Radiologi in allarme: migliaia di esami superflui e attese fino a 9 mesi per una RMN
L’eccesso di esami radiologici sta diventando un problema critico per il sistema sanitario: fino al 40% delle TAC e delle risonanze magnetiche effettuate in Italia è inappropriato, causando un ingolfamento delle liste d’attesa e sprechi di risorse. A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM), nel convegno “Sostenibilità in radiologia: ricerca, innovazione e responsabilità”.
“Troppi esami vengono prescritti senza reale necessità, spinti dalla medicina difensiva e dalla crescente domanda legata all’invecchiamento della popolazione”, ha dichiarato Nicoletta Gandolfo, presidente della SIRM.
“Questo comporta attese anche di 9 mesi per una risonanza magnetica”, con un impatto diretto sulla tempestività delle diagnosi.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato l’importanza dell’appropriatezza diagnostica:
“Bisogna fare gli esami giusti, nei tempi giusti, alle persone giuste. Il sovraccarico di prestazioni inutili rallenta il sistema sanitario e penalizza i pazienti che hanno davvero bisogno di cure tempestive”.
Rivoluzione tecnologica in sanità: 3.000 nuovi macchinari in arrivo entro il 2026
Per contrastare il problema dell’obsolescenza delle attrezzature ospedaliere, il PNRR ha stanziato fondi per oltre 3.000 nuovi macchinari entro il 2026. Secondo il ministro Schillaci, il 78% delle nuove apparecchiature acquistate è già collaudato e operativo.
“L’obiettivo è migliorare l’efficacia diagnostica e l’efficienza energetica delle strutture sanitarie”, ha spiegato Schillaci, sottolineando che il 37% delle apparecchiature attualmente in uso ha più di 10 anni, un fattore che influisce sulla qualità degli esami e sui tempi di risposta.
Dai dati Agenas emerge che in Italia sono presenti 8.228 grandi apparecchiature radiologiche, distribuite tra ospedali pubblici (51%), cliniche private accreditate (44%) e strutture private non accreditate (6%).
“Ogni anno in Italia si effettuano 70 milioni di esami di imaging”, ha aggiunto Schillaci, “rendendo il medico radiologo una figura centrale nella diagnostica e nella prevenzione secondaria dei tumori”.
Radiologia green e intelligenza artificiale: il futuro dell’imaging medico
Oltre all’ottimizzazione economica, la radiologia affronta un’altra sfida cruciale: la sostenibilità ambientale. Le apparecchiature radiologiche producono oltre l’1% delle emissioni di gas serra, rendendo urgente la transizione verso macchinari più efficienti dal punto di vista energetico.
“Dobbiamo ridurre l’impatto ambientale dell’intero settore, dal consumo energetico delle TAC fino allo smaltimento dei materiali radiologici”, ha spiegato Luca Brunese, presidente eletto SIRM.
A questo si aggiunge il ruolo sempre più rilevante della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale (AI) nella radiologia del futuro.
“L’AI sta rivoluzionando la diagnosi precoce e il supporto alle decisioni cliniche”, ha concluso Schillaci. “Ma l’innovazione deve essere accessibile a tutti, rispettando i principi di equità e universalità del Servizio Sanitario Nazionale”.
Con queste sfide sul tavolo, il settore radiologico si trova di fronte a un bivio tra innovazione, sostenibilità e necessità di razionalizzare le risorse, per garantire un accesso equo e tempestivo alla diagnostica per immagini.
