Caffè ai massimi storici: prezzi fuori controllo tra siccità in Brasile e domanda alle stelle
I mercati del caffè registrano un’impennata senza precedenti, con New York che mette a segno il 14° rialzo consecutivo e chiude a nuovi record. Nella seduta di lunedì 10 febbraio, l’Ice Arabica ha guadagnato oltre 24 centesimi, segnando un +6,1% per il contratto di marzo e un +6,2% per quello di maggio, ormai il punto di riferimento principale per gli investitori.
- Marzo: chiude a 429,05 centesimi (+24,70 cent)
- Maggio: termina a 421,10 centesimi (+24,40 cent)
Anche Londra si accoda al rally: il front month cresce del 2%, mentre la scadenza di maggio sale del 2,4%, chiudendo a 5.697 dollari.
Da inizio 2024, New York ha visto una crescita monstre del 34,2%, mentre Londra segna un robusto +16%.
Clima e speculazione dietro l’impennata del caffè
L’esplosione dei prezzi è sostenuta da fattori climatici e speculativi. Le ultime rilevazioni sul Minas Gerais, principale regione produttrice del Brasile, segnalano precipitazioni inferiori alle medie stagionali, alimentando i timori su un possibile calo della produzione.
Tuttavia, secondo gli esperti, questo non basta a giustificare un boom così drastico: il mercato è stato spinto anche da manovre speculative e dall’effetto domino dei continui rialzi, che hanno portato i fondi a cavalcare l’onda della crescita.
Caffè sempre più caro: quali saranno le conseguenze?
Con prezzi in continua ascesa, il rischio è un impatto diretto sui costi per torrefattori e consumatori finali. Il 2024 ha già visto un aumento del 70% dei prezzi sui mercati internazionali, e con questa corsa ai massimi non è escluso un nuovo shock per il settore.
Se la tendenza non si invertirà, il costo della tazzina potrebbe aumentare sensibilmente nei prossimi mesi. Resta da vedere se il mercato correggerà il tiro o se ci attende una nuova era di prezzi alle stelle per il caffè.
