Gaja Gaia & Rey 2013: il bianco che cambiò lo Chardonnay piemontese per sempre
Il Gaia & Rey 2013 di Gaja arriva oggi in una fase splendida. Il frutto non è più quello luminoso e immediato della giovinezza, il rovere ha smesso da tempo di farsi notare e il vino si è assestato su un registro più profondo: limone maturo, pera, pesca bianca, nocciola, cera, erbe, pepe bianco e pietra.
È uno Chardonnay importante, pieno, quasi carnoso, ma il 2013 gli ha lasciato una vena acida precisa che continua a tenerlo in piedi. Non c’è pesantezza, nonostante la materia; il sorso si allarga, diventa cremoso, poi arriva una scossa agrumata e salina che rimette tutto in movimento.
Gaia & Rey fu una bottiglia rivoluzionaria quando apparve nel 1983. Oggi non ha più bisogno di dimostrare nulla. Il 2013 racconta soprattutto quanto bene possa invecchiare.
The Basics
- Produttore: Gaja
- Vino: Gaia & Rey
- Annata: 2013
- Denominazione: Langhe DOC
- Vitigno: 100% Chardonnay
- Vigneti: Treiso e Serralunga d’Alba
- Primo impianto: Treiso, 1979
- Secondo vigneto: Serralunga d’Alba, 1989
- Superficie complessiva storica: circa 5,5 ettari
- Prima annata prodotta: 1983
- Fermentazione e affinamento: acciaio e rovere, secondo la fase produttiva dell’epoca
- Permanenza in legno: circa 6-8 mesi nelle schede tecniche Gaja del periodo
- Alcol: 14% vol
- Temperatura di servizio: 11-13 °C
- Momento di consumo: piena maturità
Il bianco che fece discutere le Langhe
Quando Angelo Gaja piantò Chardonnay a Treiso nel 1979, il gesto era tutt’altro che innocuo.
In un territorio costruito attorno al Nebbiolo, destinare una buona collina a una varietà bianca internazionale sembrava quasi una provocazione. Quattro anni dopo uscì la prima annata di Gaia & Rey, dedicata alla figlia primogenita Gaia e alla nonna Clotilde Rey.
L’intuizione non consisteva semplicemente nel piantare Chardonnay. Gaja voleva dimostrare che le Langhe potevano produrre un bianco capace di struttura, profondità e lungo affinamento.
Nel 1989 arrivò un secondo vigneto a Serralunga d’Alba, più ripido e capace di aggiungere tensione e struttura alla componente proveniente da Treiso.
Treiso e Serralunga
Le due origini danno al vino una fisionomia particolare.
Treiso porta la parte più fine, floreale e fruttata; Serralunga aggiunge acidità, verticalità e una sensazione più severa.
È questa combinazione a impedire a Gaia & Rey di ridursi a uno Chardonnay opulento segnato dalla barrique. La materia è abbondante, ma sotto rimane sempre una spina dorsale acida che permette al vino di attraversare gli anni senza afflosciarsi.
Nel 2013 questa tensione è ancora più evidente.
Il 2013
Il millesimo fu relativamente fresco e diede a Gaia & Rey un profilo più teso rispetto alle annate più calde e generose.
Da giovane mostrava scorza di limone, pera, pesca bianca e pepe bianco, con una luminosità notevole e un legno meno invasivo rispetto alle versioni più ricche del passato.
Tredici anni dopo quella freschezza non è scomparsa: si è trasformata.
Il frutto è diventato più maturo, sono arrivate nocciola, cera, erbe secche e spezie, ma il vino conserva ancora un nucleo agrumato nitido e una bella pressione sapida.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è giallo dorato luminoso, pieno ma ancora vivo.
Il bouquet parte su limone maturo, cedro, pera e pesca bianca, poi si allarga verso nocciola, mandorla, fiori secchi e miele appena accennato.
Con l’aria emergono pepe bianco, zenzero, cera d’api, erbe aromatiche e una nota di pietra bagnata che diventa sempre più evidente.
Il sorso è ampio, vellutato, con una consistenza quasi da rosso. La materia riempie il centro della bocca, ma l’acidità taglia il volume e dà slancio.
C’è una bella alternanza tra morbidezza e tensione: prima frutto e nocciola, poi agrume, sale e spezie.
Il finale è lungo, asciutto, con cedro, mandorla, pepe bianco e una vena minerale che resta sulla lingua.
Ha perso qualcosa in esplosività, ma ha guadagnato profondità.
Oggi: berlo o aspettare?
Lo berrei adesso.
Il 2013 ha raggiunto quel punto in cui freschezza, evoluzione e integrazione del legno coincidono. Il vino non mostra stanchezza, ma il vantaggio di un’attesa molto più lunga diventa progressivamente più piccolo.
Uno Chardonnay italiano senza complessi
Gaia & Rey nasce in un’epoca in cui per un grande Chardonnay europeo il riferimento inevitabile era la Borgogna.
La parentela stilistica esiste: rovere, struttura, capacità di invecchiare. Ma dopo quarant’anni di storia il vino non ha più bisogno di essere presentato come imitazione di qualcosa.
Il frutto è più generoso, la struttura più larga, il carattere delle Langhe emerge nella tensione e nella sapidità.
Il 2013 ne è un esempio particolarmente riuscito: ricco senza essere grasso, maturo senza diventare dolce, complesso senza perdere precisione.
Abbinamenti

Ottimo con rombo al forno, astice, capesante, risotto ai porcini, pollo arrosto e vitello con salsa ai funghi.
Tra i formaggi sceglierei Comté 24 mesi, Gruyère d’Alpage e Parmigiano Reggiano 30 mesi: hanno sapidità e struttura sufficienti per reggere un bianco ormai maturo senza sovrastarlo.
Servizio
Servire a 11-13 °C.
Una bottiglia del 2013 merita 30-45 minuti di apertura.
Meglio un calice ampio da Chardonnay, quasi da Borgogna bianco.
Prezzo
Gaia & Rey è ormai stabilmente nella fascia alta dei grandi bianchi italiani.
Le annate recenti si trovano generalmente tra 250 e 300 euro, mentre il 2013 compare molto più raramente e può oscillare tra 250 e 400 euro secondo provenienza e conservazione.
