Perché Ferrara è una città UNESCO: gli Este, Biagio Rossetti e la nascita della città rinascimentale moderna
Ferrara si trova nella pianura emiliana, tra Bologna e il Po, nel settore nord-orientale dell’Emilia-Romagna, e possiede una caratteristica rara tra le città d’arte italiane: Medioevo e Rinascimento non sono semplicemente sovrapposti, ma occupano ancora parti della città chiaramente leggibili. A sud del Castello Estense sopravvive la trama più antica, fatta di strade strette, case in cotto, portici e passaggi sospesi; verso nord cominciano invece i grandi assi rettilinei dell’Addizione Erculea, il piano urbanistico avviato nel 1492 da Ercole I d’Este e progettato da Biagio Rossetti.
È proprio questa trasformazione ad aver dato a Ferrara un posto centrale nella storia dell’urbanistica europea. L’UNESCO, che ha inserito la città nella lista del Patrimonio Mondiale nel 1995 e ampliato successivamente il riconoscimento al territorio del Delta del Po e alle Delizie Estensi, considera Ferrara uno dei primi esempi di città rinascimentale sviluppata attraverso un piano urbano organico, nel quale strade, palazzi, mura, spazi aperti e prospettive vengono progettati come parti dello stesso sistema.
La città fu governata dagli Este dal 1264 al 1598 e raggiunse tra Quattrocento e Cinquecento una stagione culturale straordinaria. Alla corte ferrarese lavorarono artisti come Cosmè Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti; qui vissero o operarono Ludovico Ariosto, Torquato Tasso e importanti musicisti, umanisti e architetti. Ma Ferrara non va letta soltanto come capitale dinastica. Il quartiere ebraico, le mura, le trasformazioni seguite alla devoluzione allo Stato Pontificio e la città novecentesca raccontata da Giorgio Bassani aggiungono capitoli altrettanto importanti.
È inoltre una città perfetta da percorrere a piedi e soprattutto in bicicletta. Il centro è quasi completamente pianeggiante, le distanze sono contenute e circa nove chilometri di mura circondano ancora buona parte dell’abitato storico.
Cosa vedere a Ferrara
- Castello Estense
- Piazza Savonarola e Palazzo Municipale
- Cattedrale di San Giorgio
- Piazza Trento e Trieste
- Via delle Volte e centro medievale
- antico Ghetto Ebraico e MEIS
- Palazzo Schifanoia
- Corso Ercole I d’Este e Addizione Erculea
- Palazzo dei Diamanti
- Piazza Ariostea e Casa di Ludovico Ariosto
- Certosa Monumentale
- mura di Ferrara
- Palazzina Marfisa d’Este
Castello Estense

Il Castello Estense è il punto migliore da cui cominciare perché rappresenta materialmente il passaggio fra la Ferrara medievale e quella della grande corte rinascimentale.
La fortezza nacque nel 1385, ma non in seguito a un attacco esterno. Il marchese Niccolò II d’Este aveva appena affrontato una violenta rivolta della popolazione, esasperata dalla pressione fiscale e dalle difficili condizioni economiche. Il consigliere Tommaso da Tortona venne consegnato alla folla e ucciso; pochi mesi dopo Niccolò decise di dotarsi di una struttura capace di difendere la dinastia non soltanto dai nemici esterni, ma anche dagli stessi ferraresi. Il 29 settembre 1385, giorno di San Michele, cominciò quindi la costruzione del Castello di San Michele sotto la direzione di Bartolino da Novara.
Una torre difensiva esisteva già lungo le mura settentrionali. Bartolino la inglobò nel nuovo complesso e costruì intorno a essa le altre torri, il fossato e i collegamenti con il precedente palazzo marchionale.
Il carattere militare rimane ancora evidente: quattro torri angolari, ponti, fossato e massicce murature in laterizio. Nei secoli successivi, però, la fortezza venne progressivamente trasformata in residenza di corte. Comparvero balconi marmorei, logge, appartamenti affrescati, giardini pensili e ambienti destinati alla vita ducale.
All’interno non perderei le prigioni, che conservano memoria delle lotte interne alla dinastia, e gli appartamenti superiori, dove la decorazione cinquecentesca mostra quanto il castello fosse ormai lontano dalla semplice funzione militare.
La salita alla Torre dei Leoni aggiunge una delle migliori viste sul centro e permette soprattutto di osservare l’asse di Corso Ercole I d’Este, decisivo per capire l’espansione rinascimentale.
Nel 2026 il Castello è aperto normalmente dalle 10:00 alle 18:00, con chiusura il martedì e ultimo ingresso alle 17:15. Il biglietto intero costa 12 €, il ridotto 10 €, mentre per la Torre dei Leoni è previsto un supplemento di 2 €.
Piazza Savonarola e Palazzo Municipale
Uscendo dal Castello verso il centro medievale si entra praticamente subito nel cuore politico della città.
Piazza Savonarola prende il nome dal frate domenicano nato a Ferrara nel 1452, protagonista della vita politica e religiosa fiorentina prima della condanna e dell’esecuzione nel 1498.
Accanto si estende il Palazzo Municipale, antica residenza degli Este prima del trasferimento della corte nel Castello. La costruzione cominciò nel 1243 e venne progressivamente ampliata.
Attraversando il Volto del Cavallo si entra nella Piazza Municipale, più raccolta e scenografica. Qui la lunga storia del potere estense è ancora leggibile nelle strutture del palazzo, anche se molte parti sono state modificate nei secoli.
Cattedrale di San Giorgio

Di fronte al Palazzo Municipale si trova la Cattedrale di San Giorgio Martire, iniziata nel 1135 e trasformata continuamente nei secoli successivi.
La facciata è uno dei migliori esempi della transizione dal Romanico al Gotico nell’Italia settentrionale. La parte inferiore conserva il carattere romanico originario, mentre le zone superiori mostrano un progressivo alleggerimento gotico con loggette, archi e decorazioni scultoree.
Il grande protiro centrale è sostenuto da leoni stilofori e introduce al portale maggiore.
L’interno che vediamo oggi è invece in gran parte il risultato delle trasformazioni barocche e settecentesche, quindi l’impressione è completamente diversa rispetto alla facciata medievale.
Nel 2026 la facciata è ancora interessata da lavori di restauro e risulta parzialmente coperta, un elemento da considerare se arrivate soprattutto per l’apparato esterno. L’ingresso resta gratuito; gli orari ordinari sono 7:30-12:00 e 15:30-19:00 nei feriali, con variazioni nei festivi.
Accanto alla Cattedrale si trova inoltre il Museo della Cattedrale, particolarmente interessante per le opere provenienti dall’edificio e per comprendere la grande stagione artistica ferrarese tra Medioevo e Rinascimento.
Piazza Trento e Trieste
Il lungo spazio che corre sul fianco meridionale della Cattedrale era l’antica Piazza delle Erbe, centro commerciale della città.
Oggi Piazza Trento e Trieste rimane uno dei luoghi più vivi di Ferrara e permette di osservare contemporaneamente il fianco della Cattedrale, il campanile attribuito a Leon Battista Alberti, il Palazzo della Ragione ricostruito e l’imbocco delle strade medievali.
Da qui parte Via San Romano, antica strada commerciale che conduceva verso il porto sul Po e conserva ancora lunghi tratti porticati.
Via delle Volte
Poche strade raccontano la Ferrara medievale bene quanto Via delle Volte.
Corre per circa due chilometri parallela all’antico corso del Po ed è caratterizzata da archi, passaggi coperti, case in mattoni e collegamenti sospesi fra gli edifici sui due lati della strada.
I cosiddetti vòlti non erano decorazioni. Collegavano abitazioni e magazzini utilizzati da mercanti e famiglie che lavoravano lungo il vicino porto fluviale.
Il fiume principale cambiò progressivamente corso e il rapporto diretto con l’acqua scomparve, ma la struttura urbana rimase quasi intatta.
Passeggiare qui al mattino presto o la sera permette di vedere una Ferrara molto diversa dalla monumentalità estense di Corso Ercole I d’Este: più stretta, commerciale, irregolare e profondamente medievale.
Il quartiere ebraico
La presenza ebraica a Ferrara è documentata da secoli e divenne particolarmente importante sotto gli Este, che mostrarono una politica relativamente favorevole all’accoglienza di comunità provenienti anche dalla penisola iberica.
La situazione cambiò radicalmente dopo il 1598, quando Ferrara passò allo Stato Pontificio. Nel 1627 venne istituito il ghetto, concentrato soprattutto nelle attuali Via Mazzini, Via Vignatagliata e Via Vittoria. Le porte venivano chiuse durante la notte e la comunità fu sottoposta a restrizioni che contrastavano nettamente con la politica estense precedente.
Al numero 95 di Via Mazzini si trova il complesso delle sinagoghe, la cui storia risale al Quattrocento.
Più a nord, il Cimitero Ebraico di Via delle Vigne conserva anche il monumento funebre di Giorgio Bassani, lo scrittore che più di ogni altro ha legato Ferrara alla memoria dell’ebraismo italiano del Novecento. Il cimitero è normalmente aperto dalle 9:00 alle 13:00, eccetto sabato e festività ebraiche; l’ingresso è gratuito.
MEIS: Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah
Il MEIS occupa l’area dell’ex carcere cittadino di Via Piangipane.
È un museo nazionale e affronta la storia della presenza ebraica in Italia lungo oltre duemila anni, senza limitarsi alla Shoah.
La scelta di Ferrara come sede è particolarmente significativa proprio per il ruolo avuto dalla comunità ebraica cittadina durante il Rinascimento e per il legame con Giorgio Bassani.
Se siete interessati alla storia contemporanea e alla cultura ebraica, gli dedicherei almeno un’ora e mezza. Insieme al ghetto e al cimitero forma un itinerario specifico di circa 2,5 chilometri che può occupare buona parte di mezza giornata.
Palazzo Schifanoia
Per capire davvero la corte estense bisogna lasciare per un momento l’area del Castello e raggiungere Palazzo Schifanoia, in Via Scandiana.
Il nome deriva dall’idea di “schivar la noia”: era una residenza destinata al piacere, alle feste e al tempo libero della corte. Il primo nucleo risale alla fine del Trecento, ma fu soprattutto Borso d’Este, duca dal 1450 al 1471, a trasformarlo in una delle residenze più rappresentative della dinastia.
Il capolavoro assoluto è il Salone dei Mesi, affrescato nel Quattrocento da artisti dell’Officina Ferrarese, fra cui Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti.
Il ciclo divide le pareti secondo i mesi dell’anno e combina astrologia, divinità classiche, segni zodiacali e scene della vita e del governo di Borso.
Non è quindi soltanto uno dei massimi cicli pittorici del Rinascimento italiano: è anche un enorme programma politico. Il duca appare mentre amministra la giustizia, riceve ambasciatori, partecipa alla vita pubblica e governa una città prospera.
Nel 2026 Schifanoia è aperto dalle 10:00 alle 19:00, chiuso il lunedì; il biglietto intero costa 12 € e comprende anche il Museo Lapidario.
Corso Ercole I d’Este e l’Addizione Erculea
Tornando al Castello e dirigendosi verso nord comincia la parte urbanisticamente più importante di Ferrara.
Nel 1492 Ercole I d’Este decise di ampliare enormemente la città. Il progetto venne affidato a Biagio Rossetti, che non si limitò ad aggiungere nuovi quartieri, ma organizzò strade, palazzi, mura, giardini e prospettive secondo un piano coerente.
L’operazione è conosciuta come Addizione Erculea.
Corso Ercole I d’Este ne rappresenta l’asse principale. Parte praticamente dal Castello e procede rettilineo verso Porta degli Angeli e le mura settentrionali.
Quasi metà della sua forza deriva dal vuoto: non è una strada costruita come una sequenza continua di facciate monumentali. Palazzi, giardini, muri e spazi verdi creano un ritmo molto più aperto rispetto al quartiere medievale.
L’incrocio con Corso Biagio Rossetti e Corso Porta Mare costituiva il Quadrivio degli Angeli, nodo fondamentale del nuovo piano.
Palazzo dei Diamanti

Sul Quadrivio degli Angeli sorge il Palazzo dei Diamanti, commissionato da Sigismondo d’Este e iniziato nel 1493 su progetto di Biagio Rossetti.
Il nome deriva dalle oltre 8.000 bugne piramidali di marmo bianco e rosato che rivestono le due facciate principali.
Il punto da osservare con maggiore attenzione è l’angolo rivolto verso il quadrivio. Rossetti lo trasforma nel vero fulcro dell’edificio attraverso il balcone e la decorazione scolpita, perché il palazzo non doveva essere letto frontalmente ma all’interno della prospettiva urbana.
Al piano superiore ha sede la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, mentre gli spazi al piano terreno ospitano grandi mostre temporanee.
Dal 19 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 Palazzo dei Diamanti ospita la mostra “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità”, aperta tutti i giorni dalle 9:30 alle 19:30.
Piazza Ariostea e Casa di Ludovico Ariosto
Proseguendo nell’Addizione si raggiunge Piazza Ariostea, grande spazio ovale utilizzato anche per manifestazioni cittadine e per le corse del Palio.
Poco distante si trova la Casa di Ludovico Ariosto, dove il poeta trascorse gli ultimi anni della propria vita e lavorò alla revisione definitiva dell’Orlando Furioso.
Ariosto era strettamente legato alla corte estense, ma il rapporto con i duchi fu tutt’altro che semplicemente celebrativo. La sua vicenda personale permette di leggere anche il funzionamento concreto di una corte rinascimentale, fatta di protezione culturale ma anche di obblighi amministrativi, diplomatici e politici.
Certosa Monumentale
La Certosa di Ferrara nacque nel 1452 fuori dalle mura, come previsto dalla regola certosina.
Con l’Addizione Erculea quella zona venne però inglobata dentro la nuova città. Ercole I fece quindi costruire il grande Tempio di San Cristoforo, attribuito a Biagio Rossetti.
Oggi la Certosa è anche il cimitero monumentale cittadino e conserva sculture, cappelle e sepolture appartenenti a epoche differenti.
È una tappa molto meno frequentata rispetto al Castello o Palazzo dei Diamanti, ma ha grande valore proprio per comprendere quanto la nuova città rinascimentale avesse inglobato aree fino ad allora periferiche e rurali.
Le mura di Ferrara
Ferrara conserva circa nove chilometri di mura, fra i sistemi difensivi rinascimentali meglio preservati in Italia.
L’aspetto cambia lungo il percorso. A nord prevalgono i tratti realizzati durante l’Addizione Erculea di Biagio Rossetti; altrove compaiono torrioni, baluardi e strutture adattate all’evoluzione delle artiglierie.
Oggi il terrapieno e il vallo sono quasi interamente percorribili a piedi o in bicicletta e costituiscono uno dei grandi spazi verdi della città.
Non è necessario compiere l’intero circuito. Un ottimo tratto parte da Porta degli Angeli e segue le mura settentrionali; in bicicletta, invece, il giro completo diventa una delle esperienze più caratteristiche di Ferrara.
Palazzina Marfisa d’Este
La Palazzina Marfisa d’Este appartiene alla fase più tarda della corte ferrarese.
Venne costruita per Francesco d’Este, figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia, e passò poi alla figlia Marfisa, che continuò ad abitarla anche dopo la partenza degli Este da Ferrara nel 1598.
La palazzina conserva ambienti decorati, soffitti e arredi che permettono una lettura molto più domestica della vita nobiliare rispetto agli spazi monumentali del Castello.
Nel 2026 è aperta normalmente 9:30-13:00 e 15:00-18:00, chiusa il lunedì. Il biglietto costa 6 €; esiste anche un cumulativo con Palazzo Schifanoia a 15 €.
Ferrara e gli Este
La storia della città non si comprende senza la dinastia.
Gli Este ottennero stabilmente il controllo di Ferrara nel 1264 con Obizzo II e governarono per più di tre secoli. Sotto Leonello, Borso, Ercole I, Alfonso I e i loro successori, la corte divenne uno dei principali centri politici e culturali della penisola.
Il rapporto fra cultura e potere è visibile ovunque: Schifanoia celebra Borso; l’Addizione Erculea materializza le ambizioni di Ercole I; il Castello passa da struttura repressiva a residenza; i palazzi lungo il nuovo quartiere vengono distribuiti alla famiglia e alle élite della corte.
Nel 1598 morì Alfonso II senza un erede legittimo riconosciuto dal papa. Cesare d’Este mantenne Modena e Reggio ma dovette lasciare Ferrara, che venne incorporata nello Stato Pontificio.
La partenza della corte segnò una frattura enorme nella storia della città.
Ferrara e Giorgio Bassani
Nel Novecento nessun autore ha legato il proprio nome alla città quanto Giorgio Bassani.
Ferrara è lo spazio reale e letterario di opere come Il giardino dei Finzi-Contini, Gli occhiali d’oro e Una notte del ’43.
Bassani racconta soprattutto la comunità ebraica ferrarese, le leggi razziali del 1938, il fascismo e le fratture della società borghese cittadina.
Visitare Via Mazzini, Via Vittoria, il Cimitero Ebraico e le mura dopo aver letto Bassani modifica profondamente il modo di percepire questi luoghi.
La sua tomba si trova nel Cimitero Ebraico ed è segnata da un monumento realizzato da Arnaldo Pomodoro con Paola Bassani.
Ferrara in bicicletta
Qui la bicicletta non è un’attività turistica aggiunta artificialmente: è uno dei normali mezzi di trasporto cittadini.
Il territorio è pianeggiante e il centro dispone di una vasta rete ciclabile. Le mura possono essere percorse sia sul terrapieno sia in diversi tratti nel vallo inferiore.
Un itinerario particolarmente riuscito parte dal Castello, risale Corso Ercole I d’Este, raggiunge Porta degli Angeli e continua lungo le mura prima di rientrare verso il centro.
Con qualche ora in più si può proseguire verso il Po e le campagne intorno alla città.
Cosa mangiare a Ferrara

La cucina ferrarese possiede una personalità molto forte e spesso combina sapori dolci e salati.
Il piatto più immediato sono i cappellacci di zucca, normalmente conditi con ragù oppure burro e salvia. Il ripieno dolce della zucca crea uno dei contrasti più caratteristici della cucina locale.
La salama da sugo è invece molto più intensa: un insaccato a base di diverse parti del maiale, vino e spezie, sottoposto a lunga stagionatura e poi cotto lentamente. Tradizionalmente viene servito con purè.
Il pasticcio di maccheroni alla ferrarese porta ancora più lontano il gioco dolce-salato: pasta, ragù, besciamella e altri ingredienti vengono racchiusi in un involucro di pasta frolla.
Sono tipici anche i cappelletti in brodo, la coppia ferrarese IGP, il pinzino fritto accompagnato da salumi e, fra i dolci, la torta tenerina, bassa e molto ricca di cioccolato.
Dove mangiare a Ferrara

- Trattoria da Noemi – Uno degli indirizzi più adatti a una prima esperienza della cucina ferrarese tradizionale. Qui ha senso cercare cappellacci di zucca, pasticcio ferrarese, salama da sugo e pasta fresca. Indirizzo: Via Ragno 31, 44121 Ferrara. Telefono: +39 0532 769070. Email: [email protected]. Sito ufficiale: trattoriadanoemi.it. Fascia di prezzo: circa 30-40 € a persona.
- Il Mandolino Trattoria – Trattoria nel cuore della Ferrara medievale, con cucina esplicitamente orientata alle ricette cittadine. È aperta soltanto a pranzo e non accetta prenotazioni. Indirizzo: Via Carlo Mayr 83 / Via delle Volte 52, 44121 Ferrara. Telefono: +39 0532 760080. Email: [email protected]. Sito ufficiale: ristoranteilmandolino.it. Orario: 12:00-14:30; chiuso martedì e mercoledì. Nell’estate 2026 è indicata una chiusura per ferie fino al 26 agosto. Fascia: circa 20-30 € a persona.
- Ca’ d’ Frara Trattoria Moderna – Una lettura leggermente più contemporanea della cucina locale senza abbandonare cappellacci, pinzini, salama e piatti legati al territorio. Indirizzo: Via del Gambero 4, 44121 Ferrara. Telefono: +39 0532 205057. Email: [email protected]. Sito ufficiale: ristorantecadfrara.it. Fascia di prezzo: circa 30-50 € a persona.
- Trattoria Le Nuvole – Piccolo ristorante dedicato soprattutto al pesce, interessante quando si vuole interrompere la sequenza di cucina di terra ferrarese. La carta segue disponibilità del mercato e stagionalità. Indirizzo: Via Fondobanchetto 5, 44121 Ferrara. Telefono: +39 347 2591995. Email: [email protected]. Sito ufficiale: trattorialenuvole.it. Orari: cena da martedì a sabato; pranzo sabato e domenica; lunedì chiuso. Fascia: circa 40-70 € a persona.
- Ristorante Hostaria Savonarola – Posizione centralissima accanto al Castello, menu ampio e cucina ferrarese accessibile, utile soprattutto quando si cerca una soluzione pratica senza uscire dal centro monumentale. Indirizzo: Piazza Savonarola 14/16/18, 44121 Ferrara. Telefono: +39 0532 208681. Fascia di prezzo: circa 20-30 € a persona. Email e sito ufficiale: non risultano pubblicati in maniera stabile nelle fonti consultate.
Dove dormire a Ferrara
- Hotel Annunziata – La posizione più forte della selezione: Piazza della Repubblica, praticamente davanti al Castello Estense. È indicato per chi vuole lasciare l’auto e muoversi sempre a piedi. Indirizzo: Piazza della Repubblica 5, 44121 Ferrara. Telefono: +39 0532 201111. WhatsApp: +39 392 5026757. Email: [email protected]. Sito ufficiale: annunziata.it. Fascia indicativa: medio-alta, generalmente circa 90-170 € secondo periodo e camera.
- Boutique Hotel Nazionale Ferrara – Piccolo hotel in un edificio storico immediatamente dietro la Cattedrale, adatto a chi vuole stare nel centro medievale senza scegliere una struttura di lusso. Indirizzo: Corso Porta Reno 32, 44121 Ferrara. Telefono: +39 0532 243596. WhatsApp: +39 393 4383729. Email: [email protected]. Sito ufficiale: hotelnazionaleferrara.it. Reception: 7:00-23:00 per gran parte dell’anno. Fascia indicativa: circa 80-140 € secondo stagione.
- Hotel Europa – Storico albergo in Corso della Giovecca, comodo sia per il Castello sia per l’Addizione Erculea. Alcune camere superior conservano affreschi e arredi d’epoca. Indirizzo: Corso della Giovecca 49, 44121 Ferrara. Telefono: +39 0532 205456. Email: [email protected]. Sito ufficiale: hoteleuropaferrara.com. Fascia indicativa: circa 90-150 € secondo camera e periodo.
- Princess Art Hotel – Quattro stelle ricavato in un palazzo seicentesco, leggermente defilato dal cuore più turistico ma ancora completamente raggiungibile a piedi. Indirizzo: Via Mascheraio 39, 44121 Ferrara. Telefono: +39 0532 453204. Email: [email protected]. Sito ufficiale: princessferrara.it. Fascia indicativa: circa 80-140 € secondo stagione.
- Locanda Modigliani – Piccola locanda in Corso della Giovecca, adatta a chi preferisce una struttura raccolta rispetto a un hotel tradizionale. Indirizzo: Corso della Giovecca 124, 44121 Ferrara. Telefono: +39 0532 203042. Email: [email protected]. Sito ufficiale: locandamodigliani.it. Fascia indicativa: circa 90-130 € secondo periodo e camera.
Quanto tempo dedicare a Ferrara
Un giorno permette di vedere Castello Estense, Cattedrale, centro medievale, Via delle Volte e almeno una parte dell’Addizione Erculea.
È però poco per entrare anche nei musei più importanti.
Con due giorni il viaggio acquista una struttura molto migliore: il primo giorno può essere dedicato a Castello, Cattedrale, centro medievale e quartiere ebraico; il secondo a Schifanoia, Palazzo dei Diamanti, Corso Ercole I d’Este e mura.
Con tre giorni aggiungerei MEIS, Certosa, Palazzina Marfisa, Museo della Cattedrale e un lungo giro in bicicletta.
Ferrara è abbastanza piccola da non richiedere grandi trasferimenti e abbastanza ricca da non essere ridotta a una sosta di tre ore tra Bologna e Venezia.
Un giorno a Ferrara
Partirei dal Castello Estense appena apre, dedicando almeno un’ora e mezza agli interni.
Uscendo, attraverserei Piazza Savonarola, Palazzo Municipale e Cattedrale, quindi scenderei lungo Via San Romano e Via delle Volte.
Dopo pranzo raggiungerei Palazzo Schifanoia.
Nel tardo pomeriggio tornerei verso il Castello e percorrerei tutto Corso Ercole I d’Este fino a Palazzo dei Diamanti e Porta degli Angeli, chiudendo la giornata con un tratto delle mura.
È un percorso che permette di vedere chiaramente la trasformazione della città: dal tessuto medievale stretto e commerciale alla Ferrara rinascimentale progettata su scala completamente diversa.
Ferrara in due giorni
Nel secondo giorno dedicherei la mattina alla Ferrara ebraica, passando da Via Mazzini e Via Vittoria al MEIS.
Dopo pranzo salirei verso il Cimitero Ebraico, Piazza Ariostea e la Certosa.
Il resto del pomeriggio è perfetto per una bicicletta lungo le mura.
Se Palazzo dei Diamanti ospita una mostra che interessa, va invece considerato almeno un paio d’ore e il programma può essere alleggerito di conseguenza.
Ferrara con i bambini

Il Castello è probabilmente il monumento più immediato per una visita in famiglia: fossato, torri, ponti e prigioni rendono la storia leggibile senza troppe spiegazioni.
La bicicletta è un secondo grande vantaggio.
Le mura permettono di pedalare per chilometri senza affrontare il normale traffico cittadino e la conformazione pianeggiante elimina quasi completamente la difficoltà fisica.
Schifanoia richiede invece più attenzione e una spiegazione del complesso ciclo astrologico, mentre il MEIS dipende molto dall’età dei ragazzi.
Quando andare
Aprile, maggio, settembre e ottobre sono i mesi più adatti per visitare la città a piedi e in bicicletta.
Ferrara si trova nella Pianura Padana e in luglio e agosto può essere molto calda e umida. I musei permettono comunque di organizzare le ore centrali al coperto.
Autunno e inverno restituiscono invece un’atmosfera molto adatta alla città medievale, soprattutto lungo Via delle Volte e nel quartiere ebraico.
La nebbia, quando arriva, non è necessariamente un difetto: appartiene alla geografia ferrarese e al paesaggio della pianura.
Come arrivare
Ferrara è molto semplice da raggiungere in treno.
La stazione si trova circa venti minuti a piedi dal Castello Estense e dispone di collegamenti frequenti con Bologna, Padova, Venezia e altre città dell’asse ferroviario nord-orientale.
Da Bologna il viaggio può richiedere meno di mezz’ora con i collegamenti più rapidi.
In automobile bisogna invece considerare che gran parte del centro è interessata da ZTL. La soluzione più sensata è lasciare l’auto fuori dal nucleo storico e continuare a piedi o in bicicletta.
Informazioni pratiche
Regione: Emilia-Romagna
Provincia: Ferrara
Centro storico UNESCO: dal 1995
Stazione: Ferrara, circa 1,5 km dal Castello Estense
Castello Estense: 10:00-18:00, chiuso martedì; intero 12 €
Palazzo Schifanoia: 10:00-19:00, chiuso lunedì; intero 12 €
Cattedrale: ingresso gratuito; facciata parzialmente interessata dai restauri nel 2026
Palazzo dei Diamanti: calendario legato alle esposizioni temporanee; dal 19 settembre 2026 mostra “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky”
Mura: circa 9 km, liberamente percorribili in gran parte a piedi e in bicicletta
Ufficio Informazioni Turistiche: cortile del Castello Estense
Telefono: +39 0532 419190
Email: [email protected]
