Taverna dei Canti a Palermo: panelle, pasta siciliana e cucina di territorio a due passi dai Quattro Canti
Taverna dei Canti si trova in via Maqueda, nel cuore del centro storico di Palermo, a pochi passi dai Quattro Canti. È una taverna siciliana contemporanea, vivace e molto frequentata, che costruisce il menu attorno a ricette popolari, prodotti locali e qualche rilettura più moderna.
La carta passa dalle panelle e crocchè alla caponata, dalla pasta alla Norma alle polpette di sarde, fino al baccalà, al tonno e alle carni siciliane. Non tutto mantiene lo stesso legame con la tradizione, ma i piatti migliori conservano sapori netti e immediatamente riconoscibili.
Durante la nostra visita nel 2026 abbiamo trovato un locale animato, con porzioni generose e un servizio rapido. La posizione centralissima porta inevitabilmente molti turisti, ma il menu non si limita ai soliti piatti siciliani usati come richiamo.
Panelle, crocchè e caponata: Palermo comincia dagli antipasti
Le panelle e crocchè costano 8 euro e sono l’apertura più semplice e coerente.
Le panelle hanno bordi croccanti e interno morbido, mentre le crocchè di patate mantengono una consistenza cremosa. È un piatto diretto, senza riletture inutili, ideale da condividere mentre si sceglie il resto del menu.
La caponata della tradizione, proposta a 9,50 euro, lavora sul contrasto tra melanzana, pomodoro, acidità e dolcezza. La presenza del cacao aggiunge una nota scura e leggermente amara, senza allontanare il piatto dalla sua identità siciliana.
Più costruita la parmigiana contemporanea, con pomodoro siccagno, melanzane, pangrattato, uvetta, pinoli e ricotta fresca. Costa 13 euro e conserva i sapori della parmigiana, ma li distribuisce in consistenze diverse.
Le polpette di sarde sono il piatto più palermitano
Le polpette di sarde alla palermitana costano 10 euro.
Sono morbide, saporite e legate a quella cucina povera capace di trasformare pochi ingredienti in un piatto completo. Il gusto del pesce resta evidente, sostenuto da erbe, pane e una componente agrodolce ben controllata.
Il baccalà sfincione mette insieme due tradizioni
Il baccalà sfincione costa 16 euro ed è uno dei piatti più personali della carta.
Il pesce viene servito in pastella sopra una crema ispirata allo sfincione, con pomodoro, caciocavallo, pangrattato e cipolla. La sapidità del baccalà incontra la dolcezza della cipolla e la parte più intensa del formaggio.
La Norma resta il primo più siciliano
La Nessun Norma costa 13 euro ed è preparata con pomodoro siccagno, ricotta stagionata e chips di melanzane.
La salsa ha concentrazione, la ricotta aggiunge sapidità e le melanzane croccanti danno al piatto una consistenza diversa rispetto alla versione più tradizionale. Il nome gioca sulla rilettura, ma il gusto resta chiaramente riconducibile alla pasta alla Norma.
Anche il ragù di Sicilia, con salsiccia di maialino bagherese e manzo di scottona cinisara, merita attenzione. Costa 10 euro e punta su un sugo ricco, carnoso e molto diretto.
Mare Nero è il primo più contemporaneo
Il Mare Nero costa 20 euro ed è costruito con nero di seppia, ricotta di bufala e pomodoro secco.
Il nero di seppia porta sapidità e profondità, la ricotta addolcisce il boccone e il pomodoro secco aggiunge concentrazione. È un primo più elaborato rispetto alla Norma, ma mantiene una buona leggibilità.
La ricotta deve restare dosata: quando prevale, tende ad attenuare troppo il carattere marino. Nel complesso, però, è il piatto di pasta che mostra meglio il lato contemporaneo della cucina.
Più lineare la pasta con cozze e pomodorini, proposta a 13 euro, con elisir di prezzemolo e crumble di pane. È meno ambiziosa, ma più immediata.
La triglia a beccafico è il secondo più interessante
La triglia a beccafico costa 16 euro.
Il pesce viene farcito con mandorla e servito con stracciatella di bufala, pangrattato, uvetta, pinoli e scorze di agrumi. Il richiamo alle sarde a beccafico è evidente, ma la triglia rende il piatto più delicato e carnoso.
Uvetta, pinoli e agrumi costruiscono il profilo agrodolce tipico della cucina siciliana. La stracciatella aggiunge cremosità, anche se rende il piatto più ricco di quanto sarebbe necessario.
È comunque il secondo più solido della carta, davanti al tonno in crosta di sesamo.
Tonno Panarea e frittura seguono una strada più semplice
Il Tonno Panarea costa 24 euro ed è servito in crosta di sesamo, appena scottato.
La cottura lascia il centro rosato e mantiene la carne succosa. Il sesamo aggiunge tostatura, ma il piatto segue un repertorio ormai diffuso e racconta meno la Sicilia rispetto alla triglia.
La frittura di calamari, proposta a 18 euro, arriva con salsa bernese. La frittura resta asciutta e croccante, mentre la salsa aggiunge una componente burrosa e acidula. È una combinazione piacevole, ma più internazionale che palermitana.
Il maialino valorizza le carni locali
Il filetto di maialino costa 18 euro ed è cotto a bassa temperatura, con crema di carote agli agrumi, cipolla croccante e pomodorino confit.
La carne resta morbida e succosa. La carota porta dolcezza, mentre agrumi e cipolla interrompono la parte più morbida del piatto.
Per chi vuole concentrarsi sulla carne, la carta comprende anche controfiletto di scottona cinisara a 22 euro, T-bone sicana a 6,50 euro l’ettogrammo e tomahawk di manzetta prussiana a 8 euro l’ettogrammo.
Cannolo e dolci siciliani chiudono senza deviazioni
Il cannolo siciliano costa 5 euro ed è il finale più naturale.
La scorza resta croccante, la ricotta cremosa e la dolcezza non diventa eccessiva. Dopo un menu ricco di uvetta, pinoli, formaggi e fritture, è un dessert prevedibile ma coerente.
Una taverna vivace nel tratto più frequentato di via Maqueda
La sala è calda, colorata e informale, con tavoli ravvicinati e bottiglie esposte. All’esterno si mangia direttamente lungo uno dei tratti più affollati del centro storico.
L’atmosfera è animata e il rumore può diventare intenso nelle ore di punta. Non è il locale adatto a una cena silenziosa, ma riflette bene il movimento continuo di via Maqueda. Il servizio è rapido e preciso.
Prezzi
Le panelle e crocchè costano 8 euro, la caponata 9,50 euro, le polpette di sarde 10 euro e il baccalà sfincione 16 euro.
I primi costano da 9 a 20 euro. La pasta alla Norma costa 13 euro, il ragù di Sicilia 10 euro e il Mare Nero 20 euro.
I secondi costano da 16 a 24 euro, esclusi i grandi tagli venduti all’ettogrammo. La triglia a beccafico costa 16 euro, la frittura di calamari 18 euro e il Tonno Panarea 24 euro.
Il cannolo costa 5 euro. Il vino biologico della casa da 75 cl costa 19 euro.
Una cena con antipasto, primo o secondo e dessert costa 35-50 euro a persona, bevande escluse. I piatti del giorno e i grandi tagli possono aumentare sensibilmente il conto.
Giudizio finale
La Taverna dei Canti è un indirizzo molto centrale, vivace e costruito per accogliere sia chi conosce la cucina siciliana sia chi la incontra per la prima volta.
Le portate da privilegiare sono panelle e crocchè, caponata, polpette di sarde, pasta alla Norma, baccalà sfincione e triglia a beccafico. Sono i piatti nei quali il locale mantiene un legame più netto con Palermo e con la tradizione dell’isola.
Il menu contemporaneo amplia la scelta, ma non sempre aggiunge profondità. Tonno al sesamo e frittura con bernese risultano meno personali rispetto alle ricette costruite su melanzane, sarde, pangrattato, uvetta e pinoli.
La posizione vicino ai Quattro Canti è indubbiamente turistica, ma la cucina conserva alcuni piatti sinceri e ben centrati. Conviene ordinare con attenzione, privilegiando le specialità siciliane e verificando sempre il prezzo delle proposte fuori carta.
La nostra valutazione della Taverna dei Canti
Cucina: 8,5/10
Tradizione siciliana leggibile, con alcune riletture contemporanee più riuscite di altre.
Antipasti: 8,8/10
Panelle, caponata e polpette di sarde sono la parte più convincente.
Primi piatti: 8,6/10
Norma e Mare Nero rappresentano le due anime del menu.
Secondi di pesce: 8,5/10
La triglia a beccafico ha maggiore identità rispetto a tonno e frittura.
Carne: 8,4/10
Buon maialino e interessante presenza di razze siciliane.
Dolci: 8,4/10
Il cannolo resta la chiusura più coerente.
Servizio: 8,3/10
Rapido e informale, più sotto pressione nelle ore di maggiore affluenza.
Atmosfera: 8,5/10
Vivace e centrale, ma rumorosa quando via Maqueda si riempie.
Rapporto qualità-prezzo: 8,1/10
Prezzi sostenuti dalla posizione; meglio verificare sempre i fuori menu.
Voto complessivo: 8,5/10
Informazioni pratiche
Nome: Taverna dei Canti
Indirizzo: Via Maqueda 229, 90133 Palermo
Telefono: +39 351 5006009
Email: [email protected]
Cucina: siciliana, pesce, carne e piatti tradizionali rivisitati
Orari: tutti i giorni dalle 10:00 alle 00:30
Spesa: 35-50 euro a persona, bevande escluse
Ideale per: panelle, caponata, pasta alla Norma, sarde e cucina siciliana vicino ai Quattro Canti
Meno adatto a: chi cerca una sala silenziosa o prezzi da trattoria periferica
Prenotazione: consigliata a cena e nel fine settimana.
