The Cremator: la commedia nera che esplora la follia ideologica nel cuore della Praga nazista
Identikit
Titolo originale: Spalovač mrtvol
Titolo internazionale: The Cremator
Regista: Juraj Herz
Sceneggiatura: Ladislav Fuks e Juraj Herz (da un romanzo di Fuks)
Anno: 1969 (Cecoslovacchia)
Durata: circa 100 minuti
Genere: horror oscuro, black comedy, satira storica, espressionismo tedesco
Interpreti principali: Rudolf Hrušínský (Karel Kopfrkingl), Vlasta Chramostová (Lakmé/Dagmar), Jana Stehnová (Zina), Miloš Vognič (Mili), Ilja Prachař (Reinke), e cameo di Jiří Menzel.
Fotografia: Stanislav Milota
Musica: Zdeněk Liška
Distribuzione e riconoscimenti: selezionato come candidato cecoslovacco agli Oscar per il miglior film straniero, vincitore del premio Miglior Film al Festival di Sitges 1972 (premi anche a Hrušínský e Milota), bandito nel 1973 fino al 1990.
Trama e Cornice Storica
Ambientato nella Praga degli anni ’30, il film segue Karel Kopfrkingl, rispettato macellaio-crematorista che vede il suo mestiere come un rito salvifico per le anime. Motivato da una strana mistura tra il buddismo tibetano e il nazionalismo, approva l’ideologia nazista, che considera un’estensione efficiente della sua “missione”. Inizia così una lenta discesa nella follia: dopo aver disposto la morte della propria famiglia in nome della “liberazione dell’anima”, si offre di gestire gli oveni nei campi di sterminio. Il film è costruito su monologhi interiori e sequenze visive paranoiche che tracciano il cedimento psicologico di Kopfrkingl.
Stile Visivo e Tematico
Visivamente influenzato dall’espressionismo tedesco e dalla New Wave cecoslovacca, il film utilizza contrasti intensi in bianco e nero, angoli deformanti, montaggio rapido e monologhi straniante. Zdeněk Liška compone una colonna sonora surreale che unisce valzer malinconici all’inserimento ritmico di gong tibetani, simbolo dell’incontro tra occulto, follia e ideologia mortifera. Juraj Herz mescola humor nero e critica politica, realizzando un’opera che è al contempo satira feroce e tragedia personale.
Contesto Storico e Politico
Girato durante la Primavera di Praga e immediatamente dopo bandito dal regime comunista, il film cambia significato nel suo contesto politico: riflette il collasso morale e culturale di una società che normalizza il terrore. Herz e Fuks costruiscono una parabola sulla banalità del male, mostrando come un “uomo ordinarissimo” possa diventare un assassino razzista e grottescamente giustificato.
Perché è un Cult
Considerato uno dei capolavori del cinema cecoslovacco, The Cremator è un’opera che ridefinisce l’horror psicologico, utilizzando l’assurdo per raccontare la fine della decenza morale. Critici contemporanei e restauri recenti (anche da parte di Criterion) lo hanno consacrato come un film imprescindibile per comprendere il potere della satira visiva e della decadenza ideologica.
