Romano Levi Grappa della Donna Selvatica innamorata del Moscato d’Asti: il lato più aromatico di Neive
La Grappa della Donna Selvatica innamorata del Moscato d’Asti di Romano Levi parte da una materia prima che non ha bisogno di presentazioni: vinacce di Moscato DOCG provenienti dalle zone di Neive, Trezzo Tinella e Treiso, fermentate e distillate subito per trattenere il più possibile la parte aromatica dell’uva.
Il risultato è una grappa che conserva bene il carattere del vitigno, ma senza diventare leziosa. Il naso si apre su uva fresca, pesca, fiori bianchi, rosa, salvia e scorza d’agrumi, poi arrivano miele, mandorla e una lieve sfumatura boisé.
La parte più bella è il contrasto tra aromaticità e distillazione tradizionale. Il Moscato tende naturalmente alla morbidezza e al profumo, Levi gli mette accanto il fuoco diretto, una tessitura più ruvida e un finale secco che evita qualsiasi sensazione caricaturale.
The Basics
- Produttore: Distilleria Romano Levi
- Nome: Grappa della Donna Selvatica innamorata del Moscato d’Asti
- Origine: Neive, Langhe
- Materia prima: vinacce di Moscato DOCG
- Provenienza vinacce: Neive, Trezzo Tinella e Treiso
- Distillazione: discontinua a fuoco diretto con vinacce sommerse
- Alambicco: storico impianto a fuoco diretto
- Affinamento: minimo 6 mesi in barrique da circa 225 litri
- Gradazione: 40% vol
- Formato: 70 cl
- Colore: paglierino trasparente
- Profilo: floreale, fruttato, morbido, leggermente boisé
- Temperatura di servizio: 14-16 °C
- Prezzo: circa 52-65 euro
Romano Levi e Neive
La distilleria nasce a Neive nel 1925, quando Serafino Levi sceglie le Langhe per la disponibilità di vinacce di grande qualità e installa il proprio impianto a fuoco diretto.
Dopo la morte dei genitori, Romano Levi prende in mano la distilleria poco più che adolescente e continua il mestiere insieme alla sorella Lidia.
Nel tempo la grappa diventa inseparabile dalle sue etichette disegnate a mano, popolate di figure, frasi, donne selvatiche e racconti. Ma il rischio, con un personaggio così forte, è dimenticare il distillato.
Sarebbe un errore. La parte interessante resta il metodo: vinacce fresche, fermentazione secondo una ricetta familiare, distillazione immediata e un alambicco a fuoco diretto che oggi è quasi un reperto vivente.
Perché il fuoco diretto cambia il carattere
La distillazione a fuoco diretto con vinacce sommerse è lenta, difficile da controllare e molto meno indulgente rispetto agli impianti moderni.
Il calore agisce in modo più deciso, con il rischio di accentuare note tostate, vegetali o troppo calde se la mano non è precisa.
Sul Moscato il contrasto è affascinante. La materia prima porta fiori, uva, pesca e salvia, mentre la distillazione aggiunge una parte più scura, calda, quasi terrosa.
Non esce una grappa perfettina. Esce una grappa viva.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è paglierino chiaro, luminoso, quasi trasparente.
Il bouquet è immediato e generoso. Uva moscato, pesca bianca, pera, rosa e fiori d’arancio arrivano per primi, poi si fanno strada salvia, miele chiaro, mandorla e una lieve sfumatura di legno.
Con qualche minuto nel bicchiere compaiono anche scorza di limone, erbe aromatiche e una nota quasi vinosa, molto piacevole.
Al palato è morbida, rotonda, ma non molle. I 40 gradi scivolano bene, la parte fruttata resta al centro e il legno aggiunge solo una piccola pennellata speziata.
Il corpo è pieno, ma non pesante. Il finale lascia uva, mandorla, erbe e una nota floreale lunga, con una lieve coda asciutta che rimette ordine dopo la morbidezza iniziale.
Una grappa aromatica, ma non leziosa
Molte grappe di Moscato possono diventare troppo profumate, troppo morbide.
In questa bottiglia, il carattere artigianale della distillazione introduce una parte più nervosa, che spezza il lato fragrante e gli dà profondità.
Non è la grappa più elegante del mondo, e forse non vuole esserlo. Ha una certa rusticità controllata, una vena calda e concreta che la rende immediatamente riconoscibile.
Come berla
Servire a 14-16 °C.
Il calice ideale è piccolo, a tulipano, con imboccatura leggermente chiusa.
Abbinamenti
Ottima con torta di nocciole, amaretti, crostata all’albicocca e pasticceria secca.
Tra i formaggi: Montebore, Castelmagno stagionato e Comté 24 mesi. Il primo accompagna bene la parte floreale, gli altri due hanno sale e struttura sufficienti per reggere alcol e morbidezza.
Prezzo
Il prezzo ufficiale si colloca intorno ai 52 euro, mentre sul mercato si trova facilmente tra 57 e 65 euro.
Non è poco per una grappa di Moscato, ma qui si pagano materia prima, metodo di distillazione, produzione artigianale e un’identità che ha pochissimi equivalenti.
