Parco delle Terme di Levico: cosa vedere tra sequoie, giardini asburgici e alberi monumentali
A Levico basta varcare un cancello per ritrovarsi in un altro tempo. Sequoie americane, cedri dell’Himalaya, ginkgo asiatici, faggi e magnolie crescono in quello che alla fine dell’Ottocento era ancora un grande terreno agricolo alla periferia della cittadina. Oggi il Parco delle Terme di Levico supera i 131.000 metri quadrati ed è il più grande parco storico del Trentino: non una semplice area verde intorno alle terme, ma una delle testimonianze più riuscite della stagione mitteleuropea di Levico.
Il giardino nacque insieme alla trasformazione della città in stazione termale internazionale. Alla fine dell’Ottocento il progetto prevedeva un nuovo stabilimento per le cure, il Grand Hotel e un grande spazio alberato che accogliesse gli ospiti arrivati in treno. Il parco doveva offrire ombra, passeggiate e una cornice elegante alla villeggiatura, secondo un modello allora molto diffuso nelle località termali dell’Impero austro-ungarico.
Oggi si può attraversare gratuitamente in qualsiasi stagione. Primavera e autunno sono forse i momenti più belli per chi ama la botanica; d’estate diventa un rifugio fresco nel centro di Levico, mentre tra novembre e gennaio i suoi viali ospitano il Mercatino di Natale Asburgico.
Cosa vedere nel Parco delle Terme di Levico
- viale storico verso il Grand Hotel
- sequoie giganti
- cedri dell’Himalaya
- ginkgo biloba
- faggi monumentali
- magnolie
- tigli e querce
- alberi dei tulipani
- glicine monumentale
- Villa Paradiso
- Grand Hotel Imperial
- radure e percorsi paesaggistici
- fioriture primaverili
- Mercatino di Natale Asburgico
Da campagna a salotto verde della Levico termale
È difficile immaginarlo oggi, ma alla fine dell’Ottocento qui non c’erano sequoie né grandi viali ombreggiati. La zona era ancora occupata soprattutto da campi e terreni agricoli.
La trasformazione cominciò nel 1898, quando Giulio Adriano Pollacseck, direttore della società Levico-Vetriolo Heilquellen, acquisì una vasta area nella parte orientale della cittadina per realizzare il nuovo complesso termale.
Il progetto non riguardava soltanto le cure. Doveva nascere una vera città della villeggiatura, con stabilimento, grande albergo, parco e collegamento diretto con la nuova ferrovia della Valsugana.
Le strutture furono presentate ufficialmente nel giugno del 1900, in una Levico ormai proiettata verso un turismo internazionale.
Georg Ziehl: il giardiniere arrivato da Berlino
Per trasformare quei campi venne chiamato Georg Ziehl, giardiniere e progettista proveniente dall’area tedesca.
Ziehl non costruì un giardino geometrico fatto di aiuole rigide e prospettive perfettamente simmetriche. Scelse invece un’impostazione paesaggistica più libera, con prati, gruppi di alberi, curve e percorsi che accompagnavano la vegetazione.
C’era però una regola precisa: chi arrivava dalla stazione doveva poter percepire chiaramente il Grand Hotel in fondo al grande asse alberato.
La ferrovia, inaugurata pochi anni prima, non era soltanto un mezzo di trasporto. Era la porta attraverso cui arrivavano i nuovi ospiti delle terme.
Gli alberi dovevano crescere in fretta
La giovane località termale non poteva aspettare mezzo secolo prima di avere un parco ombroso.
Per questo Ziehl scelse anche specie capaci di crescere relativamente rapidamente e di creare in poco tempo ombra e privacy attorno al Grand Hotel.
Accanto agli alberi europei arrivarono specie che, all’epoca, dovevano sembrare decisamente esotiche in una valle trentina: sequoie nordamericane, cedri himalayani, abeti canadesi, ginkgo provenienti dall’Asia.
Più di un secolo dopo, quella scelta è diventata il vero patrimonio botanico del parco.
Una passeggiata tra 125 specie
Oggi nel parco crescono circa 125 specie arboree e arbustive.
Tra le più riconoscibili compaiono la sequoia gigante, il cedro dell’Himalaya, il ginkgo biloba, magnolie, tigli, querce, betulle, larici, aceri e diverse varietà di abete.
Alcuni esemplari hanno ormai dimensioni monumentali.
Non serve conoscere la botanica per accorgersi di quanto cambi il paesaggio passando da una zona all’altra: tronchi enormi, conifere scure, foglie larghe e chiome leggere spezzano continuamente la prospettiva.
La sequoia gigante
Tra gli alberi che attirano più facilmente l’attenzione ci sono le sequoie giganti, originarie del Nord America.
Il loro tronco e la verticalità le rendono immediatamente riconoscibili anche a chi non distingue un cedro da un abete.
Furono introdotte proprio per dare al giardino un carattere internazionale e spettacolare.
Oggi, dopo oltre un secolo di crescita, sono diventate una delle immagini più potenti del parco.
Il ginkgo porta un pezzo d’Asia in Valsugana
In autunno è quasi impossibile non notarlo.
Il ginkgo biloba colora improvvisamente il terreno di giallo vivo, creando una macchia luminosa tra il verde e il marrone degli altri alberi.
È una specie antichissima, originaria dell’Asia orientale, sopravvissuta quasi immutata per milioni di anni.
In un giardino nato per mostrare al visitatore piante provenienti da continenti diversi, è uno degli esempi più riusciti di quella curiosità botanica tipica dei grandi parchi dell’Ottocento.
Villa Paradiso
Nel verde compare anche Villa Paradiso, edificio in stile Liberty legato alla storia del parco.
La costruzione fu utilizzata in origine dal personale incaricato della cura del giardino e successivamente ha ospitato attività amministrative e culturali.
Oggi è uno dei pochi edifici che permettono di leggere ancora chiaramente il rapporto tra architettura e paesaggio progettato.
Non ha la monumentalità del Grand Hotel, ma proprio per questo si inserisce con naturalezza tra gli alberi.
Il Grand Hotel e la villeggiatura mitteleuropea
Dietro il parco compare il grande edificio del Grand Hotel Imperial, nato insieme alla stagione d’oro della Levico termale.
All’inizio del Novecento i suoi ospiti passeggiavano negli stessi viali, prendevano il sole sulle terrazze e raggiungevano gli stabilimenti per le cure.
Il parco era quindi parte integrante della giornata termale, non un semplice giardino decorativo.
Questa origine spiega ancora oggi la sua struttura: grandi spazi per camminare lentamente, panchine, prati, alberi disposti per creare quinte e zone d’ombra.
Primavera: quando il parco si riempie di colore
Dopo l’inverno il cambiamento è rapido.
Tulipani, bulbi, magnolie e nuove foglie trasformano i prati nel giro di poche settimane.
La manifestazione Tulipomania valorizza proprio questa stagione, quando le fioriture si sovrappongono e il parco perde l’aspetto severo dei mesi freddi.
È probabilmente il momento migliore per chi cerca colore e fotografie.
Estate: ombra sotto gli alberi monumentali
D’estate il parco mostra invece il motivo pratico per cui fu progettato.
Le grandi chiome creano ampie zone fresche e rendono piacevole camminare anche nelle giornate più calde.
Durante la bella stagione vengono organizzati concerti, incontri e attività culturali.
Nel 2026, dal 23 giugno all’8 settembre, sono previste anche visite storico-botaniche gratuite il martedì pomeriggio, della durata di circa due ore.
Autunno: il momento più elegante
È forse la stagione in cui il parco cambia di più.
Ginkgo, faggi, aceri e larici assumono colori diversi e le grandi radure si riempiono di foglie.
La varietà botanica, che d’estate si legge soprattutto nelle forme delle chiome, in ottobre e novembre diventa immediatamente visibile attraverso il colore.
Per una passeggiata senza eventi o folla, l’autunno è uno dei periodi più belli.
A Natale il parco diventa un piccolo villaggio
Dal 21 novembre 2026 al 6 gennaio 2027 i viali ospitano il Mercatino di Natale Asburgico.
Le casette in legno vengono distribuite tra gli alberi e il parco cambia completamente atmosfera, soprattutto dopo il tramonto.
Nel 2026 le aperture sono previste nei fine settimana di novembre, in numerosi giorni di dicembre e continuativamente dal 26 dicembre al 6 gennaio.
L’orario ordinario è 10:00-19:00, con alcune aperture straordinarie fino alle 20:30.
Quanto tempo serve
Per una semplice passeggiata bastano 45 minuti o un’ora.
Se volete osservare gli alberi principali, fermarvi a Villa Paradiso e percorrere con calma i viali, considerate un’ora e mezza.
La visita storico-botanica organizzata in estate dura circa due ore.
Durante il Mercatino di Natale il tempo diventa molto variabile: tra bancarelle, cibo e spettacoli si può facilmente rimanere nel parco per mezza giornata.
Il momento migliore della giornata
In estate, mattina e tardo pomeriggio sono le fasce più gradevoli.
La luce laterale attraversa le chiome e rende molto più leggibili i volumi degli alberi rispetto al mezzogiorno.
In autunno vale invece la pena arrivare quando il sole è già abbastanza alto da accendere i colori delle foglie.
Durante il Mercatino di Natale conviene vedere il parco sia con la luce sia dopo il tramonto, quando vengono accese le illuminazioni.
Come arrivare
Il parco si trova praticamente nel centro di Levico Terme, con ingresso principale da Viale Rovigo.
Dalla stazione ferroviaria si raggiunge a piedi seguendo l’asse storico che già all’inizio del Novecento collegava ferrovia, parco e Grand Hotel.
Anche dal centro storico bastano pochi minuti.
Se soggiornate a Levico non serve quindi utilizzare l’automobile.
Accessibilità
I principali percorsi sono facilmente percorribili e l’accesso non presenta barriere architettoniche significative.
Questo rende il parco adatto anche a passeggini e persone con mobilità ridotta.
Come sempre in un grande giardino storico, alcune superfici possono cambiare con pioggia e condizioni stagionali, ma i viali principali restano semplici da affrontare.
Come inserirlo nella visita di Levico
Il percorso più naturale parte proprio dal parco.
Dopo la passeggiata si può attraversare il centro storico e scendere verso il Lago di Levico, raggiungibile in pochi minuti.
Un’altra possibilità è abbinare il parco alle Terme di Levico, che si trovano immediatamente accanto.
Con una giornata intera, il pomeriggio può proseguire verso Forte delle Benne.
Info utili
- Nome: Parco delle Terme di Levico
- Località: Levico Terme
- Provincia: Trento
- Regione: Trentino-Alto Adige
- Tipologia: parco storico paesaggistico
- Origine: fine XIX secolo
- Progettista: Georg Ziehl
- Superficie: oltre 131.000 m²
- Specie arboree e arbustive: circa 125
- Alberi caratteristici: sequoia gigante, ginkgo biloba, cedro dell’Himalaya, magnolia, faggio, tiglio, larice
- Edificio storico: Villa Paradiso
- Complesso vicino: Grand Hotel Imperial
- Accesso: gratuito
- Apertura: tutto l’anno, tutto il giorno
- Accessibilità: percorsi principali privi di barriere significative
- Tempo minimo: 45 minuti
- Tempo consigliato: 1-1,5 ore
- Periodo migliore per le fioriture: primavera
- Periodo migliore per il foliage: autunno
- Visite botaniche 2026: 23 giugno-8 settembre, martedì alle 16:00, su prenotazione
- Mercatino di Natale 2026-2027: 21 novembre 2026-6 gennaio 2027 secondo calendario
- Indirizzo: Viale Rovigo, Levico Terme
- Abbinamenti: Terme di Levico, centro storico, Lago di Levico
