pronto e non richiede altra attesa per trovare equilibrio. Può però continuare bene ancora 4-6 anni, soprattutto in una bottiglia conservata correttamente.
Roero e Barolo: due facce diverse del Nebbiolo
Il confronto viene naturale, ma il punto non è stabilire quale sia migliore.
Il Roero lavora spesso su profumo, agilità, spezie e tannino più sottile, mentre Barolo tende ad avere maggiore profondità, austerità e resistenza.
Il Ciabot San Giorgio mostra bene questa differenza. Ha struttura sufficiente per invecchiare, ma rimane più aperto e immediatamente leggibile.
È proprio questa combinazione di finezza e bevibilità a renderlo particolarmente interessante.
Abbinamenti
Ottimo con tajarin al ragù di coniglio, brasato di vitello, faraona arrosto, agnolotti del plin e funghi porcini.
Da provare con anatra, finanziera piemontese o carni bianche cotte lentamente.
Tra i formaggi, Castelmagno non troppo stagionato, Bra duro e Parmigiano Reggiano 30 mesi hanno struttura sufficiente senza appesantire il sorso.
Servizio
Servire a 16-17 °C.
Meglio un calice ampio da Nebbiolo, che permetta alla componente floreale e balsamica di uscire gradualmente.
Prezzo
Il Ciabot San Giorgio resta uno dei Roero Riserva più interessanti anche sul piano del prezzo.
Le annate recenti si trovano intorno ai 22-25 euro, mentre una bottiglia 2018 ben conservata può valere qualcosa in più senza diventare costosa.
