Latinia 2019 di Cantina di Santadi: un passito sardo che non vive di sola dolcezza
Il Latinia 2019 di Cantina di Santadi è un vino dolce di grande concentrazione, ma il suo pregio non sta nella potenza. Sta nell’equilibrio tra maturità, freschezza e profondità aromatica.
Nasce nel basso Sulcis da uve Nasco allevate ad alberello su terreni prevalentemente sabbiosi. La raccolta non avviene tutta insieme: i vigneti vengono ripassati più volte, scegliendo soltanto i grappoli che hanno raggiunto il livello di surmaturazione desiderato.
Il risultato è un passito ambrato, ricco di albicocca secca, fico, miele, scorza d’arancia, caramello, spezie e frutta secca, ma sostenuto da una buona freschezza che impedisce alla dolcezza di diventare pesante.
Dati essenziali
- Produttore: Cantina di Santadi
- Vino: Latinia
- Annata: 2019
- Tipologia: vino da uve stramature
- Vitigno: Nasco
- Zona: basso Sulcis, Sardegna
- Allevamento: alberello
- Suoli: prevalentemente sciolti e sabbiosi
- Raccolta: tardiva, in più passaggi
- Fermentazione: lenta in acciaio inox
- Affinamento: alcuni mesi in barrique di rovere francese
- Alcol: 14% vol
- Formato: 0,375 l
- Temperatura di servizio: 12-14 °C
Cantina di Santadi e il Sulcis
Cantina di Santadi nasce nel 1960 nel cuore del Sulcis come realtà cooperativa. Negli anni passa dalla produzione sfusa a un progetto molto più ambizioso, legato ai vitigni locali e alla valorizzazione del territorio, con figure come Antonello Pilloni e Giacomo Tachis decisive nella costruzione dello stile della cantina.
Il Latinia appartiene al lato più raccolto e meditativo della produzione aziendale. Non nasce per raccontare il Sulcis attraverso potenza e tannino, ma attraverso concentrazione zuccherina, appassimento naturale e profondità aromatica.
Il Nasco
Il Nasco è una delle varietà bianche storiche della Sardegna meridionale e qui viene utilizzato in una delle sue interpretazioni più intense.
La surmaturazione concentra zuccheri, aromi e materia, ma il vitigno conserva abbastanza freschezza da evitare un profilo semplicemente dolce. È proprio questa tensione tra opulenza e acidità a dare personalità al Latinia.
Nel 2019 il vino mostra già una bella evoluzione: la parte più floreale si è spostata verso miele, agrumi canditi, frutta secca e spezie, mentre il frutto mantiene ancora precisione.
Come viene prodotto
Le uve restano sulla pianta fino alla surmaturazione naturale e vengono raccolte in più passaggi tra la fine di settembre e la fine di ottobre. Il mosto, molto ricco di zuccheri, fermenta lentamente in acciaio inox fino al naturale arresto della fermentazione.
Segue un breve affinamento in barrique di rovere francese, generalmente di più passaggi, che aggiunge complessità senza segnare eccessivamente il profilo aromatico.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è ambra luminoso, con riflessi dorati e una densità evidente nel bicchiere.
Il naso si apre su albicocca secca, fico candito, miele e scorza d’arancia, poi arrivano dattero, confettura di pesca, caramello, noce e chiodi di garofano. Con l’aria emergono anche vaniglia, fiori secchi e una lieve nota di agrume amaro.
In bocca è ricco, viscoso e dolce, ma non statico. L’alcol e la freschezza alleggeriscono il centro bocca, mentre una lieve presa tannica dà struttura.
Il finale è lungo, con ritorni di miele, arancia candita, fico secco, caramello e fiori d’arancio.
Il 2019 oggi
A sette anni dalla vendemmia il vino è entrato in una fase molto interessante.
La componente primaria si è evoluta verso toni più profondi di frutta secca, agrumi canditi e spezie, ma la freschezza è ancora sufficiente a mantenere il sorso vivo.
Non c’è fretta di berlo. Un passito di questa struttura può continuare a evolvere bene ancora per diversi anni, sviluppando progressivamente note di noce, dattero, miele scuro e scorza d’arancia.
Abbinamenti

Ottimo con formaggi erborinati, pecorini stagionati, foie gras, crostate di frutta secca e pasticceria alle mandorle.
Da provare con seadas, ravioli dolci di ricotta, torta di noci o cioccolato non troppo amaro.
Molto interessante anche con pesce affumicato, dove dolcezza, sale e componente aromatica creano un contrasto meno scontato rispetto al classico abbinamento da dessert.
Servizio
Servire a 12-14 °C.
Il calice deve essere piccolo ma non stretto, in modo da lasciare spazio alla componente aromatica.
Non serve decantazione. È meglio versarlo e lasciarlo aprire lentamente nel bicchiere.
Prezzo
Il formato da 0,375 litri si colloca generalmente intorno ai 26-29 euro.
È una fascia coerente con la selezione manuale dei grappoli, la raccolta in più passaggi e la produzione limitata tipica di un vino da uve stramature.
