Bologna tra portici e torri: guida completa ai monumenti, musei, chiese e sapori della città medievale
Bologna non ha bisogno di un monumento dominante per imporsi. La città si costruisce per accumulo: mattoni rossi, portici che cambiano forma quasi a ogni strada, palazzi comunali, torri medievali incastrate tra edifici successivi, cortili universitari, mercati ancora legati al cibo e chiese che custodiscono opere capaci di giustificare da sole una deviazione.
Piazza Maggiore rimane il centro geografico e mentale della visita, ma basta attraversare pochi isolati per cambiare completamente atmosfera. A est cominciano le strade dell’università e Piazza Santo Stefano; a sud si sale lentamente verso i colli e San Luca; a ovest San Francesco e il Pratello introducono una Bologna più popolare e serale. Nel mezzo sopravvive una trama urbana medievale sorprendentemente leggibile, protetta da oltre sessanta chilometri di portici.
Bologna è stata etrusca, romana, libero Comune, città universitaria, centro dello Stato Pontificio, nodo ferroviario dell’Italia unita e una delle capitali culturali e gastronomiche del Paese. La sua storia non vive però soltanto nei musei. Si incontra nella pianta delle strade, nelle case-torri, nelle lapidi dell’Archiginnasio, nei canali nascosti sotto il centro e persino nel modo in cui si mangia: tortellini, tagliatelle, mortadella e ragù non sono diventati simboli turistici per caso, ma derivano da una tradizione urbana legata a sfogline, botteghe, mercati e famiglie.
Per vedere bene Bologna servono almeno due giorni. Tre permettono di aggiungere musei, San Luca, Certosa e quartieri meno centrali; con quattro giorni si può alternare la città a una gita verso Modena, Ferrara, Dozza o l’Appennino.
Cosa vedere a Bologna
Per una prima visita completa, queste sono le tappe da inserire nell’itinerario:
- Piazza Maggiore
- Basilica di San Petronio
- Palazzo d’Accursio e Torre dell’Orologio
- Piazza del Nettuno e Salaborsa
- Palazzo Re Enzo, Palazzo del Podestà e Voltone
- Archiginnasio e Teatro Anatomico
- Museo Civico Archeologico
- Quadrilatero e Santa Maria della Vita
- Due Torri e Piazza della Mercanzia
- Complesso di Santo Stefano
- Strada Maggiore e Corte Isolani
- Basilica di San Domenico
- Università e Pinacoteca Nazionale
- Finestrella di Via Piella e canali
- Basilica di San Francesco e Via del Pratello
- MAMbo e Museo Morandi
- Portici di San Luca e Santuario
- Certosa Monumentale
- Palazzo Pepoli e Museo della Storia di Bologna
- Santa Maria dei Servi
Piazza Maggiore
Il modo migliore per iniziare è fermarsi al centro di Piazza Maggiore senza entrare immediatamente da nessuna parte.
Il Comune cominciò a creare questo spazio all’inizio del Duecento acquistando e demolendo edifici esistenti per ottenere una grande piazza pubblica destinata a commercio, governo e vita civile. Il risultato non è una piazza costruita secondo un unico progetto: ogni lato appartiene a una fase diversa della storia cittadina.
Di fronte alla Basilica di San Petronio si trovano Palazzo del Podestà e Palazzo Re Enzo; sul lato occidentale domina Palazzo d’Accursio, sede storica del Comune; a est, Palazzo dei Banchi nasconde dietro una facciata unitaria l’imbocco delle strade del Quadrilatero.
Al centro c’è il cosiddetto Crescentone, il grande rettangolo rialzato in granito bianco e rosa che continua a essere utilizzato come luogo d’incontro.
Tornate almeno una volta la sera. Gli edifici illuminati, i tavolini sotto i portici e la quasi completa assenza di traffico restituiscono un ambiente molto diverso dalle ore centrali.
Basilica di San Petronio
San Petronio non è la cattedrale di Bologna: è la grande basilica civica dedicata al patrono cittadino.
La costruzione cominciò nel 1390 sotto la direzione di Antonio di Vincenzo. La facciata rimase incompiuta e mostra ancora il contrasto netto fra il rivestimento marmoreo della parte bassa e il laterizio superiore.
All’interno cercate soprattutto la Cappella dei Re Magi o Bolognini, con gli affreschi quattrocenteschi di Giovanni da Modena, e la gigantesca meridiana di Giovanni Domenico Cassini, lunga circa 67 metri. Il foro gnomonico nella volta proietta il Sole sulla linea tracciata nel pavimento e trasformò letteralmente la basilica in uno strumento astronomico.
Un altro tesoro poco appariscente è l’organo costruito da Lorenzo da Prato nel Quattrocento, considerato uno dei più antichi organi ancora funzionanti.
Nel 2026 la basilica è aperta tutti i giorni 10:00-18:00; l’ingresso generale è gratuito, mentre il percorso delle cappelle costa 5 €. La precedente terrazza panoramica è stata chiusa definitivamente dopo i lavori di restauro. Sono però organizzate in alcune date visite speciali al campanile, ai sottotetti e agli ambienti normalmente inaccessibili.
Indirizzo: Piazza Maggiore, 40124 Bologna
Telefono sagrestia: +39 051 231415
Email informazioni: [email protected]
Sito: basilicadisanpetronio.org
Palazzo d’Accursio e Torre dell’Orologio
Palazzo d’Accursio, o Palazzo Comunale, occupa quasi interamente il lato occidentale di Piazza Maggiore e non è un unico edificio. Nacque dall’aggregazione progressiva di case, torri, uffici e strutture amministrative.
Entrate almeno nel grande cortile e salite verso le Collezioni Comunali d’Arte, ospitate nelle antiche sale cardinalizie del piano superiore. Gli ambienti conservano arredi, dipinti e decorazioni che permettono di vedere il palazzo come residenza e non soltanto come municipio.
La parte più interessante per chi cerca un panorama è oggi la Torre dell’Orologio, particolarmente importante nel 2026 perché la Torre degli Asinelli rimane chiusa. Dalla terrazza si domina Piazza Maggiore e si leggono perfettamente tetti, torri, colli e tracciato medievale del centro.
Dal 1° giugno al 6 settembre 2026 gli ingressi alla Torre dell’Orologio sono previsti dalle 10:00 con ultimo accesso alle 20:20, tre volte ogni ora.
Piazza del Nettuno e Salaborsa
Attraversando pochi metri da Piazza Maggiore si entra in Piazza del Nettuno.
La fontana realizzata da Giambologna nel Cinquecento è molto più complessa della sola statua centrale. Nettuno domina una struttura popolata da delfini, putti e figure femminili; l’opera celebrava il governo papale sulla città ma venne rapidamente assorbita nell’immaginario bolognese.
Di fronte si entra gratuitamente in Salaborsa, oggi biblioteca pubblica e uno dei migliori esempi di riuso contemporaneo di un edificio storico.
Il grande spazio centrale coperto merita già la visita, ma guardate soprattutto il pavimento di vetro: sotto sono visibili resti archeologici della Bononia romana, con strutture appartenenti a fasi differenti dell’antica città.
Pochi luoghi permettono di passare così rapidamente dalla Bologna romana a quella medievale e contemporanea.
Palazzo Re Enzo, Palazzo del Podestà e Voltone
Palazzo Re Enzo venne costruito tra 1244 e 1246 come ampliamento del sistema amministrativo comunale e in origine era chiamato Palazzo Nuovo.
Dal 1249 diventò però inseparabile dalla figura di Enzo di Sardegna, figlio di Federico II, catturato dai bolognesi nella Battaglia di Fossalta e tenuto prigioniero qui fino alla morte nel 1272.
Il palazzo non possiede un normale orario museale quotidiano: si entra durante visite guidate, eventi e aperture speciali. Anche senza accesso agli interni, osservate il complesso da Piazza del Nettuno e poi passate sotto il vicino Voltone del Podestà.
Qui potete provare uno dei giochi acustici più noti di Bologna: due persone poste agli angoli opposti della volta riescono a parlarsi a bassa voce grazie alla particolare propagazione del suono.
Sopra il Voltone si innalza inoltre la Torre dell’Arengo, dove si trova il grande Campanazzo utilizzato storicamente per convocare i cittadini.
Archiginnasio e Teatro Anatomico
Pochi passi dietro San Petronio conducono a Piazza Galvani e al Palazzo dell’Archiginnasio.
Costruito nel XVI secolo per riunire in un’unica sede gli insegnamenti universitari, l’edificio è una delle testimonianze più dense della Bologna accademica. Pareti, volte e scaloni sono ricoperti da migliaia di stemmi degli studenti e delle famiglie provenienti da tutta Europa.
La sala più famosa è il Teatro Anatomico, rivestito di legno e costruito nel Seicento per le lezioni di anatomia. Al centro si trova il tavolo utilizzato per le dissezioni; sulle pareti compaiono statue di medici e figure allegoriche, mentre due celebri “spellati” sorreggono il baldacchino della cattedra.
Accanto si visita normalmente la Sala dello Stabat Mater, quando non impegnata da attività della biblioteca.
Nel 2026 il Palazzo è aperto dal lunedì al sabato, mentre il Teatro Anatomico è visitabile 10:00-18:00 con prenotazione online obbligatoria. Ad agosto gli orari del palazzo vengono ridotti.
Indirizzo: Piazza Galvani 1
Informazioni: [email protected]
Museo Civico Archeologico
Accanto all’Archiginnasio, con ingresso da Via dell’Archiginnasio 2, si trova uno dei musei archeologici più importanti d’Italia settentrionale.
La sezione etrusca è essenziale per capire che Bologna esisteva molto prima dei Romani. L’antica Felsina fu uno dei principali centri dell’Etruria padana e le necropoli del territorio hanno restituito corredi, ceramiche, bronzi e celebri stele funerarie.
Il museo possiede inoltre sezioni romana, greca ed egizia; quest’ultima è una delle raccolte egizie più importanti d’Italia.
Se avete soltanto un’ora, concentratevi su Bologna etrusca e romana: dopo la visita leggerete il centro storico con occhi molto diversi.
Quadrilatero e Santa Maria della Vita
Dietro Palazzo dei Banchi si apre il Quadrilatero, l’antico quartiere commerciale compreso fra Via Rizzoli, Piazza Maggiore, Via Farini e Piazza della Mercanzia.
Le strade da percorrere sono soprattutto Via Pescherie Vecchie, Via Clavature, Via Drapperie e Via degli Orefici. I nomi conservano il ricordo delle attività artigianali e commerciali organizzate per corporazioni.
Oggi salumerie, gastronomie, banchi di frutta, pescherie e locali convivono con una presenza turistica molto intensa. Passate al mattino per vedere meglio le attività commerciali; tornate la sera per l’aperitivo.
In Via Clavature entrate nel complesso di Santa Maria della Vita. Qui si conserva il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, gruppo in terracotta quattrocentesco nel quale il dolore viene rappresentato con una violenza espressiva quasi moderna.
Nell’oratorio si trova invece il Transito della Vergine di Alfonso Lombardi, insieme a opere di artisti bolognesi come Guercino ed Elisabetta Sirani.
Nel 2026 Santa Maria della Vita è normalmente aperta tutti i giorni 10:00-18:30, ultimo ingresso 18:00; il biglietto intero è 8 €.
Indirizzo: Via Clavature 8-10
Telefono: +39 051 19936385
Email: [email protected]
Due Torri e Piazza della Mercanzia
Le Torre degli Asinelli e Garisenda restano il simbolo verticale di Bologna, ma nel 2026 bisogna conoscere bene la situazione.
La Torre degli Asinelli, alta circa 97 metri, è chiusa al pubblico per i lavori nell’area legati alla stabilizzazione della Garisenda. La Garisenda, alta circa 47 metri e fortemente inclinata, non è visitabile e continua a essere interessata dal complesso progetto di messa in sicurezza; nel maggio 2026 erano in corso i lavori per la realizzazione dei micropali destinati alle strutture di stabilizzazione.
Non rinunciate però alla zona.
Da Piazza di Porta Ravegnana percorrete pochi passi verso Piazza della Mercanzia, uno degli angoli medievali meglio conservati del centro, con il Palazzo della Mercanzia e l’inizio di Strada Maggiore.
Dante citò la Garisenda nel XXXI canto dell’Inferno, segno che la sua inclinazione era già abbastanza impressionante all’inizio del Trecento.
Complesso di Santo Stefano
Piazza Santo Stefano è una delle immagini più armoniose della città, ma il vero motivo per venire qui è il complesso religioso comunemente chiamato Sette Chiese.
Non sono letteralmente sette edifici ancora distinti. Il complesso nacque dall’aggregazione di chiese, cortili, cappelle e strutture monastiche realizzate in periodi differenti.
Entrando si passa dalla Chiesa del Crocifisso alla Basilica del Santo Sepolcro, dalla Chiesa dei Santi Vitale e Agricola al Cortile di Pilato e agli ambienti monastici. Alcune parti richiamano volutamente i luoghi di Gerusalemme e trasformavano il complesso in una sorta di pellegrinaggio simbolico.
Dedicate almeno quaranta minuti alla visita e non limitatevi alle prime due chiese.
Nel 2026 il complesso è aperto da martedì a venerdì 9:30-12:30 e 14:30-19:00, con orari leggermente differenti nel fine settimana; il lunedì il percorso monumentale è chiuso.
Indirizzo: Via Santo Stefano 24
Telefono: +39 051 4983423
Email: [email protected]
Strada Maggiore e Corte Isolani
Da Santo Stefano tornate verso le Due Torri attraverso Strada Maggiore, una delle vie storiche più eleganti della città.
Qui i portici cambiano continuamente altezza, materiale e forma. Cercate Casa Isolani, con le altissime travi lignee che sostengono uno dei portici medievali più celebri.
Attraversando il palazzo si entra nel passaggio di Corte Isolani, che collega Strada Maggiore a Piazza Santo Stefano attraverso cortili interni, negozi e strutture storiche.
Continuando verso est si incontrano palazzi aristocratici e chiese meno frequentate. È una strada da percorrere lentamente proprio perché la sequenza degli edifici racconta l’evoluzione del portico bolognese dal Medioevo alle epoche successive.
Basilica di San Domenico
San Domenico è una delle chiese artisticamente più importanti di Bologna.
Qui si trova la tomba di San Domenico di Guzmán, fondatore dell’ordine domenicano, morto a Bologna nel 1221.
L’Arca di San Domenico è il risultato di secoli di interventi e concentra sculture di Nicola Pisano, Niccolò dell’Arca, Alfonso Lombardi e un giovanissimo Michelangelo, autore di alcune figure eseguite alla fine del Quattrocento.
Non fermatevi all’Arca. Il coro ligneo intarsiato di Fra’ Damiano da Bergamo fu considerato nel Rinascimento un capolavoro straordinario; nelle cappelle compaiono inoltre opere di Guercino, Ludovico Carracci e Filippino Lippi.
Nel 2026 il complesso è reduce da importanti lavori di restauro conclusi durante l’estate.
Dalla piazza osservate anche le tombe dei glossatori, monumenti funerari legati ai giuristi dello Studium bolognese.
Università e Pinacoteca Nazionale
La data tradizionale di fondazione dell’Università di Bologna è il 1088, riferimento che le permette di presentarsi come la più antica università del mondo occidentale ancora in attività.
Per percepirne il peso sulla città bisogna camminare tra Via Zamboni, Piazza Verdi, Via delle Belle Arti e Via Irnerio.
Non aspettatevi un campus separato: dipartimenti, biblioteche, collegi e spazi universitari sono inseriti direttamente nel tessuto urbano.
In Via delle Belle Arti si trova la Pinacoteca Nazionale, fondamentale per chi vuole conoscere la scuola pittorica bolognese. Giotto, Raffaello, Perugino, Parmigianino, i Carracci, Guido Reni, Guercino e numerosi maestri medievali permettono di seguire secoli di pittura emiliana.
Nel 2026 la Pinacoteca è normalmente aperta dal martedì alla domenica 9:00-19:00.
Indirizzo: Via delle Belle Arti 56
Finestrella di Via Piella e i canali
La famosa finestrella di Via Piella è piccola, turistica e spesso preceduta da una fila di persone. Vale comunque la deviazione perché ricorda un aspetto di Bologna che il centro attuale nasconde quasi completamente.
Nel Medioevo e nell’età moderna la città era attraversata da una rete di canali artificiali, fondamentali per mulini, manifatture, trasporto e soprattutto per la produzione della seta.
Gran parte di questo sistema venne coperto tra Otto e Novecento.
Affacciandosi dalla finestrella si vede il Canale delle Moline, stretto tra edifici che sembrano sorgere direttamente sull’acqua. Per un punto meno affollato, osservate il canale anche dai vicini affacci di Via Oberdan e Via Malcontenti.
Basilica di San Francesco e Via del Pratello
La Basilica di San Francesco introduce una Bologna diversa dalla zona monumentale di Piazza Maggiore.
L’edificio, iniziato nel XIII secolo, è uno dei primi grandi esempi italiani di architettura gotica di derivazione francese. Dietro l’abside compaiono ancora una volta le caratteristiche tombe dei glossatori.
La chiesa subì pesanti danni durante la Seconda guerra mondiale e venne successivamente restaurata.
Da Piazza San Francesco si raggiunge rapidamente Via del Pratello, una delle strade con maggiore vita serale della città. Osterie, birrerie e locali occupano gran parte del piano terra degli edifici, mentre di giorno l’atmosfera torna molto più residenziale.
È una buona zona per terminare una giornata senza rimanere nel circuito più turistico del Quadrilatero.
MAMbo e Museo Morandi
A nord-ovest del centro storico, nell’ex Forno del Pane, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna racconta il Novecento e la produzione contemporanea.
La visita acquista particolare interesse per il rapporto della città con Giorgio Morandi, uno dei pittori italiani più riconoscibili del XX secolo. Una parte importante delle sue opere è conservata nel Museo Morandi, inserito nel complesso del MAMbo, mentre la sua abitazione di Via Fondazza è visitabile separatamente come Casa Morandi.
Nel 2026 il MAMbo ospita tra le altre la mostra dedicata a Giuseppe Chiari 1926-2026, aperta fino al 27 settembre. Gli orari ordinari prevedono apertura pomeridiana martedì e mercoledì, fino alle 20:00 il giovedì, e 10:00-19:00 da venerdì a domenica.
Indirizzo: Via Don Giovanni Minzoni 14
Telefono: +39 051 6496611
Email: [email protected]
Portici di San Luca e Santuario
I portici non sono un ornamento aggiunto alla città: sono uno dei suoi principali sistemi urbani.
Nel centro storico proteggono dalla pioggia e dal sole, aumentano lo spazio utilizzabile al piano terra e permettono di attraversare interi quartieri quasi senza uscire allo scoperto. Il sistema bolognese supera complessivamente i 62 chilometri e dodici gruppi di portici sono iscritti dal 2021 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Il percorso più famoso comincia da Porta Saragozza, prosegue lungo Via Saragozza e raggiunge l’Arco del Meloncello, da cui parte la lunga salita coperta verso il Santuario della Madonna di San Luca.
Le arcate vengono tradizionalmente conteggiate in 666. La salita finale è impegnativa ma non richiede preparazione escursionistica: servono scarpe comode, acqua e un po’ di pazienza.
Il santuario domina Bologna da Colle della Guardia e permette di osservare sia la città sia i colli.
Nel 2026 la basilica è aperta normalmente 7:00-18:00, con ingresso gratuito; da marzo a ottobre la chiusura viene posticipata di circa mezz’ora.
Indirizzo: Via di San Luca 36
Telefono: +39 051 6142339
Email: [email protected]
Chi non vuole salire a piedi può utilizzare autobus, taxi oppure il servizio turistico San Luca Express.
Certosa Monumentale
La Certosa è molto più di un cimitero.
Occupa l’antico monastero certosino fondato nel Trecento e, dopo la trasformazione in cimitero all’inizio dell’Ottocento, divenne uno dei grandi luoghi della scultura funeraria europea.
Gallerie, chiostri, cappelle e monumenti raccontano due secoli di società bolognese attraverso tombe aristocratiche, borghesi, artistiche e politiche.
Qui riposano tra gli altri Giosuè Carducci, Lucio Dalla e Giorgio Morandi.
La Certosa è inoltre legata al percorso di San Luca: i portici di Via Saragozza e quelli diretti verso il santuario appartengono allo stesso grande sistema urbano e devozionale.
Per una prima visita dedicate almeno un’ora al nucleo monumentale; il complesso nel suo insieme è molto più vasto.
Palazzo Pepoli e Museo della Storia di Bologna
Se volete mettere in ordine ciò che avete visto per strada, il luogo più utile è Palazzo Pepoli, in Via Castiglione.
Il museo racconta Bologna dalla Felsina etrusca alla città contemporanea attraverso reperti, ricostruzioni, immagini e installazioni multimediali.
La durata indicata per la visita è circa un’ora e mezza. Nel 2026 il biglietto intero costa 10 €; il museo apre lunedì, mercoledì e giovedì 10:00-19:00 e venerdì, sabato e domenica 11:00-20:00, con chiusura il martedì.
Nel 2026 Palazzo Pepoli ospita inoltre fino al 27 settembre la mostra Frida Kahlo. Lo sguardo come identità, una delle principali esposizioni temporanee dell’estate bolognese.
Indirizzo: Via Castiglione 10
Telefono: +39 051 6583111
Email: [email protected]
Breve storia di Bologna
Le prime grandi fasi urbane appartengono agli Etruschi, che fecero di Felsina uno dei principali centri della pianura padana.
Nel 189 a.C. arrivò la colonia romana di Bononia, sviluppata lungo la Via Emilia. Alcune strade del centro conservano ancora orientamenti riconducibili alla pianificazione romana.
Il Medioevo trasformò radicalmente la città. Bologna divenne libero Comune, sviluppò un sistema politico e mercantile potente e vide nascere lo Studium, l’università che attirò studenti e giuristi da tutta Europa.
Tra XII e XIII secolo le famiglie aristocratiche costruirono numerose torri, mentre l’espansione demografica spinse a utilizzare progressivamente lo spazio sopra le strade attraverso i portici.
Nel Quattrocento la famiglia Bentivoglio esercitò un potere quasi signorile sulla città, fino al ritorno definitivo sotto il controllo pontificio nel 1506.
Bologna rimase nello Stato Pontificio fino all’età napoleonica e poi, dopo la Restaurazione, fino al processo di unificazione italiana.
Il Novecento lasciò segni profondi. La città fu importante nella Resistenza e subì bombardamenti durante la guerra. Il 2 agosto 1980, una bomba esplose nella stazione ferroviaria uccidendo 85 persone: l’orologio fermo alle 10:25 e la memoria pubblica della strage rimangono elementi fondamentali dell’identità contemporanea di Bologna.
Perché Bologna è chiamata la Dotta, la Grassa e la Rossa
La Dotta rimanda all’università e alla lunga tradizione accademica.
La Grassa richiama la cucina, ma anche la ricchezza agricola e commerciale del territorio emiliano.
La Rossa viene tradizionalmente associata ai tetti in laterizio e, in epoca contemporanea, anche alla lunga storia politica della città.
Sono formule abusate nelle brochure, ma ciascuna deriva da un tratto reale della storia bolognese.
I quartieri e le zone di Bologna da conoscere
Per orientarsi rapidamente, queste sono le aree del centro e immediatamente vicine che meritano davvero tempo:
- Piazza Maggiore e Quadrilatero
- Santo Stefano
- Zona Universitaria
- Ghetto Ebraico
- San Francesco e Pratello
- Saragozza
- Colli e San Luca
- Manifattura delle Arti
- Bolognina, soprattutto per ristorazione e vita contemporanea
Piazza Maggiore e Quadrilatero
È la zona più monumentale e naturalmente la più turistica.
Le strade da percorrere oltre alle piazze principali sono Via Clavature, Via Pescherie Vecchie, Via Drapperie, Via degli Orefici, Via de’ Musei e Via dell’Archiginnasio.
È il quartiere migliore per una prima visita e anche uno dei più comodi dove dormire, ma ristorazione e prezzi vanno scelti con maggiore attenzione.
Santo Stefano
Da Piazza della Mercanzia partono Strada Maggiore e Via Santo Stefano, due degli assi storicamente più eleganti.
Oltre alla piazza e alle Sette Chiese, cercate Via de’ Pepoli, Via Guerrazzi, Via Fondazza e Via Cartoleria.
È una delle aree più piacevoli per passeggiare la sera e conserva un equilibrio migliore tra residenze, ristoranti e monumenti rispetto al Quadrilatero.
Zona Universitaria
Via Zamboni concentra università, biblioteche, locali, teatri e vita studentesca.
Piazza Verdi può essere rumorosa, mentre poche strade più in là si incontrano palazzi universitari, musei scientifici e la Pinacoteca.
Via delle Belle Arti e Via Mascarella conservano un carattere più informale e serale.
Ghetto Ebraico
Tra Via Rizzoli e Via Zamboni esiste un piccolo labirinto di strade legato all’antico ghetto istituito nel Cinquecento.
Percorrete Via dell’Inferno, Via de’ Giudei e Via Canonica. Qui si trova anche il Museo Ebraico di Bologna, utile per ricostruire la presenza ebraica in città e in Emilia-Romagna.
La zona è minuscola, ma permette di uscire immediatamente dal flusso di Via Rizzoli.
San Francesco e Pratello
Piazza San Francesco introduce una parte più quotidiana della città.
Via del Pratello si anima soprattutto dalla sera, mentre Via Santa Caterina, Via Pietralata e Via San Felice conservano portici, botteghe e ristoranti lontani dalla concentrazione turistica di Piazza Maggiore.
È un’ottima zona per cena e dopocena.
Saragozza
Da Porta Saragozza verso il centro si percorre una delle strade porticate più riconoscibili della città.
Andando nella direzione opposta si raggiungono Arco del Meloncello e San Luca.
Le vie laterali, soprattutto Via Frassinago, Via Santa Caterina e Via Nosadella, conservano una Bologna residenziale e molto piacevole.
Colli e San Luca
Oltre le mura Bologna cambia rapidamente.
Villa Spada, San Michele in Bosco, Villa Ghigi e le strade collinari permettono di osservare la pianura dall’alto e sono particolarmente piacevoli nelle stagioni intermedie.
Il panorama da San Michele in Bosco, davanti all’Istituto Ortopedico Rizzoli, è uno dei migliori e non richiede alcun biglietto.
Manifattura delle Arti
Tra Via Azzo Gardino e Via Don Minzoni si concentra una parte importante della Bologna culturale contemporanea.
MAMbo, Cineteca, DAMSLab, Giardino del Cavaticcio ed ex strutture industriali mostrano un paesaggio completamente diverso dal centro medievale.
Durante l’estate l’area diventa particolarmente viva grazie alla programmazione cinematografica e culturale.
Bolognina
Non è il quartiere più bello dal punto di vista monumentale e non lo inserirei nella prima passeggiata cittadina.
Diventa però interessante per chi resta più giorni e vuole uscire dalla Bologna da cartolina. Mercato Albani, ristoranti internazionali, trattorie emiliane e la mescolanza sociale del quartiere mostrano una città molto più contemporanea.
Bologna in un giorno
Con una sola giornata restate nel centro.
Cominciate da Piazza Maggiore e San Petronio, entrate all’Archiginnasio e attraversate il Quadrilatero fino a Santa Maria della Vita.
Proseguite verso Due Torri, Piazza della Mercanzia e Santo Stefano.
Nel pomeriggio scegliete tra Pinacoteca e Palazzo Pepoli.
Terminate con Via Pescherie Vecchie oppure spostatevi verso San Francesco e il Pratello per cena.
San Luca merita tempo proprio e non lo inserirei forzatamente in una visita di poche ore.
Bologna in due giorni
Il primo giorno dedicatevi al centro medievale: Piazza Maggiore, San Petronio, Archiginnasio, Quadrilatero, Due Torri, Santo Stefano e San Domenico.
Il secondo partite dalla zona universitaria e dalla Pinacoteca, raggiungete Via Piella e MAMbo, quindi nel pomeriggio percorrete Via Saragozza e salite a San Luca.
Al ritorno cenate tra Via San Felice, Pratello o Santo Stefano.
Bologna in tre giorni
Il terzo giorno permette di scegliere ciò che interessa davvero.
Per arte e storia: Museo Archeologico, Palazzo Pepoli e Certosa.
Per una giornata più lenta: Mercato delle Erbe, Saragozza, Villa Spada e San Michele in Bosco.
Con bambini: musei universitari, Salaborsa, San Luca e Giardini Margherita.
Chi ama il cibo può invece dedicare parte della giornata a botteghe, pasta fresca e mercati, evitando però di trasformare Bologna in un’unica sequenza di pasti.
Cosa mangiare a Bologna
La prima regola è distinguere la cucina bolognese reale dalle invenzioni destinate ai visitatori.
Le tagliatelle al ragù appartengono pienamente alla tradizione. Gli “spaghetti alla bolognese”, così diffusi all’estero, no.
I tortellini vanno provati almeno una volta in brodo, soprattutto nelle stagioni fredde. Tortelloni di ricotta, gramigna con salsiccia, lasagne verdi, passatelli e cotoletta alla bolognese ampliano il repertorio.
La mortadella Bologna IGP merita di essere assaggiata tagliata sottile in una buona salumeria, non soltanto dentro un panino.
Tra i secondi cercate anche bolliti e carni brasate; come contorni e accompagnamenti compaiono spesso friggione e verdure della tradizione emiliana.
La crescentina fritta, chiamata impropriamente gnocco fritto in altre parti dell’Emilia, viene servita con salumi, formaggi e sottaceti.
Dove mangiare a Bologna
Per una guida generale è meglio indicare pochi indirizzi con personalità diversa, invece di riempire il testo di nomi.
Trattoria da Me
Trattoria da Me
In Via San Felice, fuori dal nucleo più turistico di Piazza Maggiore, propone cucina bolognese con una lettura contemporanea ma ancora molto riconoscibile. Pasta tirata al matterello, tortellini, tagliatelle e cotoletta rimangono al centro.
Indirizzo: Via San Felice 50, 40122 Bologna
Telefono: +39 051 555486
Email: non è pubblicata un’email generale per le prenotazioni; per eventi oltre dieci persone: [email protected]
Sito ufficiale: trattoriadame.it
Orari: martedì-venerdì 12:30-14:30 e 19:30-22:00; sabato e domenica 12:00-14:30 e 19:30-22:00; lunedì chiuso
Prezzo indicativo: circa 30-50 € a persona.
Sfoglia Rina
Sfoglia Rina
È particolarmente utile a pranzo per vedere la pasta fresca trattata senza formalità. Il locale non accetta prenotazioni e il ricambio è rapido.
Indirizzo: Via Castiglione 5/B, 40124 Bologna
Telefono: +39 051 9911710
Email: [email protected]
Sito ufficiale: sfogliarina.it
Orari ristorante: tutti i giorni 11:30-20:00; il locale chiude alle 21:00
Prezzo indicativo: circa 10-20 € a persona.
Trattoria di Via Serra
Trattoria di Via Serra
Si trova in Bolognina e richiede quindi di uscire dal centro, ma è uno degli indirizzi più solidi per una cucina emiliana concentrata su materie prime e pasta fresca. La Guida Michelin la segnala come Bib Gourmand.
Indirizzo: Via Luigi Serra 9/B, 40129 Bologna
Telefono: +39 051 6312330
Email: [email protected]
Sito ufficiale: trattoriadiviaserra.it
Orari: martedì pranzo; mercoledì-sabato pranzo e cena; domenica e lunedì chiuso
Prezzo indicativo: circa 36-45 € a persona.
Al Sangiovese
Al Sangiovese Restaurant
Vicolo del Falcone è abbastanza vicino al centro ma già fuori dalle strade più affollate. È una scelta adatta a chi cerca tagliatelle, tortellini e cotoletta in una sala più classica.
Indirizzo: Vicolo del Falcone 2, 40124 Bologna
Telefono: +39 051 583057
Email: [email protected]
Sito ufficiale: alsangiovese.com
Orari: pranzo 12:15-14:30; cena 19:00-22:30; domenica chiuso
Prezzo indicativo: circa 25-45 € a persona.
Mercati e botteghe alimentari
Il Quadrilatero resta la zona storica più spettacolare per salumi, formaggi e pasta fresca, ma non è l’unico mercato interessante.
Il Mercato delle Erbe, in Via Ugo Bassi, conserva banchi alimentari tradizionali affiancati da locali e piccoli ristoranti.
Il Mercato Albani, in Bolognina, è meno scenografico e più legato alla vita quotidiana del quartiere.
Non serve acquistare tutto nel primo negozio vicino a Piazza Maggiore: confrontate prezzi e prodotti, soprattutto per mortadella, Parmigiano Reggiano e pasta fresca.
Dove dormire a Bologna
Per una prima visita sceglierei il centro tra Piazza Maggiore, Via Indipendenza, Santo Stefano o le strade immediatamente a ovest. La stazione è raggiungibile facilmente e gran parte dei monumenti rimane entro quindici minuti a piedi.
Art Hotel Commercianti
Art Hotel Commercianti
È praticamente attaccato alla Basilica di San Petronio e rappresenta una delle posizioni più centrali possibili.
Indirizzo: Via de’ Pignattari 11, 40124 Bologna
Telefono: +39 051 7457511
Email: [email protected]
Sito ufficiale: bolognarthotels.it
Check-in: dalle 15:00
Check-out: entro le 11:00
Prezzo indicativo 2026: offerte ufficiali da circa 132 € per una Classic, con aumenti notevoli nei periodi fieristici e di alta domanda.
Hotel Corona d’Oro 1890
Hotel Corona D’oro
Si trova tra Via Rizzoli e il Ghetto Ebraico, a pochi minuti dalle Due Torri, e conserva un’impostazione più classica.
Indirizzo: Via Guglielmo Oberdan 12, 40126 Bologna
Telefono: +39 051 7457611
Email: [email protected]
Sito ufficiale: hco.it
Check-in: dalle 14:00
Check-out: entro le 12:00
Prezzo indicativo: fascia medio-alta, frequentemente intorno a 200-300 € per una doppia nelle date di maggiore domanda; può variare molto durante fiere e congressi.
Hotel Metropolitan
Hotel Metropolitan
È nascosto in Via dell’Orso, a pochi passi da Via Indipendenza: posizione centrale ma meno esposta al passaggio continuo di Piazza Maggiore.
Indirizzo: Via dell’Orso 6, 40121 Bologna
Telefono: +39 051 229393
WhatsApp: +39 335 1805030
Email: [email protected]
Sito ufficiale: hotelmetropolitan.com
Check-in: dalle 15:00
Check-out: entro le 11:00
Prezzo indicativo: generalmente fascia media o medio-alta, con forti oscillazioni nei periodi fieristici.
Quanto costa dormire nel 2026
Bologna può diventare sorprendentemente costosa durante fiere, congressi e grandi eventi. Le tariffe alberghiere cambiano molto più del normale tra un fine settimana tranquillo e una settimana fieristica.
Nel 2026 va aggiunta anche l’imposta di soggiorno, calcolata in base al prezzo della camera per persona: da 4 € nelle fasce più basse fino a 7 € a notte per tariffe da 121 € in su; campeggi e ostelli applicano una tariffa fissa di 2,80 €. I minori di 14 anni sono esenti.
Come arrivare dall’aeroporto
L’Aeroporto Guglielmo Marconi si trova pochi chilometri a nord-ovest del centro.
Il Marconi Express collega aeroporto e Bologna Centrale in circa 7 minuti e mezzo ed è attivo normalmente dalle 5:40 a mezzanotte.
Esiste inoltre la linea Q, autobus a tariffa urbana tra aeroporto, Ospedale Maggiore e, in alcune corse, la Stazione Centrale. Può essere una soluzione più economica per chi non ha fretta.
Taxi e NCC diventano convenienti soprattutto per più persone con bagagli.
Muoversi a Bologna
Per il centro storico la risposta è semplice: a piedi.
Da Piazza Maggiore alle Due Torri servono pochi minuti; Santo Stefano, Archiginnasio, San Domenico e Via Piella rientrano facilmente nello stesso itinerario.
Gli autobus servono soprattutto per San Luca, Certosa, stazione, zone esterne e spostamenti quando piove o fa molto caldo.
Nel 2026 il biglietto urbano TPER costa 2,30 € ed è valido 75 minuti. Il CityPass da dieci corse costa 19 €, cioè 1,90 € per viaggio. Con pagamento contactless direttamente a bordo viene applicato anche un tetto massimo di 9 € al giorno e 25 € alla settimana.
Automobile e ZTL
Entrare in centro in automobile senza sapere esattamente dove si sta andando è uno degli errori più facili.
Gran parte del centro storico rientra nella ZTL, controllata elettronicamente. Dal 1° gennaio 2026 anche i veicoli ibridi dei non residenti non dispongono più automaticamente delle precedenti agevolazioni di accesso.
Se l’hotel dispone di garage, inviate prima la targa e chiedete istruzioni precise.
Altrimenti lasciate l’auto in un parcheggio esterno o semicentrale e proseguite a piedi o in autobus.
Bologna Welcome Card
Nel 2026 esistono due versioni principali.
La EASY costa 35 € e comprende, tra le altre cose, Torre dell’Orologio, visita guidata Discover Bologna, noleggio city bike, musei civici, Pinacoteca, Palazzo Pepoli e Santa Maria della Vita.
La PLUS costa 55 € e aggiunge le cappelle di San Petronio, City Red Bus e San Luca Express. Entrambe rimangono valide fino a 15 giorni dall’attivazione o fino all’utilizzo dei servizi inclusi.
Conviene soprattutto se prevedete diversi musei e la Torre dell’Orologio; per una visita di un giorno quasi tutta trascorsa a piedi può essere superflua.
Bologna con bambini
Bologna è abbastanza semplice per le famiglie perché gran parte del centro è pedonale o a traffico limitato e i portici proteggono dal sole e dalla pioggia.
Salaborsa è una buona prima sosta. Il Museo Archeologico può essere interessante con bambini già curiosi di Etruschi ed Egizi, mentre Palazzo Pepoli utilizza molti strumenti multimediali.
La salita a San Luca è lunga per i più piccoli; San Luca Express evita il problema.
Nel 2026 la Torre degli Asinelli non è un’opzione, quindi la Torre dell’Orologio rimane il punto panoramico più immediato, ma bisogna considerare scale e assenza di ascensore.
Quando andare
Aprile, maggio e inizio giugno sono ottimi per camminare. Le giornate sono lunghe e i portici proteggono bene anche dagli acquazzoni.
Luglio e agosto possono essere molto caldi e umidi. Il centro continua a essere vivo, ma conviene concentrare chiese e musei nelle ore centrali e passeggiate al mattino e dopo le 18.
Settembre e ottobre sono probabilmente il periodo più equilibrato: università nuovamente attiva, ristoranti a pieno regime e temperature generalmente più miti.
Novembre e inverno hanno un vantaggio gastronomico evidente: tortellini in brodo, bolliti e cucina emiliana acquistano decisamente più senso. I portici rendono inoltre Bologna una delle città italiane più semplici da visitare anche con pioggia.
Bologna nell’estate 2026
Nel 2026 bisogna soprattutto ricordare la chiusura delle Due Torri al pubblico e i lavori sulla Garisenda. Per il panorama utilizzate la Torre dell’Orologio.
Sul fronte culturale, l’estate presenta una programmazione particolarmente ricca: Frida Kahlo a Palazzo Pepoli fino al 27 settembre, Giuseppe Chiari al MAMbo fino al 27 settembre e Banksy Archive 01 a Palazzo Fava sono tra le esposizioni principali segnalate da Bologna Welcome.
I portici nel 2026
I portici sono patrimonio UNESCO dal 2021 e il Comune sta lavorando a un nuovo piano di gestione che affronta conservazione, accessibilità, turismo e impatto del cambiamento climatico.
La città conta oltre 62 chilometri di portici, dalle strutture medievali in legno fino agli esempi novecenteschi in cemento.
Osservateli come architettura, non soltanto come copertura. Via Marsala conserva portici bassi e antichi; Strada Maggiore mostra grandi strutture lignee; Piazza Santo Stefano presenta sequenze aristocratiche; Saragozza introduce il lungo sistema devozionale verso San Luca.
Le strade più belle da percorrere a piedi
Oltre alle attrazioni, segnerei alcune vie da attraversare senza una destinazione precisa.
Via Santo Stefano per palazzi e portici.
Strada Maggiore per Corte Isolani e architettura medievale.
Via Saragozza per la continuità dei portici.
Via D’Azeglio per il tratto pedonale sotto Piazza Maggiore.
Via Pescherie Vecchie e Via Drapperie per il mercato.
Via San Felice per uscire gradualmente dalla zona monumentale.
Via del Pratello per la Bologna serale.
Via Zamboni per la città universitaria.
Via Fondazza per case, portici e memoria di Giorgio Morandi.
Cosa vedere gratis
Bologna può essere visitata molto bene anche senza riempire la giornata di biglietti.
Piazza Maggiore, Basilica di San Petronio, Santo Stefano, San Domenico, San Luca, Salaborsa, portici, Quadrilatero, Via Piella e quasi tutte le piazze principali sono accessibili gratuitamente.
Aggiungerei il panorama da San Michele in Bosco, i Giardini Margherita e una passeggiata lungo il portico di San Luca.
Giardini Margherita
Sono il grande parco urbano vicino al centro.
Non costituiscono una visita monumentale, ma diventano molto utili durante un soggiorno di più giorni, soprattutto in estate o con bambini.
Dal lato di Porta Santo Stefano si raggiungono facilmente a piedi; da qui si può continuare verso i colli oppure San Michele in Bosco.
San Michele in Bosco
Il complesso sorge sopra la città e oggi è legato all’Istituto Ortopedico Rizzoli.
Il piazzale davanti alla chiesa offre un panorama eccezionale sulla città, con il centro raccolto sotto i colli e le torri che emergono dai tetti.
È uno dei punti panoramici più belli di Bologna e rimane molto meno frequentato della salita a San Luca.
Gite da Bologna
Modena
Circa mezz’ora di treno separa le due città.
Duomo, Ghirlandina e Piazza Grande formano un sito UNESCO, mentre Mercato Albinelli, aceto balsamico e cucina modenese permettono di dedicare alla città una giornata completa.
Ferrara
Facilissima da raggiungere in treno, offre Castello Estense, Palazzo dei Diamanti, mura e un centro rinascimentale molto diverso da Bologna.
Ravenna
I mosaici paleocristiani e bizantini giustificano una giornata intera. San Vitale, Galla Placidia, Sant’Apollinare Nuovo e Battistero Neoniano costituiscono uno dei patrimoni artistici più importanti d’Italia.
Dozza
Il piccolo borgo è conosciuto per i murales dipinti direttamente sulle facciate e per la Rocca Sforzesca. Serve però un mezzo proprio o un itinerario organizzato.
Imola
Il centro storico, la Rocca Sforzesca e l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari permettono una gita molto semplice lungo la Via Emilia.
Appennino bolognese
Con più tempo si possono raggiungere Rocchetta Mattei, Corno alle Scale, Porretta Terme e i percorsi naturalistici dell’Appennino. In questo caso l’automobile diventa molto più utile rispetto al viaggio ferroviario.
Informazioni pratiche
Regione: Emilia-Romagna
Aeroporto: Bologna Guglielmo Marconi, BLQ
Stazione principale: Bologna Centrale
Trasporto urbano: TPER
Biglietto autobus 2026: 2,30 €, validità 75 minuti
Centro storico: in gran parte ZTL
Tempo minimo: 1 giorno
Tempo consigliato: 2-3 giorni
Periodo più piacevole: aprile-giugno e settembre-ottobre
Portici: oltre 62 km complessivi
Patrimonio UNESCO: Portici di Bologna dal 2021
Info turistiche: Bologna Welcome, Piazza Maggiore 1/e
Telefono: +39 051 6583111
Email: [email protected].
