Viaggio a Xàtiva: dalla culla dei Borgia all’incendio di Filippo V, la guida definitiva alla città ribelle
Xàtiva è una città che non dimentica: né la sua grandezza, né le sue ferite. La guardi dal basso e vedi due castelli gemelli sdraiati lungo una cresta di montagna, come se proteggessero la piana valenciana da mille anni. La attraversi a piedi e ti accorgi che ogni vicolo conserva un frammento di memoria: palazzi rinascimentali, conventi, piazze assolate, case bianche, aranci, fontane. È una città dall’anima luminosa ma con un carattere fiero, profondamente mediterraneo, dove le colline profumano di rosmarino e la storia pesa come un sipario magnifico.
Xàtiva fu culla di papi, crocevia arabo, focolaio di resistenze e — soprattutto — simbolo della Spagna punita da Filippo V, che la incendiò nel 1707 per la sua fedeltà agli Asburgo. Da allora, nella sala principale del museo comunale, il ritratto di quel re è appeso al contrario. Non per folklore: per memoria. È una città che sa raccontarsi con voce chiara, senza enfasi, ma con un’impronta identitaria fortissima.
Storia
Xàtiva fu una delle città più importanti dell’antica Hispania. I romani la chiamavano Saetabis e la resero celebre per i tessuti. Con l’arrivo degli arabi divenne un centro strategico nella regione di al-Andalus, arricchendosi di mura, sistemi idrici, torri e un sofisticato piano urbano. La Reconquista la trasformò poi in una città cristiana prospera, nota in tutta Europa per la produzione di carta — una delle prime del continente — e per la nascita della potente famiglia Borgia, tra cui i papi Callisto III e Alessandro VI.
Il momento più drammatico arrivò nel 1707, durante la Guerra di Successione Spagnola, quando Xàtiva appoggiò gli Asburgo anziché i Borbone. Filippo V, per punirla, la fece incendiare e ordinò che fosse ribattezzata “San Felipe”. La città rinasce lentamente, recuperando nome e dignità, ma conserva nel suo paesaggio urbano le cicatrici di quel gesto. Quella memoria è parte della sua identità moderna.
Cosa vedere a Xàtiva
Il Castello
Il Castello di Xàtiva non è uno: sono due, Castello Menor e Castello Mayor, collegati lungo il crinale della montagna. L’esperienza è scenografica: dalla città si sale tra pini e pietra calda, e a ogni tornante la vista si apre sempre di più sulla valle. Il Castello Mayor è il più imponente, con torri, cortili e mura che raccontano epoche romane, musulmane e medievali. Il Castello Menor è più raccolto, più antico, ma con vedute straordinarie verso sud. Percorrere la cresta significa leggere mille anni di architettura militare, attraversare porte, camminare tra bastioni, toccare la storia con le mani.
Museo de l’Almodí
Nel cuore della città, l’antico granaio del XVI secolo ospita un museo che riassume la memoria collettiva di Xàtiva: reperti iberici, pezzi romani, ceramiche medievali, tele barocche e soprattutto il famoso ritratto rovesciato di Filippo V. L’atmosfera è sobria, quasi solenne: qui si vede come la città ha deciso di narrare sé stessa.
La Colegiata (La Seu)
Maestosa, ampia, luminosa. La Seu è una delle più grandi chiese della Comunità Valenciana. Un edificio che unisce gotico, rinascimentale e barocco, con un interno fontanoso di luce dove si percepisce la ricchezza spirituale e mercantile della città nei secoli.
Quartieri antichi
Il centro storico è un labirinto mediterraneo: facciate bianche, vasi di fiori, pendii ripidi, vicoli che sale e scendono come onde. La Calle Moncada conserva palazzi nobiliari rinascimentali con corti interne e porte intagliate. La zona della Fuente del León è una piazza raccolta, perfetta per sostare e ascoltare il ritmo quieto della città. Il quartiere ebraico, più defilato, conserva ancora la struttura medievale.
L’eredità della carta
Xàtiva fu capitale europea della produzione di carta dall’XI secolo. La tradizione è ancora visibile nei musei e nelle botteghe: non è solo un dettaglio tecnico, ma un tratto identitario della città, un motivo culturale che la lega alla storia della scrittura occidentale.
Quartieri
Il centro antico è il nucleo più poetico della città: stretto, luminoso, mediterraneo. Le case hanno balconi bassi, spesso decorati con ceramiche tipiche valenciane. Le strade conducono naturalmente verso l’alto, come se l’intera città fosse costruita in funzione del castello.
La zona più moderna si sviluppa a sud e a ovest, con viali alberati, caffè e piazze ampie, perfette per vivere la città da residente. Qui si percepisce un ritmo quotidiano rilassato e gentile. Più ci si avvicina alle pendici del Monte Vernissa, più l’atmosfera si fa silenziosa, quasi rurale.
Itinerario in 1 giorno
La giornata perfetta comincia nelle piazze del centro storico, con una colazione in Plaza del Mercat. Da lì si raggiunge il Museo de l’Almodí per comprendere il carattere della città. Poi si percorre Calle Montcada, osservando palazzi nobiliari, e si arriva alla Colegiata, che merita una visita lenta.
A metà mattina si inizia la salita al Castello: taxi o bus fino all’ingresso, poi camminata lungo le mura, salendo fino al Castello Mayor. Le torri permettono una lettura geografica della regione: montagne a cerchio, campi ordinati, la piana che ripete sempre la stessa dolcezza mediterranea. Dopo aver esplorato entrambe le fortezze, si scende verso la città per un pranzo in una taverna tradizionale.
Il pomeriggio è perfetto per esplorare il quartiere ebraico e le fontane storiche, per poi chiudere la giornata con una passeggiata al tramonto lungo le vie che guardano il castello illuminarsi lentamente.
Attività per famiglie
Il castello è una meraviglia per i bambini: scale, torri, panorami, mura da immaginare in mille modi. Il centro storico è pedonale e sicuro. I parchi della parte moderna offrono zone gioco e ombra. La città è facile da vivere per famiglie che vogliono un mix di storia, natura e relax senza affanno.
Gastronomia
Xàtiva appartiene al Mediterraneo più autentico. Arroces di ogni tipo, suquet di pesce, olio locale profumato, ortaggi che esplodono di sapore. Il riso al forn è uno dei piatti identitari, così come il pollo al chilindrón e i dolci di mandorla. La tradizione valenciana del riso è protagonista, ma qui trova un tono più rustico e montano, grazie al paesaggio che circonda la città.
Dove mangiare
- El Túnel – Carrer del Bruns 3. Cucina locale sincera, ottima versione dei piatti tradizionali, atmosfera vivace.
- Casa la Abuela – Carrer Moncada 17. Rustico, accogliente, perfetto per arroces e piatti al forno.
- La Pérgola – Avenida Selgas 18. Piatti mediterranei ben eseguiti, ambiente tranquillo, ottimo pesce.
- El Mirador del Castell – Carretera del Castell. Vista spettacolare, cucina tipica valenciana, perfetto per un pranzo dopo la visita alla fortezza.
Dove dormire
- Hotel Mont-Sant – Subida al Castillo s/n. Antica residenza ai piedi del castello, giardini, silenzio, charme.
- Vernisa Boutique – Calle Académico Maravall 1. Elegante, centrale, perfetto per muoversi a piedi.
- La Maga Rooms – Calle Almas 56. Struttura moderna, poetica, con un design intimo e personale.
Come arrivare e muoversi
Xàtiva è collegata a Valencia con treni frequenti (circa 50 minuti), e la stazione è a pochi passi dal centro. La città si visita comodamente a piedi; per il castello conviene prendere taxi o navette, perché la salita è impegnativa nelle ore calde. Il traffico è tranquillo, le distanze brevi, l’esperienza complessiva molto piacevole.
Info pratiche
- Il clima è mediterraneo: estati calde e secche, inverni miti. Le visite al castello sono più gradevoli al mattino o al tramonto. L’Ufficio del Turismo risponde al +34 962 273 346.
- Per emergenze sanitarie è presente il centro Hospital Lluís Alcanyís (+34 962 262 800).
- Molti musei chiudono nelle ore centrali del pomeriggio: meglio pianificare in anticipo. Portare acqua per la salita al castello è sempre una buona idea.
Nei dintorni
A pochi chilometri si trovano le grotte di La Cova Negra, uno dei luoghi archeologici più suggestivi della regione. Vicinissima è anche la città di Alzira, con il suo parco naturale della Murta, ideale per escursioni leggere. Valencia dista meno di un’ora e può essere combinata con un viaggio culturale che unisce mare, storia e natura.
