Olio Dievole: Frantoio, Leccino e Moraiolo per un EVO dal carattere nettamente chiantigiano
L’Olio Extravergine di Oliva Chianti Classico DOP di Dievole è un blend di Frantoio, Leccino e Moraiolo costruito su un profilo molto toscano: fruttato verde, erba appena tagliata, carciofo, mandorla, amaro ben presente e una piccantezza che cresce nel finale.
Non è un olio morbido o accomodante. Ha struttura, intensità e soprattutto una buona progressione gustativa, con la parte vegetale che arriva subito e il piccante che si allunga senza diventare aggressivo.
Le olive provengono da Castelnuovo Berardenga, Castellina in Chianti e Gaiole in Chianti, tre aree interne alla denominazione Chianti Classico.
Il punto forte è la precisione. Amaro e piccante sono netti ma ben raccordati, mentre la mandorla del Frantoio e il lato più morbido del Leccino evitano che il profilo diventi semplicemente verde e pungente.
Dati essenziali
- Produttore: Dievole
- Tipologia: Olio Extravergine di Oliva
- Denominazione: Chianti Classico DOP
- Origine delle olive: Castelnuovo Berardenga, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti
- Cultivar: Frantoio, Leccino, Moraiolo
- Raccolta: manuale e meccanica
- Frantoio: aziendale
- Estrazione: a basso impatto ossidativo
- Filtrazione: immediata
- Conservazione: acciaio inox, al riparo dalla luce
- Imbottigliamento: sotto atmosfera inerte
- Profilo: fruttato medio, amaro medio-intenso, piccante deciso
- Formato più diffuso: 500 ml
Dievole e l’olivicoltura
Dievole è conosciuta soprattutto per il vino, ma l’olivicoltura occupa una parte importante del lavoro agricolo della tenuta.
Per il Chianti Classico DOP il punto centrale resta la tracciabilità delle olive e la lavorazione nel frantoio aziendale.
La parte tecnica è curata con attenzione. Durante la lavorazione l’esposizione all’ossigeno viene ridotta al minimo, mentre temperatura, maturazione delle olive e contenuto d’acqua vengono gestiti lotto per lotto.
L’olio viene filtrato subito dopo l’estrazione e conservato in acciaio. È un passaggio importante, perché riduce acqua e residui che potrebbero accelerare ossidazioni e fermentazioni durante la conservazione.
Come viene prodotto
Il blend riunisce tre cultivar classiche della Toscana.
Il Frantoio porta mandorla, eleganza e una componente vegetale fine. Il Moraiolo aumenta intensità, amaro e piccante, mentre il Leccino rende il profilo più rotondo.
La lavorazione avviene con un sistema studiato per limitare il contatto con l’ossigeno. Dopo l’estrazione, l’olio viene filtrato per eliminare quasi completamente l’acqua residua e trasferito in serbatoi di acciaio.
Anche l’imbottigliamento viene effettuato sotto atmosfera inerte, con l’obiettivo di preservare il più possibile freschezza, profumi e stabilità.
Caratteristiche organolettiche
Il colore è verde intenso con riflessi dorati, soprattutto nelle versioni più giovani.
Al naso arrivano subito erba appena tagliata, foglia d’olivo, carciofo e mandorla fresca. Seguono rucola, ortica, erbe aromatiche e una lieve nota balsamica.
In bocca entra pulito e progressivo. L’amaro arriva presto, con richiami a carciofo e foglia, mentre il piccante cresce lentamente e resta in gola.
Il finale è lungo, asciutto e vegetale, con mandorla, pepe e una lieve sensazione di cicoria.
È un olio con carattere, ma senza squilibri: amaro e piccante sono evidenti senza coprire la parte aromatica.
Abbinamenti
È soprattutto un olio da usare a crudo, dove la componente verde rimane più leggibile.
Ottimo su ribollita, zuppe di lenticchie e fagioli, bruschette, carciofi, radicchio alla griglia e verdure amare.
Con la carne trova un abbinamento naturale con Chianina, tagliata, selvaggina e arrosti, soprattutto quando il piatto ha una componente grassa che il piccante dell’olio riesce a bilanciare.
Prezzo
Il formato da 500 ml si colloca generalmente intorno ai 22-29 euro, con differenze legate alla campagna olearia e al rivenditore.
È una fascia premium, ma coerente con una DOP Chianti Classico, una lavorazione aziendale accurata e una produzione attenta alla conservazione del profilo aromatico.
