Fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona: uno dei tesori barocchi più fulgidi di Roma
Non esiste luogo a Roma che raccolga, in un solo sguardo, tanta energia, mistero e arte quanto la Fontana dei Quattro Fiumi. Fulcro scenografico di Piazza Navona, quest’opera monumentale commissionata da papa Innocenzo X e realizzata da Gian Lorenzo Bernini tra il 1648 e il 1651, è uno dei simboli più fulgidi del passato glorioso dei papi: è una dichiarazione di potere, un compendio di simboli e un inno alla creatività barocca. Da secoli attira artisti, viaggiatori e curiosi, che qui si fermano per decifrare il linguaggio allegorico delle sue statue e ammirare il coraggio delle sue soluzioni tecniche.
Storia e progetto
La genesi della Fontana dei Quattro Fiumi è un racconto fatto di rivalità artistiche e astuzie di corte. Bernini, ormai in disgrazia presso la famiglia Pamphilj, riesce a riconquistare la fiducia del papa grazie a un modello d’argento della fontana, consegnato strategicamente alla potente cognata del pontefice. Il risultato? Un incarico ambito che lo porterà a lasciare un segno indelebile nella storia dell’arte. La fontana, voluta per celebrare la grandezza della famiglia e della Chiesa, nasce proprio al centro della piazza, davanti a Palazzo Pamphilj, e diventa subito simbolo della Roma barocca.
Architettura e simbologia
La fontana si sviluppa intorno a un basamento roccioso che sembra sgorgare direttamente dal suolo della piazza. Su di esso, in una danza plastica e audace, si ergono le quattro gigantesche figure allegoriche dei maggiori fiumi allora conosciuti:
- Il Danubio (Europa), scolpito da Antonio Ercole Raggi, è rappresentato nell’atto di toccare lo stemma papale, a sottolineare il legame tra Roma e il Vecchio Continente.
- Il Gange (Asia), opera di Claude Poussin, stringe un lungo remo, simbolo della navigabilità del grande fiume indiano.
- Il Nilo (Africa), di Giacomo Antonio Fancelli, ha il volto velato: all’epoca le sorgenti del Nilo erano ancora avvolte nel mistero.
- Il Rio della Plata (America), realizzato da Francesco Baratta, si distingue per la posa quasi teatrale, con il braccio levato in alto come a proteggersi, mentre accanto a lui compare un armadillo, creatura esotica e simbolo delle ricchezze del Nuovo Mondo.
Al centro, si innalza il maestoso Obelisco Agonale: un autentico obelisco egizio in granito rosso, inciso di geroglifici, sovrastato dalla colomba con ramo d’ulivo, emblema della famiglia Pamphilj. L’acqua zampilla in cascate e giochi scenografici, come se l’intero monumento fosse appena sbocciato dal cuore della terra.
Leggende e curiosità
La fama della fontana è alimentata anche da storie e dicerie popolari. La più celebre? Quella che vuole il Rio della Plata col braccio sollevato per “difendersi” dalla facciata della chiesa di Sant’Agnese in Agone, opera dell’acerrimo rivale Borromini. Una rivalità affascinante, anche se la realtà storica smentisce il mito: la fontana fu completata prima dell’inizio dei lavori della chiesa!
Un altro dettaglio interessante: la costruzione fu finanziata tassando il pane, provocando proteste e malumori tra i romani. Per anni la responsabilità fu attribuita alla potente Donna Olimpia, cognata del papa e vera regista della politica familiare.
Dettagli artistici e tecnici
La composizione della fontana è uno dei capolavori dell’ingegno barocco. Bernini rompe ogni schema precedente: la base è cava, con ampie aperture che lasciano passare la luce, creando un effetto di leggerezza e trasparenza. Le statue sono modellate per essere ammirate da ogni lato: ogni dettaglio – muscoli, pieghe delle vesti, animali, fiori, elementi decorativi – è scolpito con precisione maniacale.
Al tramonto, la fontana si trasforma: le ombre accentuano le forme e il rumore dell’acqua si fonde con i passi dei turisti, i canti degli artisti di strada e la vita che scorre in Piazza Navona.
Come visitarla
La Fontana dei Quattro Fiumi è sempre accessibile, nel cuore di Piazza Navona, nel centro storico di Roma. Si raggiunge facilmente a piedi dal Pantheon, da Campo de’ Fiori o da Corso Vittorio Emanuele. Consigliata la visita nelle prime ore del mattino o al tramonto, quando la luce esalta i dettagli e la folla si dirada. Per chi desidera approfondire, esistono tour guidati che raccontano la storia della fontana insieme ai segreti della piazza e dei sotterranei dello Stadio di Domiziano.
