Vini Svizzeri: un viaggio nella viticoltura alpina per scoprire piccole gemme
Benvenuti nella ridente e algida Svizzera, unica per le sue ripide montagne e l’influsso moderatore dei laghi, una regione a dir poco fantastica, ma per nulla conosciuta, dal punto di vista enologici. Forse non lo sapete, ma i rigogliosi vigneti svizzeri sono collocati alle altitudini più elevate d’Europa.
I vini svizzeri, spesso descritti come vini freschi e minerali, ma poco più, sono per lo più consumati all’interno del loro mercato nazionale, proprio a causa della scarsità dei numeri. Non è che gli svizzeri bevano tanto, sono nella media, è solo che le poche bottiglie, a stento coprono il fabbisogno interno. Quindi non pensate che il vino svizzero sia inferiore e di scarsa qualità, tutto il contrario. Risulta così amato, che non devono neanche esportarlo.
La prima considerazione da fare è che il panorama vinicolo del paese è pesantemente influenzato dalla geografia e dai confini, o se vogliamo dire meglio, dalle tradizioni vinicole francesi, germaniche e italiane.
La Svizzera conta 14.700 ettari di vigneti, 2.500 produttori e 252 varietà di uva, classificandosi come il 25° maggior produttore di vino a livello mondiale. Le uve più coltivate sono Pinot Nero, Chasselas, Gamay e Merlot. Tra le varietà svizzere, tre sono particolarmente notevoli e disponibili anche fuori dalla Svizzera.
I Vitigni principali della Svizzera
Il fascino del Chasselas
La prima è l’antica uva bianca Chasselas (nota come Fendant in Vallese), della quale la Svizzera detiene la più estesa coltivazione mondiale. Quest’uva è stata a volte sottovalutata, forse per la sua utilità come uva da tavola o per la sua elevata produttività, e spesso viene miscelata, come nei vini Edelzwicker in Alsazia.
Gamaret
La seconda è il Gamaret, un affascinante ibrido svizzero tra il Gamay Nero e l’ibrido complesso Reichensteiner, apprezzato per la sua resistenza alla botrite e la sua capacità di produrre vini di profondo colore. La terza è l’Arvine (conosciuta anche come Petite Arvine), che dà vita a vini bianchi secchi e dolci, intensamente minerali.
Quante sono le AOC svizzere? 62, divise in 6 regioni
AOC Valais
La AOC Valais (32% dei vigneti) si estende lungo le ripide terrazze meridionali del fiume Rodano. Questa zona secca, con suoli magri e un clima soleggiato, è prevalentemente dedicata alle uve rosse come il Pinot Nero e il Gamay. Qui si trovano anche blend di queste uve sotto la denominazione “Dôle”. Il Chasselas, o Fendant, è la varietà bianca predominante, ma non va trascurato il Silvaner né la pregiata Petite Arvine locale, varietà che trova la sua massima espressione in Valle d’Aosta. I vini del Valais si distinguono per la loro concentrazione e nitidezza, con dieci siti classificati come grand cru.
Vaud
Il Vaud (26%) ospita 7 AOC lungo le rive settentrionali del lago di Ginevra, che esercita un’influenza temperante. Le uve bianche, in particolare il Chasselas, dominano, rappresentando il 60% dei vigneti della regione e il 63% di tutto il Chasselas svizzero. Il Gamaret e il Garanoir sono varietà rosse tipiche della zona. Significative sono le AOC come La Cote e Lavaux, due piccole perle.
Svizzera tedesca
La Svizzera tedesca (18%) include 16 cantoni e 20 AOC, con una predominanza di uve rosse; il Pinot Nero (o Blauburgunder) è la più diffusa (oltre il 50%), seguito da Muller Thurgau per i bianchi.
AOC Ginevra
La AOC Ginevra (9%), situata a sudest del lago di Ginevra, predilige il Gamay e il Chasselas, e vanta 22 Premier Cru.
Ticino
Il Ticino (8%) è una regione umida, notevolmente coltivata, ma senza grandissimi acuti: principalmente a Merlot (80%).
Regione dei Tre Laghi
La Regione dei Tre Laghi (7%), tra cui Neuchâtel è il maggiore (gli altri sono i laghi di Biel e Vully). Quest’area è principalmente vitata a Pinot Nero e Chasselas, con il Pinot Nero che a volte viene trasformato in un rosé etichettato come “Oeil de Perdrix”.
