ASUS smentisce lo stop RTX 5070 Ti e 5060 Ti 16GB: memoria scarsa, prezzi nervosi, disponibilità ballerina ovunque
La storia, questa volta, è più interessante del rumor in sé perché mostra quanto la filiera GPU sia tesa: Hardware Unboxed ha riportato che ASUS avrebbe messo in stato di “end-of-life” le proprie versioni RTX 5070 Ti e RTX 5060 Ti 16GB (inclusi modelli come Prime e TUF Gaming) a causa di una fornitura di memoria troppo limitata per sostenere la produzione. A corredo, diversi segnali dai rivenditori — in particolare in Australia — parlavano di difficoltà reali nel reperire stock.
Poi arriva il colpo di scena: prima una precisazione di NVIDIA, poi una smentita ufficiale di ASUS. In sintesi: le RTX 5070 Ti e RTX 5060 Ti 16GB non sono state dismesse né designate EOL, e ASUS “non ha piani” per interromperne la vendita. L’azienda ha attribuito l’accaduto a informazioni incomplete arrivate da un rappresentante PR.
Se ti sembra una soap opera da reparto comunicazione, non sei lontano: è esattamente questo il punto. Il mercato non sta reagendo a un “fine produzione” (che non c’è), ma a un fatto molto più concreto: la reperibilità.
La frase di NVIDIA: “continuiamo a spedire tutte le SKU… ma la memoria è limitata”
NVIDIA, interpellata da The Verge, ha messo il timbro più importante: le SKU GeForce restano ufficialmente in produzione e vengono spedite, tuttavia la disponibilità di memoria è limitata e la domanda è forte. È una dichiarazione che, letta tra le righe, suona così: “non abbiamo chiuso i rubinetti, ma la pressione a monte è reale”.
Questa frase non smentisce il problema pratico: puoi essere “in produzione” e, contemporaneamente, essere quasi assente sugli scaffali. È la differenza fra stato legale e stato reale di un prodotto.
Il punto chiave: non è (solo) una questione di GPU, è una questione di memoria
Qui bisogna essere chirurgici. Nel 2026 parlare genericamente di “crisi chip” è come dire “c’è traffico”: vero, ma poco utile. Il collo di bottiglia è sempre più spesso la memoria (DRAM/LPDDR e, a seconda dei casi, componenti legati a catene di fornitura stressate dall’AI).
Il contesto macro aiuta a capire perché una “banale” scelta di configurazione (tipo 16GB invece di 12GB) possa cambiare tutto. Negli ultimi mesi sono circolate notizie su aumenti di prezzo importanti per i chip di memoria; Reuters ha riportato rialzi fino al 60% su alcune forniture Samsung in un periodo di domanda altissima.
E quando la memoria costa di più (o arriva col contagocce), succedono due cose insieme:
- o il produttore alza i prezzi,
- o stringe i margini,
- oppure — ed è l’opzione più “silenziosa” — riduce i volumi e concentra gli sforzi dove l’equazione economica regge meglio.
“EOL” non significa “morta”: cosa può essere successo davvero ad ASUS
Mettiamola in modo pratico: è plausibile che ASUS non abbia “ucciso” le schede, ma abbia messo in pausa, razionalizzato o spostato priorità su specifiche SKU (ad esempio, tagli, modelli, mercati) perché la catena di approvvigionamento non consentiva di soddisfare ordini/tempi con la regolarità richiesta.
Questa lettura è coerente con la versione aggiornata: ASUS parla di fluttuazioni nella fornitura di memoria che impattano output produttivo e disponibilità in alcuni mercati, senza configurare una cessazione.
In altre parole: non è “fine vita”, è vita difficile.
La cartina tornasole: i retailer (e il caso Australia)
Il dettaglio Australia non è folclore: spesso quei mercati “periferici” rispetto a USA/UE/JP funzionano da sensore. Se lì la disponibilità si azzera, vuol dire che la priorità della supply chain sta andando altrove (mercati più grandi, canali più remunerativi, bundle, OEM, ecc.). È esattamente il tipo di segnale che fa esplodere il chiacchiericcio: “l’hanno tolta”, “è EOL”, “non la fanno più”.
E qui Hardware Unboxed, nel chiarimento, ha puntato su un concetto importante: ASUS non avrebbe detto che NVIDIA ha interrotto la RTX 5070 Ti, ma che ASUS non riusciva più a sostenerne la produzione ai livelli previsti. Che è un’accusa molto più sottile, e anche più plausibile.
Non tutti gli AIB sono nella stessa barca: il caso PNY
Un altro elemento che smonta l’idea “fine produzione globale” è la risposta di altri partner. Sempre nei resoconti raccolti dalla stampa, PNY avrebbe confermato che la RTX 5070 Ti Dual-Slot Slim (annunciata al CES) resta in tabella di marcia con spedizioni previste a febbraio e distribuzione presso grandi canali retail.
Questo non significa che le GPU torneranno magicamente ovunque: significa che l’ecosistema AIB può avere accesso differenziato a componenti, finestre di produzione, priorità, lotti. Morale: in certi momenti non vince “la scheda migliore”, vince chi ha la catena più stabile.
Il passaggio che molti ignorano
Qui entra un pezzo da addetti ai lavori che merita attenzione: in un’intervista ripresa in questi giorni, Micron ha spiegato che la gestione di troppe varianti e tagli può aumentare la frammentazione; e che salti di capacità (es. 12→16GB, 16→24GB) possono influire sui volumi complessivi producibili, rendendo necessario trovare un equilibrio fra domanda e offerta.
Traduzione “da bar”: mettere più memoria non è gratis, né in costo né in logistica. E quando la memoria è il collo di bottiglia, le configurazioni “più appetibili” possono diventare paradossalmente le più difficili da far arrivare sugli scaffali.
Il quadro più ampio: la memoria sta rialzando i prezzi in tutto il PC world
Se vuoi capire perché questa vicenda è più di un teatrino PR, guarda cosa sta succedendo altrove: produttori stanno già ritoccando listini o avvisando di pressioni sui costi legate alla memoria. Anche brand PC hanno parlato di aumenti, e in generale la narrativa di mercato è “domanda AI + offerta limitata = prezzi nervosi”.
E quando i prezzi si muovono così, l’hardware “mainstream alto” (tipo una 5070 Ti o una 5060 Ti 16GB) rischia di essere la prima vittima: non è il prodotto più profittevole in assoluto, ma è quello che deve mantenere un prezzo “psicologico” per vendere bene. Se quel prezzo salta, saltano anche molte strategie commerciali.
Pettegolezzi
Qui separiamo nettamente realtà e “aria che tira”:
- Si sussurra che alcuni AIB stiano spostando risorse su SKU più facili da piazzare o con margini più difendibili, lasciando “a secco” certe varianti molto richieste. (Non è una prova, è una dinamica tipica quando i componenti scarseggiano.)
- Altri parlano di lotti piccoli e irregolari, con stock che appare e sparisce in finestre brevissime: perfetto per far nascere il mito “è fuori produzione”.
- E poi c’è il classico sospetto da community: “se non si trovano, qualcuno le sta dirottando su canali OEM o bundle”. Anche qui: plausibile come meccanismo, non verificabile in modo pulito senza dati interni.
Il punto pratico, però, resta uno: anche se non sono EOL, possono essere difficili da comprare.
Cosa aspettarsi nelle prossime 4–8 settimane
- Disponibilità a ondate: poche unità, timing imprevedibile, differenze enormi fra paesi e fra store.
- Prezzi instabili: se la memoria resta tirata, i listini possono oscillare più del normale.
- Comunicazioni più “sterili”: dopo lo scivolone, ASUS e altri saranno più prudenti, quindi meno dichiarazioni “definitive” e più frasi tipo “stiamo monitorando”.
- Ribilanciamento SKU: possibile che rientrino prima alcune versioni/mercati e restino rare altre (specialmente le configurazioni più ambite).
