Tennessee Whiskey caratteristiche organolettiche, storia e zone di produzione
Il Tennessee Whiskey è una categoria eroica, da epopea da vecchio West, a cui noi italiani siamo affezionati. Si va dall’immaginario dei film di cowboy, per arrivare alle sbronze adolescenziali con il mefitico Jack e Coca, un drink allucinante e dolciastro che ha creato non poche sbornie. Ma in realtà, quando di tratta di whiskey, gli Americani non scherzano per niente, poiché il questo distillato deve rispettare requisiti specifici stringenti per poter essere etichettato come tale. Ma veniamo subito al grande dilemma.
Differenza tra Bourbon e Tennessee Whiskey?
La sua produzione è esclusiva dello stato del Tennessee, e la sua caratteristica distintiva è il processo di filtrazione attraverso carbone di acero, noto come Lincoln County Process. Per il resto è un Bourbon whiskey a tutti gli effetti, non cambia assolutamente nulla, anche l’affinamento è identico. C’è solo il passaggio sotto le forche caudine del carbone, ma per il resto non ci sono, a livello produttivo, differenze. Se parliamo di gusto, il passaggio attraverso i carboni rende ancora più mieloso, dolce e rotondo il whiskey. E questo spiega la fascinazione che subiamo da parte di questi distillati. La morbidezza è la chiave. Praticamente è come bere una spremuta di miele e burro e frutta caramellata. L’alcol c’è, ma è talmente nascosto che possiamo dire che il Tennessee Whiskey è il più facile dei whiskey, se parliamo di approccio.
Caratteristiche organolettiche
Colore. Parliamo subito di una cosa, in ogni Bourbon, Rye and Tennessee whiskey è proibito aggiungere il caramello come colorante. Non sarà molto, ma intanto togliamo un ingrediente cancerogeno dal menu. Ok, il colore è ambrato, le botti sono nuove, quindi rilasciano tannini in abbondanza. Il bouquet è sempre dominato dal mais, dalla vaniglia, dalla ciliegia, dall’arancia candita e dal legno. Burro, butterscotch, fudge, cioccolato bianco, pepe e popcorn. Se vogliamo è ancora più stilizzato e rigido.
Il sapore è morbido come una carezza, rotondo, caramelloso, cioccolatoso, paffuto, sa di marshmallow e nocciola. La potenza alcolica dà struttura, ma non è che abbia uno sviluppo esagerato. Il gusto è semplice e compiaciuto, ridondante come deve essere. Non punta alla finezza, ma al fronzolo. Per questo spesso si beve con ghiaccio, per attutire la carica sciropposa.
Storia
Il Tennessee Whiskey ha radici profonde che risalgono agli insediamenti dei primi coloni nel Tennessee nel XVIII secolo. La distillazione del whisky è diventata parte integrante della cultura locale, con distillerie che hanno prosperato fino all’avvento del proibizionismo. Dopo la revoca del proibizionismo, la ripresa è stata lenta, ma oggi il Tennessee è sede di alcune delle distillerie più famose e rispettate al mondo, come Jack Daniel’s e George Dickel.
Produzione e Lincoln County Process
Il Tennessee Whiskey deve essere prodotto secondo specifici standard legali:
- Mash Bill: Almeno 51% di mais, con il resto della miscela composto da orzo, segale o grano.
- Invecchiamento: Deve essere invecchiato in botti nuove di rovere carbonizzato.
- Filtrazione: Il whisky deve essere filtrato attraverso carbone di acero prima dell’invecchiamento, un processo che aiuta a rimuovere le impurità e conferisce una maggiore morbidezza al prodotto finale.
Zone di Produzione
Le principali zone di produzione del Tennessee Whiskey includono:
- Lynchburg: Sede della famosa distilleria Jack Daniel’s.
- Tullahoma: Dove si trova la distilleria George Dickel.
- Nashville: Ospita diverse nuove distillerie artigianali.
Tipologie di Tennessee Whiskey
Esistono varie tipologie di Tennessee Whiskey, che si differenziano per il contenuto di alcol, l’invecchiamento e le tecniche di produzione:
- Tennessee Straight Whiskey: Deve essere invecchiato per almeno due anni.
- Single Barrel: Ogni bottiglia proviene da una singola botte selezionata.
- Small Batch: Prodotto in piccoli lotti, spesso con una selezione accurata delle botti.
Clima e Terreno
Il clima del Tennessee è caratterizzato da estati calde e inverni miti, con una buona escursione termica che favorisce l’invecchiamento del whisky. I terreni variano dal calcareo all’argilloso, contribuendo alla complessità del whisky. La regione del Lincoln County, in particolare, è rinomata per la qualità dell’acqua utilizzata nella produzione del whisky, che aggiunge ulteriori strati di purezza e sapore.
Distillerie Principali
- Jack Daniel’s: La distilleria più famosa del Tennessee, nota per il suo Old No. 7 e una vasta gamma di varianti che vanno dal premium alle bottiglie da collezione.
- George Dickel: Conosciuta per il suo whisky corpulento e sontuoso, ma ancora di più per il rye, che è una spanna sopra.
- Prichard’s Distillery: Produce whisky utilizzando metodi tradizionali senza il Lincoln County Process, offrendo un profilo unico.
- Nelson’s Green Brier Distillery: Rinomata per il recupero di vecchie ricette familiari e la produzione di whisky artigianale di alta qualità.
Che cosa è il Sour Mash e a cosa serve?
Il termine “sour mash” si riferisce a un metodo di produzione del whisky che utilizza una porzione del mash fermentato della produzione precedente (chiamato “backset”) per avviare la fermentazione di un nuovo batch. Questo processo è comune sia nel Bourbon che nel Tennessee Whiskey e ha diversi vantaggi, tra cui la consistenza del prodotto finale e il controllo del pH del mash.
Vantaggi del Sour Mash
- Consistenza: Utilizzare il backset dalla produzione precedente aiuta a mantenere una coerenza nel sapore e nella qualità del whisky tra diversi batch.
- Controllo del pH: Il sour mash aiuta a mantenere un pH acido nel mash, e come ben sapete l’acidità aiuta la fermentazione e impedisce la crescita di batteri indesiderati.
- Efficienza: Reintrodurre il mash fermentato aiuta a scomporre ulteriormente gli zuccheri nel nuovo batch, rendendo la fermentazione più efficiente.
