GustaMi a Bologna sforna delle pizze di grande spessore: un posto da mangiar in un sol boccone!
GustaMi si trova in via Aristotile Fioravanti 5, fuori dalle rotte più prevedibili del centro di Bologna. La posizione racconta già qualcosa del locale: questa non è una pizzeria costruita per intercettare il turismo di passaggio, ma un piccolo progetto indipendente, nato attorno agli impasti e cresciuto attraverso una ricerca continua sulla pizza.
La proposta parte da un’idea precisa: mettere insieme la struttura della pizza romana e la morbidezza di quella napoletana, senza replicare rigidamente nessuno dei due modelli. Il risultato è una pizza al piatto con un cornicione sviluppato ma non gonfio in maniera artificiosa, una base asciutta e ben cotta e una consistenza capace di alternare croccantezza e sofficità.
È un equilibrio meno semplice di quanto sembri. Quando si cerca di fondere due scuole così riconoscibili, il rischio è ottenere una pizza priva di una vera direzione. Da GustaMi, invece, l’impasto mantiene una personalità propria: è leggero, fragrante e sufficientemente solido da sostenere condimenti generosi senza trasformarsi in una base molle al centro.
L’impasto è il centro del progetto
La pizza arriva al tavolo ben sviluppata, con una colorazione uniforme e una superficie segnata da una cottura precisa. Il bordo è arioso, ma conserva una certa consistenza; il fondo rimane croccante e permette di sollevare la fetta senza perdere ingredienti lungo il percorso.
Non è la classica napoletana sottile e cedevole, né una romana rigida e friabile. La lavorazione cerca una terza strada, più contemporanea e adatta a chi vuole una pizza soffice ma non flaccida, croccante ma non secca.
Anche la digeribilità è convincente. L’impasto non lascia quella sensazione pesante e farinosa che compare spesso nelle pizze molto gonfie ma poco mature. Qui la lievitazione sembra funzionale al gusto e alla consistenza, non alla semplice ricerca di un cornicione fotogenico.
Condimenti leggibili e combinazioni ben costruite
Il menu alterna pizze classiche e proposte più elaborate, mantenendo un’impostazione chiara. Gli ingredienti sono riconoscibili e non vengono nascosti sotto creme, salse e decorazioni aggiunte soltanto per riempire il piatto.
Nelle pizze più semplici emerge bene il lavoro sulla base: pomodoro, fiordilatte, olio e ingredienti sapidi trovano spazio senza sovrapporsi. Le versioni più ricche giocano invece su contrasti tra prodotti affumicati, verdure, salumi, formaggi e componenti croccanti.
La Diavola 2.0 rappresenta bene lo stile della casa: parte da un riferimento conosciuto, ma lo sviluppa con maggiore profondità e una piccantezza calibrata. Anche l’abbinamento tra salsiccia e friarielli funziona perché il condimento mantiene una buona distribuzione e non soffoca l’impasto sotto un eccesso di grasso e umidità.
L’aspetto più convincente è proprio la misura. GustaMi non sembra interessato ad accumulare ingredienti prestigiosi o a trasformare ogni pizza in una dichiarazione programmatica. La ricerca c’è, ma resta al servizio del boccone.
A pranzo cambia il formato, non l’attenzione
A mezzogiorno la proposta si sposta verso la pizza alla pala, i panificati, i fritti e formule più rapide, adatte anche all’asporto. È una scelta sensata per una zona frequentata durante la giornata da lavoratori e residenti.
La pizza alla pala punta maggiormente sulla croccantezza e su una struttura asciutta, adatta a essere tagliata e consumata senza perdere consistenza. Non è una versione minore della proposta serale, ma un prodotto con una propria logica, più diretto e immediato.
Questa doppia identità permette al locale di cambiare ritmo senza perdere coerenza: veloce e informale a pranzo, più articolato la sera, quando la pizza al piatto diventa il centro dell’esperienza.
Fritti, birre artigianali e vini naturali
I fritti completano il menu senza svolgere il ruolo di semplice apertura obbligatoria. La lavorazione è pulita, la crosta rimane asciutta e le farciture conservano una consistenza leggibile. È un dettaglio importante, perché una pizzeria che investe sull’impasto dovrebbe mostrare la stessa precisione anche nella gestione dell’olio e delle temperature.
La carta delle bevande evita l’impostazione standardizzata di molte pizzerie. Accanto alle birre artigianali trovano spazio vini naturali e produzioni indipendenti, selezionati con una certa curiosità. La scelta ha senso soprattutto con le pizze più vegetali, speziate o caratterizzate da fermentazioni e ingredienti intensi.
Un locale piccolo, informale e coerente
GustaMi mantiene l’atmosfera di una pizzeria indipendente. Il servizio è diretto, informale e presente, senza trasformare la cena in una spiegazione interminabile di farine, percentuali di idratazione e ore di lievitazione.
Il locale non punta su un arredamento spettacolare né su un’esperienza costruita a tavolino. L’identità nasce soprattutto dal prodotto, dal rapporto con il cliente e dalla sensazione di trovarsi davanti a un progetto ancora vivo, capace di cambiare e sperimentare.
Questa dimensione artigianale comporta anche qualche limite: gli spazi sono contenuti e, nei momenti più intensi, il ritmo può diventare serrato. Ma è parte della natura di una realtà piccola, nella quale la stessa squadra segue produzione, servizio e sviluppo della proposta.
Prezzi
I prezzi restano coerenti con il livello degli ingredienti e con la lavorazione dell’impasto. GustaMi non è una pizzeria economica nel senso più elementare del termine, ma nemmeno un locale che utilizza la ricerca gastronomica come pretesto per gonfiare il conto.
Il valore si trova soprattutto nella qualità generale della pizza, nella cottura e nella capacità di proporre uno stile personale senza renderlo inutilmente complicato.
GustaMi è una buona scelta per chi cerca a Bologna una pizza contemporanea ma leggibile, curata senza diventare pretenziosa. La combinazione tra base romana e sensibilità napoletana funziona perché non viene presentata come un esercizio teorico: arriva nel piatto sotto forma di una pizza ben cotta, equilibrata e piacevole da mangiare.
