Itsukushima-jinja: storia, maree e architettura nel luogo più iconico di Miyajima
Ci sono luoghi che si visitano e luoghi che restano impressi nella memoria collettiva di un intero Paese. Il Santuario di Itsukushima (厳島神社) appartiene a questa seconda categoria.
Situato sull’isola di Miyajima, nella baia di Hiroshima, è uno dei paesaggi più riconoscibili del Giappone. La celebre immagine del grande torii vermiglio che emerge dalle acque del Mare Interno di Seto compare da secoli in stampe, dipinti, fotografie e guide di viaggio. Eppure il vero fascino del santuario non dipende soltanto dal portale.
Itsukushima è il risultato di un’idea religiosa molto particolare: l’isola stessa era considerata sacra e quindi non doveva essere profanata da costruzioni ordinarie. Per questo motivo il santuario venne realizzato direttamente sull’acqua, con edifici costruiti su palafitte che sembrano galleggiare durante l’alta marea. Ancora oggi la visita cambia completamente aspetto nel corso della giornata seguendo il ritmo delle maree.
Storia: l’isola degli dèi
Le origini del santuario risalgono al 593 d.C., ma l’aspetto che vediamo oggi deriva soprattutto dalla grande ricostruzione voluta nel 1168 da Taira no Kiyomori, una delle figure politiche più potenti del Giappone medievale.
Il santuario è dedicato a tre divinità femminili del mare e della navigazione, venerate da secoli come protettrici dei marinai, della famiglia imperiale e della prosperità nazionale. Nel corso dei secoli ricevette il sostegno dei principali clan militari giapponesi, dagli Ashikaga ai Mōri, consolidando il proprio prestigio religioso e politico.
Nel 1996 il complesso è stato inserito tra i patrimoni UNESCO. Il riconoscimento non riguarda soltanto gli edifici del santuario, ma anche il mare antistante e le foreste del Monte Misen che fanno parte della composizione paesaggistica originale.
Il Grande Torii: il simbolo del Giappone marittimo
La struttura più famosa del complesso è il gigantesco Ōtorii, il portale sacro che sorge davanti al santuario.
Alto circa sedici metri, rappresenta una delle immagini più conosciute del Giappone. Durante l’alta marea sembra galleggiare sull’acqua, mentre con la bassa marea è possibile raggiungerlo a piedi attraversando il fondale scoperto.
Molti visitatori organizzano la giornata proprio in funzione delle maree per osservare entrambe le situazioni. Vedere il torii riflettersi nelle acque calme del Mare Interno al tramonto resta una delle esperienze più suggestive dell’intero Paese.
Il santuario costruito sul mare
La particolarità di Itsukushima non è soltanto il torii.
L’intero complesso è costruito sopra l’acqua. Corridoi in legno laccato rosso collegano i diversi edifici creando un insieme architettonico che sembra sospeso tra mare e montagna. Questa soluzione nasce dall’antica convinzione che l’isola fosse troppo sacra per essere occupata da costruzioni ordinarie.
Camminando lungo le passerelle si percepisce continuamente il rapporto tra architettura e paesaggio. Il mare entra visivamente nel santuario, mentre le montagne boscose del Monte Misen formano uno sfondo naturale che completa la composizione.
L’UNESCO considera proprio questa relazione tra costruzione umana e ambiente naturale uno degli elementi più importanti del sito.
Il Padiglione del Nō e le cerimonie sull’acqua
Tra gli edifici più interessanti si trova il palcoscenico del teatro Nō, costruito direttamente sopra il mare.
Durante particolari festività religiose e cerimonie tradizionali, il santuario ospita ancora spettacoli di musica gagaku e rappresentazioni rituali che affondano le proprie radici nel periodo Heian. La presenza del mare attorno alla struttura crea uno scenario che non ha equivalenti nel resto del Giappone.
Marōdo-jinja e gli edifici secondari
Molti visitatori attraversano velocemente il santuario senza accorgersi della complessità del complesso.
Oltre al santuario principale esistono numerosi edifici secondari, corridoi cerimoniali, ponti, sale per le offerte e piccoli santuari collegati tra loro. Nel complesso si contano oltre venti strutture storiche che contribuiscono a creare l’insieme architettonico visibile oggi.
Monte Misen: la montagna sacra sullo sfondo
La visita a Itsukushima acquista maggiore significato osservando ciò che si trova dietro il santuario.
Il Monte Misen (弥山), alto circa 535 metri, domina l’isola ed è considerato sacro da oltre mille anni. Le foreste che ne ricoprono le pendici fanno parte del paesaggio protetto dall’UNESCO insieme al santuario stesso.
Dalla cima si apre una delle vedute più spettacolari sul Mare Interno di Seto, punteggiato da centinaia di isole.
Daishō-in: il tempio che molti ignorano
A pochi minuti dal santuario si trova Daishō-in (大聖院), uno dei complessi buddhisti più affascinanti dell’isola.
Lanternine, statue, sentieri nel bosco e sale di preghiera creano un’atmosfera completamente diversa rispetto alla monumentalità di Itsukushima-jinja. Molti viaggiatori esperti lo considerano uno dei luoghi più interessanti di Miyajima.
Passeggiate e itinerari
La visita classica parte dal terminal dei traghetti e attraversa la zona costiera fino al grande torii e al santuario. Da qui conviene proseguire verso Daishō-in e successivamente salire sul Monte Misen tramite funivia o sentieri escursionistici.
Chi dispone di una giornata intera dovrebbe fermarsi fino al tramonto per osservare il cambiamento della marea e l’illuminazione serale del santuario.
Cosa vedere nei dintorni
Oltre al santuario meritano attenzione la Pagoda a cinque piani (Goju-no-to), il grande padiglione di Senjōkaku (Toyokuni-jinja), il Parco Momijidani, famoso per il foliage autunnale, e le numerose strade storiche che attraversano il centro dell’isola.
Miyajima fa inoltre parte delle celebri Tre Vedute del Giappone, una distinzione paesaggistica che condivide con Matsushima e Amanohashidate.
Gastronomia
Miyajima è famosa soprattutto per le ostriche (kaki) allevate nelle acque della baia di Hiroshima. Nei ristoranti dell’isola vengono servite grigliate, fritte o crude a seconda della stagione. Un’altra specialità locale è l’anago meshi, riso con grongo marinato e cotto alla griglia, molto diffuso in tutta la regione. Tra gli snack più caratteristici spiccano i momiji manju, dolci a forma di foglia d’acero ripieni di crema di fagioli rossi, crema pasticcera o cioccolato.
Dove mangiare
Kakiya – 539 Miyajimacho, Hatsukaichi. Tel. +81 829-44-2747. Tra i migliori indirizzi dell’isola per assaggiare ostriche e cucina locale.
Anagomeshi Ueno Miyajimaguchi – 1-5-11 Miyajimaguchi, Hatsukaichi. Tel. +81 829-56-0006. Riferimento storico per l’anago meshi.
Yakigaki no Hayashi – 505-1 Miyajimacho, Hatsukaichi. Tel. +81 829-44-0335. Celebre per le ostriche alla griglia.
Dove dormire
Iwaso Ryokan – Momijidani, Miyajimacho, Hatsukaichi. Tel. +81 829-44-2233. Storico ryokan immerso nella natura vicino al Parco Momijidani.
Miyajima Grand Hotel Arimoto – 364 Minamimachi, Miyajimacho. Tel. +81 829-44-2411. Posizione eccellente vicino al santuario.
Hotel Miyajima Villa – 1165 Miyajimacho, Hatsukaichi. Tel. +81 829-44-2580. A pochi passi dal terminal dei traghetti.
Come arrivare
Da Hiroshima Station si prende la linea JR Sanyō fino a Miyajimaguchi Station. Il viaggio richiede circa 25-30 minuti. Dal terminal dei traghetti di Miyajimaguchi partono collegamenti frequenti che raggiungono Miyajima in circa 10 minuti. Dal porto il santuario dista generalmente meno di 15 minuti a piedi.
