Plin a Torino: otto indirizzi immancabili per mangiare la pasta ripiena più amata del Piemonte
A Torino l’agnolotto del plin è più di una pasta ripiena: è un gesto, quel pizzicotto delle dita che chiude il fagottino e sigilla sapori di arrosti, verdure e brodi concentrati. Il plin nasce nelle Langhe e nel Monferrato, ma a Torino ha trovato la sua seconda patria: osterie storiche, trattorie di quartiere e ristoranti contemporanei lo interpretano in versioni classiche al burro e salvia, ricche al sugo d’arrosto, persino “al tovagliolo” (senza condimento, avvolto in un panno caldo per ascoltarne solo il ripieno). Un buon plin si riconosce dal formato minuto, dal ripieno asciutto e saporito, dalla pasta sottile che rimane elastica al morso; l’aroma è quello della carne arrostita o delle verdure stufate, mai invadente, sempre armonico. Se volete andare a colpo sicuro, qui sotto trovate gli indirizzi che a Torino lo trattano con rispetto… e con gusto.
Questione di condimento
Chiedete sempre come viene condito: “burro e salvia”, “al sugo d’arrosto” o “al fondo bruno” sono le scelte più tipiche; d’autunno non abbiate timore di chiedere la grattata di tartufo bianco (se disponibile). Se vi propongono il “plin al tovagliolo”, provatelo almeno una volta: è il test definitivo sulla qualità del ripieno e della pasta. E ricordate che la porzione “giusta” non è enorme: il plin è piccolo e concentrato, meglio gustarlo e magari lasciarsi spazio per un bonet finale. Per i curiosi: il nome viene proprio dal “pizzicotto” con cui si chiude la pasta, plin in dialetto piemontese.
Dove mangiare i plin a Torino (selezione curata, con indirizzi e contatti)
Tre Galline – Via Bellezia 37, 10122 Torino – Tel. 011 4366553
Decana della cucina torinese (le origini del locale si perdono tra Seicento e Settecento), è una garanzia per il plin classico, sottile e profumato, spesso servito con sugo d’arrosto come da tradizione sabauda. Sala in legno, carrello dei bolliti e servizio di vecchia scuola: la cultura del territorio qui è di casa.
Ristorante Consorzio – Via Monte di Pietà 23, 10122 Torino – Tel. 011 2767661
Una delle tavole più serie sulla tradizione in chiave contemporanea; plin intensi, tirati sottili e conditi spesso con fondo d’arrosto, grande selezione di vini artigianali, atmosfera torinese senza fronzoli. Bib Gourmand Michelin: qualità alta e prezzi corretti.
Scannabue – Caffè Restaurant – Largo Saluzzo 25/H, 10125 Torino – Tel. 011 6696693
Nel cuore di San Salvario, plin “ai tre arrosti” al beurre de Bresse: eleganti, rotondi, con quella glassatura burrosa che fa cantare il ripieno. Carta golosa, servizio smart, cantina divertente.
Antiche Sere – Via Cenischia 9, 10139 Torino – Tel. 011 3854347
Osteria di culto in Borgo Campidoglio: sala rustica, sapori schietti, plin casalinghi come una volta, ben tirati e conditi generosamente. Bib Gourmand Michelin, prenotate perché i tavoli sono contesi.
Ristorante Monferrato – Via Monferrato 6, 10131 Torino – Tel. 011 8190661
Storica insegna di Borgo Po (dal 1820): qui il plin è ortodosso, dal ripieno importante e dalla pasta fine, spesso con sugo d’arrosto; ambiente sabaudo, servizio classico, vista a due passi dalla Gran Madre.
L’Acino – Via San Domenico 2, 10122 Torino – Tel. 011 5217077 / 345 1392770
Piccolo, accogliente, molto torinese: plin precisi e saporiti, eseguiti con mano artigiana; ottimo per una cena “di sostanza” in centro senza rinunciare alla cura.
Trattoria Valenza – Via Borgo Dora 39, 10152 Torino – Tel. 011 5213914
Trattoria popolare dentro l’anima di Porta Palazzo/Balôn: porzioni oneste, prezzo amico, ambiente verace. Il plin qui è comfort food piemontese allo stato puro.
Osteria Rabezzana – Via San Francesco d’Assisi 23/C, 10121 Torino – Tel. 011 543070
Storica osteria-enoteca del centro: cantina importante e cucina piemontese ben fatta. Plin tradizionali e piatti di carne che profumano di casa sabauda; perfetta per chi ama abbinare grande vino e pasta ripiena.
Varianti, abbinamenti, stagione “top”
Il condimento “al tovagliolo” esalta la precisione dell’impasto: se il ripieno è fatto bene, basta il vapore del panno a sprigionare profumi di arrosto e noce moscata. Il sugo d’arrosto regala profondità carnosa, il burro e salvia privilegia l’equilibrio e la setosità. D’autunno-inverno, con il tartufo bianco di Alba in stagione, il plin diventa poesia; in primavera spunta qualche ripieno più verde (erbette, spinaci) nelle trattorie più legate al mercato. Da bere, fatevi guidare su Barbera (anche mossa), Nebbiolo giovane o Pelaverga speziato; se volete spingere, un Barolo annata “pronta” funziona alla grande con i plin al sugo d’arrosto.
Consigli pratici
Chiedete la mezza porzione per confrontare due condimenti; non abbiate paura di domandare l’origine delle carni del ripieno (le cucine serie ve lo diranno con piacere). Se siete in famiglia, dividete un antipasto classico (vitello tonnato o insalata russa), poi plin per tutti e un dolce condiviso: ritmi e porzioni torinesi sono “di sostanza”.
