Festa di San Froilán: il programma per celebrare l’autunno galiziano come un vero spagnolo
La Festa di San Froilán è la celebrazione maggiore dell’autunno galiziano. Ogni anno, nei primi giorni di ottobre, Lugo si trasforma: le strade si riempiono di casette del polpo, bancarelle, musiche, processioni e un’affluenza che moltiplica la popolazione della città. Non è solo una festa patronale comune: è un esercizio collettivo di identità, gastronomia e cultura popolare che unisce antiche radici rurali con il ritmo urbano contemporaneo. Parteciparvi significa assorbire la Galizia in una forma piena, con il pasto conviviale, la camminata fra le mura romane, la musica che esplode nelle piazze.
Origini e storia
Le radici della festa si perdono nei secoli, ma la sua forma attuale è consolidata dal XVIII secolo. Fin dal Medioevo la comunità lucense venerava il santo patrono, San Froilán, e già nel 1600 la diocesi lo dichiarava protettore della città. Il vero salto verso la festa popolare si ha nel 1754, anno che viene indicato come l’inizio della Festa di San Froilán “come la conosciamo oggi”. Nel tempo, la festa si è espansa oltre l’aspetto religioso, incorporando fiere, concerti, attrazioni e momenti gastronomici in spazi pubblici che prima ospitavano mercati e bestiame. Oggi la festa vanta la dichiarazione di “Fiesta de Interés Turístico Nacional”, un marchio che attesta la rilevanza dell’evento a livello spagnolo.
Cosa succede, come si vive la festa
La Festa si svolge normalmente dal 4 al 12 ottobre. Il giorno centrale è il 5 ottobre, festività di San Froilán, e la domenica successiva rappresenta il momento chiamato “Domingo das Mozas”, giorno in cui la tradizione, l’abito galiziano e le sfilate assumono un ruolo forte. Durante questi giorni Lugo cambia volto: nel centro storico, dentro le mura romane, vengono allestiti stand in legno (“casetas”) dove si serve il famoso “pulpo á feira” — polpo lessato e condito con pimentón, sale e olio — e si mangia, si beve, si sta in piazza. Le strade si animano con sfilate di “gigantes y cabezudos”, bande musicali (charangas), mercatini dell’antiquariato, spettacoli di magia e teatro di strada. Si aggiungono concerti in diversi punti della città, attrazioni per bambini sotto il nome di “San Froilán Miúdo”, mercati di miele, ceramica, artigianato e allestimenti medievali che chiudono la festa la sera del 12 ottobre con fuochi d’artificio.
Le casette del polpo sono un simbolo della festa: si trovano nei pressi del Parque Rosalía de Castro e nelle piazze adiacenti alle mura romane, e rappresentano la continuità tra la tradizione rurale (il polpo come piatto tipico) e la dimensione urbana della festa. I momenti più festivi si trovano soprattutto nelle serate, quando le piazze maggiori — la Plaza Mayor, la Praça da Sóidade, la Praça da Mosqueira — si riempiono di musica, luce e movimento.
Quando andare e consigli pratici
Se vuoi vivere la festa con calma, è utile arrivare prima dell’inizio ufficiale, e programmare di soggiornare almeno due notti: la serata del pregón (inaugurazione) e il giorno centrale offrono uno spaccato completo. I periodi migliori sono i primi giorni: venerdì e sabato (4-5 ottobre) oppure la domenica del “Domingo das Mozas”. Occorre considerare che la città si affolla: gli hotel vanno prenotati con largo anticipo, le strade principali diventano a traffico limitato, e sono istituiti piani speciali di viabilità e parcheggio.
Vestiti comodi: le strade del centro storico sono acciottolate, le mura romane implicano salite e dislivelli. Porta impermeabile: ottobre in Galizia può portare pioggia. Se vuoi mangiare nei casetti del polpo, preparati a code: arrivare presto la sera o a ora di pranzo può essere la chiave. Per evitare la folla massima, puoi partecipare a qualche attività mattutina meno frequentata (mercatini, mostre, parchi verdi).
Punti centrali della festa
- Inaugurazione: il 4 ottobre si tiene il pregón in Plaza Mayor, si accende l’illuminazione festiva e aprono ufficialmente le casette della festa.
- Giorno di San Froilán: il 5 ottobre, cerimonie religiose nella cattedrale, processione del santo e gran parte degli eventi tradizionali.
- Domingo das Mozas: la domenica successiva, momento di costume, sfilate in abito galiziano, ancora più pubblico.
- Chiusura: 12 ottobre con mercatino medievale accanto alle mura, spettacolo pirotecnico serale e smontaggio graduale delle casette.
Atmosfera, cultura e gastronomia
La festa è un crocevia tra passato e contemporaneità. Le mura romane di Lugo diventano platea, le vie della città diventano palcoscenico, e la gastronomia svolge un ruolo centrale: mangiare polpo, bere vino galiziano, gustare tapas e chiacchierare in piazza, tutto fa parte dell’esperienza. L’abbigliamento tradizionale viene indossato da molti lucensi nel giorno del “Domingo das Mozas”, e la musica popolare (gaitas, charangas) si alterna a concerti moderni. Il personaggio di fantasia “Pelúdez”, nato nel 1908, è diventato un’icona della festa: si cimenta in sfilate e recapiti satirici, incarnando lo spirito genuino dell’evento.
Info pratiche per il visitatore
Lugo dispone di buon collegamento ferroviario e su autobus, ma durante la festa il traffico nei dintorni del Parque Rosalía de Castro e delle mura è regolato con restrizioni: è consigliabile usare parcheggi esterni o arrivare con mezzi pubblici. L’Oficina de Turismo de Lugo (Praza da Horta do Sacramento) è punto informativo importante. Il consiglio è di prenotare alloggio con mesi di anticipo (specialmente se vuoi stare dentro le mura). Porta un poncho per la pioggia e scarpe con buon grip. Per la mobilità in festa: evita l’auto nelle ore serali del centro storico, usa taxi autorizzati o navette urbane.
