Levico Terme è solo terme? Cosa vedere tra lago, parchi asburgici, forti e montagne della Valsugana
Levico Terme ha una particolarità rara: nel giro di pochi minuti si può passare da un viale ottocentesco a un lago quasi nascosto nel bosco, poi salire verso un forte austro-ungarico e, poco oltre, raggiungere la montagna. È questa sovrapposizione di acqua, storia e paesaggio a renderla molto più di una semplice località termale.
Siamo in Alta Valsugana, a circa 500 metri di quota, tra il Lago di Levico e la catena del Lagorai. La città si sviluppò soprattutto tra Otto e Novecento grazie alle sue acque minerali, che richiamarono una clientela aristocratica e borghese da varie parti d’Europa. Quel periodo ha lasciato il Parco delle Terme, grandi alberghi, viali alberati e un’aria mitteleuropea che ancora oggi distingue Levico dalle località lacustri vicine.
Poco più in basso, il Lago di Levico cambia completamente atmosfera. È stretto e allungato, incassato tra il colle di Tenna e le pendici boscose della Canzana. A differenza del vicino Caldonazzo, più aperto e sportivo, qui il paesaggio resta più raccolto e verde.
Due giorni sono sufficienti per conoscere la città e il lago. Con tre o quattro giorni si possono aggiungere Forte delle Benne, Vetriolo, Panarotta e Pizzo di Levico.
Cosa vedere a Levico Terme
- Lago di Levico
- Parco delle Terme
- Terme di Levico
- centro storico
- Chiesa del Santissimo Redentore
- Forte Colle delle Benne
- Chiesetta di San Biagio
- Castel Selva
- Vetriolo Terme
- Monte Panarotta
- Pizzo di Levico
- Forte Busa Verle
- ciclabile della Valsugana
- Lago di Caldonazzo
- colle di Tenna
Levico nacque davvero intorno alle terme
Prima dell’arrivo dei grandi alberghi e dei villeggianti, Levico era un centro della Valsugana legato soprattutto ad agricoltura e commerci. La svolta arrivò nell’Ottocento, quando le acque minerali provenienti dal Lagorai cominciarono a essere sfruttate in maniera sistematica.
Il periodo più importante coincise con l’età austro-ungarica. Levico entrò nel circuito delle località termali frequentate dalla società mitteleuropea e alla fine dell’Ottocento vennero progettati nuovi stabilimenti, alberghi e un grande parco.
Il 16 giugno 1900 vennero inaugurate le nuove strutture termali e il complesso destinato alla villeggiatura. Pochi giorni prima l’arciduca Eugenio d’Austria aveva visitato la città, dando ulteriore prestigio a una località che ambiva ormai a competere con le più celebri stazioni climatiche dell’Impero.
Parco delle Terme: dodici ettari nati per stupire gli ospiti

Il grande Parco delle Terme, spesso chiamato Parco Asburgico, nacque proprio in quella fase.
Alla fine dell’Ottocento circa 12 ettari di campagna furono trasformati in un parco paesaggistico pensato come cornice per il nuovo stabilimento termale e per il grande albergo.
A disegnarlo fu Georg Ziehl, giardiniere arrivato da Berlino.
Oggi vi crescono sequoie giganti, cedri dell’Himalaya, ginkgo biloba, magnolie, tigli, querce, faggi, larici e alberi dei tulipani. Alcuni esemplari sono ormai monumentali e rendono il parco interessante anche fuori dalla stagione estiva.
L’ingresso è gratuito e il parco è sempre aperto.
Il Parco Asburgico cambia molto con le stagioni
In primavera è un fiorire di bulbi, magnolie e alberi appena tornati verdi. In estate diventa uno dei luoghi più piacevoli dove cercare ombra; in autunno il fogliame crea una tavolozza molto più intensa di quella che ci si aspetterebbe da una semplice passeggiata urbana.
A dicembre cambia ancora volto con il Mercatino di Natale di Levico Terme, distribuito tra gli alberi e i viali del parco.
È uno dei rari casi in cui una stessa attrazione merita di essere rivista in momenti diversi dell’anno.
Le acque di Levico arrivano dal Lagorai
L’acqua termale non nasce in città.
Scende dalle montagne del Lagorai, attraversando rocce e mineralizzazioni che la arricchiscono di ferro, solfati, rame e altri elementi.
La più conosciuta è l’Acqua Forte, storicamente utilizzata a fini terapeutici.
Il suo colore e il sapore minerale hanno poco a che fare con l’idea della classica acqua termale trasparente e quasi neutra: è un’acqua fortemente caratterizzata, legata alla particolare geologia della montagna.
Terme di Levico
Lo stabilimento termale si trova in Viale Vittorio Emanuele, 10, tra centro e parco.
Nel 2026 la stagione termale prosegue fino al 28 novembre.
Le attività comprendono cure termali, fisioterapia, kinesiterapia, trattamenti inalatori, programmi legati alla circolazione e percorsi di benessere.
L’impostazione è quindi diversa da quella di una spa alberghiera: le terme mantengono una forte vocazione sanitaria, accanto ai trattamenti dedicati al relax.
Vetriolo: le terme salgono a 1.500 metri
La storia termale di Levico non si ferma in città.
Salendo verso il Lagorai si raggiunge Vetriolo Terme, a circa 1.500 metri di quota, una delle stazioni termali più alte d’Europa.
È qui, sul versante della Panarotta, che si trovano le sorgenti legate alle acque utilizzate a Levico.
Il paesaggio cambia completamente: boschi, prati e montagne prendono il posto delle ville e dei viali urbani.
Una giornata a Vetriolo permette quindi di capire da dove arrivi realmente l’identità termale della città.
Il Lago di Levico sembra quasi un fiordo
Dal centro si scende in pochi minuti verso il lago.
La sua forma è lunga e stretta: misura circa 2,84 km di lunghezza, raggiunge circa 900 metri di larghezza e ha una profondità media intorno agli 11 metri.
Le rive orientali e settentrionali sono particolarmente verdi, con boschi, salici, ontani e tratti di canneto.
Questa forma incassata tra le pendici fa sì che, guardandolo da alcuni punti, il lago ricordi quasi un piccolo fiordo alpino.
Dove fare il bagno
La zona più frequentata si trova nella parte meridionale e sud-occidentale.
Qui ci sono spiagge, stabilimenti, prati, accessi all’acqua e strutture alberghiere.
L’acqua è balneabile durante la stagione estiva e il lago ha ottenuto più volte la Bandiera Blu, grazie alla qualità dell’acqua e ai servizi lungo le rive.
Rispetto a Caldonazzo, Levico è meno dispersivo e dà una sensazione più raccolta.
Il giro del lago
Il percorso attorno al Lago di Levico è una delle passeggiate più semplici e piacevoli della zona.
La parte meridionale corre vicino alle spiagge e agli alberghi; procedendo verso nord il paesaggio diventa progressivamente più naturale, con boschi e tratti lontani dalle strade.
Il giro completo misura circa 9 chilometri e richiede in media 2 ore e mezza o 3, a seconda delle soste.
È una passeggiata semplice, adatta anche a chi non cerca trekking impegnativi.
Levico o Caldonazzo?
Basta oltrepassare il colle di Tenna per trovarsi davanti a un lago completamente diverso.
Caldonazzo è più grande, aperto e votato agli sport acquatici. Levico è più stretto, verde e riparato.
Per una giornata di SUP, vela o spiaggia con molti servizi Caldonazzo offre più possibilità; per una passeggiata tranquilla tra bosco e acqua, Levico ha un carattere più raccolto.
Con un weekend non serve scegliere: i due laghi sono vicinissimi.
Il centro storico
Dopo il lago conviene risalire verso il centro.
Levico conserva un impianto urbano abbastanza compatto, con piazze, case storiche, piccoli negozi e vie che portano naturalmente verso il Parco delle Terme.
La parte più piacevole non è legata a un solo monumento. È piuttosto il passaggio graduale tra il vecchio nucleo, gli edifici termali e i viali costruiti quando la città iniziò a trasformarsi in stazione di villeggiatura.
Chiesa del Santissimo Redentore
La grande chiesa parrocchiale del Santissimo Redentore domina una parte del centro.
L’edificio attuale appartiene alla fase di trasformazione ottocentesca della città e mostra un linguaggio diverso dalle piccole chiese alpine sparse sulle montagne circostanti.
Merita una visita breve mentre si attraversa il centro storico, soprattutto se si sta salendo verso il parco.
San Biagio: una piccola chiesa con affreschi medievali
Levico possiede anche un volto molto più antico.
Sul colle sopra il lago si trova la chiesetta di San Biagio, legata a un insediamento precedente allo sviluppo termale.
All’interno sopravvivono affreschi del XIV secolo, mentre l’area circostante conserva tracce archeologiche e antichi percorsi.
È una tappa piccola, ma aggiunge profondità alla visita perché ricorda quanto la storia di Levico preceda di molti secoli gli hotel e le terme.
Forte Colle delle Benne
Poco più in alto, la Valsugana racconta invece il proprio passato militare.
Il Forte Colle delle Benne, chiamato anche Forte San Biagio, fu costruito dall’Impero austro-ungarico negli anni Ottanta dell’Ottocento e controllava la conca di Levico insieme al Forte di Tenna.
La struttura segue una pianta irregolare adattata alla forma del colle e disponeva di ambienti per artiglieria, osservazione e difesa.
Dalla zona del forte si aprono belle vedute sul lago e sulla Valsugana.
Visitare Forte delle Benne nel 2026
Tra 2 giugno e 13 settembre il forte è aperto dal martedì alla domenica, 10:00-12:30 e 14:00-18:00.
In primavera e autunno le aperture si riducono soprattutto a domeniche e festivi; nei periodi del Mercatino di Natale sono previste visite anche in alcune domeniche invernali.
Il biglietto costa:
- 4 € senza visita guidata
- 6 € con visita guidata
L’ingresso è compreso nella Trentino Guest Card e nella Valsugana Guest Card.
Castel Selva
Poco distante sopravvivono anche i ruderi di Castel Selva.
Del complesso rimangono parti limitate, quindi non aspettatevi una fortezza perfettamente leggibile.
La passeggiata serve soprattutto ad aggiungere un frammento della Levico medievale al racconto della città, in netto contrasto con il volto asburgico del centro.
La Panarotta
Lasciato il lago alle spalle, il paesaggio sale rapidamente.
La Panarotta è una delle porte occidentali del Lagorai e permette di raggiungere prati, boschi, pascoli e sentieri di montagna.
In inverno diventa area sciistica; nelle altre stagioni è punto di partenza per passeggiate ed escursioni.
Qui si trova anche La Lupa, grande scultura di Martalar realizzata utilizzando legno proveniente dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia.
Pizzo di Levico: il lago visto dall’alto
Per chi vuole aggiungere una vera escursione, il Pizzo di Levico, chiamato anche Cima Vezzena, è uno dei punti panoramici più impressionanti della zona.
Dalla sommità lo sguardo scende verso la Valsugana e i laghi di Levico e Caldonazzo.
Qui si incontrano anche resti militari legati alla Prima guerra mondiale, tra cui le strutture della fortezza austro-ungarica nota come Forte Vezzena.
La montagna permette di leggere dall’alto ciò che dal fondovalle appare separato: laghi, altipiani e dorsali diventano parte dello stesso paesaggio.
Una giornata a Levico Terme
Cominciate dal Parco delle Terme, quando i viali sono ancora tranquilli.
Proseguite attraverso il centro storico e scendete verso il lago per una passeggiata lungo la riva o qualche ora in spiaggia.
Nel pomeriggio salite verso Forte delle Benne.
La sera tornate in centro per cena.
È un programma equilibrato e non richiede continui spostamenti in automobile.
Due giorni
Il secondo giorno può iniziare con il giro del Lago di Levico.
Dopo pranzo raggiungete Vetriolo o Panarotta.
Chi preferisce storia e panorami può invece salire verso Pizzo di Levico e Forte Vezzena.
In questo modo il soggiorno passa dal fondovalle alla montagna senza ripetere lo stesso tipo di esperienza.
Tre giorni
Al terzo giorno il vicino Lago di Caldonazzo completa bene il viaggio.
Si può pedalare lungo la ciclabile della Valsugana, fermarsi a Tenna e osservare i due laghi dall’alto oppure proseguire verso Pergine.
Con tre giorni Levico diventa una buona base per esplorare tutta l’Alta Valsugana.
La ciclabile della Valsugana
La grande ciclabile che segue il Brenta collega l’Alta Valsugana a Bassano del Grappa per circa 80 chilometri.
Da Levico è facile raggiungerla e scegliere soltanto un tratto.
Una pedalata verso Caldonazzo, Pergine o Borgo Valsugana permette di alternare acqua, campagna e piccoli centri senza affrontare grandi dislivelli.
Quando andare
L’estate è il periodo migliore per unire lago, terme ed escursioni.
Giugno e settembre sono particolarmente piacevoli perché il clima è più mite e le spiagge meno affollate.
L’autunno valorizza soprattutto il Parco delle Terme e i boschi.
Da fine novembre Levico cambia volto con il Mercatino di Natale.
La primavera, infine, è ideale per passeggiate, bicicletta e visite culturali prima dell’arrivo del caldo.
Come arrivare
Levico è servita dalla ferrovia della Valsugana, sulla linea Trento-Bassano del Grappa.
La stazione si trova abbastanza vicina al centro e permette di arrivare senza automobile da Trento, Pergine e altre località della valle.
In auto si raggiunge attraverso la SS47 della Valsugana.
Una volta arrivati, centro, parco e lago possono essere visitati in gran parte a piedi.
Dove mangiare
Boivin – Cucina trentina contemporanea in centro, con attenzione ai prodotti locali. Tra i piatti rappresentativi: pesce di lago marinato, torte di verdura, gnocchi di pane e carni locali. Indirizzo: Via Garibaldi 9, Levico Terme. Telefono: +39 0461 701670 / +39 340 8689080. Orari estivi: 12:00-15:00 e 19:00-22:30; lunedì con aperture stagionali. Prezzo indicativo: 40-50 € per un pasto completo.
Prime Rose – Ristorante in località Belvedere con cucina trentina, pesce di lago e piatti di mare. Interessante il menu degustazione tipico trentino. Indirizzo: Località Belvedere, Levico Terme. Telefono: +39 0461 706410 / +39 348 7714797. Orari aprile-settembre: 12:30-14:00 e 19:00-22:00, chiuso il lunedì. Prezzo indicativo: 22-35 €.
Vecchia Fattoria – Cucina trentina e pizzeria, adatta anche alle famiglie. Tra le specialità: spaghetti di patate, filetto di maialino al Teroldego e pizza Malga Biscotto. Indirizzo: Via per Caldonazzo 27, Levico Terme. Telefono: +39 0461 700242 / +39 348 2390847. Prezzo indicativo: 18-35 €.
Al Conte – Locale centrale con piatti tradizionali e pizzeria. Da provare canederli al burro, strangolapreti, tortello di patate e carne di cervo. Indirizzo: Via Regia 8, Levico Terme. Telefono: +39 0461 702302. Orari estivi: 12:00-14:00 e 18:00-23:00. Prezzo indicativo: 20-50 €.
Al Brenta – Indirizzo storico della zona con cucina trentina e proposta classica. Indirizzo: Via Claudia Augusta 17, Levico Terme. Telefono: +39 0461 706131. Email: [email protected]. Fascia: media.
Dove dormire
Parc Hotel Du Lac – Direttamente sul Lago di Levico, con spiaggia privata, piscina interna ed esterna, centro benessere e camere con terrazza. Indirizzo: Località al Lago 3, Levico Terme. Telefono: +39 0461 706590. Email: [email protected]. Fascia: medio-alta.
Bellavista Relax Hotel – Tra centro e lago, con centro wellness, piscina esterna riscaldata, sauna e bagno turco. Indirizzo: Viale Vittorio Emanuele III 7, Levico Terme. Telefono: +39 0461 706136. Email: [email protected]. Fascia: medio-alta.
Ambassador – Quattro stelle vicino al lago con spa, piscine interne ed esterne e area fitness. Indirizzo: Viale Belvedere 50, Levico Terme. Telefono: +39 0461 707101. Email: [email protected]. Fascia: medio-alta.
Al Sorriso Greenpark – Hotel immerso nel verde vicino al lago, con centro benessere e grande area esterna. Indirizzo: Via Segantini 14, Levico Terme. Telefono: +39 0461 707029. Email: [email protected]. Fascia: medio-alta.
Sport & Wellness Hotel Cristallo – Soluzione adatta soprattutto a ciclisti, escursionisti e motociclisti, con camere in legno di cirmolo e cucina legata ai prodotti locali. Indirizzo: Via G. de Vettorazzi 2, Levico Terme. Telefono: +39 0461 706427. Email: [email protected]. Fascia: media/medio-alta.
Info utili
- Regione: Trentino-Alto Adige
- Provincia: Trento
- Valle: Valsugana
- Quota città: circa 500 m
- Lago di Levico: quota circa 440 m
- Lunghezza lago: circa 2,84 km
- Larghezza massima: circa 900 m
- Profondità media: circa 11 m
- Periodo migliore per il lago: giugno-settembre
- Periodo migliore per passeggiate: aprile-giugno e settembre-ottobre
- Parco delle Terme: ingresso gratuito, sempre aperto
- Superficie parco: circa 12 ettari
- Terme di Levico 2026: aperte fino al 28 novembre
- Forte delle Benne 2026: aperture stagionali; in estate martedì-domenica
- Biglietto Forte delle Benne: 4 €; 6 € con visita guidata
- Tempo minimo: 1 giorno
- Tempo ideale: 2-3 giorni
- Treno: linea Trento-Bassano del Grappa
- Attività: bagno, trekking, bicicletta, terme, passeggiate
- Escursioni vicine: Vetriolo, Panarotta, Pizzo di Levico, Lago di Caldonazzo
- Specialità: canederli, strangolapreti, pesce di lago, polenta, formaggi trentini
