2010 Lillet Reserve Jean de Lillet Rouge Aperitif: una piccola perla dimenticata in cantina
Il Réserve Jean de Lillet Rouge 2010 è molto più vicino a un vino da meditazione che al classico aperitivo servito con ghiaccio e fetta d’arancia.
Nasce da vini rossi bordolesi di una sola annata, scelti da una singola proprietà, poi arricchiti con liqueur naturali di frutta e la componente amaricante del chinino. Dopo l’assemblaggio passa tra sei e dodici mesi in barrique bordolesi, con circa un terzo di legno nuovo.
Il risultato è un rosso ampio, maturo, con cassis, ribes, mora, arancia amara, vaniglia e spezie, sostenuto da una vena amaricante che evita qualsiasi deriva molle.
Oggi il 2010 ha ormai perso la parte più fresca e giovanile, ma ha guadagnato profondità, morbidezza e un fascino quasi decadente.
The basics
- Produttore: Maison Lillet
- Cuvée: Réserve Jean de Lillet Rouge
- Annata: 2010
- Origine: Podensac, Bordeaux
- Tipologia: aperitivo a base di vino
- Base: vini rossi bordolesi selezionati
- Vitigni: tradizionali varietà rosse di Bordeaux
- Componenti aromatiche: liqueur naturali di frutta e chinino
- Affinamento: 6-12 mesi in barrique bordolesi
- Legno nuovo: circa un terzo
- Gradazione: 17% vol
- Formato: 75 cl
- Temperatura di servizio: 10-12 °C
- Stile: morbido, fruttato, speziato, amaricante
Jean de Lillet Rouge
La versione rossa della Réserve arriva nel 2010, molto più tardi rispetto alla storica cuvée bianca.
Nasce come interpretazione di fascia alta del Lillet Rouge e mantiene la stessa filosofia della Réserve: un solo millesimo, una selezione di vini AOC bordolesi da una singola proprietà e un affinamento più lungo e ambizioso rispetto alla linea classica.
È una bottiglia pensata per evolvere. La maison indicava per queste Réserve una capacità di conservazione molto superiore rispetto ai normali aperitivi, nell’ordine di 15-20 anni.
La differenza rispetto al Lillet Rouge standard è evidente già dal primo sorso: più concentrazione, più materia, più legno e una vena amaricante meglio integrata.
La base bordolese
Il cuore del vino è Bordeaux.
Qui non c’è la parte mielata e dorata del Sauternes che caratterizza la Réserve bianca, ma una base rossa costruita su frutto scuro, tannino morbido e struttura.
Il cassis è il tratto più evidente, accompagnato da ribes rosso, mora e prugna. Le liqueur di frutta amplificano il lato aromatico, mentre l’arancia e la china aggiungono freschezza e contrasto.
Con il tempo la componente vinosa prende il sopravvento sulla parte più apertamente fruttata, e il profilo si fa più profondo, vinoso, quasi balsamico.
Come viene prodotto
Dopo la selezione dei vini rossi della vendemmia 2010, la base viene unita a liqueur naturali di frutta.
Il chinino porta la tipica vena amaricante del Lillet, mentre gli agrumi aggiungono freschezza e una nota più luminosa a un impianto altrimenti molto scuro e maturo.
Il vino riposa poi in barrique bordolesi per un periodo compreso tra sei e dodici mesi, con circa un terzo di fusti nuovi.
Il legno non è un semplice dettaglio. Nei primi anni porta vaniglia, spezie e tostatura; con l’evoluzione si fonde al frutto e lascia una sensazione più morbida, rotonda e avvolgente.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è rubino molto scuro, ormai virato verso tonalità granato.
Il naso parte su cassis, ribes, mora e prugna, poi arrivano scorza d’arancia, vaniglia, cacao e spezie dolci.
Con l’aria si fanno strada tabacco leggero, china, erbe amare e una nota balsamica che ricorda resina e radice.
Al palato è pieno, morbido, quasi vellutato. La frutta nera domina l’ingresso, poi compare l’arancia amara e infine il chinino, che asciuga il sorso e gli restituisce slancio.
Il finale è lungo, con cassis, arancia, vaniglia, spezie e una lieve nota amaricante.
Il 2010 oggi
A sedici anni dalla vendemmia il vino è ormai in piena maturità.
Il frutto fresco ha lasciato spazio a toni più scuri e profondi, mentre il legno è completamente integrato. La parte amaricante è più evidente e il sorso ha perso qualcosa in vivacità, guadagnando però in rotondità e complessità.
Una bottiglia ben conservata può ancora regalare soddisfazioni, ma il momento giusto è adesso.
Non aspetterei molti altri anni: da qui in avanti il rischio è che il frutto continui a scendere senza un guadagno equivalente in profondità.
Come berlo
Servire a 10-12 °C, senza ghiaccio.
Il calice ideale è quello da vino rosso di piccole dimensioni o un tulipano ampio. Non serve una lunga ossigenazione, ma qualche minuto nel bicchiere permette alle note balsamiche e speziate di emergere.
Abbinamenti
Ottimo con foie gras, terrine di selvaggina, anatra affumicata e paté.
Tra i formaggi sceglierei Roquefort, Comté molto stagionato e Bleu d’Auvergne.
Prezzo
Al lancio la bottiglia era posizionata intorno ai 20 euro, una cifra molto bassa rispetto alla rarità che avrebbe acquisito negli anni.
Intorno ai 30-40 euro resta una bottiglia da comprare senza troppe esitazioni, purché la provenienza sia affidabile. Sopra i 50 euro il valore diventa soprattutto collezionistico.
